Buongiorno. Sottopongo a voi un quesito di carattere generale, molto rivolto alla SESSUOLOGIA, al q

5 risposte
Buongiorno.
Sottopongo a voi un quesito di carattere generale, molto rivolto alla SESSUOLOGIA, al quale mi piacerebbe avere una risposta di tipo scientifico accademico, così da poter affrontare il problema (mio) dal lato della massima razionalità. So benissimo che quanto mi provoca sofferenza deve essere indagato in maniera personale, psicoterapeutica; e so oltremodo che è difficile generalizzare in fattispecie i pensieri legati ai sentimenti delle persone, ma.. sarei comunque grato dello sforzo di astrazione. Sarà mia cura prenderlo solo come spunto di analisi e non come procedura puntuale da seguire.

Dopo questo preambolo arrivo al dunque, scusandomi per quanto mi dilungherò, ma cercherò di fornire i massimi dettagli della situazione, e di sicuro non saranno sufficienti.

Domanda: Perché alcune persone decidono di lasciare il compagno attuale per tornare dall*’ex?
Perché se quell*’ex le ha fatte soffrire, tradite(letteralmente) , stare male, non valorizzate, ferite?
Perché se nell’attuale relazione molti elementi sono positivi e soddisfacenti (sperando nella sincerità di quanto detto) tranne alcuni?

Racconto la mia vicissitudine:
sono uomo, 45 anni, laureato con discreta stabilità economica, pieno di passioni ed hobby. Ad inizio anno inizio la frequentazione con una donna di 40 anni. A gennaio si consumano i flirt iniziali per conoscerci; a febbraio per San valentino o poco prima avviamo una relazione di affetti (baci) ed intimità, oltre che di interessi comuni come viaggi, musica, concerti, sci, arte etc etc; marzo consolidiamo la situazione.
Tutta la parte legata allo stare bene assieme va a gonfie vele, per la mia opinione; l’unico punto critico è la parte dell’intimità sessuale. IO ho sempre avuto qualche problema di mantenimento dell’erezione nelle prime occasioni di intimità, un po per agitazione un po per non so cosa, ma poi ho sempre risolto con la condivisione del partner e con un gioco di coppia di stuzzicamenti sessuali (non sono aggressivo e mi piace aspettare un po l’imput del partner), e sono andato alla grande (spero ). In questa relazione invece, le occasioni di intimità sono state rade, a memoria 4/6 ed io non sono stato granché performate, penso non concentrato dalla situazione di lei che riporto ora. LEI, (per quel che ho conosciuto della sua psiche intima) è una persona enormemente introversa, forse con limitata fiducia in se stessa per alcune delusioni lavorative passate, più volte riportava il fatto che gli dava fastidio quando gli dicevo “devi/si deve” come se tutti volessero imporgli con forza il loro volere contro il suo, poco intraprendente nel rapporto fisico, sia nei baci che nel resto, infatti mi ha stoppato quando ho provato a baciarla al secondo incontro, ed ho (pensato) di dover lavorare passo passo; ed a mio avviso importante, soffre di cistiti, come molte, ed in quei mesi in maniera molto pesanti (su 2 mesi di intimità oserei dire per il 50% del tempo con me); da quanto mi dice non ha mai provato il piacere dell’autoerotismo, e limitata esperienza dei suoi ex partner nella stimolazione(…), ed ha sempre avuto relazioni lunghe ( tipo 4 rel x 6 anni) ma a distanza, nei tempi il liberi, senza ufficializzazione ai genitori etc, senza convivenza. Infine, la sua ultima relazione era finita un anno fa dopo che aveva scoperto il tradimento del suo ex partner che tra il resto le aveva lasciato un ricordo di tipo batterico risolto faticosamente con cure antibiotiche. Non mi ha mai espresso le sue fantasie ( o non le ho percepite), ma, nelle ultime intimità ho forse percepito che le piace un rapporto focoso di forza, con baci a bocca larga e lingua profonda, sin dall’inizio senza preliminari e crescendo. Ultimo aspetto, ogni volta che io fantasticavo sulla nostra relazione a lungo termine come famiglia.. mi diceva sempre che io correvo troppo, ma la confortavo dicendogli che, c’è comunque tempo.
Prosegue la storia: ad aprile implode tutto. (forse) Un po sotto stress per avere durante le settimane di Pasqua sia i genitori che due nipotine da gestire a casa, interrompe la comunicazione, e non accetta più i miei inviti ad incontrarci, anche se avevamo già qualche idea di attività in coppia; e non vuole che io vada a casa con la sua famiglia.
Dopo 6 gg ci incontriamo, e mi esprime la sua difficoltà nella parte intima/sessuale, ritenendo che sia una cosa importante nella coppia (e lo è); ma mi dice che per la parte emotiva e tutto il resto si è trovata bene come non mai. Sostiene che , se non scatta la scintilla subito, non scatterà mai più. Io le esprimo il mio innamoramento, la invito ad essere adulta, ed a pensare a qualche cosa per cercasse se veramente tra di non si possa sistemare quell’aspetto. Lei non mi ha mai dato qualche prova di volersi impegnarsi di piè. Nelle settimane successive ci siamo incontrati senza intimità e baci qualche volta, abbiamo fatto un viaggio in giornata a Milano per una fiera, ci siamo incontrati alcune sere per parlarci, dove però ci siamo ridetti un po le stesse cose con un po di positività, ci siamo incontrati il 1 maggio dove lei ha lavorato un po al pc a casa mia ed abbiamo fatto una passeggiata, ma avevamo addirittura in programma una sauna poi rovinata da un lavoro con i suoi genitori. Ancora un po di contatti telefonici andando al lavoro. Poi.. il weekend successivo non vuole incontrarmi; e lunedì otto mi lascia con un messaggio nel pomeriggio, e poi alla sera , dopo miei solleciti x incontrarla, mi dice che si sta riavvicinando al suo ultimo ex.
Ovviamente mi cade il mondo addosso; forzo un suo incontro il giorno successivo, dove mi dice che già da inizio aprile aveva riagganciato i contatti con il suo ex, che sa che forse è un errore, che una può scegliere di sbagliare, e che, se una persona non trova qualche cosa nel suo partner, è ovvio che va a cercarlo altrove e che .. se non è scattata la scintilla non scatterà mai.

