Buongiorno, sono un ragazzo di 40 anni, un anno fa a causa di una tachicardia da rientro nodale, ma
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Buongiorno,
sono un ragazzo di 40 anni, un anno fa a causa di una tachicardia da rientro nodale, mai rilevata nei numerosi holter e ecg ma diagnosticata solo con esame elettrofisiologico, ho fatto un ablazione.
Dopo l’ablazione ho fatto numerose visite di controllo (con Holter, ecg, holter da sforzo) sempre tutto regolare tranne per episodi di tachicardia sinusale con battiti a 142 bpm.
Purtroppo ho sempre la tachicardia, in una settimana anche con più di 20 episodi con battiti che vanno anche sui 150 bpm, i vari medici che ho incontrato in occasione delle visite di controllo mi dicono di stare tranquillo, ma io ne risento molto di questa situazione che mi crea anche imbarazzo e disagio soprattutto nell’ambiente lavorativo.
Potete gentilmente darmi un vostro parere/consiglio in merito.
Saluti
sono un ragazzo di 40 anni, un anno fa a causa di una tachicardia da rientro nodale, mai rilevata nei numerosi holter e ecg ma diagnosticata solo con esame elettrofisiologico, ho fatto un ablazione.
Dopo l’ablazione ho fatto numerose visite di controllo (con Holter, ecg, holter da sforzo) sempre tutto regolare tranne per episodi di tachicardia sinusale con battiti a 142 bpm.
Purtroppo ho sempre la tachicardia, in una settimana anche con più di 20 episodi con battiti che vanno anche sui 150 bpm, i vari medici che ho incontrato in occasione delle visite di controllo mi dicono di stare tranquillo, ma io ne risento molto di questa situazione che mi crea anche imbarazzo e disagio soprattutto nell’ambiente lavorativo.
Potete gentilmente darmi un vostro parere/consiglio in merito.
Saluti
Buonasera. Sarebbe importante vedere la tachicardia "incriminata"... Qualora fosse, come lei descrive, una tachicardia sinusale, magari inappropriata, potrebbe provare a trattarla con una terapia farmacologica con betabloccanti, se non controindicati, ma solo con l'obiettivo di ridurre i sintomi che le provoca . Se invece fosse una tachiaritmia si potrebbe pensare ad una terapia antiaritmica o ablativa in funzione del tipo di aritmia registrata. Cordiali saluti
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Buonasera a lei, se la tachicardia in questione è realmente sinusale io indagherei innanzitutto su eventuali cause ( anemia , tiroide ...) , escluse le quali tratterei la tachicardia sinusale come le ha consigliato il collega con farmaci beta-bloccanti e se non tollerati con Ivabradina in quantotachicardia sinusale inappropriata
Bisognerebbe innanzitutto capire se la tachicardia è veramente sinusale o meno. Inoltre, in generale, occorrerebbe approfondire con esami ematici per controllo emocromo, elettroliti, funzione tiroidea. Può essere che intercorra anche un momento di ansia/stress?. Difficile però poter dare consiglio/opinioni più precise senza una analisi più approfondita dei tracciati ECG a disposizione e del quadro clinico generale. Cordiali saluti
Gentile Paziente,
La ringrazio per aver condiviso la sua situazione. Capisco il disagio e il senso di frustrazione che può derivare da episodi di tachicardia frequenti, soprattutto quando interferiscono con la vita quotidiana e lavorativa.
Da quanto mi descrive, i controlli effettuati dopo l’ablazione (Holter, ECG, test da sforzo) risultano rassicuranti, e il fatto che gli episodi siano stati classificati come tachicardia sinusale riduce notevolmente la possibilità che si tratti di qualcosa di grave. Tuttavia, per comprendere meglio il quadro e offrirle una soluzione più mirata, sarebbe utile poter visionare la documentazione completa degli esami eseguiti.
Inoltre, potrebbe essere utile:
Holter delle 48 ore o dei 7 giorni: Monitoraggi più prolungati rispetto al classico Holter delle 24 ore possono aumentare la probabilità di catturare gli episodi descritti e analizzarli in dettaglio.
Valutazione dello stato generale e dei fattori scatenanti: La tachicardia sinusale potrebbe essere influenzata da fattori come stress, ansia, caffeina, farmaci o altre condizioni (es. disturbi tiroidei o anemia). Valutare questi aspetti potrebbe aiutare a identificare eventuali cause modificabili.
Opzioni terapeutiche: In alcuni casi, potrebbe essere utile discutere con il suo cardiologo l’eventualità di una terapia farmacologica (ad esempio, con beta-bloccanti a basse dosi), che potrebbe aiutare a ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi, migliorando la qualità della vita.
La rassicuro sul fatto che, se i medici che l’hanno seguita non hanno rilevato elementi di preoccupazione, la sua situazione non sembra indicare un rischio imminente. L’obiettivo ora è migliorare il suo benessere e gestire gli episodi in modo che non interferiscano con le sue attività quotidiane.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o per aiutarla a impostare eventuali accertamenti aggiuntivi.
Un caro saluto,
Dr. Alessandro Orrù
La ringrazio per aver condiviso la sua situazione. Capisco il disagio e il senso di frustrazione che può derivare da episodi di tachicardia frequenti, soprattutto quando interferiscono con la vita quotidiana e lavorativa.
Da quanto mi descrive, i controlli effettuati dopo l’ablazione (Holter, ECG, test da sforzo) risultano rassicuranti, e il fatto che gli episodi siano stati classificati come tachicardia sinusale riduce notevolmente la possibilità che si tratti di qualcosa di grave. Tuttavia, per comprendere meglio il quadro e offrirle una soluzione più mirata, sarebbe utile poter visionare la documentazione completa degli esami eseguiti.
Inoltre, potrebbe essere utile:
Holter delle 48 ore o dei 7 giorni: Monitoraggi più prolungati rispetto al classico Holter delle 24 ore possono aumentare la probabilità di catturare gli episodi descritti e analizzarli in dettaglio.
Valutazione dello stato generale e dei fattori scatenanti: La tachicardia sinusale potrebbe essere influenzata da fattori come stress, ansia, caffeina, farmaci o altre condizioni (es. disturbi tiroidei o anemia). Valutare questi aspetti potrebbe aiutare a identificare eventuali cause modificabili.
Opzioni terapeutiche: In alcuni casi, potrebbe essere utile discutere con il suo cardiologo l’eventualità di una terapia farmacologica (ad esempio, con beta-bloccanti a basse dosi), che potrebbe aiutare a ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi, migliorando la qualità della vita.
La rassicuro sul fatto che, se i medici che l’hanno seguita non hanno rilevato elementi di preoccupazione, la sua situazione non sembra indicare un rischio imminente. L’obiettivo ora è migliorare il suo benessere e gestire gli episodi in modo che non interferiscano con le sue attività quotidiane.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o per aiutarla a impostare eventuali accertamenti aggiuntivi.
Un caro saluto,
Dr. Alessandro Orrù
io non penso sia un qualcosa di serio se trattasi di tachicardia sinusale. Tuttavia, come dico sempre, esprimersi in modo più appropriato presuppone che si visiti il pz o dal vivo o mediante televisita. Saluti cordiali.
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