Buongiorno, Sono una ragazza di 32 anni e ho da sempre avuto un pó di difficoltà nel ricordare gli

10 risposte
Buongiorno,
Sono una ragazza di 32 anni e ho da sempre avuto un pó di difficoltà nel ricordare gli eventi passati, i nomi delle persone, ma attualmente mi rendo conto che anche ciò che ho letto anche solo 2 minuti fa, l'ho già dimenticato. Ad esempio leggo e, quando sono in fase di ripetizione, dimentico. Sto facendo la facoltà di lettere e ci tengo ad andare bene agli esami.
Ma anche nella vita quotidiana, mi dimentico le cose da fare. Cosa potrei fare per ovviare a questa dimenticanza imperante?
Dott.ssa MARIELLA BELLOTTO
Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Psicologo
Vicenza
Ciao, grazie per la fiducia. Le difficoltà che descrivi si possono affrontare: è possibile iniziare con un colloquio conoscitivo ed eventualmente approfondire con una valutazione neuropsicologica. Attraverso test su memoria e attenzione potremmo capire oggettivamente la tua situazione e trovare insieme le strategie più utili per aiutarti
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Dott.ssa Cristina Massardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Gallarate
Buongiorno, quello che descrivi: difficoltà a ricordare, dimenticanze frequenti, fatica a trattenere le informazioni, può essere molto frustrante, soprattutto quando incide sulla tua vita quotidiana e sul percorso universitario a cui tieni.
Questi segnali meritano attenzione e ascolto: potrebbero avere radici profonde, legate allo stress, all’ansia, a carichi mentali eccessivi o a dinamiche interiori che vale la pena esplorare. Una psicoterapia ti offrirebbe uno spazio sicuro per capire cosa sta succedendo davvero dentro di te, e per ritrovare chiarezza, concentrazione e fiducia in te stessa.
Dott.ssa Cecilia Scipioni
Psicologo, Neuropsicologo
Casalgrande
Buongiorno,
capisco bene il disagio che descrive: dimenticare informazioni appena lette o faticare a ricordare nomi ed eventi può creare ansia, soprattutto quando si è impegnati negli studi. Questo tipo di difficoltà può avere molte cause, che vanno da fattori legati allo stile di studio, alla gestione dell’attenzione e dello stress, fino a possibili alterazioni della memoria e delle funzioni cognitive.

Per avere un quadro chiaro e mirato, il passo migliore è effettuare una valutazione neuropsicologica completa. Questa consentirebbe di:

-individuare eventuali aree cognitive più fragili;

-comprendere se le difficoltà siano legate a memoria, attenzione, concentrazione o altri fattori;

-impostare un percorso psicodiagnostico e di stimolazione cognitiva personalizzato, volto a potenziare le capacità di memoria e strategie di apprendimento efficaci.

In questo modo si potrà agire in maniera mirata, migliorando sia la performance negli studi sia la gestione della vita quotidiana.

Cordialmente
Dott.ssa Cecilia Scipioni, Psicologa esperta in Neuroscienze e Riabilitazione Neuropsicologica
Dott. Michele Scalese
Psicologo, Neuropsicologo
Galatina
Buongiorno,
da quanto descrive sembra che le difficoltà di memoria che sta sperimentando possano dipendere non solo dalla capacità di ricordare in sé, ma anche da fattori come attenzione, concentrazione e gestione dello stress. È frequente che ansia, stanchezza o uno stile di studio non adeguato rendano più difficile trattenere le informazioni, soprattutto quando ci si trova sotto pressione.

In questi casi può essere utile lavorare su strategie mirate: suddividere lo studio in sessioni più brevi, utilizzare schemi e mappe concettuali, allenare il recupero attivo (ripetendo a parole proprie quanto appena letto) e inserire pause rigenerative. Anche aspetti come sonno, alimentazione e organizzazione quotidiana hanno un impatto significativo sulla memoria.