Ora, dopo questo immenso preambolo, qualcuno mi sa aiutare a capire cosa possa esser passato nella mente di una donna così???? Che fattispecie cliniche in letteratura possono descriverlo???? Se c’è la possibilità da adulti di recuperare e come???
È ovvio:- che non abbiamo tutte le informazioni sul terso soggetto quindi è una visione parziale; -che le informazioni sono passate attraverso i miei occhi, i miei sentimenti e la mia analisi, anche se da contabile sono stato il più razionale e distaccato possibile; - che lo psicologo lavora sul soggetto che richiede il contatto e non su terzi; -che tante altre considerazioni del caso.
Ma, ho bisogno di CAPIRE la testa di queste donne, cosa le può aver spinte a fare questo.. così sbagliato alla mia analisi. È tutto così contrario al buon senso, e non vedo un innamoramento totale per una nuova terza persona che può spingere a lasciare una rapporto, pur nuovo ed in crescita ed evoluzione, che non ha ancora dato segni di mancanze e sofferenze, a parte il solo aspetto sessuale.
O la mia ex è una pazza; o è diventata pazza; o non so che altra spiegazione dare. Pazza ovviamente con un accezione solo emotiva, non psichiatrica.


Io inizierò un percorso personale da uno psicologo, quindi in questo consulto non necessito di consigli per la mia psiche; solo come inquadrare queste reazioni di terze persone, così da lasciare una crescita anche agli altri utenti del vostro bel sito.

