Buongiorno, vi contatto per chiedervi delucidazioni in merito ai miei problemi d’ansia. Sono ansi
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Buongiorno, vi contatto per chiedervi delucidazioni in merito ai miei problemi d’ansia.
Sono ansiosa da sempre, ma le cose sono peggiorate negli ultimi tre anni.
Con la pandemia sono usciti tutti quei traumi che io non volevo affrontare e ho cominciato a soffrire di crisi di panico e insonnia.
Dopo qualche mese mi sono rivolta sia a uno psicologo sia ad uno psichiatra e con quest’ultimo sono ancora in terapia, mentre con lo psicologo ho interrotto perché nel frattempo sono partita in Erasmus (sono in Francia da ormai 7 mesi e fino a qualche giorno fa stavo bene).
Lo psichiatra mi ha prescritto daparox.
Niente cambiamenti significativi, ma da tre giorni la situazione è precipitata drasticamente: sono tornate le crisi, i conati di vomito, l’inappetenza, la stanchezza (non dormo quasi nulla nonostante assuma trittico, due terzi di compressa prima di dormire).
Devo ammettere che si tratta di un periodo estremamente stressante: oltre ad essere lontana da casa, sto scrivendo la tesi, in più con un relatore assente, gli scioperi limitano molto le mie uscite, e da qualche giorno (da quando è comparsa la prima crisi), ho una mezza frequentazione con un ragazzo, che mi tratta come una regina e mi rispetta in tutto e per tutto, ma non riesco a capire perché queste crisi siano iniziate proprio il giorno dopo una nostra serata insieme.
Ho già contattato il mio psichiatra, che mi ha detto che secondo lui è un problema di assestamento dovuto all’aumento della dose dei farmaci e che devo aspettare qualche tempo prima di avere dei benefici.
Io pensavo di essere sulla buona strada per superare il problema e vivere una vita serena, ma ogni volta che trovo un piccolo equilibrio, questo viene spazzato via.
Tra pochi giorni rientro in Italia per Pasqua e avrò la mia famiglia ad aiutarmi, ma mi sento perennemente un peso perché devono limitare la loro vita per stare dietro a me.
Cosa ne pensate di quanto detto dal mio psichiatra? Inoltre, pensate che se ne possa uscire o che quest’ansia mi accompagnerà per tutta la vita?
Sono ansiosa da sempre, ma le cose sono peggiorate negli ultimi tre anni.
Con la pandemia sono usciti tutti quei traumi che io non volevo affrontare e ho cominciato a soffrire di crisi di panico e insonnia.
Dopo qualche mese mi sono rivolta sia a uno psicologo sia ad uno psichiatra e con quest’ultimo sono ancora in terapia, mentre con lo psicologo ho interrotto perché nel frattempo sono partita in Erasmus (sono in Francia da ormai 7 mesi e fino a qualche giorno fa stavo bene).
Lo psichiatra mi ha prescritto daparox.
Niente cambiamenti significativi, ma da tre giorni la situazione è precipitata drasticamente: sono tornate le crisi, i conati di vomito, l’inappetenza, la stanchezza (non dormo quasi nulla nonostante assuma trittico, due terzi di compressa prima di dormire).
Devo ammettere che si tratta di un periodo estremamente stressante: oltre ad essere lontana da casa, sto scrivendo la tesi, in più con un relatore assente, gli scioperi limitano molto le mie uscite, e da qualche giorno (da quando è comparsa la prima crisi), ho una mezza frequentazione con un ragazzo, che mi tratta come una regina e mi rispetta in tutto e per tutto, ma non riesco a capire perché queste crisi siano iniziate proprio il giorno dopo una nostra serata insieme.
Ho già contattato il mio psichiatra, che mi ha detto che secondo lui è un problema di assestamento dovuto all’aumento della dose dei farmaci e che devo aspettare qualche tempo prima di avere dei benefici.
Io pensavo di essere sulla buona strada per superare il problema e vivere una vita serena, ma ogni volta che trovo un piccolo equilibrio, questo viene spazzato via.
Tra pochi giorni rientro in Italia per Pasqua e avrò la mia famiglia ad aiutarmi, ma mi sento perennemente un peso perché devono limitare la loro vita per stare dietro a me.
Cosa ne pensate di quanto detto dal mio psichiatra? Inoltre, pensate che se ne possa uscire o che quest’ansia mi accompagnerà per tutta la vita?
Salve. Per quanto riguarda la sua prima domanda le confermo quanto detto dal suo psichiatra, ovvero che non bastano pochi giorni per osservare i benefici dei cambi o aggiustamenti di terapia soprattutto per quanto riguarda i farmaci antidepressivi. Invece riguardo la sua condizione di ansia, se questa è anche parte del suo carattere probabilmente non scomparirà mai del tutto; tuttavia con una terapia adeguata potrà vivere normalmente e con un buon controllo dei sintomi.
Cordiali saluti.
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Salve. Concordo con la risposta del suo psichiatra rispetto al farmaco.
Rispetto all'ansia, se questa è connaturata alla sua struttura, potrà essere arginata, ma è presumibile che non scompaia mai del tutto. Certamente occorre continuare anche il lavoro con lo psicoterapeuta per contenerla.
Dico una cosa ovvia, ma necessaria: l'ansia protegge e ha protetto l'uomo nella sua storia. Chi riesce a intravedere un rischio e predisporre delle contromisure, ne trarrà comunque un vantaggio. cordiali saluti.
Rispetto all'ansia, se questa è connaturata alla sua struttura, potrà essere arginata, ma è presumibile che non scompaia mai del tutto. Certamente occorre continuare anche il lavoro con lo psicoterapeuta per contenerla.
Dico una cosa ovvia, ma necessaria: l'ansia protegge e ha protetto l'uomo nella sua storia. Chi riesce a intravedere un rischio e predisporre delle contromisure, ne trarrà comunque un vantaggio. cordiali saluti.
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