Buongiorno. Operato da 2 mesi e 10 gg di Prostatectomia Radicale. Levato il catetere circa 40 gg fa.

Buongiorno. Operato da 2 mesi e 10 gg di Prostatectomia Radicale. Levato il catetere circa 40 gg fa. Nonostante abbia ancora delle perdite di urina, la situazione mi sembra stia migliorando. Quel che invece non migliora, nonostante l'assunzione di Tadalafil da più di un mese, è la reazione alla stimolazione e l'assoluta incapacità di una minima erezione (mi sembra addirittura che il pene sia più corto) . E' vero che ho 77 anni, ma prima dell'intervento riuscivo ad avere anche rapporti soddisfacenti (a volte magari con un aiutino). Dovrò finire così? Non c'è la minima speranza di poter avere ancora qualche rapporto? Per ora non si sono rivelate vere le vaghe rassicurazioni (anche su Internet) che lasciavano intendere ad una possibile ripresa delle funzioni sessuali. Forse era meglio fare la "Radio" anziché l'intervento radicale? Mi scuso per il modo diretto con cui ho affrontato l'argomento ma sono veramente demoralizzato! Ringrazio per l'attenzione, cordiali saluti.

1 risposta


Purtroppo l'intervento, per quanto magari eseguito con il salvataggio dei nervi, produce la disfunzione erettile anche totale. Il tentativo di sostegno con i PDE5i (tadalafil) può essere protratto sino a 6 mesi, ma se poi fallisce, allora la sola soluzione è l'impianto della protesi tricompoente ove non sussistano altre controindicazioni. La scelta di intervento dipende solo dall tipo e dalla estensione del tumore e quindi non si fa in ragione di mantenere o meno una erezione, che peraltro anche con la radioterapia può venire compromessa. In ogni caso il tutto va inquadrato sulla base dell'esito istologico del tumore asportato, della sua estensione local e nel caso generale (una PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette, sulla base del dato istologico andrà eseguita entro i prosismi 6 mesi).

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