Grazie mille
Dott.ssa Alessandra Folino
Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
In questi casi è meglio affidarsi alla propria pancia... Perché se ragionassimo di razionalità, tutto porta al fatto che non la vuole. Mi spiace

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Dott.ssa Marina Ceruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Sessuologo
Como
In estrema sintesi, lei chiede una "diagnosi" in merito alla sua ex, nonché in merito alla tipologia di donne che, per ragioni apparentemente insondabili, tornano dai loro ex partnerns. Diagnosi che, su questa piattaforma, non otterrà mai. Nella sua minuziosa descrizione, mi balza all'occhio un elemento macroscopico: la sua rigidità e razionalità estreme. Sono queste distorsioni cognitive a tradirla. Avrà modo di approfondire aspetti della sua struttura di personalità nel suo percorso psicoterapeutico: le di aprirà un mondo...
Dott.ssa Bianca Pescatori
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Santa Marinella
Gentile Signore,
c'è un errore di fondo nella sua richiesta. Nessuno qui le potrà dire qualcosa sull'atteggiamento della signora poiché non si esprime qui la sua ex, ma lei. Attraverso il suo racconto possiamo solo leggere come lei vede e giudica la signora che l'ha lasciata. Potremmo dunque forse farci una idea di cosa si aspetta da una relazione. E dico forse
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, non è possibile fare valutazioni puntuali con questi elementi e soprattutto senza che sia la sua ex compagna a riferirci determinate circostanze.

Cordialmente

Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Valeria Carolina Paradiso
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bollate
Buongiorno. Le porgo innanzitutto le mie condoglianze per il dolore che sta provando. È un'esperienza frustrante e sconvolgente.

Apprezzo moltissimo la sua richiesta di un'analisi razionale e accademica del comportamento della sua ex compagna. È un approccio maturo e lucido che le permette di distanziarsi dal dolore emotivo immediato per cercare una comprensione più ampia. La Sessuologia e la Psicologia delle Relazioni offrono diverse lenti di lettura per fenomeni come il ritorno da un ex-partner, specialmente se la relazione passata era stata connotata da sofferenza.

Cercherò di inquadrare il suo racconto utilizzando i costrutti teorici più rilevanti.

Analisi Teorica del Ritorno all'Ex ("Ex-Back Phenomenon")
Il fenomeno di lasciare una relazione nuova e funzionale (nonostante un punto critico) per tornare a un ex-partner problematico è scientificamente noto e può essere spiegato attraverso diverse teorie, principalmente legate all'attaccamento, alla regolazione emotiva e alla dinamica del trauma.

1. Teoria dell'Attaccamento e "Attaccamento Disorganizzato"
Questa è forse la lente di lettura più forte.

Il Bisogno di Familiarità (anche se disfunzionale): La Teoria dell'Attaccamento (Bowlby, Ainsworth) suggerisce che le persone sviluppano modelli operativi interni (MOI) basati sulle prime relazioni. Invece di cercare la felicità o la soddisfazione, alcune persone cercano ciò che è familiare, anche se questo comporta dolore. L'ex-partner, sebbene infedele, rappresentava un sistema relazionale noto.

Attaccamento Insicuro-Preoccupato/Disorganizzato: La sua ex ha avuto relazioni lunghe ma a distanza, senza ufficializzazione e senza convivenza. Questo può indicare una difficoltà nell'intimità profonda e una tendenza all'evitamento dell'impegno (per paura di essere ferita) o all'ansia (per paura dell'abbandono).

L'ex traditore, che genera sofferenza e poi torna, crea un ciclo di ferita-riconciliazione estremamente intenso che è tipico dell'Attaccamento Disorganizzato. Questa dinamica è dolorosa ma al contempo produce un'attivazione emotiva e biochimica (cortisolo e ossitocina) molto forte, che può essere confusa per amore o passione intensa.

2. Il Ciclo di Ripetizione del Trauma (Trauma Repetition Compulsion)
Il ritorno a una fonte di dolore è spesso descritto, anche in chiave psicodinamica, come una coazione a ripetere (Freud).

