Buongiorno, dopo ictus avvenuto due anni fa, seguo una cura per l'ipertensione. Dopo un po’ di tempo
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Buongiorno, dopo ictus avvenuto due anni fa, seguo una cura per l'ipertensione. Dopo un po’ di tempo, pur cambiando farmaco, non riesco a stabilizzare la pressione in modo continuativo. All'inizio prendevo amlodipina 10 alla sera ma la copertura del farmaco non sembrava raggiungere un giorno intero quindi siamo passati a 5 ramipril mattino e 5 amlodipina sera. Anche in questo caso a lungo andare non bastava più, siamo passati a parvati 10+5 mattino e 5 amlodipina alla sera. Il problema è che talvolta al pomeriggio la pressione tende ad alzarsi pericolosamente 170/95 e non so il perché. Ho provato parvati 5+5 mattino e 5+5 alla sera. Solito pressione molto bassa per qualche ora e improvvisamente, picchi pressori anomali alti e tachicardia nonostante il dosaggio. Può essere una situazione emotiva di cui non mi rendo conto? In aggiunta, acufene costante quotidiano ininterrotto che si accentua se la pressione si abbassa (110/65) o si alza dopo i 145/88
Buongiorno,
la situazione che descrive, caratterizzata da una pressione arteriosa poco controllabile, con sbalzi pressori improvvisi nonostante diversi aggiustamenti terapeutici, merita certamente una valutazione più approfondita.
I punti chiave sono:
• L’ipertensione difficile da stabilizzare, con variazioni improvvise soprattutto pomeridiane, può effettivamente avere anche una componente emotiva o di ansia “inconscia”, ma è importante prima escludere altre cause fisiologiche.
• La presenza di tachicardia associata ai picchi pressori e acufeni, che peggiorano sia in ipotensione sia in ipertensione, suggerisce che ci possano essere delle fluttuazioni vascolari significative o un’instabilità del sistema nervoso autonomo.
Indicazioni pratiche consigliate:
1. Monitoraggio pressorio 24 ore (Holter pressorio):
Sarebbe opportuno un monitoraggio ambulatoriale per 24 ore per identificare con precisione i momenti critici e orientare meglio la terapia farmacologica.
2. Approfondimento cardiologico e vascolare:
Una visita cardiologica con ECG, ecocardiogramma e, eventualmente, ecocolordoppler dei vasi del collo, potrebbe chiarire meglio se ci sono condizioni cardiovascolari che possano spiegare queste variazioni pressorie o la comparsa della tachicardia.
3. Esami del sangue e urine:
Per escludere forme di ipertensione secondaria (ad es. feocromocitoma, iperaldosteronismo primario, alterazioni tiroidee o renali), che causano tipicamente oscillazioni pressorie anomale, si consigliano esami mirati (es. catecolamine plasmatiche e urinarie, aldosterone, renina, funzione tiroidea e renale).
4. Valutazione neurologica e audiologica per l’acufene:
L’acufene potrebbe essere secondario alle variazioni pressorie o indicativo di alterazioni vascolari locali. Una visita neurologica e audiologica mirata potrebbe essere utile.
5. Gestione dello stress e dell’ansia:
Se le valutazioni mediche dovessero risultare negative o parzialmente rassicuranti, potrebbe essere utile esplorare tecniche di rilassamento (es. mindfulness, respirazione controllata) o discutere con il medico l’opportunità di assumere una terapia specifica per ansia o stress emotivo.
Vista la complessità del quadro e l’importanza del pregresso ictus, è essenziale un approccio multidisciplinare per individuare rapidamente la causa e stabilizzare al meglio la pressione.
la situazione che descrive, caratterizzata da una pressione arteriosa poco controllabile, con sbalzi pressori improvvisi nonostante diversi aggiustamenti terapeutici, merita certamente una valutazione più approfondita.
I punti chiave sono:
• L’ipertensione difficile da stabilizzare, con variazioni improvvise soprattutto pomeridiane, può effettivamente avere anche una componente emotiva o di ansia “inconscia”, ma è importante prima escludere altre cause fisiologiche.
• La presenza di tachicardia associata ai picchi pressori e acufeni, che peggiorano sia in ipotensione sia in ipertensione, suggerisce che ci possano essere delle fluttuazioni vascolari significative o un’instabilità del sistema nervoso autonomo.
Indicazioni pratiche consigliate:
1. Monitoraggio pressorio 24 ore (Holter pressorio):
Sarebbe opportuno un monitoraggio ambulatoriale per 24 ore per identificare con precisione i momenti critici e orientare meglio la terapia farmacologica.
2. Approfondimento cardiologico e vascolare:
Una visita cardiologica con ECG, ecocardiogramma e, eventualmente, ecocolordoppler dei vasi del collo, potrebbe chiarire meglio se ci sono condizioni cardiovascolari che possano spiegare queste variazioni pressorie o la comparsa della tachicardia.
3. Esami del sangue e urine:
Per escludere forme di ipertensione secondaria (ad es. feocromocitoma, iperaldosteronismo primario, alterazioni tiroidee o renali), che causano tipicamente oscillazioni pressorie anomale, si consigliano esami mirati (es. catecolamine plasmatiche e urinarie, aldosterone, renina, funzione tiroidea e renale).
4. Valutazione neurologica e audiologica per l’acufene:
L’acufene potrebbe essere secondario alle variazioni pressorie o indicativo di alterazioni vascolari locali. Una visita neurologica e audiologica mirata potrebbe essere utile.
5. Gestione dello stress e dell’ansia:
Se le valutazioni mediche dovessero risultare negative o parzialmente rassicuranti, potrebbe essere utile esplorare tecniche di rilassamento (es. mindfulness, respirazione controllata) o discutere con il medico l’opportunità di assumere una terapia specifica per ansia o stress emotivo.
Vista la complessità del quadro e l’importanza del pregresso ictus, è essenziale un approccio multidisciplinare per individuare rapidamente la causa e stabilizzare al meglio la pressione.
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