Buongiorno ho una lombosciatalgia acuta riscontrata al pronto soccorso dopo che mi sono recata per i
Buongiorno ho una lombosciatalgia acuta riscontrata al pronto soccorso dopo che mi sono recata per il forte dolore, ho preso deltacortene e arcoxia per 5 giorni il dolore un pò mi è calmato ma non riesco a stare distesa e a dormire ho provato a fare una risonanza magnetica ma non sono riuscita a stare distesa 20 minuti per il forte dolore adesso stò prendendo palexa e toradol gocce ma non vedo grande sollievo per poter fare una risonanza e andare da uno specialista, mi consigliate di andare da un osteopata con radiografia per farmi togliere un pò il dolore? Sono proprio disperata senza dormire e psicologicamente a pezzi
27 risposte
Buongiorno. Mi dispiace per questa brutta lombosciatalgia. Diciamo che essendo in una fase acuta fare la risonanza ha poco senso, ma va valutata dopo se il problema non passa o compaiono segni gravi. La regola generale prevede di attendere l'evoluzione clinica dopo 4-6 settimane o il parere medico salvo eccezioni d'urgenza. Questo perchè farla subito può mostrare segni normali o lievi che confondono la causa reale del dolore. Quindi si, il mio consiglio è provare con un trattamento osteopatico che favorisca la riduzione dell'infiammazione e del dolore con approccio delicato, così poi da riuscire a fare in tranquillità la risonanza. Spero di averla aiutata, resto a disposizione. Un caro saluto. Dott.ssa Micol Teti D.O., Bsc Hons
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Fossi in lei andrei da un professionista sanitario esperto (fisioterapista/osteopata), può sicuramente aiutarla ad alleggerire il dolore. Prima ancora andrei da un Fisiatra che saprà dirle qual è il percorso con la terapia conservativa migliore per lei.
Salve..il mio consiglio è di approfondire la situazione con un esame piu approfondito come la risonanza magnetica, l'unica in gradp di analizzare meglio la situazione e, in attesa di un riscontro magari se riesce a farsi trattare da un collega osteopata sarebbe cosa utile al fine di ridurre il dolore mediante delle tecniche fasciali dolci, che non sono affatto rischiose e migliorano comunque la sintomatologia dolorosa. in questi casi sarebbe utile farsi seguire da un medico di famiglia in modo da gestire il dolore con analgesici e antidolorifici all'occorrenza. putroppo in questi casi medicine e terapia osteopatica insieme possono dare un grosso beneficio.
Buongiorno! I forti dolori che descrivi mi fanno pensare ad ernia in fase acuta, l'osteopata è sicuramente consigliato ma va tenuto conto che il corpo necessita di tempo per ricostituirsi! Auguri di pronta guarigione!
Buongiorno, Avendo una lombalgia acuta non le conviene andare subito a farsi trattare da un osteopata, ma le conviene adottare qualche giorno che l’infiammazione acuta diminuisca, le consiglio di parlarne anche con il suo medico curante, cordiali saluti.
Buongiorno, visti i tentativi che ha già descritto, le consiglio senz'altro di recarsi da un fisioterapista o da un osteopata per aiutare a ridurre l'infiammazione.