Tentativo di Mastery (Dominio): La persona torna dal partner che l'ha ferita per un desiderio inconscio di "riscrivere il finale" e dimostrare a sé stessa (o all'ex) che questa volta ce la farà a essere amata, a farsi rispettare, o a riparare il legame. Inconsciamente, si cerca di ottenere un dominio su un'esperienza passata in cui ci si è sentiti impotenti (come di fronte al tradimento).

L'Intensità Emotiva vs. La Serenità: Come ha descritto, la sua relazione era serena e in crescita, ma con una criticità sessuale. L'ex, invece, offriva un'esperienza ad alta intensità emotiva data dalla crisi e dalla riconciliazione. Alcune persone confondono questa intensità con la "scintilla" o la "passione". La serenità viene percepita come noia o mancanza di profondità rispetto al dramma a cui sono abituate.

3. Fattori Legati all'Autostima e alla Percezione di Sé
La sua descrizione di lei come "introversa, forse con limitata fiducia in sé stessa" è un elemento chiave.

Validazione attraverso la Riconquista: Riconquistare l'ex che l'aveva tradita può essere un enorme boost all'autostima. Se lui torna, significa che "valgo abbastanza" da superare anche l'altra donna. Questo bisogno di convalida esterna può superare la razionalità di stare bene con un nuovo partner.

Paura dell'Obbligo/Imposizione: Lei ha notato che le dava fastidio sentirsi dire "devi/si deve". L'ex, nella sua disfunzionalità, potrebbe aver rappresentato una relazione con meno "regole" o aspettative di impegno e futuro (come lei stessa paventava parlando di famiglia). La relazione con lei era forse percepita come troppo "adulta" e strutturata, mentre il ritorno all'ex poteva rappresentare una pausa da queste pressioni.

Inquadramento Clinico della Sua Ex Compagna
I tratti che ha descritto ("introversa," difficoltà con l'autoerotismo e il piacere, difficoltà nell'intimità, cicli di cistiti ricorrenti legate forse allo stress/tensione sessuale, paura dell'imposizione, paura dell'impegno a lungo termine) non configurano una "pazzia" (accezione emotiva o clinica), ma potrebbero indicare una serie di difficoltà psicologiche.
Lei si chiede: "Perché è tutto così contrario al buon senso?". La risposta accademica è che, in questi casi, la scelta non è guidata dal pensiero razionale o dal "buon senso" (inteso come ricerca della stabilità e della felicità a lungo termine), ma dalla regolazione emotiva inconscia e dai modelli di attaccamento appresi.
Non era una scelta su di Lei: La decisione di tornare all'ex non è stata una valutazione razionale tra un "Lei difettoso" e un "Ex migliore". È stata un'azione di fuga emotiva e un ritorno a un sistema relazionale (seppur tossico) che, per il suo sistema limbico, era più familiare e attivante rispetto alla sfida di costruire una nuova, sana, ma impegnativa intimità con lei.
La "Scintilla" è il Trauma: Il suo commento che "se non scatta subito la scintilla non scatterà mai" potrebbe essere tradotto, in questa ottica, come: "Se la relazione non mi attiva immediatamente in modo intenso e drammatico (come faceva l'ex), non la sento come vera o degna di rischio."
Possibilità di Recupero: È difficile generalizzare sulla possibilità di recupero senza psicoterapia. Il recupero sarebbe possibile solo se la persona in questione riconoscesse che la sua scelta è guidata da schemi disfunzionali (Coazione a Ripetere, Attaccamento Insicuro) e fosse disposta a intraprendere un lungo percorso terapeutico per imparare a tollerare l'intimità sana e la serenità. Al momento, non sembra aver mostrato questa volontà.
La sua decisione di iniziare un percorso personale è la migliore strategia, poiché le permetterà di elaborare il dolore del rifiuto e di comprendere come il suo stile relazionale ha interagito con quello della sua ex compagna.
Un saluto
Dott.ssa Valeria C. Paradiso
Psicologa, Sessuologa

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