Buongiorno ho 35 anni e nessuna gravidanza. Da 3 anni ho perdite chiare dal capezzolo sinistro ma da

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Buongiorno ho 35 anni e nessuna gravidanza. Da 3 anni ho perdite chiare dal capezzolo sinistro ma da controlli ecografici non è mai emerso nulla. A gennaio ho avuto, in concomitanza con il primo giorno di flusso mestruale, perdite ematiche dallo stesso capezzolo. Mi sono immediatamente recata a fare ecografia+mammografia che sono risultate negative. Lo stesso giorno mi è stato prelevato uno striscio di secrezione per esame citologico che ha evidenziato "agreggati cellulari in formazioni papillari e pseudo papillari con focali atipie".
Ho eseguito anche una RM con mezzo di contrasto anch'essa risultata negativa.
Ad oggi le perdite sono tornate chiare e visibili principalmente come piccole macchie sulla canotta la mattina al risveglio.
Mi appresto ad eseguire uno stimolazione ovarica per un secondo livello di PMA per cui sono preoccupata che questo possa incidere sul sospetto papilloma (che a parte il citologico, nessuno sembra vcisualizzare).
Gli approcci dei due specialisti che ho contattato sono diversi benchè entrambi (compreso anche il centro PMA) non mi abbiamo bloccato la stimolazione; il primo suggerisce un ulteriore ecografia post stimolazione per cercare di individuare il dotto (o i dotti) interessati ed eventualmente procedere a una duttogalattoforectomia, il secondo invece procederebbe con un duttogalattografia (pensa di aver visto un possibile papilloma di 3 mm nell'ultima eco) + biopsia per monitorarlo.
Sono molto confusa e preoccupata sopratutto perchè entro fine mese dovrò decidere se iniziare o meno la stimolazione ormonale.
Sarei più portata a seguire il primo approccio ma nello stesso tempo ho paura che le cure ormonali possano fare danni.
Chiedo quindi un gentile parere a riguardo.
Dr. Elio Donnarumma
Chirurgo generale, Senologo, Proctologo
Salerno
Buonasera, la stimolazione ormonale potrebbe determinare un incremento delle dimensioni di un eventuale papilloma (anche misconosciuto), e quindi il primo approccio proposto potrebbe essere sensato. Potrebbe essere sensato anche il secondo approccio, se il collega pensa di aver individuato la possibile neoformazione. Il mio consiglio, in questi casi così delicati, è di affidarsi ad un unico specialista per branca, cioè uno come senologo e il ginecologo per quanto riguarda la PMA, e decidere insieme ai riferimenti l'approccio migliore. In queste situazioni più pareri cerca e più pareri discordanti troverà. L'importante è creare un rapporto di fiducia con il medico scelto come riferimento, che sicuramente consiglierà al meglio, conoscendo a fondo la situazione e seguendola per tutto il percorso. Saluti.

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