Buongiorno. Sono un atleta professionista della nazionale di paracadutismo italiana. Soffro di GONA
Buongiorno. Sono un atleta professionista della nazionale di paracadutismo italiana. Soffro di GONARTROSI bilaterale al ginocchio destro. Ho 50 anni e essendo ancora in servizio attivo non posso mettere protesi come consigliato da altri ortopedici. Infiltrazioni di prp e acido ialuronico non hanno avuto effetto. Il trapianto di cartilagine potrebbe essere una soluzione?
8 risposte
Buongiorno, comprendo perfettamente il suo problema. A 50 anni, con un'attività sportiva professionistica ad altissimo impatto come il paracadutismo, la gestione della gonartrosi rappresenta una sfida complessa e certamente la protesi, se possibile, è opportuno posticiparla il più a lungo possibile. Per quanto riguarda il trapianto di cartilagine, purtroppo nella maggior parte dei casi di gonartrosi diffusa non rappresenta la soluzione ideale. Questa tecnica offre i migliori risultati quando è presente una lesione cartilaginea circoscritta in un ginocchio per il resto ben conservato; nell'artrosi, invece, il problema interessa l'intera articolazione e coinvolge anche osso subcondrale, menischi, membrana sinoviale, legamenti e l'equilibrio biomeccanico del ginocchio. Prima di prendere in considerazione qualsiasi intervento, ritengo fondamentale un inquadramento molto accurato: è importante valutare il grado di artrosi, l'eventuale presenza di deviazioni assiali (varo o valgo), la stabilità legamentosa, la condizione dei menischi e soprattutto individuare quali siano i fattori che mantengono attivo il dolore e l'infiammazione. Nella mia pratica clinica adotto un approccio di ortopedia clinica integrata, che non si limita all'immagine radiologica ma considera il paziente nel suo insieme. Oltre alle terapie convenzionali, spesso è possibile costruire un percorso personalizzato che può comprendere strategie mirate per modulare l'infiammazione, integrazione nutraceutica con evidenze di efficacia nei casi selezionati, mesoterapia antalgica, farmaci bioregolatori e un programma riabilitativo specifico volto a ottimizzare la funzione articolare. In alcuni pazienti è utile lavorare anche sugli aspetti metabolici e sul recupero delle capacità adattative dell'organismo, che possono influenzare la percezione del dolore e la qualità del recupero. Naturalmente ogni indicazione deve essere personalizzata: senza visionare le immagini della risonanza magnetica e delle radiografie in carico, oltre a una valutazione clinica accurata, non è possibile stabilire se esistano alternative chirurgiche conservative (ad esempio osteotomie o altre procedure) oppure se sia preferibile continuare con un trattamento non chirurgico. Il mio consiglio è quindi di sottoporsi a una valutazione specialistica approfondita prima di escludere ogni possibilità diversa dalla protesi. In molti casi è possibile individuare strategie che consentono di ridurre il dolore, migliorare la funzionalità e ritardare significativamente l'intervento protesico, permettendo di mantenere un buon livello di attività. Le auguro il meglio per il prosieguo della sua carriera sportiva.
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Buongiorno, l’indicazione a un eventuale trattamento chirurgico sulle cartilagini dipende da diversi fattori, tra cui estensione e sede del danno, grado di artrosi, allineamento e stabilità del ginocchio. Non è quindi possibile stabilirne l’idoneità senza una valutazione diretta. Le consiglio una visita ortopedica specialistica, portando radiografie sotto carico e risonanza magnetica, per esaminare le possibili alternative alla protesi. Cordiali saluti Dott. Casciaro
Buongiorno, bisognerebbe valutare nello specifico la sua situazione anche in base ad eta, sintomi e immagini strumentali. un'altra alternativa potrebbero essere le infiltrazioni con cellule staminali, se è interessato a un consiglio personalizzato mi scriva pure
Buongiorno, i trapianti cartilaginei sono riservati in casi molto particolari con indicazioni specifiche. Non possono essere eseguiti per gonartrosi e quindi patologie degenerative. Piuttosto andrei ad indagare lo status meniscale e cartilagineo e del perchè si siano degenerati in fretta. Magari uno solo dei tre compartimenti del ginocchio è interessato da artrosi. Potrebbe essere il caso di studiare gli assi di carico del ginocchio e comprendere la causa del dolore
Buonasera, premetto subito che un vero trattamento non chirurgico efficace per l'artrosi di ginocchio non esiste, al contrario di quanto si può leggere in giro e, purtroppo, su internet. Il trapianto di cartilagine e le cellule staminali o mesenchimali hanno risultati clinici non chiari e soprattutto non garantiti, per cui è un trattamento che neanche propongo. La terapia infiltrativa può attenuare i sintomi per periodi più o meno lunghi ma non risolve il problema e, in casi avanzati, solo la chirurgia può dare dei risultati. Esistono delle opzioni chirurgiche più o meno invasive, oltre la protesizzazione, che però vanno ritagliate e discusse con il paziente.
Se l'indicazione è già la protesi, il trapianto di cartilagine non è indicato. Si può invece pensare a fare un tentativo con infiltrazione di cellule staminali (che si prelevano dal tessuto adiposo della pancia) - LIPOGEMS - in attesa di fare la protesi. Saluti Dott.ssa Giovanelli
Buongiorno. Nel suo caso è importante distinguere tra un difetto localizzato della cartilagine e una vera gonartrosi diffusa. Le tecniche di trapianto/riparazione cartilaginea (innesto osteocondrale, impianto di condrociti, MACI ecc.) danno i risultati migliori quando esiste una lesione cartilaginea ben delimitata, mentre il resto dell'articolazione è ancora relativamente conservato. Se invece è presente una gonartrosi avanzata con perdita diffusa della cartilagine e riduzione importante della rima articolare, il trapianto di cartilagine generalmente non rappresenta una buona soluzione: non è infatti possibile sostituire con queste tecniche tutta la superficie articolare degenerata. A 50 anni e con un'attività sportiva professionistica molto particolare come il paracadutismo, prima di arrivare alla protesi ritengo però ragionevole richiedere una valutazione presso un centro specializzato in chirurgia conservativa e rigenerativa del ginocchio. Bisognerebbe valutare direttamente radiografie sotto carico e risonanza magnetica, oltre all'asse dell'arto, allo stato dei menischi e dei legamenti e soprattutto alla distribuzione dell'artrosi. In alcuni pazienti relativamente giovani e molto attivi, infatti, se l'artrosi interessa prevalentemente un solo compartimento, possono esistere strategie di preservazione articolare alternative alla protesi totale, eventualmente associate alla correzione dell'asse dell'arto. La scelta è completamente diversa a seconda che si tratti di una lesione focale, di un'artrosi monocompartimentale oppure di un'artrosi avanzata pluricompartimentale. Pertanto non escluderei a priori una soluzione conservativa, ma il trapianto di cartilagine non può essere indicato semplicemente sulla base della sua età o della necessità di continuare l'attività agonistica. Serve una valutazione molto specifica delle immagini e del grado di artrosi da parte di un ortopedico che si occupi prevalentemente di preservazione articolare del ginocchio.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.



