Buongiorno, sono un uomo di 41 anni che ormai da tre anni vive un calvario senza fine, causa IVU

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Buongiorno,

sono un uomo di 41 anni che ormai da tre anni vive un calvario senza fine, causa IVU recidivanti da Escherichia Coli ESBL + e Klebsiella Pneumoniae ( sensibile soltanto ai carbapenemi), prostatite cronica batterica, epididimi congesti bilateralmente e prostatorrea immediata all’esame DRE.

Riferisco in atto, altresì, forte dolore perineale da ormai due anni.

A causa della mia sintomatologia, con episodi continui di febbre ed emospermia, sono stato ricoverato per due volte a malattie infettive con cura a base di ERTAPENEM per 15 giorni; a conclusione di ogni terapia, recavo in atto una defervescenza dei sintomi che, tuttavia, ricomparivano ancora più violenti alcuni mesi dopo.

Effettuavo indagini quali colonscopia, rettosigmoidoscopia, anoscopia e in tutti questi esami non compariva alcunché in riferimento a potenziali collegamenti tra l’intestino e le vie urogenitali ( ad eccezione di diverticolosi colica).

Venivo visitato financo al Nord Italia per le mie problematiche urologiche e nessuno ha mai saputo dare una risoluzione ai miei problemi.

Al momento io e mia moglie ( quest’ultima, per la prima volta nel corso della mia malattia) siamo affetti da E. Coli con oltre 1.000.000 di carica batterica e siamo sensibili soltanto a farmaci ospedalieri.

Sulla scorta di quanto sopra, l’andrologo mi prescriveva esame dello spermiogramma e l’esito riferiva totale azoospermia pre e post centrifugazione.

In effetti, da quando sono insorti questi problemi di salute, io ormai eiaculo acqua e ho sempre questo dolore al testicolo destro insopportabile e che si irradia a carico del piano perineale.

Io non sto qui a chiederVi se sarà mai possibile avere un figlio, ma vorrei sapere se questo calvario, prima o poi, terminerà.

Ritenete che la cura a base di ERTAPENEM debba essere più lunga e ciclica?

Si guarisce da questa malattia che mi sta togliendo il ben dell’intelletto ogni giorno che passa?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' evidente che ci si sia sempre e solo preoccupati di isneguire dei batteri con concentrazioni pù o meno elevate e con antbiotici più o meno potenti con il risultato di non rislvere nulla, scassare il microbiota intestinale e genito-urinario e lasciar peggiorare le ragioni del problema. Queste non mi pare siano mai state cercate e mai sono state inquadrate nel loro complesso unitario in grado di generare e sostenere una forte e persistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica, compreso il suo stato colico che sembra essere stato minimizzato. Ovvio che in tale situazione, sempre che già non lo fosse da tempo (cosa da valutare con i dovuti esami), sia diventato azoospermico (stato infiammatorio e disfunzinale, stato tossico da antibiotici). Da questa sede e senza dati adeguati è impossibile darle delle prospettive, ma credo che tutot sarà risolvible dandosi il tempo necessario (alemno un anno) e ripartendo da zero con un ottimo andrologo che rivaluti quanto ha fatto ed esegua tutte le dovute valutazioni genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di definire il suo quadro con le relative ragioni ed attivare la utile strategia terapeutica.

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