Buongiorno, Se possibile vorrei un parere ortopedico su una questione. Ad aprile ho avuto un incid
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risposte
Buongiorno,
Se possibile vorrei un parere ortopedico su una questione.
Ad aprile ho avuto un incidente stradale che mi ha causato tra le altre cose una frattura dello scafoide (edema) da RMN.
Ho seguito l’iter di guarigione osservando:
Se dolore brufen 600 mg 1 cp ogni 12 ore per 3-4 giorni, se ulteriore dolore paracetamolo 1g 1cp
ogni 12 ore.
• Tutore di polso sinistro per 3 settimane (5 totali)
• Ostesulfur 1 bustina die per 2 mesi
• Vitamina D 25.000 ui 1 fiala a settimana per 8 settimane
• Magnetoterapia 5 ore al giorno programma fratture 35-40 giorni
Faccio una lastra di controllo e risulta guarito.
Nonostante questo continuo ad avere un dolore importante che non passa.
Faccio la riabilitazione sempre accompagnato da dolore e vengo considerato guarito dal l’ortopedico.
Successivamente notando che questo dolore non passava, mi sono rivolto ad un altro ortopedico che mi visita e scrive:
“STILOIDITE RADIALE E TENOSINOVITE DEI FLESSORI DEL PRIMO RAGGIO MANO SINISTRA” suggerendomi di fare una tac per controllare lo scafoide e una artro-rm per valutare a pieno l’articolazione.
Eseguita l’artro-rm che dice:
“ Ampio il recesso articolare per lassità della capsula sul versante radiale senza peraltro evidenza di soluzioni della continuità anatomica (il mezzo di contrasto permane in articolazione).”
E la Tac dice: “ Lieve irregolarità della corticale dello scafoide sul versante radiale tuttavia continua”.
Visti gli esami mi dà una cura composta da:
• LANSOPRAZOLO 1 CPR + VOLTAREN 100 MG PER 10 GIORNI
• TUTORE DA POLSO PER 10 GIORNI.
Io tutt’ora convivo con il dolore e una sensazione di formicolio occasionale che si irradia nel pollice ed indice, spesso il polso scrocca al movimento e ad ogni utilizzo un po più sostenuto della mano mi si gonfia.
Mi sapreste dare una indicazione su cosa fare?
Grazie mille a chi risponderà
Se possibile vorrei un parere ortopedico su una questione.
Ad aprile ho avuto un incidente stradale che mi ha causato tra le altre cose una frattura dello scafoide (edema) da RMN.
Ho seguito l’iter di guarigione osservando:
Se dolore brufen 600 mg 1 cp ogni 12 ore per 3-4 giorni, se ulteriore dolore paracetamolo 1g 1cp
ogni 12 ore.
• Tutore di polso sinistro per 3 settimane (5 totali)
• Ostesulfur 1 bustina die per 2 mesi
• Vitamina D 25.000 ui 1 fiala a settimana per 8 settimane
• Magnetoterapia 5 ore al giorno programma fratture 35-40 giorni
Faccio una lastra di controllo e risulta guarito.
Nonostante questo continuo ad avere un dolore importante che non passa.
Faccio la riabilitazione sempre accompagnato da dolore e vengo considerato guarito dal l’ortopedico.
Successivamente notando che questo dolore non passava, mi sono rivolto ad un altro ortopedico che mi visita e scrive:
“STILOIDITE RADIALE E TENOSINOVITE DEI FLESSORI DEL PRIMO RAGGIO MANO SINISTRA” suggerendomi di fare una tac per controllare lo scafoide e una artro-rm per valutare a pieno l’articolazione.
Eseguita l’artro-rm che dice:
“ Ampio il recesso articolare per lassità della capsula sul versante radiale senza peraltro evidenza di soluzioni della continuità anatomica (il mezzo di contrasto permane in articolazione).”
E la Tac dice: “ Lieve irregolarità della corticale dello scafoide sul versante radiale tuttavia continua”.
Visti gli esami mi dà una cura composta da:
• LANSOPRAZOLO 1 CPR + VOLTAREN 100 MG PER 10 GIORNI
• TUTORE DA POLSO PER 10 GIORNI.
Io tutt’ora convivo con il dolore e una sensazione di formicolio occasionale che si irradia nel pollice ed indice, spesso il polso scrocca al movimento e ad ogni utilizzo un po più sostenuto della mano mi si gonfia.
Mi sapreste dare una indicazione su cosa fare?
Grazie mille a chi risponderà
Buonasera, il quadro che descrive è abbastanza chiaro e, ti dico diretto: non è “strano” avere ancora dolore nonostante la frattura dello scafoide risulti consolidata.
La TAC conferma che lo scafoide è sostanzialmente guarito (corticale continua), mentre l’artro-RM esclude lesioni legamentose importanti. Questo sposta il focus: il problema attuale non è più osseo, ma verosimilmente tendineo e funzionale.
La diagnosi di stiloidite radiale (tipo De Quervain) associata a tenosinovite è perfettamente coerente con i sintomi che riferisci: dolore sul lato radiale del polso, gonfiore dopo uso, “scrosci”, difficoltà nei movimenti e possibile irradiazione verso pollice e indice. Il formicolio occasionale può essere legato a irritazione locale o a un iniziale coinvolgimento del nervo radiale superficiale. Inoltre, dopo un trauma come il tuo, è frequente che si instauri una ipersensibilità e disfunzione del polso, anche per rigidità residua e alterata biomeccanica.
Il punto critico è questo: se continui ad avere dolore nonostante riposo, tutore e antinfiammatori, significa che il problema non è ancora stato “spento” del tutto.
In questi casi, il percorso corretto è una rivalutazione specialistica ortopedica per definire se si tratta di una tenosinovite persistente, di una sofferenza del compartimento radiale o di una sindrome irritativa nervosa associata. Da lì si imposta un trattamento più mirato, che può includere anche terapie locali più specifiche.
In sintesi: lo scafoide è a posto, ma il polso no. Il dolore che hai è reale e spiegabile, e merita un inquadramento più focalizzato sulla componente tendinea e funzionale piuttosto che ossea.
La TAC conferma che lo scafoide è sostanzialmente guarito (corticale continua), mentre l’artro-RM esclude lesioni legamentose importanti. Questo sposta il focus: il problema attuale non è più osseo, ma verosimilmente tendineo e funzionale.
La diagnosi di stiloidite radiale (tipo De Quervain) associata a tenosinovite è perfettamente coerente con i sintomi che riferisci: dolore sul lato radiale del polso, gonfiore dopo uso, “scrosci”, difficoltà nei movimenti e possibile irradiazione verso pollice e indice. Il formicolio occasionale può essere legato a irritazione locale o a un iniziale coinvolgimento del nervo radiale superficiale. Inoltre, dopo un trauma come il tuo, è frequente che si instauri una ipersensibilità e disfunzione del polso, anche per rigidità residua e alterata biomeccanica.
Il punto critico è questo: se continui ad avere dolore nonostante riposo, tutore e antinfiammatori, significa che il problema non è ancora stato “spento” del tutto.
In questi casi, il percorso corretto è una rivalutazione specialistica ortopedica per definire se si tratta di una tenosinovite persistente, di una sofferenza del compartimento radiale o di una sindrome irritativa nervosa associata. Da lì si imposta un trattamento più mirato, che può includere anche terapie locali più specifiche.
In sintesi: lo scafoide è a posto, ma il polso no. Il dolore che hai è reale e spiegabile, e merita un inquadramento più focalizzato sulla componente tendinea e funzionale piuttosto che ossea.
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