Il corpo, anche quando sembra “bloccato” dal dolore, possiede una straordinaria capacità di ascoltarsi, proteggersi e, lentamente, ritrovare il proprio equilibrio. A volte dimentichiamo che il corpo non è qualcosa che ci appartiene soltanto: è la casa che abitiamo ogni giorno, e anche quando soffre, dentro di sé conserva una memoria profonda del movimento, dell'equilibrio e della guarigione. Il dolore può essere intenso e può far paura, soprattutto quando sembra non lasciare tregua, ma non significa necessariamente che il corpo si sia “rotto” o che non possa tornare a stare bene. A volte il corpo ha semplicemente bisogno di essere ascoltato, accompagnato e rassicurato. In questa fase, se il medico che la segue esclude controindicazioni, può essere utile affidarsi alle mani esperte di un osteopata o di un fisioterapista. Le mani, quando sanno ascoltare il corpo, possono diventare un modo delicato per comunicargli che può lasciarsi andare. Attraverso un trattamento dolce e rispettoso, si può lavorare sulle strutture più contratte e cercare di restituire un po' di spazio, respiro e sollievo al corpo. L'obiettivo iniziale non è “sistemare tutto” in una seduta, ma aiutarla a stare un po' meglio, a trovare nuovamente una posizione più confortevole e, passo dopo passo, a recuperare fiducia nel proprio corpo. Poi, quando sarà possibile, il professionista potrà insegnarle alcuni semplici esercizi da fare a casa, iniziando così una riabilitazione graduale. Ed è proprio questo il passaggio più importante: le mani possono aprire una porta, ma saranno poi il movimento, il tempo e la fiducia a condurla dall'altra parte. Abbiamo spesso l'impressione che il corpo debba essere “aggiustato”. In realtà, molte volte, deve soltanto essere messo nelle condizioni di ricordarsi come si fa a stare bene. Dott. Alfonso Musco
Buongiorno, capisco quanto possa essere difficile convivere con un dolore così intenso, soprattutto quando non riesce nemmeno a dormire. In una fase di lombosciatalgia acuta con dolore molto forte e non adeguatamente controllato dai farmaci, però, non le consiglierei di rivolgersi direttamente all'osteopata né di sottoporsi a manipolazioni della colonna senza prima una nuova valutazione medica. La priorità è riuscire a controllare il dolore e capire l'origine del problema; sarà poi lo specialista a stabilire se e quando sia indicata una risonanza. Le consiglio quindi di ricontattare il medico curante o il pronto soccorso, soprattutto perché non riesce a stare sdraiata, a dormire e il dolore non risponde sufficientemente alla terapia. Una volta superata la fase acuta, la fisioterapia e la terapia manuale possono eventualmente essere inserite nel percorso di recupero. Se dovessero comparire perdita di forza della gamba, anestesia nella zona perineale o difficoltà a controllare vescica o intestino, è necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso. Un saluto.
una visita osteopatica potrebbe essere opportuna, sarà poi il professionista a stabilire se di sua competenza o meno. Se vuole stare più tranquilla prima della visita osteopatica può fare un consulto neurochirurgico per avere un quadro più completo e capire nel dettaglio il livello di gravità della sua condizione.
Per prima cosa contatterei uno specialista per valutare la situazione, poi in base alla risposta potrebbe orientarsi verso uno specialista del lavoro con il corpo fkt osteopata, ma previa valutazione medica.
Buongiorno Signora, potrebbe essere una problematica legata ad una disfunzione del bacino o della colonna, o anche ad un problema di natura viscerale. Ha eseguito interventi chirurgici addominali in passato?
Buongiorno, è corretto eseguire la risonanza magnetica appena il dolore le permetterà di restare distesa, così da approfondire la causa della lombosciatalgia. Nel frattempo ricontatti il medico o lo specialista per rivalutare il dolore e la terapia. L’osteopata potrà eventualmente aiutarla dopo un’attenta valutazione e senza manipolazioni forzate.
Buonasera, visto che il dolore è ancora molto forte nonostante la terapia e che non è riuscita a completare la risonanza, il mio consiglio è di rivolgersi a un neurochirurgo, che potrà valutare attentamente il quadro clinico, rivedere la terapia in corso e stabilire quali accertamenti siano più indicati, tra cui eventualmente una risonanza magnetica. Una volta ottenuto un quadro clinico più completo e il parere dello specialista, se non ci saranno controindicazioni, potrà eventualmente farsi aiutare anche da un osteopata per la gestione del dolore e del recupero, lavorando in maniera mirata e nel rispetto della sua situazione. Resto a sua disposizione Giulia Capitoni - Osteopata D.O.
Buongiorno, capisco la situazione e soprattutto quanto possa essere difficile affrontare un dolore così intenso che le impedisce anche di riposare e dormire. Da quello che descrive, un percorso osteopatico potrebbe essere di aiuto, con l'obiettivo di lavorare non soltanto sulla sintomatologia lombosciatalgica, ma anche sui possibili fattori che possono contribuire al mantenimento del dolore. Attraverso una valutazione approfondita si può cercare di individuare quali movimenti, posture e strutture siano maggiormente coinvolti e impostare un trattamento mirato e graduale, sempre rispettando la fase acuta. Inoltre, in una situazione come la sua, sarebbe importante considerare anche la qualità del sonno, che ha un ruolo fondamentale nei processi di recupero. Dormire poco o male a causa del dolore può infatti aumentare la sensibilità e la percezione dolorosa, creando un circolo che può rendere più difficile il recupero. Per quanto riguarda la risonanza magnetica, vista la difficoltà che ha avuto a rimanere distesa e l'intensità dei sintomi, le consiglio comunque di proseguire il confronto con il medico che la sta seguendo, soprattutto per valutare quando e se sia necessario effettuare ulteriori accertamenti. Spero di essere stato chiaro e di averla aiutata. Le auguro una buona giornata e, soprattutto, una pronta ripresa.
