Buongiorno, sono una donna di 30 anni e vorrei chiedere, per favore, il vostro parere su un evento a
Buongiorno, sono una donna di 30 anni e vorrei chiedere, per favore, il vostro parere su un evento accaduto ormai qualche anno fa, che ha segnato l’inizio del periodo più difficile della mia vita e le cui conseguenze sto ancora affrontando oggi, affiancata dal mio psicologo e dal mio psichiatra. All’epoca ero seguita da un altro psichiatra che, durante un periodo particolarmente stressante della mia vita, mi ha consigliato per la prima volta di assumere uno psicofarmaco, ovvero EN gocce, con una dose bassa. L’ho assunto per circa quattro mesi e, quando il periodo stressante era ormai passato e mi sentivo più serena, ho chiesto al mio psichiatra come scalarlo. Non ricordo con precisione le indicazioni che mi aveva dato, ma ricordo di averlo ridotto molto velocemente, nell’arco di una settimana. All’inizio stavo bene, ma esattamente tre giorni dopo aver assunto l’ultima dose, mentre svolgevo un’attività piacevole durante il giorno, ho iniziato a provare una strana sensazione di angoscia crescente che non mi ha più abbandonata. Quella stessa notte ho avuto la prima di una lunga serie di notti insonni (insonnia di primo tipo), che nelle settimane successive mi hanno portata a sperimentare i miei primi attacchi di panico, una forte ansia durante il giorno e anche un po’ di depressione. Ci ho messo più di un anno per stare meglio, anche se ancora oggi mi capita di vivere notti simili, perché ho ancora paura di quelle emozioni così fuori controllo. Mi è sempre rimasto il dubbio che quella prima notte insonne sia stata causata più da una riduzione troppo rapida del farmaco piuttosto che unicamente dal mio problema di ansia. So che conoscere la causa, ormai, non mi sarà di particolare aiuto nella gestione delle mie notti insonni, ma pensare che questo periodo difficile possa essere stato in parte determinato anche da una causa “esterna” mi fa sentire un po’ meglio. Per questo motivo ho pensato di chiedere il vostro parere, se possibile. Vi ringrazio molto in anticipo.
2 risposte
Come dice Lei ormai è perfettamente inutile pensare a quello che è successo. Certo la sospensione delle Benzodiazepine va fatta lentamente ma non si può confermare che quello che le è successo dipenda da questo anche perche mi sembra che Lei abbia parlato di un dosaggio basso che non spiegherebbe una tale durata e intensità dei sintomi
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Gentile Signora, comprendo profondamente il bisogno di trovare risposte e di dare un senso a un periodo così doloroso della sua vita, ma a distanza di anni, stabilire con certezza millimetrica quanto abbia inciso la componente farmacologica e quanto la sua vulnerabilità interna non è solo clinicamente impossibile, ma rischia di diventare una trappola mentale. La ricerca di una "causa esterna" a tutti i costi spesso nasconde il bisogno di rassicurazione. Il punto fondamentale oggi non è capire cosa sia successo tre giorni dopo l'ultima goccia di EN, ma esplorare perché oggi, dopo anni, ci sia ancora questo bisogno costante di trovare una giustificazione esterna. Finché la mente rimane focalizzata sul passato alla ricerca di una "prova" che la sollevi dalla responsabilità di quella sofferenza, si rischia di alimentare l'ansia anticipatoria e la paura di perdere il controllo. La vera chiave per superare la paura di quelle notti insonni non sta nel trovare il colpevole nel passato, ma nel lavorare nel presente (come sta già facendo con i suoi terapeuti) su ciò che quel controllo rappresenta per lei. Il dubbio che le rimane è un ottimo materiale clinico: le consiglio di portarlo direttamente nel setting della sua psicoterapia. Lavorare sul significato di questa sua ricerca di risposte le sarà infinitamente più utile per gestire l'ansia attuale di qualsiasi parere possiate ricevere online.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

