Buongiorno. Vi contatto in quanto fra il 2018 e il 2019 ho lavorato 4 mesi in una fabbrica in Ban
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Buongiorno.
Vi contatto in quanto fra il 2018 e il 2019 ho lavorato 4 mesi in una fabbrica in Bangladesh in cui si produceva cemento con l'utilizzo di Asbesto bianco.
Visto e considerato che ho lavorato 2 mesi nel 2018 e 2 mesi (consecutivi) nel 2019, l'ambiente era chiuso e la produzione avveniva nello stesso luogo in cui passavo 10/12 ore al giorno....secondo voi sono segnato a vita?
Grazie davvero
Vi contatto in quanto fra il 2018 e il 2019 ho lavorato 4 mesi in una fabbrica in Bangladesh in cui si produceva cemento con l'utilizzo di Asbesto bianco.
Visto e considerato che ho lavorato 2 mesi nel 2018 e 2 mesi (consecutivi) nel 2019, l'ambiente era chiuso e la produzione avveniva nello stesso luogo in cui passavo 10/12 ore al giorno....secondo voi sono segnato a vita?
Grazie davvero
L'esposizione all'amianto, anche se di breve durata, è una questione seria, ma non significa necessariamente che lei sia "segnato a vita".
Sebbene non esista una soglia di sicurezza minima al di sotto della quale il rischio sia zero, la probabilità di sviluppare patologie asbesto-correlate è strettamente legata alla dose cumulativa, ovvero al prodotto tra la concentrazione di fibre inalate e la durata dell'esposizione.Quattro mesi sono considerati un'esposizione di breve durata rispetto ai decenni tipici dei casi clinici più gravi.
Le malattie legate all'amianto hanno tempi di latenza molto lunghi. I sintomi solitamente non compaiono prima di 20, 30 o anche 40 anni dall'esposizione iniziale. Essendo passati circa 7 anni dal suo lavoro in Bangladesh, è normale che lei non avverta sintomi ora. Il medico può indirizzarla a centri specializzati per la sorveglianza sanitaria degli ex-esposti. È utile consultare i protocolli di sorveglianza, come quelli suggeriti dall'INAIL o dalle autorità sanitarie locali.
Se fuma, smettere è la priorità assoluta. Il fumo ha un effetto sinergico con l'amianto, moltiplicando drasticamente il rischio di tumore al polmone rispetto a chi è esposto solo all'amianto.
In conclusione, pur non potendo escludere il rischio, la durata limitata della sua esposizione gioca a suo favore. La via migliore è la prevenzione attiva e il monitoraggio periodico consigliato da uno specialista.
Sebbene non esista una soglia di sicurezza minima al di sotto della quale il rischio sia zero, la probabilità di sviluppare patologie asbesto-correlate è strettamente legata alla dose cumulativa, ovvero al prodotto tra la concentrazione di fibre inalate e la durata dell'esposizione.Quattro mesi sono considerati un'esposizione di breve durata rispetto ai decenni tipici dei casi clinici più gravi.
Le malattie legate all'amianto hanno tempi di latenza molto lunghi. I sintomi solitamente non compaiono prima di 20, 30 o anche 40 anni dall'esposizione iniziale. Essendo passati circa 7 anni dal suo lavoro in Bangladesh, è normale che lei non avverta sintomi ora. Il medico può indirizzarla a centri specializzati per la sorveglianza sanitaria degli ex-esposti. È utile consultare i protocolli di sorveglianza, come quelli suggeriti dall'INAIL o dalle autorità sanitarie locali.
Se fuma, smettere è la priorità assoluta. Il fumo ha un effetto sinergico con l'amianto, moltiplicando drasticamente il rischio di tumore al polmone rispetto a chi è esposto solo all'amianto.
In conclusione, pur non potendo escludere il rischio, la durata limitata della sua esposizione gioca a suo favore. La via migliore è la prevenzione attiva e il monitoraggio periodico consigliato da uno specialista.
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