Buongiorno, sono un uomo di 58 anni e da marzo 2020 soffro di prostatite cronica abatterica e IPB.

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Buongiorno, sono un uomo di 58 anni e da marzo 2020 soffro di prostatite cronica abatterica e IPB.
Tale patologia iniziò dopo una forte infiammazione intestinale durata circa tre mesi, causata dal covid. Le analisi ematologiche evidenziarono un valore della ferritina a 600 ed il psa a 5,75, con un rapporto tra libero e totale di circa 22.
Dopo varie visite specialistiche in quanto, oltre ai bruciori e una marcata disuria, il valore del psa rimaneva sempre alto, eseguii una risonanza magnetica multiparametrica, all’esito della quale mi fu consigliata una biopsia, con il seguente esito: “prostatite cronica attiva” e negativo per carcinoma.
Sto assumendo alfa-litici e integratori a base di serenoa da circa tre anni ma l’infiammazione permane, il valore del psa non è più sceso e faccio sempre più fatica ad urinare.
Sono preoccupato che a lungo andare questa infiammazione possa causare un carcinoma.
Qualche consiglio in merito?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Il fatto che lei se ne sia accorto due anni fa non implica che il quadro si sia generato due anni fa e l'esistenza della IPB dimostra che la storia è molto più lunga. Possibile che il quadro post-covid abbia accentuato il problema congestizio-infiammatorio pelvico-prostatico e che lo stato disfunzionale complessivo mantenga così elevato tale stato da sostenere un alto livello del PSA di cui tuttavia andrebbe valutato il profilo completo (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). Non riporta l0esito della mpRMI e nulla dice sulle modalità bioptiche per cui nel mertio nulla si può dire. Certo è che né la serenoa (che peraltro tende a nascondere gli incrementi del PSA da eventuale carcinoma) né gli alfa-litici le risolveranno mai la congestione infiammatoria che potrebbe accentuarsi e che è precondizione di eventuali degenerazioni carcinomatose ove già non sussistano e siano state misconosciute. Occorre rivedere con attenzione quanto ha fatto e poi decidere nel merito, ma di sicuro ci sono possibili diversi percorsi terapeutici più efficaci di quelli solamente sintomatologici.

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