Se le difficoltà persistono e incidono in modo importante sulla vita quotidiana e universitaria, può essere indicato intraprendere un percorso di valutazione psicologica e, se necessario, neuropsicologica, per comprendere meglio le cause e individuare strategie personalizzate.

Un percorso di questo tipo le permetterebbe non solo di rafforzare le funzioni cognitive coinvolte nello studio, ma anche di gestire eventuali fattori emotivi che possono interferire.

Resto a disposizione per approfondire insieme la situazione e valutare il percorso più adatto alle sue esigenze.

Dott. Michele Scalese
Psicologo – Psicologo Clinico
Dott. Rocco Ressa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Palagiano
Gentilissima, la difficoltà nel “ricordare” non descrive necessariamente un deficit cognitivo, ma un sintomo che esprime un conflitto interno o un profondo disagio. Tenga conto che la nostra mente tende a rimuovere la traccia mnestica di ciò che genera ansia, ad esempio, un dolore o un conflitto.
Il suo non ricordare può rappresentare il modo con cui la sua mente si difende da contenuti interni che vive in maniera troppo intensa o minacciosa. La rimozione, infatti, non riguarda solo eventi traumatici, ma anche contenuti ordinari che però possono sovraccaricarla.
Consideri anche che essendo lei impegnata nello studio universitario può essere che senta forte la pressione e la responsabilità degli esami per avere una buona performance. L’ansia da prestazione può generare una iperattività mentale che può interferire con la sua capacità di concentrazione e di memoria. In sostanza è come se lei nel controllare in modo preponderante la propria prestazione sottraesse energia alle funzioni cognitive.
Infine, non sottovaluti che il “non ricordare” può rappresentare anche una forma di resistenza inconscia. Da questa prospettiva, “dimenticare” può voler dire “non voler sapere” sia sul piano cognitivo che affettivo.
Le consiglio di provare a ricerca spazi di decompressione emotiva attraverso tecniche di rilassamento e pratiche che la aiutino a riconnettere il corpo e la mente in modo non performativo. Un percorso psicoterapeutico potrebbe giovarle. La saluto
Dott.ssa Elisa Evangelista
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
Verona
Salve,
le difficoltà che lei riporta possono avere diversa natura, sia organica che psicologica. Sarebbe bene effettuare delle visite specialistiche per eliminare la possibilità di cause organiche. In tal caso, potrebbe fare una valutazione neuropsicologica per comprendere, qualora ci fossero, la gravità di tali sintomi e a seguire una visita neurologica. Laddove si accertasse che non ci sono cause organiche, si potrebbe ricercare una causa psicologica in tali sintomi e quindi sarebbe utile rivolgersi ad uno psicologo.
Le auguro di trovare le risposte che cerca. In bocca al lupo!
Dott.ssa Sabrina Ulivi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pistoia
La difficoltà nel ricordare ciò che legge o gli eventi recenti, a 32 anni, non indica di per sé un problema neurologico, ma un’alterazione funzionale dei processi di attenzione e codifica. La memoria si forma solo se il cervello è in uno stato di coerenza: attenzione, calma emotiva e ritmo fisiologico devono essere sincronizzati. Stress, ansia, sonno irregolare o iperstimolazione digitale riducono l’attività dell’ippocampo, impedendo al cervello di fissare le informazioni. In questi casi, oltre a migliorare sonno e gestione dello stress, può essere molto utile il neurofeedback, una tecnica che allena il cervello a riconoscere e stabilizzare gli stati neuroelettrici ottimali per l’apprendimento. Attraverso sensori non invasivi, si monitorano le onde cerebrali e il soggetto impara, con il feedback in tempo reale, a entrare spontaneamente in stati di concentrazione rilassata: quelli in cui la memoria si consolida meglio. Abbinato a pause regolari durante lo studio, lettura ad alta voce, respirazione lenta e attività fisica costante (che aumenta il BDNF, il fattore di crescita neuronale), il neurofeedback può migliorare in modo stabile attenzione, memoria e lucidità. La memoria è energia che si fissa solo quando il cervello è coerente: riportare quella coerenza è il primo passo per ritrovare chiarezza e capacità di ricordare.
Dott.ssa Ilenia Zilio
Psicoterapeuta, Psicologo, Neuropsicologo
Scandicci
Buongiorno, esistono vari metodi per favorire un buono studio e migliorare l'apprendimento e l'attenzione. La difficoltà nel ricordare le cose o il non riuscire a mantenere l'attenzione sembra essere una sua caratteristica peculiare, tanto che la riporta come qualcosa che "ho da sempre". Forse potrebbe aiutarla trovare un metodo di studio più adatto alle sue caratteristiche specifiche di apprendimento. On line può trovare dei libri molto interessanti che suggeriscono alcune tecniche per migliorare l'apprendimento, le consiglio in particolare quelli sull'apprendimento fenomenico. Un saluto
Dott.ssa Luna Brocco
Psicologo clinico, Neuropsicologo, Psicologo
Carmagnola
Buongiorno, quello che descrive è un’esperienza più comune di quanto si pensi: la sensazione di “non ricordare nulla”, anche subito dopo aver letto o ascoltato, spesso non dipende da una vera perdita di memoria, ma da una difficoltà di concentrazione e di codifica delle informazioni.
La memoria funziona come una catena di processi: attenzione → comprensione → immagazzinamento → recupero.
Se la mente è affaticata, distratta o emotivamente sovraccarica, il primo anello (l’attenzione) non si aggancia bene, e quindi ciò che leggiamo non viene “registrato” in modo stabile.
Alcune strategie che possono aiutarla subito:
1. Studiare in blocchi brevi (25-30 minuti) alternati a pause di 5 minuti: è il principio del Pomodoro Method, che migliora l’efficienza dell’attenzione.
2. Coinvolgere più canali: leggere ad alta voce, sottolineare, spiegare a parole proprie ciò che ha appena letto, oppure scriverlo con parole semplici.
3. Usare associazioni mentali o immagini: trasformare concetti astratti in immagini o piccoli esempi concreti aiuta la memoria a lungo termine.
4. Ridurre il multitasking: niente telefono o notifiche durante lo studio; anche piccole distrazioni “rubano” memoria di lavoro.
5. Curare il sonno, l’idratazione e la gestione dello stress, perché la memoria è molto sensibile a questi fattori.