Buongiorno, in una lombosciatalgia acuta esistono diverse possibilità di trattamento, ma prima di tutto è importante valutare bene la situazione e capire quali strutture siano maggiormente coinvolte. Non è necessariamente indispensabile avere già una risonanza per iniziare una valutazione: i sintomi, la visita e alcuni test possono fornire molte informazioni utili. La radiografia, invece, permette di valutare principalmente le strutture ossee e molto meno dischi e radici nervose. Considerando l'intensità del dolore che descrive e il fatto che al momento non riesca neppure a stare distesa e dormire, eviterei approcci troppo aggressivi. In questa fase possono essere valutati, a seconda del caso, trattamento osteopatico o terapia manuale, fisioterapia e alcune terapie fisiche con finalità antalgica; successivamente, quando il dolore lo permette, anche esercizio e recupero graduale della mobilità. L'obiettivo iniziale non è necessariamente "manipolare" la zona, ma cercare di ridurre il dolore e l'irritazione e permetterle progressivamente di tornare a muoversi e riposare meglio. Vista però l'intensità della sintomatologia e lo scarso beneficio ottenuto finora dalla terapia farmacologica, manterrei comunque il contatto con il medico per valutare l'evoluzione e decidere anche quando sarà possibile completare gli eventuali approfondimenti. Un saluto Filippo Olgiati Osteopata D.O. – Massoterapista MCB – Counselor
Buongiorno. Di fronte a una condizione come la sua, il primo passo è consultare uno specialista, così da escludere eventuali problematiche più gravi e gestire in modo sicuro la fase acuta. Una volta valutata la situazione ed escluse condizioni di maggiore rilevanza clinica, l’osteopatia può rivelarsi molto utile nella riduzione del dolore, nel miglioramento della mobilità articolare e nella diminuzione delle tensioni muscolari che alimentano la sciatalgia, favorendo un movimento più agevole e facilitando l’avvio dell’esercizio terapeutico, fondamentale per rinforzare le strutture coinvolte e prevenire recidive. Cordiali saluti
Buongiorno. Capisco la tua disperazione: un dolore lombosciatico così intenso, che non ti permette nemmeno di stare sdraiata o dormire nonostante la terapia prescritta, può essere davvero molto debilitante. Proprio per questo, però, nel tuo caso non partirei direttamente da un trattamento osteopatico, soprattutto senza aver prima completato una valutazione medica adeguata. Una lombosciatalgia può avere diverse cause e, nella maggior parte dei casi, può essere gestita conservativamente. Tuttavia, quando il dolore è così intenso e invalidante, è importante verificare anche che non ci siano deficit neurologici o altre condizioni che richiedano un percorso diverso. Le linee guida raccomandano infatti di individuare i cosiddetti “red flags” prima di impostare il normale trattamento conservativo. (Nice) Il fatto che tu non sia riuscita a completare la risonanza per il dolore è un motivo in più per ricontattare il medico che ti ha visitata al Pronto Soccorso o il tuo medico curante, spiegando chiaramente che, nonostante Deltacortene, Arcoxia e successivamente Palexia e Toradol, il dolore continua a essere così intenso da impedirti di dormire e di mantenere la posizione necessaria per l’esame. Potrebbe essere opportuno che venga rivalutata la terapia del dolore e che venga stabilito dallo specialista se e quando sia necessario effettuare la risonanza o un altro approfondimento diagnostico. Non è necessario riuscire a “resistere” al dolore per forza di cose per completare l’esame. Per quanto riguarda l’osteopatia, una volta escluse condizioni che richiedano un trattamento medico specifico, può eventualmente avere un ruolo all’interno di un percorso integrato. In una fase così acuta, però, non penserei a una manipolazione per “sistemare la vertebra” o togliere rapidamente il dolore. L’approccio dovrebbe essere molto prudente e adattato alla valutazione clinica, eventualmente attraverso tecniche non provocatorie e successivamente attraverso il recupero progressivo del movimento e della funzione. Ci sono però alcuni sintomi per i quali non aspetterei una visita osteopatica: comparsa di difficoltà a urinare o a controllare vescica o intestino, perdita di sensibilità nella zona genitale/perineale, debolezza importante o progressiva di una o entrambe le gambe, oppure sintomi neurologici che compaiono o peggiorano rapidamente. In presenza di questi segni è necessaria una valutazione urgente in Pronto Soccorso perché possono essere indicativi di una compressione neurologica importante, come la sindrome della cauda equina. (nhs.uk) Quindi, nel tuo caso, farei questo percorso: 1. Rivalutazione medica in tempi brevi, visto il dolore molto intenso e la scarsa risposta alla terapia. 2. Valutazione neurologica e clinica della lombosciatalgia, per capire se esiste una vera sofferenza radicolare e se ci sono deficit di forza o sensibilità. 3. Eventuale completamento della risonanza o altro esame, secondo indicazione dello specialista. 4. Una volta esclusa una situazione che richieda un trattamento urgente, fisioterapia e/o osteopatia possono essere inserite nel percorso riabilitativo, con l’obiettivo di recuperare progressivamente movimento, funzione e tolleranza al carico. La cosa più importante, in questo momento, non è trovare qualcuno che “sblocchi” la schiena, ma capire perché il dolore è così intenso e quale sia il modo più sicuro per controllarlo e iniziare poi il recupero. E soprattutto non sentirti “debole” perché psicologicamente sei a pezzi: dormire poco e convivere continuamente con un dolore così intenso può avere un impatto enorme anche sul benessere psicologico. Prima si riesce a controllare il dolore e a recuperare il sonno, più facilmente si può iniziare il percorso di recupero.
