Buongiorno, soffro di ipertensione e colesterolemia (in cura con statine e triatec). In seguito ad u
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Buongiorno, soffro di ipertensione e colesterolemia (in cura con statine e triatec). In seguito ad un eco color doppler dei tronchi sovraortici è emerso che la carotide dx ha una stenosi del 10-15% mentre quella sx ha una stenosi del 20%. La prossima visita di controllo sarà tra un anno. Queste percentuali sono da ritenersi gravi? Oltre a migliorare la mia alimentazione, con attività fisica adeguata c’è qualcosa che posso fare per migliorare queste stenosi, facendole regredire? (Ho 48 anni). Grazie
Le arterie carotidi sono i principali vasi che irrorarono in nostro cervello garantendo un flusso di circa l’80% per il suo fabbisogno, il rimanente 20% è garantito dalle arterie vertebrali. Come tutte le arterie, in relazione ad un congruo elenco di fattori di rischio ( familiarità, età, sesso, displipidemia, ipertensione, diabete, tabagismo, sedentarietà, obesità ) col tempo vanno incontro a fenomeni regressivi/degenerativi denominati brevemente aterosclerosi che comportano la formazione delle cd. placche che possono comportare fenomeni ostruttivi o embolici qualora un frammento di queste placche si distacchi ostruendo un ramo di arteria cerebrale determinando, con gravità crescente, un TIA o un ICTUS. Prima ancora di osservare la formazione delle placche i fenomeni regressivi delle arterie spesso comportano la comparsa di un altro fenomeno evidenziabile dai moderni ecografi molto performanti ovvero l’ispessimento medio-intimale ( IMT ). Lo spessore intima-media (IMT) della parete arteriosa è quella distanza tra lo strato interno della parete vasale a contatto con il sangue e lo strato esterno medio-avventiziale. Un po' come dire l'interno e l'esterno di un cilindro parlando dello spessore della sua parete. Il suo spessore è considerato un elemento prognostico della degenerazione aterosclerotica cui i nostri vasi vanno incontro per senescenza, ipertensione, tabagismo, ipercolesterolemia, diabete, genetica. L'IMT normale è se al di sotto a 0,7 mm, con valori intermedi tra 0,7 e pari a 0,9 mm sussiste una condizione predisponente ad eventi cardiovascolari ma siamo ancora entro i limiti di una zona grigia. Se superiamo il valore di 0,9 mm, fino a 1,4 mm, parliamo di ispessimento medio-intimale infine per valori oltre 1,5 mm si configura la presenza di una placca ateromasica. Solo in questi due casi si interviene farmacologicamente in prevenzione di eventi cerebro/cardiovascolari maggiori. Quando si evidenziano le placche ateromasiche va detto come quest’ultime possano essere totalmente asintomatiche oppure dare segni di se per le complicanze sopradescritte. Rispondendo al suo quesito specificatamente va detto, come da consolidati studi scientifici a riguardo, il rischio di eventi cerebrovascolari maggiori aumenta in maniera significativa dinanzi a stenosi del 60/70 % ma il semplice dato numerico è riduttivo quanto approssimativo perché cio’ che realmente conta è la natura della placca, sottolineando come quelle “ soffici “ costituite prevalentemente da depositi di colesterolo frammisti a tessuto endoteliale in disfacimento siano a maggior rischio di complicazioni, al di là delle dimensioni e del relativo grado di stenosi che determinano, in virtù della loro natura maggiormente instabile e pertanto suscettibile di complicazioni quali erosione spontanea, fissurazione o rottura, determinando pertanto una trombosi acuta molto tempo prima di comportare una provocare stenosi cd. emodinamicamente significativa. Farle regredire è impossibile; alternativamente condurre un valido genere di vita accompagnato ad una sana alimentazione, non fumare e in ultimo assumere, come nel suo caso, antipertensivi come gli ACE-inibitori che tutelano le arterie dagli shear-stress di parete o statine che oltre ad una attività ipocolesterolemizzante svolgono anche una azione protettiva antifiammatoria/antitrombotica/antiossidativa sull’endotelio vascolare ( cd. effetto pleiotropico ), lo valuto un saggio approccio strategico. Le consiglio in ultimo un follow-up annuale clinico, laboratoristico riferito all’assetto lipidico-glucidico-epatico-renale e soprattutto un controllo ecodoppler TSA praticato da mani esperte che fanno la differenza
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