Buongiorno, ho 50 anni e da quasi tre anni e mezzo sono in uno stato continua di confusione mentale
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Buongiorno, ho 50 anni e da quasi tre anni e mezzo sono in uno stato continua di confusione mentale con strane sensazioni agli occhi e alle tempie quando devo fare uno sforzo per il mio lavoro (sono un legale). Ho fatto un percorso con una psichiatra all'inizio quando nn riuscivo a dormire per l'angoscia di avere una malattia neurologica legata allo sport (football americano) che ho praticato fino a quando mi sono state riscontrate extrasistole durante la visita x idoneità sportiva. Ho preso zoloft x otto mesi. Purtroppo anche se le cose sono migliorate, lo stato di patema continuo per la paura di nn riuscire a continuare a portare a termine gli incarichi mi attanaglia quotidianamente e questo mi fa sentire in una strana sensazione di quasi distacco dalla realtà. Riesco a fare le cose anche se con fatica e se appena posso evito pratiche difficili, ma mi sento la testa vuota e senza idee e anche solo programmare una riparazione di un idraulico mi crea ansia specie se deve passare del tempo prima dell'appuntamento. Le scadenze a lungo termine mi preoccupano perché nn so mai se la mia testa sarà ancora a posto. Sto prendendo dei rimedi omeopatici (argentum nitricum e ignatia amara) che mi stanno dando qualche sollievo ma le somatizzazioni alla testa è il patema restano costanti... Vi chiedo se la mia situazione sia dovuta ad ansia e se passerà solo con il tempo quando avrò la convinzione che nn ho malattie degenerative... In effetti tre anni e mezzo dall'inizio del mio stato confusionale sono un periodo abbastanza lungo... Grazie per l'attenzione e scusate la lunghezza.
Buongiorno,
penso che la sua situazione debba essere presa in mano da uno psichiatra e in maniera continuativa,con una adeguata e controllata terapia psicofarmacologica.Inoltre è da valutare la possibilità di un approccio psicoterapeutico che,associato alla terapia farmacologica ,da sempre migliori risultati.Certi sintomi non passano con il tempo,da soli,c'è la necessità di un aiuto competente e di una comprensione delle cause e concause dei suoi disturbi.
Cordialmente
Chiara Rogari
penso che la sua situazione debba essere presa in mano da uno psichiatra e in maniera continuativa,con una adeguata e controllata terapia psicofarmacologica.Inoltre è da valutare la possibilità di un approccio psicoterapeutico che,associato alla terapia farmacologica ,da sempre migliori risultati.Certi sintomi non passano con il tempo,da soli,c'è la necessità di un aiuto competente e di una comprensione delle cause e concause dei suoi disturbi.
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Buonasera comprendo lo stato di sconforto… credo sia opportuna una rivalutazione psichiatrica al fine d valutare l’efficacia della terapia eventualmente approcciare ai sintomi residui una volta compresa l’origine con altri farmaci e associare una psicoterapia che in moltissimi studi oramai da anni confermano una migliore prognosi rispetto al solo approccio farmacologico
Se fosse interessato per una valutazione io sarei disponibile
Spero di esserle stata di aiuto
CS
AC
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I sintomi sembrano ansiosi, ma dopo anni e visite neurologiche negative serve terapia specifica per ansia generalizzata, non solo rimedi omeopatici.
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