buon giorno si un osteopata con un approccio delicato potrebbe darle un pò di agio cosi almeno da riuscire a tollerare la risonanza magnetica e avere risposte più precise
Salve, il trattamento osteopatico, può essere efficace per farle diminuire il dolore in attesa che faccia ulteriori accertamenti per andare, il prima possibile, da uno specialista. Esistono tecniche molto delicate (fasciale, biodinamica) che possono essere applicate in queste situazioni.
Gentile utente, comprendo profondamente la sua disperazione: la privazione del sonno e il dolore costante da lombosciatalgia rappresentano una prova fisicamente e psicologicamente estenuante. La sensazione di essere "a pezzi" è una reazione del tutto normale quando il sistema nervoso è saturato da un dolore continuo. Tuttavia, il fatto che i farmaci finora assunti non le stiano dando sollievo deve offrirle una prospettiva diversa: se la schiena non risponde agli antidolorifici, significa che il problema non è una semplice "infiammazione da spegnere", ma una sofferenza dovuta a scompensi più profondi che coinvolgono la meccanica globale, le fasce, la vascolarizzazione e l'innervazione. I farmaci agiscono come la spia della benzina: disattivano il segnale di allarme sul cruscotto, ma non riempiono il serbatoio né riparano la causa originaria. In una fase acuta, l'intervento osteopatico ha un ruolo determinante proprio per andare oltre il sintomo e ricercare la causa primaria che ha portato la sua colonna a questo livello di saturazione: - Trattamento sicuro e nel rispetto dei tessuti: In fase acuta non si effettuano manovre dirette, forzature o "scatti" sulla colonna lombare dolente. L'osteopata lavora con tecniche delicate, indirette e a distanza per favorire la decontrazione e la sicurezza dei tessuti. - Nessun bisogno di attendere la Risonanza o la Radiografia: Proprio perché non si agisce direttamente sul tratto infiammato con manovre aggressive, non è necessario attendere una radiografia o una risonanza per poter iniziare il trattamento. L'osteopata valuta e tratta la persona in totale sicurezza, rispettando i limiti imposti dal dolore. - Trazioni viscerali e connessioni meccaniche dirette (Fascia, Visceri e Vasi): Gli organi interni non sono elementi isolati, ma sono ancorati alla struttura ossea e alla colonna vertebrale attraverso veri e propri legamenti connettivali e duplicature fasciali. Se c'è una tensione, un'infiammazione o una perdita di elasticità a livello dell'apparato digerente o urogenitale, i relativi legamenti esercitano una trazione meccanica continua direttamente sulle vertebre e sul rachide, condizionandone la mobilità. - Circolazione e drenaggio: Tensioni nella pelvi o nell'addome ostacolano il ritorno venoso e linfatico, provocando una congestione vascolare locale. Se il sangue non scorre liberamente, le sostanze di scarto dell'infiammazione ristagnano attorno alle radici nervose e il nervo sciatico non riceve il nutrimento e l'ossigeno necessari per disinfiammarsi. - De-sensibilizzazione del Sistema Nervoso: Il lavoro manuale delicato invia segnali di sicurezza al sistema nervoso autonomo, riducendo lo stato di allerta che mantiene i muscoli lombari in uno spasmo difensivo. La Risonanza Magnetica (o la TC) rimane l'esame di scelta rispetto alla Radiografia (che mostra solo le ossa e non i dischi o i nervi) qualora lo specialista medico avesse bisogno di un quadro anatomico dettagliato. Tuttavia, ridurre la tensione sistemica, le trazioni fasciali e lo spasmo doloroso attraverso il trattamento osteopatico delicato è spesso il modo migliore per consentirle di ritrovare quella tolleranza posizionale che le permetterà, se necessario, di svolgere l'esame con maggiore serenità. Come procedere? Prenoti una Valutazione Osteopatica: