Buongiorno mi hanno diagnosticato una spina calcaneare al piede destro. Ho fatto 3 onde d'urto e 6 t

Buongiorno mi hanno diagnosticato una spina calcaneare al piede destro. Ho fatto 3 onde d'urto e 6 tecartepia con massaggianuali al polpaccio. Purtroppo il miglioramento risulta quasi impercettibili. Sto facendo esercizi anche a casa ma il dolore non tende a diminuire. Anzi a volte aumenta dopo la Tecar. La mia paura è che mi rimanga sempre questo dolore ( ho 53 anni) mi potete gentilmente perché non mi passa? Grazie cordiali saluti.

15 risposte


Dopo queste terapie di solito si attendono una decina di giorni x valutare il risultato. Eventualmente non dovesse passare faccia un ciclo di magnetoterapia.

Dr. Livio Damato

Dr. Livio Damato

ortopedico

San Ferdinando di Puglia

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Le onde d'urto sono ripetibili ed importante fare quelle Focali e non Radiali... Può valutare di mettere una talloniera in gel in entrambe le scarpe per diminuire il carico sulla zona. Infine le consiglio di lavorare sulla fascia plantare tramite esercizi per togliere tensione sulla zona


Le onde d'urto non agiscono subito e trattano la patologia, non il sintomo quindi nel frattempo dovrebbe continuare con il trattamento manuale plantare e successivamente anche esercizi posturali. Sono cose un po' lunghe, ma risolvibili.

Dott. Ionel Parfimon

Dott. Ionel Parfimon

fisioterapista

Montegrotto Terme

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Buongiorno, È possibile che il processo di guarigione richieda più tempo o che siano necessari approcci di trattamento aggiuntivi. Ti consiglio di consultare nuovamente il tuo medico o fisioterapista per discutere dei tuoi sintomi e delle tue preoccupazioni attuali. Potrebbero essere in grado di valutare la tua situazione specifica, riesaminare il trattamento attuale e suggerire eventuali modifiche o opzioni terapeutiche alternative. Inoltre, potrebbe essere utile esaminare alcuni fattori che potrebbero influenzare il recupero, come l'adeguatezza delle scarpe da indossare, eventuali sovraccarichi o attività che potrebbero aggravare il dolore. Un fisioterapista specializzato potrebbe essere in grado di analizzare la tua postura, la biomeccanica del piede e fornirti suggerimenti specifici per il miglioramento.

Dott. Riccardo Colombo

Dott. Riccardo Colombo

fisioterapista

Borgomanero

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Salve come hanno suggerito i colleghi questo tipo di problematica ha spesso dei lunghi tempi di risposta alle terapie. Oltre eventualmente ripeterle se suggerito dal medico che la segue le consiglio di approfondire a livello posturale cosa porta sovraccarico su queste fasce.


Buongiorno Nella spina calcaneare, l'intevento globale è molto importante, come del resto anche nelle altre disfunzioni, ovvero, l'intervento non si deve limitare soltanto ala zona ma anche in altri distretti corpori quando questi sono in uno stato disfunzionale. Cordiali saluti


buongiorno, la spina calcaneare è il risultato dell'organizzazione del suo piede a delle "anomalie" (esempio come compenso ad un cammino non bilanciato). gli interventi da lei effettuati lavorano solo sulla sede del sintomo ma bisognerebbe fare una valutazione posturale globale per capire come cammina e come mai proprio quel piede "è in sofferenza". dopodichè pianificare un riequilibrio muscolare globale in modo da "alleggerire" il carico su quel piede e prevenire che la sintomatologia ricompaia. le consiglio di rivolgersi ad un fisioterapista posturologo. saluti


Se non rinforza adeguatamente la muscolatura della gamba è possibile che le onde d'urto non siano sufficienti a guarirla. Chieda al suo fisioterapista di intensificare gli esercizi di rinforzo.

Paolo Klavzar

Paolo Klavzar

fisioterapista

Milano

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salve, vista la giovane età può fare molto per migliorare la situazione, fisioterapia, terapia manuale ostepatica fino ad un valutazione tecnologica della performance posturale statica e dinamica per valutare distribuzione dei carichi e movimenti scorretti che riguardano tutto il corpo (consideriamo che il piede è prima di tutto un recettore posturale). esercizio terapeutico propriocettivo e rinforzo/rielasticizzazione delle catene muscolari saranno sempre successivi a questo. Restando a disposizione per chiarimenti e info saluto cordialmente.


