Buongiorno, mia mamma 83 anni è affetta da fuoco di Sant’Antonio da circa 8 mesi. Purtroppo le è st
Buongiorno, mia mamma 83 anni è affetta da fuoco di Sant’Antonio da circa 8 mesi. Purtroppo le è stato diagnosticato e, di conseguenza curato, in ritardo in quanto durante i primi mesi si è sviluppato solo internamente (senza sfogo) ma con dolori e bruciore interno di cui non capivamo la causa. In seguito si è manifestata l’eruzione cutanea su addome e zona lombare ed ha iniziato la terapia (assume tuttora Lyrica). Attualmente la parte colpita da eritema risulta arrossata e ipersensibile, in alcune occasioni soffre di bruciore sia interno che esterno. Vorrei chiedere, dovendo fare la terza dose del vaccino anticovid (rimandata fin ora), c’è il rischio che questo possa in qualche modo riattivare il virus con una ricaduta? Tramite le analisi al sangue è possibile capire se il virus è ancora attivo? Grazie
2 risposte
in letteratura scientifica non risultano controindicazioni alla terza dose dopo episodio di herpes zooster.i dolori sono radicoliti post herpetiche.
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In realtà non ci sono prove che il vaccino anticovid possa riattivare il virus del fuoco di Sant’Antonio. Se i sintomi sono sotto controllo, la vaccinazione può essere fatta in sicurezza. Per quanto riguarda le analisi del sangue, spesso si pensa alle IgM per vedere se il virus è ancora attivo, ma nel caso del fuoco di Sant’Antonio queste analisi non sono utili a distanza di mesi. Le IgM possono essere positive solo nella fase iniziale, poi spariscono, ma il virus può comunque restare “nascosto” nei nervi. Quindi le analisi del sangue non servono per capire se c’è ancora rischio di recidiva. Spero di aver chiarito i suoi dubbi. Cordiali saluti, Dott.ssa Federica Cherchi, specialista geriatra, Sud Sardegna
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