Buongiorno, vorrei chiedervi un parere riguardo un fatto strano a cui apparentemente nessun dottore
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Buongiorno, vorrei chiedervi un parere riguardo un fatto strano a cui apparentemente nessun dottore che ho consultato sa trovare una risposta.
Tutto è partito a metà Gennaio, durante un rapporto sessuale normale ho voluto strafare e per prolungare l’attività mi sono trattenuto dall’Eiaculare provando a pensare ad altro e contraendo i muscoli per qualche minuto fino alla fine del rapporto.
Quella stessa sera quando sono andato a dormire, ho iniziato ad avvertire come una sensazione di imminente eiaculazione senza stimoli e senza erezione…
Inutile dire che ero disperato perché era molto forte e non sapevo più cosa fare per farla andare via (è durata circa 2 ore).
Il mattino seguente stavo benissimo, non avevo più nulla ma di nuovo alla sera si è ripresentata.
Correndo al pronto soccorso sentivo il pene molto sensibile e ad un passo dall’eiaculazione con la sola vibrazione dell’auto, una delle sensazioni più brutte che abbia mai provato.
Attendendo in sala d’attesa alleviavo il sintomo passeggiando avanti ed indietro.
Al pronto mi diagnosticano infezione a seguito test urine, prescritti antibiotici e cortisone per una settimana circa.
Da allora per una settimana sto molto bene.
I sintomi si ripresentano a inizio febbraio ma con ecografia mi dicono che ho un calcolo in vescica e che potrebbe stimolare la prostata vista la vicinanza. Prendo cortisone e calconox e sto bene per circa un mesetto (senza apparente espulsione del calcolo).
A marzo, a seguito bidet con acqua leggermente fresca sul pene, questi sintomi bruttissimi si ripresentano ma da un’altra ecografia non si evidenziano calcoli (apparentemente espulso quello di prima).
Quindi inizio a fare esami più approfonditi (prostata non ingrossata, urocoltura negativa, spermiocoltura negativa, ormoni ok) si evidenzia solo uno stafilococco da tampone.
Mi viene prescritto il bactrim per circa un mesetto.
Il batterio è stato debellato ma i sintomi non sono ancora spariti ma sono variati, alcune volte ho bisogno urgente di urinare con dolore alla parte destra dell’asta del pene, altre volte sento delle contrazioni involontarie del pene simili a quelle eiaculatorie, ho avuto casi di polluzione notturna per 3 notti di fila ma ora non sono più accaduti, un sintomo presente già dall’inizio è una persistente rigidità del pene anche da flaccido come se fosse costantemente in erezione notata anche dal mio urologo, questa rigidità sparisce per pochi secondi quando vado ad urinare.
Non so più cosa possa essere, leggendo in giro ho visto molti articoli sul nervo del pudendo o sindrome dei genitali senza riposo, confrontando i sintomi sembrerebbero loro, cosa mi consigliate?
Tutto è partito a metà Gennaio, durante un rapporto sessuale normale ho voluto strafare e per prolungare l’attività mi sono trattenuto dall’Eiaculare provando a pensare ad altro e contraendo i muscoli per qualche minuto fino alla fine del rapporto.
Quella stessa sera quando sono andato a dormire, ho iniziato ad avvertire come una sensazione di imminente eiaculazione senza stimoli e senza erezione…
Inutile dire che ero disperato perché era molto forte e non sapevo più cosa fare per farla andare via (è durata circa 2 ore).
Il mattino seguente stavo benissimo, non avevo più nulla ma di nuovo alla sera si è ripresentata.
Correndo al pronto soccorso sentivo il pene molto sensibile e ad un passo dall’eiaculazione con la sola vibrazione dell’auto, una delle sensazioni più brutte che abbia mai provato.
Attendendo in sala d’attesa alleviavo il sintomo passeggiando avanti ed indietro.
Al pronto mi diagnosticano infezione a seguito test urine, prescritti antibiotici e cortisone per una settimana circa.
Da allora per una settimana sto molto bene.
I sintomi si ripresentano a inizio febbraio ma con ecografia mi dicono che ho un calcolo in vescica e che potrebbe stimolare la prostata vista la vicinanza. Prendo cortisone e calconox e sto bene per circa un mesetto (senza apparente espulsione del calcolo).
A marzo, a seguito bidet con acqua leggermente fresca sul pene, questi sintomi bruttissimi si ripresentano ma da un’altra ecografia non si evidenziano calcoli (apparentemente espulso quello di prima).
Quindi inizio a fare esami più approfonditi (prostata non ingrossata, urocoltura negativa, spermiocoltura negativa, ormoni ok) si evidenzia solo uno stafilococco da tampone.
Mi viene prescritto il bactrim per circa un mesetto.
Il batterio è stato debellato ma i sintomi non sono ancora spariti ma sono variati, alcune volte ho bisogno urgente di urinare con dolore alla parte destra dell’asta del pene, altre volte sento delle contrazioni involontarie del pene simili a quelle eiaculatorie, ho avuto casi di polluzione notturna per 3 notti di fila ma ora non sono più accaduti, un sintomo presente già dall’inizio è una persistente rigidità del pene anche da flaccido come se fosse costantemente in erezione notata anche dal mio urologo, questa rigidità sparisce per pochi secondi quando vado ad urinare.
Non so più cosa possa essere, leggendo in giro ho visto molti articoli sul nervo del pudendo o sindrome dei genitali senza riposo, confrontando i sintomi sembrerebbero loro, cosa mi consigliate?
Una storia articolata, ma prevalentemente gestita solo sul controllo della sintomatologia e non con la determinazione delle diverse ragioni in gioco. Può essere che l'evento inziale descritto abbia accentuato una gà esistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica trascurata nel tempo, parzialmente calmata dal cortisone assunto in questi mesi, presumibilmente mal gestita sul fronte dell'impiego di antibiotici. Ovvio che con tutto ciò lo stato pelvico-prostatico congestizio-infiammatorio sia rimasto quantomeno identico a sei mesi fa. Ora occorre che un buon andrologo riprenda in mano la situazione, riveda tutto quanto ha eseguito e presumibilemente esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno) per poi darne una attenta interpretazione e definire così un adeguato piano terapeutico ricostitutivo e non solo sintomatologico.
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