Buongiorno. Scrivo perché ho un problema che mi affligge da qualche tempo. Premetto di avere
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Buongiorno.
Scrivo perché ho un problema che mi affligge da qualche tempo.
Premetto di avere 42 anni, di essere uno sportivo, mi alleno 5 volte a settimana, sono una persona dinamica, attiva, non fumo, bevo raramente alcolici e non soffro di depressione ne di patologie pregresse. Nella mia vita ho subito solo due operazioni chirurgiche alle tonsille e al varicocele (all’età di 20 anni) per la torsione di uno dei due testicoli. Non assumo farmaci ne droghe.
Tutto inizia dal periodo Covid (2020) ad oggi. Mi spiego.
Dopo quasi tre anni di astinenza da rapporti sessuali per pandemia e per essermi concentrato principalmente sulla mia crescita personale e professionale, mi ritrovo saltuariamente ad averne con partner occasionali. Ciò che succede mi lascia perplesso perché mi rendo conto (spesse volte) di raggiungere l’eccitazione e l’erezione (che persiste anche per ore) durante la fase che precede il rapporto vero e proprio. Puntualmente però nella maggior parte dei casi, quando giunge il momento di concretizzare, avviene un “calo” del membro, quindi con difficoltà a poter affrontare la penetrazione o in altri casi (come accaduto una settimana fa) il membro compie la sua funzione ma dopo non molto non mantiene la sua turgidità, perdendo “consistenza” durante l’amplesso con tutte le interruzioni e l’imbarazzo che ne può conseguire a seguito di ciò. Ho notato che questo avviene anche durante la masturbazione dove in alcuni momenti è molto facile per me perdere l’erezione. Sottolineo che precedentemente alla data indicata non ho mai avuto problemi del genere, anzi accadeva esattamente il contrario e basavo molto la mia mascolinità su questo “punto di forza”.
Ora mi trovo a chiedere come poter distinguere se tutto ciò sia provocato da un’ansia da prestazione e quindi da un disagio psicologico per via delle relazioni saltuarie e dai lunghi periodi di astinenza o da un reale problema fisiologico?
Ringrazio per la cortese attenzione e auguro un’ottima giornata.
Scrivo perché ho un problema che mi affligge da qualche tempo.
Premetto di avere 42 anni, di essere uno sportivo, mi alleno 5 volte a settimana, sono una persona dinamica, attiva, non fumo, bevo raramente alcolici e non soffro di depressione ne di patologie pregresse. Nella mia vita ho subito solo due operazioni chirurgiche alle tonsille e al varicocele (all’età di 20 anni) per la torsione di uno dei due testicoli. Non assumo farmaci ne droghe.
Tutto inizia dal periodo Covid (2020) ad oggi. Mi spiego.
Dopo quasi tre anni di astinenza da rapporti sessuali per pandemia e per essermi concentrato principalmente sulla mia crescita personale e professionale, mi ritrovo saltuariamente ad averne con partner occasionali. Ciò che succede mi lascia perplesso perché mi rendo conto (spesse volte) di raggiungere l’eccitazione e l’erezione (che persiste anche per ore) durante la fase che precede il rapporto vero e proprio. Puntualmente però nella maggior parte dei casi, quando giunge il momento di concretizzare, avviene un “calo” del membro, quindi con difficoltà a poter affrontare la penetrazione o in altri casi (come accaduto una settimana fa) il membro compie la sua funzione ma dopo non molto non mantiene la sua turgidità, perdendo “consistenza” durante l’amplesso con tutte le interruzioni e l’imbarazzo che ne può conseguire a seguito di ciò. Ho notato che questo avviene anche durante la masturbazione dove in alcuni momenti è molto facile per me perdere l’erezione. Sottolineo che precedentemente alla data indicata non ho mai avuto problemi del genere, anzi accadeva esattamente il contrario e basavo molto la mia mascolinità su questo “punto di forza”.
Ora mi trovo a chiedere come poter distinguere se tutto ciò sia provocato da un’ansia da prestazione e quindi da un disagio psicologico per via delle relazioni saltuarie e dai lunghi periodi di astinenza o da un reale problema fisiologico?
Ringrazio per la cortese attenzione e auguro un’ottima giornata.
Ovviamente le lunghe astinenze non aiutano. Non ha certamente problemi erettili penieni, altrimenti non si costituirebbe l'erezione. Altrettanto certamente sussistono aspetti più generali che possono anche intensificare uno stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica. Non si può escludere peraltro, anche se ormai sono passati diversi anni, che trascini una sorta di effetto long-covid almeno come componente del problema. Infine lo stato stresso-emotivo di rapporti occasionali altrettanto non aiuta. Occorre fare il punto della situazione con un buon andrologo che svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale) per poi decidere nel merito.
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