Buongiorno, mia mamma 82anni, sta facendo terapia anti-mieloma con lenalidomide, per 21 giorni e poi

2 risposte
Buongiorno, mia mamma 82anni, sta facendo terapia anti-mieloma con lenalidomide, per 21 giorni e poi pausa di una settimana. Insieme assume diuretici: toresamide, spironolattone. Antibiotici: amoxicillina, bactrim tre volte a settimana e aciclovir. Ha sempre avuto una creatinina intorno a 1,2-1,3. Facendo questa terapia settimanalmente fa sempre esami ematologici, compresa la creatinina. in 21 giorni la creatinina è passata da 1,4, poi 1,5, ora 1,85. Ora c'è il periodo di pausa per la terapia con la lenalidomide. Mentre tutto il resto rimane. Può essere questa terapia ad alzare la creatinina?
Grazie mille
In una situazione così delicata la risposta spetta agli ematologi che curano la mamma.
E' il mieloma che può coinvolgere il rene, più che il farmaco. Sorvegli il peso e la calcemia. Attenzione a sete intensa, molta urina e calo brusco del peso corporeo.
Saluti.

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Buongiorno. Sì, l’aumento di creatinina può avere varie cause e va valutato rapidamente; non è possibile attribuirlo con certezza a un singolo farmaco senza indagini. La lenalidomide viene eliminata per via renale e richiede adattamento di dose in caso di insufficienza renale; raramente può contribuire a peggiorare la funzione renale. Tuttavia ci sono altri farmaci nella terapia di sua mamma che possono influenzare la creatinina: il trimetoprim‑sulfametossazolo (Bactrim) può aumentare la creatinina “falsamente” inibendo la secrezione tubulare o provocare nefriti interstiziali; l’aciclovir (soprattutto in formulazioni endovenose o in caso di scarsa idratazione) può dare nefropatia da cristalli; i diuretici possono favorire ipovolemia e peggioramento funzionale renale. Altre cause possibili sono disidratazione, infezione, scompenso cardiaco o progressione della malattia renale di base.È importante informare subito l’oncologo/nefrologo. Nel frattempo conviene controllare e ripetere gli esami (creatinina, BUN/azotemia, elettroliti, urinocoltura ed esame urine con sedimento), valutare l’idratazione e la diuresi, verificare dosaggi dei farmaci e considerare la sospensione o la riduzione temporanea dei farmaci potenzialmente nefrotossici fino a chiarimento. Se compaiono oliguria, edema marcato, confusione, vomito o altri segnali di grave peggioramento, rivolgersi immediatamente al medico di fiducia.

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