Buongiorno, ho 39 anni. Stamattina ho eseguito la lastra su tutti e due i piedi e ho 2 spine calcane

Buongiorno, ho 39 anni. Stamattina ho eseguito la lastra su tutti e due i piedi e ho 2 spine calcaneare, sia retro calcagno, sia sotto calcagno, sia piede destro e sinistro. A me fa male tanto il piede destro, e' da un anno che ho forti dolori. Ho fatto plantari su misura, avevo fatto onde d'urto focali ma nulla. IL fisiatra privato, mi aveva fatto 2 punture di cortisone eco guidate al tendine di Achille ma non c'entrava nulla, dicendomi che era infiammato e che era da operare e che non c'era nulla di grave. Ho fissato APT dall'ortopedico e spero si risolva il problema il più presto possibile, e' da 2 notti che ho forti crampi alla gamba destra, penso sia tutto collegato. Avevo fatto 9 cicli di onde d'urto focali in un ospedale ma duravano troppo poco, un minuto a seduta. Voi, cosa ne pensate? Mi consigliate di fare stretching per il muscolo al polpaccio oppure posso aggravare la situazione? Spero di risolvere al più presto. Un anno fa avevo fatto un ecografia privata e il mio dottore non ha voluto prescrivermi la lastra, si e' svegliato dopo un anno, dopo dolori e spese private. Cordiali saluti. Katia.

11 risposte


La prima cosa da stabilire correttamente è la localizzazione precisa del dolore. Gli speroni calcaneari non sono necessariamente sintomatici lo dimostra anche il fatto che il piede che le fa male molto è il destro ma sono presenti ad entrambi. Quindi va chiarito se il dolore si manifesta dietro il calcagno o sotto. Se è presente solo uno sperone calcinare (e di che dimensioni) o una spina calcifica del tendine. Se ci sono tendinopatie o il dolore è articolare. In presenza di una spina calcinare sintomatica il dolore tende ad essere localizzato al centro sotto il tallone, mentre se è più interessata la fascia muscolare (fascite plantare) il dolore è sotto la pianta del piede, se invece coinvolge tutto il tallone è una tallonite, se localizzato sotto i metatarsi più anteriormente si tratta di una metatarsalgia. Il trattamento che io utilizzo in questi casi è laserterapia e onde d'urto radiali. Funziona molto bene, ma prevede un protocollo molto preciso: 5 sedute distanziate da una settimana, un settaggio corretto dei parametri della macchina, tecnologia adeguata, evitare di assumere antinfiammatori o applicare ghiaccio entro 48h dal trattamento. Inoltre al termine delle sedute occorre attendere fino anche a due mesi in alcuni casi per ottenere il risultato desiderato. Va valutato l'appoggio, evitare di sollecitare eccessivamente con lunghe camminate, con scarpe troppo dure o camminando scalzi. Utilizzare eventualmente solette morbide o un plantare progettato appositamente. Infiltrare cortisone su un tendine non mai una buona idea perché presenta dei rischi per il tendine stesso. So che si è già sottoposta ad un trattamento con focali ma nella mia pratica capita spesso di avere successo con il mio protocollo su pazienti già sottoposti a trattamento con focali o terapia infiltrativa. Nella fase successiva si interviene con esercizi specifici. Purtroppo tutte queste valutazioni vanno fatte in studio. Ci vuole un pò di pazienza ma si risolve senza problemi. Si rivolga ad un buon fisioterapista o fisiatra. Saluti.

Dott. Giuseppe Lattarulo

Dott. Giuseppe Lattarulo

fisioterapista

Gioia del Colle

Prenota visita

Ottieni una risposta grazie al consulto online

Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.


Buonasera, in questi casi è possibile agire anche con un trattamento conservativo. Bisognerebbe valutare vari aspetti, del tipo l’appoggio e la mobilità del piede, la flessibilità dei tessuti molli, la forza dei muscoli intrinseci ed estrinseci del piede… se tutte queste cose non sono state nemmeno menzionate mi affiderei a qualcun altro e proverei a fare anche un accesso diretto da un fisioterapista. Sono comunque problematiche che potrebbero protrarsi per lunghi periodi anche con un’adeguata riabilitazione


Ciao Katia! Credo che tu abbia bisogno di agire sulla causa del problema! Con questo voglio dire che nell' esperienza clinica personale mi sono trovato spesso a lavorare sia sul polpaccio che su tutta la catena posteriore in generale! Spero di esserti stato d'aiuto, ad ogni modo ti consiglio una terapia manuale/posturale! Auguri di pronta guarigione!