Può rivolgersi a un osteopata senza attendere gli esami. Il professionista dovrà lavorare con le giuste accortezze nei confronti della zona dolente, senza manovre invasive, nel rispetto dei suoi sintomi, per alleviare la pressione, cercare le trazioni d'origine e aiutarla a ritrovare il riposo. Mantenga il contatto con il Medico Curante o lo Specialista (Fisiatra/Ortopedico): Per gestire temporaneamente la copertura farmacologica di supporto, tenendo presente che il farmaco serve a darle un po' di respiro, ma è il lavoro manuale e sistemico che permette al corpo di riorganizzarsi e risolvere la causa sottostante. Non si scoraggi: la causa della sua lombosciatalgia può essere individuata e trattata affrontando il corpo nella sua globalità e restituendo fluidità e drenaggio ai suoi tessuti. Un cordiale saluto e un augurio di pronta guarigione, Dott. Gianluca Colizzi Osteopata
Salve. Comprendo perfettamente la situazione estremamente difficile e l'esaurimento fisico e psicologico che sta vivendo. Analizzando ciò che ha riportato è fondamentale chiarire che in casi come questi è fondamentale effettuare la risonanza magnetica ma ciò non toglie vista la situazione di effettuare una valutazione ed eventuale trattamento per analizzare l'assetto posturale ed individuare eventuali compensi o sovraccarichi che gravano sulla zona lombare. Attraverso tecniche osteopatiche mirate, si può intervenire con l'obiettivo di ridurre la tensione e dare un primo sollievo dal sintomo nel breve termine. Una volta superata la fase più critica, il lavoro proseguirà sull'ottimizzazione della postura, sulla fiducia nei movimenti e sull'impostazione di esercizi specifici di rinforzo e mobilità, indispensabili per prevenire riacutizzazioni future. Resto a disposizione
Buongiorno, penso che sia una buona idea farsi aiutare da un osteopata così da poter ridurre il dolore. Buona giornata Elisa Fornaca
Buongiorno, si le consiglio di effettuare una visita osteopatica per valutare il corretto trattamento da intraprendere. Spesso l'associazione tra farmaci e terapia manuale è la soluzione migliore per alleviare il dolore nei casi più ostici. Così da poter poi fare una risonanza e risentire un parere medico. Rimango a disposizione per eventuali dubbi o domande.
Buonasera, mi spiace molto sentire della sua condizione. L'intervento osteopatico può aiutare a ridurre il dolore e a gestire meglio i vari momenti della sua giornata, ovviamente se eseguito in sicurezza e con le dovute precauzioni. La manipolazione dei tessuti circostanti o correlati alla zona del dolore può aiutare a ridurre l'infiammazione locale e a gestire la fase di dolore acuto (solitamente di qualche settimana).
Buonasera, Sicuramente potrebbe essere utile vedere un osteopata possibilmente con un esame strumentale alla mano per valutare insieme se c'è la possibilità di lavorare manualmente per ridurre la sensazione di dolore legata alla lombosciatalgia, che molto spesso è collegata a tensioni e rigidità del tratto di decorso del nervo sciatico. Molto spesso riducendo queste tensioni anche il sintomo sciatalgico tende a ridursi o scomparire. Marco Anastasi osteopata
Buongiorno, in una situazione di questo tipo, un approccio osteopatico molto delicato, con tecniche dolci e di decompressione spinale, potrebbe in alcuni casi aiutare ad alleviare la sintomatologia, purché dopo un'attenta valutazione e in assenza di controindicazioni. È importante inoltre cercare di mantenere, per quanto possibile, un minimo di movimento della schiena, rispettando la soglia del dolore ed evitando le posizioni o i movimenti che peggiorano nettamente i sintomi. Resto a disposizione per ulteriori dubbi o domande. Cordiali saluti, Dr. Gilardi Osteopata
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