Tuttavia, se la dimenticanza è frequente anche nella vita quotidiana (appuntamenti, oggetti, nomi, conversazioni recenti), può essere utile fare un breve screening neuropsicologico: permette di capire se la causa è attentiva, ansiosa, o legata a un sovraccarico cognitivo, e di ricevere indicazioni personalizzate per potenziare la memoria.
Non sempre “non ricordare” significa “avere una cattiva memoria”: spesso significa che la mente è troppo piena, o che il metodo di studio non è adatto al proprio stile cognitivo.
Dott.ssa Letizia Nobilia
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Roma
Buongiorno,
ciò che descrive, la difficoltà a ricordare informazioni appena lette o gli impegni quotidiani, può avere diverse cause, spesso non legate a un vero problema di memoria, ma piuttosto a fattori come stress, ansia da prestazione, stanchezza mentale o difficoltà di concentrazione. Quando la mente è sovraccarica o preoccupata, immagazzina le informazioni con più fatica, e ciò può dare la sensazione di “dimenticare tutto”. Detto questo se la dimenticanza le sembra molto marcata o recente rispetto al suo funzionamento abituale, può essere utile una valutazione neuropsicologica: è un esame non invasivo che serve proprio a capire se la memoria funziona bene. Andrebbe condotta un'anamnesi e dei colloqui per capire di che natura siano queste problematiche. Un caro saluto

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