Buongiorno, Donna, 36 anni Dopo un anno di dolori alla zona lombare, sono riuscita fare una risonanz

Buongiorno, Donna, 36 anni Dopo un anno di dolori alla zona lombare, sono riuscita fare una risonanza. Di seguito i risultati L3-L4: segni di discopatia degenerativa con protrusione focale posteriore mediana-paramediana destra che impronta il sacco durale. Iniziale reazione sinoviale interapofisaria bilaterale. L4-L5: discopatia degenerativa con protrusione circonferenziale del disco, maggiormente lateralizzata a sinistra che impronta ad ampio raggio il sacco durale e determina parziale impegno foraminale omolaterale. L5-S1: discopatia degenerativa con piccola protrusione focale preforaminale destra in assenza tuttavia di dimostrabile conflitto radicolare. Alterazioni di segnale con caratteristiche di iperintensità in STIR da edema midollare, coinvolge l'osso spugnoso sottocorticale del settore inferiore del soma di L3. Coesiste una sottile rima ipointensa: detto reperto è compatibile con esiti di frattura trabecolare con edema midollare residuo. Il mio medico ha detto che dopo i 30 anni (ne ho 36) le discopatie sono normali, il fisiatra che c'è solo un po' di infiammazione e di perdere peso (sono altra 175cm e peso circa 78/80kg facendo regolarmente palestra in sala pesi da oltre 10 ani) Mi consiglia di vedere un ortopedico? Grazie anticipatamente per l'attenzione

1 risposta


Buongiorno, dalla descrizione della risonanza emergono alterazioni degenerative dei dischi lombari a più livelli, associate a protrusioni discali che, da quanto riportato, non documentano con certezza una compressione significativa delle radici nervose. Inoltre viene descritto un reperto compatibile con esiti di una frattura trabecolare di L3 con edema midollare residuo, che merita di essere interpretato alla luce della sua storia clinica (ad esempio eventuali traumi, attività sportiva o altri fattori predisponenti). È importante ricordare che la risonanza magnetica, da sola, non permette di stabilire la causa del dolore: i reperti devono sempre essere correlati con l'anamnesi e con un accurato esame clinico. È vero che alcune modificazioni degenerative dei dischi sono frequenti già dopo i 30 anni e possono essere presenti anche in persone senza sintomi, ma questo non significa che il dolore debba essere sottovalutato. Considerata la persistenza della sintomatologia da circa un anno e il reperto osseo descritto, una valutazione da parte di uno specialista della colonna (ortopedico o neurochirurgo) può essere utile per interpretare correttamente gli esami, verificare se vi sia una correlazione con i suoi disturbi ed eventualmente definire il percorso terapeutico più appropriato. È invece opportuno rivolgersi con urgenza a un medico o al Pronto Soccorso se dovessero comparire debolezza importante a una gamba, perdita del controllo di vescica o intestino, anestesia nella regione perineale ("a sella") oppure un rapido peggioramento dei sintomi neurologici. Le auguro di poter individuare presto la causa dei suoi disturbi e il trattamento più adatto.

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