Buongiorno, capisco perfettamente la sua preoccupazione riguardo alla spina calcaneare e alla persistenza del dolore nonostante le terapie. È importante considerare vari fattori nel trattamento di questa condizione, potrebbero esserle utili: Valutazione biomeccanica approfondita del suo modo di camminare. Infatti a volte durante gli stati infiammatori, come ci muoviamo potrebbe contribuire al persistere del dolore anche se normalmente ciò non accade Fare esercizi specifici e nel caso revisionarli con un professionista Plantari con presa d'impronta e supporti momentanei nelle calzature possono aiutare a ridurre la tensione nella zona interessata o distribuire meglio il carico sul piede, potendo permettere al corpo di non ricevere troppo stress per troppo tempo Nel caso ce ne fosse bisogno, anche ridurre il peso del corpo può aiutare in situazioni come questa. In ogni caso le evidenze scientifiche indicano che è indispensabile ridurre le attività che aggravano il dolore, come stare in piedi per lunghi periodi o camminare su superfici dure, per a gestire i sintomi. P.S Poiché ha notato un aumento del dolore dopo le sedute di tecarterapia, potrebbe essere utile confrontarsi con il collega a riguardo, l'obiettivo è sempre quello trovare un piano di trattamento personalizzato che le permetta di alleviare il dolore e migliorare la qualità della vita. Cordiali saluti


Buongiorno, la spina calcaneare è un processo adattativo che il corpo attua laddove una zona riceve eccessivo stress. Questo stress può aumentare a seguito di una serie di circostanze dettate ad esempio ad un cattivo equilibrio tensivo della muscolatura. Sarebbe utile comprendere la conformazione del piede e la distribuzione del carico sulla pianta, oltre a valutare l' elasticità della muscolatura posteriore, essendo la fascia plantare inclusa in questo grande complesso che avvolge tutta la gamba.


Salve. La sua condizione patologica è più delicata di quello che si pensa. Il dolore percepito non ha un valore assoluto di per sé, ma è una relazione dinamica che si origina dall'interazione del piede con il terreno. Quando siamo in piedi e/o camminiamo assorbiamo stabilità dal terreno. Quando questa capacità di "percepirsi" stabili sul terreno viene meno, allora, insorge il dolore. La stabilità può essere intesa anche in una dimensione più ampia, vita, famiglia, lavoro, relazioni. Se desidera approfondire l'argomento può inviarmi un messaggio e prenotare un consulto online. Il 12 novembre terrò consulti tematici personalizzati proprio sul dolore al tallone. A disposizione, anche per ulteriori richieste di chiarimento, Alessia C


Se i trattamenti conservativi non hanno effetto ( terapia manuale, esercizio per i muscoli intrinseci ed estrinseci del piede e per la fascia plantare, stretching ed onde d'urto), le consiglio un esame baropodometrico per plantare correttivo studiato per fasciopatia plantare e sperone calcaneare. Se fallisse tutto ciò consulti uno specialista per infiltrazioni.


Buongiorno, se il suo disturbo fatica a ridursi con i trattamenti descritti (che sono ottimali), il problema potrebbe essere relativo ad un non completo recupero di elasticità e resilienza (resistenza agli stress di stiramento) della fascia plantare, che non risulta essere in grado di sostenere i carichi di lunga durata durante il cammino o la corsa. In questi casi, è fortemente indicato un trattamento di riabilitazione propriocettiva ad alta frequenza dei movimenti del piede, che si possono ottenere tramite una specifica pedana basculante chiamata DELOS - Riva Method. Tale strumentazione, è fruibile in vari centri autorizzati in quanto è necessario che ci sia personale formato e specializzato per applicare un corretto protocollo terapeutico che in moltissimi casi è risolutivo del problema.

Dott. Fabrizio De Lazzari

Dott. Fabrizio De Lazzari

fisioterapista

San Donà di Piave

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Buonasera, solitamente un dolore di questo tipo può impiegare più tempo per passare, dopodiche si deve valutare la possibilità di cambiare le calzature e possibili plantari dopo una valutazione di uno specialista.

Dott. Andrea Mandelli

Dott. Andrea Mandelli

fisioterapista

Caravaggio

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.