Buongiorno Katia, l'allungamento muscolare del polpaccio potrebbe darle un minimo di sollievo. Da quanto scrive, però, mi viene il sospetto che il dolore ai piedi sia dovuto ad un accorciamento della catena muscolare posteriore che si esprime attraverso il dolore plantare. Anche io non escluderei a priori che i crampi alla gamba non siano collegati. Ha mai provato a fare degli esercizi propriocettivi in scarico e in carico, compreso l'automassaggio con una pallina? Anche qualche trattamento di rieducazione posturale secondo il metodo Mézières-Bertelè potrebbe giovarle ( previa valutazione da parte di fisioterapista formata ). Le auguro di risolvere il suo problema al più presto.


Buongiorno, il fatto che abbia due spine calcaneri non è sinonimo di dolore...la spina fa male nel momento in cui si infiamma o c'è un evento che la fa infiammare. Spesso tale condizione può essere causata da una fascite pantare. Il plantare lo ha messo prima che si manifestasse il dolore ? Purtroppo la situazione che descrive mi pare molto confusa. Non ha mai effettuari risonanze magnetiche? Onestamente credo che abbia ragione nel pensare che tutto possa essere collegato e credo che la zona fasciale sia in grande sofferenza. Se vuole mi può contattare senza imoegno e spiegare la situazione in maniera precisa in modo tale che possa provare ad aiutarla. Buona giornata Dott. Paolo Adinolfi


Buongiorno Lo stretching a polpaccio e zona plantare lo può fare, anzi è consigliato proprio per andare a ridurre la tensione della fascia plantare che e’ una concausa per la formazione delle spine calcaneari oltre a un appoggio plantare errato e alla predisposizione individuale I crampi alla gamba possono essere collegati Saluti


Buongiorno Katia, purtroppo il suo è un tipo di problema che spesso tende a cronicizzare e diventare persistente, spesso i farmaci o le onde d'urto possono alleviare il sintomo, ma per ottenere risultati a lungo termine è necessario andare da un fisioterapista per strutturare un programma di esercizi e di rieducazione al carico progressivo, che le permetta piano piano di ricominciare a caricare in modo corretto sul piede nel tempo.


Buongiorno Katia, fino ad ora ha effettuato solo trattamenti passivi, senza mai riallenare i muscoli e la fascia plantare. Il problema potrebbe essere proprio questo. Lo stretching al polpaccio va fatto con criterio, ci sono tanti modi per poterlo eseguire. Io le consiglio di cercare un fisioterapista che sappia trattare il piede e che possa mostrarle dei movimenti e degli esercizi che può poi svolgere in autonomia per recuperare del tutto la sua problematica!

Dott.ssa Chiara De Marchi

Dott.ssa Chiara De Marchi

fisioterapista

Cesano Boscone

Prenota visita

salve, il tendine purtroppo con le onde d’urto non si risolleverà da solo, ha bisogno di carico graduale il tendine ed esposizione allo stress sempre graduale sennò non rigenera i suoi tessuti. deve essere seguita da un bravo fisioterapista.

Dott. Marco Leoni

Dott. Marco Leoni

fisioterapista

Aprilia

Prenota visita

La spina calcaneare spesso non è la vera causa del dolore, ma il risultato di un sovraccarico (frequentemente legato a fascite plantare e/o tendinopatia achillea). Per questo infiltrazioni o onde d’urto da sole possono non bastare. Lo stretching del polpaccio può essere utile, ma deve essere fatto in modo graduale e senza forzare. La parte davvero decisiva è la fisioterapia mirata con rinforzo progressivo di piede e polpaccio: è ciò che più spesso porta a un miglioramento stabile e riduce anche le ricadute.


Capisco bene la tua frustrazione, Katia. Un anno di dolore al piede, trattamenti che non funzionano, diagnosi poco chiare e ora anche crampi notturni… è davvero pesante da sopportare. È comune che un lato diventi più sintomatico anche se entrambi hanno la spina. Il dolore che descrivi da un anno, associato ai crampi notturni, può essere collegato a: Rigidità del polpaccio → aumenta la trazione sul tallone Infiammazione cronica della fascia plantare Alterazioni del passo per compensare il dolore Irritazione del nervo tibiale o surale (meno frequente, ma possibile) Sarebbe utile approfondire il problema da vicino

Dott. Antonio Iovino

Dott. Antonio Iovino

osteopata

Somma Vesuviana

Prenota visita

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.