Buongiorno, io e la mia compagna stiamo insieme da 6 anni, durante tutte le precedenti relazioni so

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Buongiorno,
io e la mia compagna stiamo insieme da 6 anni, durante tutte le precedenti relazioni sono stato soggetto a candida con i classici sintomi (puntini rossi, prurito, cattivo odore e secrezioni)...
Ora sin dal primo mese (novembre 2018) ho iniziato con i puntini ed il bruciore/fastidio (niente cattivi odori, nè secrezioni); ho intrapreso qualsiasi tipologia di cura partendo dal Diflucan, Micostop emulsione, fermenti lattici, pastiglie con rosmarino (rimedi naturali trovati online) ... fino ad arrivare alle creme cortisoniche come Gynocanesten associata a lavaggi molto frequenti (e probabilmente abusando di quest'ultima è stata danneggiata la mucosa genitale, anche perché la cura fai da te è durata quasi 3 mesi 3 mezzo).
Ora accuso un costante fastidio/bruciore/dolore anche solo a contatto con la biancheria intima e i puntini rossi, benché spariscano, restano sempre latenti, tanto che si possono vedere quasi "in rilievo".
Mi sono sottoposto a varie visite andrologiche, durante le quali mi è stato riferito che i puntini non erano dovuti alla candida, ma probabilmente il sistema nervoso era stato stressato troppo, pertanto era necessario ripristinarlo, con l'utilizzo di una crema (Eladren), inoltre ho effettuato esami delle urine, del sangue e spermiocoltura da cui però non sono emerse problematiche particolari se non la presenza di klebsiella pneumoniae nel liquido seminale, curata con antibiotico; il medico curante invece, ha consigliato l'applicazione di un'altra crema (Vea lipogel).
Dopo aver visionato gli esiti degli esami l'andrologo ha prescritto una cura di due mesi con gocce di Laroxyl, sospettando una neuropatia periferica al nervo pudendo, ma nonostante la cura e un'astinenza dai rapporti sessuali durate 3 mesi, benché la situazione fosse migliorata molto, a seguito di un rapporto il fastidio si è un po' accentuato.
Sono stati inoltre effettuati due tamponi: uretrale e balanoprepuziale ma anche questi hanno dato esito negativo.
Nel luglio 2020, dopo innumerevoli visite e cure, non avendo esiti positivi, mi sono sottoposto a circoncisione, ma ad oggi, nonostante la completa astinenza da rapporti sessuali da 4 anni, continuo a provare fastidio e bruciore, anche solo con bagni di amido di mais.
Ora, alla luce di quanto sopra, chiedo un parere sul fastidio cronico ed eventualmente qualche consiglio puramente indicativo; in passato avevo letto un articolo sulla penodinia che pare calzare perfettamente con la situazione attuale ed un altro sulla prostatite abatterica cronica, altra patologia che parrebbe coincidere con i sintomi attuali che sono costante sensazione di bruciore, che si accentua soprattutto quando resto seduto per lungo tempo, con i lavaggi, portando un intimo troppo stretto oppure semplicemente tenendo scoperto il glande.
Ho elencato i sintomi ad un altro specialista il quale ci ha consigliato di provare un ciclo di Noflox; ho effettuato lavaggi con Balanil per circa un mese e ho applicato Crosvit crema sul glande, ma senza risultati apprezzabili.
Ora, a distanza di 6 anni mi sento demoralizzato e ho perso completamente l'autostima; ho interrotto qualsiasi tipo di trattamento e sono disposto a qualsiasi cosa pur di risolvere questo annoso problema che mi debilita in tutto.
Per di più, da un paio di mesi, ho notato che pur non avendo incrementato il consumo di acqua, ho necessità di urinare spesso.
Resto in attesa di un cortese riscontro e ringrazio anticipatamente per l'attenzione.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Mi pare di aver discusso la sua situazione con la sua compagna questa mattina sulla mia chat. Il suo lungo racconto conferma tutto quanto ho già osservato in quella sede e che qui le riassumo. Fu errata l'impostazione iniziale con conseguente intossicazione locale (anche generale) e nessun risultato. Con molto ritardo fu eseguita la circoncisione che spero sia stata radicale senza continuare a valutare gli aspetti genitali e generali adeguatamente. Così è arrivato allo stato odierno in cui si fanno prove ma mai nessuna diagnosi di causa continuando a fare pasticci per tentare di tamponare i sintomi senza nulla risolvere. Ha un quadro da consistente e persistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica, legata prima alle balanopostiti da prepuzio lungo e stretto e poi agli squilibri generate dalle varie terapie applicate senza una ragione supportata dalle valutazioni. Occorre fnalmente che un ottimo andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Solo la adeguata interpretazione consentirà di definire il percorso terapeutico utile che potrebbe richiedere non meno di un anno.

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