Buongiorno dottori provo a spiegarvi il mio problema. La scorsa estate ho avuto un periodo di stanch
Buongiorno dottori provo a spiegarvi il mio problema. La scorsa estate ho avuto un periodo di stanchezza, stress e poco sonno e una notte è esploso tutto dandomi quei sintomi della stanchezza mentale, diciamo così. Mi sentivo spesso con fatica a concentrarmi, pensiero lento che fa venire una sottospecie di derealizzazione, stanchezza, tensioni cervicali e talvolta ansia e angoscia quando sono molto stanco. Nei mesi successivi sono passati e avevo qualche episodio sporadico ma non è mai stato nulla di invalidante. Nei mesi passati sentivo perlopiù una enorme sonnolenza la sera, soprattutto quando uscivo ma tutto sommato stavo bene. Nelle settimane passate da quando sono in ferie la stanchezza serale è passata ma ho riniziato a sentire quei “segni della stanchezza mentale” e l’altro giorno ho quasi avuto un attacco di panico senza motivo, però sono riuscito a non farmi prendere e tranquillizzarmi. Sento di essere semrpe me stesso ma un po’ diverso per colpa di questa stanchezza mentale, riesco a studiare bene, guidare e fare tutto ma sento di avere qualcosa che non riesco a risolvere. Aggiungo che non faccio tanta attività fisica (anche per via del caldo estivo), non una bella postura e sento anche un aumento della fame. Oggi già sono tranquillo ma l’ansia mi ha preso per paura che torni qualche segno brutto. Vorrei capire se è davvero stanchezza mentale (effettivamente mi capita spesso di essere come stanco mentalmente e svogliato) o sia anche altro
4 risposte
La sua situazione andrebbe approfondita. Mi contatti. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)-
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Gent.mo utente, i segnali che ha notato e che le sta inviando il suo corpo sono importanti da osservare e valutare. Sicuramente, da quello che descrive, il fattore stress sembra di primaria importanza. Lo stress, di per sé, non è negativo perché è una risposta dell'organismo all'ambiente esterno (per esempio, il caldo intenso), ma può derivare anche dall'ambiente interno (preoccupazioni, aspettative, percezione dell'autostima). Talvolta, come avrà notato, la risposta allo stress è impegnativa e lascia strascichi invalidanti, come la stanchezza mentale che sta notando, ruminazione, ansia per la salute, qualità del sonno. Altre volte, questa risposta allo stress attiva comportamenti automatici e non sempre vantaggiosi come il monitoraggio continuo dei sintomi, il mangiare compulsivo, l'uso di tecnologie digitali. Anche l'episodio di panico che ha sperimentato, seppur transitorio e ben gestito, si inserisce in un quadro di stress cronico, con esaurimento di risorse e sensazione di non farcela a reggere il peso. Il mio consiglio è di non sottovalutare questi segnali e chiedere un supporto psicologico. Attraverso una maggiore analisi della sua routine quotidiana, delle sue abitudini e degli eventi recenti della sua vita si può strutturare un programma efficace di cambiamento nella gestione dello stress, con una risposta più funzionale e vantaggiosa per il suo benessere. Esistono molteplici strategie per riconoscere lo stress e fronteggiarlo con comportamenti adattivi, non per eliminare la presenza dello stress, ma per renderlo meno destabilizzante l'equilibrio psicologico. Inoltre, scoprirà come si possono inserire abitudini virtuose che compensano efficacemente la risposta fisiologica da stress, liberando quelle sostanze endogene che mitigano gli effetti negativi dello stress e consentono di percepire maggiore serenità, coinvolgimento ed emozioni positive. Se desidera approfondire queste tematiche, mi contatti pure per maggiori informazioni, anche online. Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese
Buongiorno, da quello che racconta emerge un aspetto che trovo particolarmente interessante. Lei sembra stare relativamente bene quando non avverte quei segnali, mentre la preoccupazione aumenta soprattutto quando teme che possano tornare. Questo può creare un meccanismo nel quale la stanchezza, una sensazione di estraneità o un momento di difficoltà nella concentrazione non vengono più vissuti semplicemente come sensazioni transitorie, ma diventano segnali da osservare e interpretare. E più li controlla per capire se stanno tornando, più è facile notarli e attribuire loro un significato preoccupante. A quel punto può comparire l'ansia, che a sua volta aumenta attenzione, tensione e sensazioni corporee. Il fatto che lei riesca comunque a studiare, guidare e svolgere normalmente le sue attività è un elemento importante, ma non permette da solo di stabilire quale sia l'origine dei sintomi. La definizione di stanchezza mentale, infatti, può descrivere ciò che sente senza necessariamente spiegare perché accade. Piuttosto che cercare continuamente di stabilire se quella sensazione sia stanchezza, ansia o qualcos'altro, potrebbe essere utile osservare cosa succede quando compare e soprattutto cosa fa lei subito dopo. È lì che spesso si trova il meccanismo che mantiene il problema. Considerato anche il cambiamento dei sintomi nel tempo, se persistono o aumentano è comunque opportuno parlarne con il medico, così da escludere eventuali cause fisiche. Dal punto di vista psicologico, invece, il lavoro potrebbe concentrarsi non tanto sullo sforzo di eliminare ogni sensazione, quanto sul modo in cui il timore che possa tornare sta iniziando a condizionare il suo modo di vivere quelle sensazioni.
Gentile utente di mio dottore, le difficoltà qui espresse sono un qualcosa di complesso che potrebbero meglio essere sviscerate all' interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornirle. Contatti uno specialista, ne vale della sua qualità della vita. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

