Salve sono una donna di 41 anni e da qualche anno mi hanno diagnosticato la tachicardia ventricolare
Salve sono una donna di 41 anni e da qualche anno mi hanno diagnosticato la tachicardia ventricolare non sostenuta,ho eseguito tutti gli accertamenti,visita cardiologica ed ecocardiogramma,prova da sforzo,più di un holter cardiaco,studio elettrofisiologico e test di brugada sia l'ajmalina che la flecainide,risonanza magnetica cardiaca,tutti gli esami hanno dato esito negativo,non prendo nessuna terapia ed eseguo controlli periodici ogni anno dall'aritmologo(elettrocardiogramma, ecocardiogramma e prova da sforzo).Nonostante il mio cuore è sano e non c'è niente di patologico continuo ad avere paura quando averto questi episodi e in periodi di stress oltre ad avvertirli di più vado completamente nel panico mi si fa un nodo allo stomaco e ho sempre paura mi accada qualcosa.Vorrei capire se posso stare serena e ricevere rassicurazioni. Ringrazio anticipatamente
1 risposta
Buonasera, dalla descrizione che riporta emerge un elemento molto importante: ha già eseguito un iter diagnostico molto completo (ecocardiogramma, test da sforzo, multipli Holter ECG, risonanza magnetica cardiaca, studio elettrofisiologico e test farmacologici per sindrome di Brugada), tutti con esito negativo. Quando la tachicardia ventricolare non sostenuta si verifica in un cuore strutturalmente sano, senza alterazioni agli esami di secondo livello come la risonanza o lo studio elettrofisiologico, nella grande maggioranza dei casi si tratta di aritmie benigne, che non comportano un aumento significativo del rischio di eventi gravi. È anche molto comune che questi episodi vengano percepiti maggiormente nei periodi di stress o ansia, perché il sistema nervoso autonomo può favorire la comparsa di extrasistoli o brevi aritmie. Il fatto che lei sia seguita periodicamente da un aritmologo con controlli regolari è già l’approccio corretto. In assenza di cardiopatia strutturale documentata, generalmente è possibile condurre una vita normale, mantenendo semplicemente i controlli programmati. Eventualmente potrebbe valutare di dosare gli ormoni tiroidei e gli elettroliti per approfondire il quadro clinico. Se gli episodi dovessero diventare più frequenti o particolarmente sintomatici potrebbe essere utile parlarne con il suo cardiologo per valutare eventuali strategie terapeutiche o di gestione dei sintomi. Un cordiale saluto.
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