Buongiorno, da tempo soffro di gonfiore addominale, fermentazione, difficoltà digestive, reflusso e

Buongiorno, da tempo soffro di gonfiore addominale, fermentazione, difficoltà digestive, reflusso e bruciore. Le feci sono generalmente marrone chiaro, a volte formate e a volte più frammentate; occasionalmente noto residui di cibo non digerito. Ultimamente soprattutto dopo i pasti la presenza di aria e tensione nell’intestino mi fanno sentire fastidi che inizialmente erano sotto le costole a sinistra adesso invece sono soprattutto dietro la schiena bassa ma anche in altre zone della schiena piu alte. Inoltre, da tempo, prima della comparsa dei sintomi veri e propri del reflusso, ho problemi a livello della lingua, con bruciore, sensazione di lingua ruvida e secca, patina e sensibilità anche alla gola. Ho consultato due otorinolaringoiatri; mi è stato riferito che strutturalmente la lingua è sana e che la patina potrebbe essere collegata al reflusso. In passato ho già seguito una dieta low FODMAP, escluso il lattosio e assunto rifaximina per sospetta SIBO/fermentazione, senza una risoluzione completa. Attualmente, sotto prescrizione del gastroenterologo, assumo esomeprazolo, Gaviscon Advance e probiotici VSL-3 per 10 giorni al mese. Ecografia addominale ed esami del sangue, compresi i valori epatici, nella norma. La mia domanda è: potrebbe esserci un’unica causa alla base dei disturbi intestinali e dei problemi alla lingua, come un malassorbimento, una carenza nutrizionale o un’alterazione della flora intestinale? Quali esami consigliate per individuare la causa e impostare una terapia efficace, considerando che i sintomi persistono o meglio si modificano nonostante le cure? Grazie per l’attenzione.

1 risposta


Buongiorno. È possibile che alcuni disturbi abbiano un denominatore comune, ma eviterei di attribuirli tutti automaticamente a “disbiosi” o SIBO. Meteorismo, distensione, digestione difficile e reflusso possono coesistere nell'ambito di un disturbo funzionale gastrointestinale, mentre bruciore e alterazioni della sensibilità della lingua possono avere anche cause indipendenti. La presenza occasionale di residui alimentari nelle feci, da sola, non indica malassorbimento: alcune fibre vegetali sono normalmente poco digeribili. Un vero malassorbimento è più sospetto in presenza di perdita di peso, diarrea persistente, feci grasse/oleose difficili da eliminare, anemia o carenze nutrizionali. Visto che i sintomi persistono nonostante diversi tentativi terapeutici, cercherei ora di procedere in maniera più mirata, evitando ulteriori cicli empirici di antibiotici o diete restrittive. Con il gastroenterologo valuterei, se non già eseguiti, emocromo, ferritina e assetto marziale, vitamina B12, folati, TSH, albumina/proteine totali e screening per celiachia. La calprotectina fecale può essere utile se sono presenti alterazioni persistenti dell'alvo. L'elastasi pancreatica fecale ha invece maggiore utilità se vi sono caratteristiche suggestive di maldigestione dei grassi o perdita di peso. Per il reflusso che persiste nonostante esomeprazolo e alginato, prima di aumentare ulteriormente le terapie può essere utile stabilire se i sintomi siano realmente correlati al reflusso mediante pH-impedenziometria delle 24 ore, eventualmente associata a manometria esofagea secondo il quadro clinico. Per la lingua, oltre al reflusso, valuterei soprattutto carenza di ferro, B12 o folati, secchezza della bocca, candidosi e cause odontostomatologiche. Una patina linguale, da sola, non dimostra né reflusso né alterazioni della flora intestinale. Infine, non consiglierei test commerciali del microbiota o della cosiddetta “disbiosi”: difficilmente permettono di individuare una causa precisa o di scegliere una terapia efficace. Anche la diagnosi di SIBO dovrebbe essere formulata nel corretto contesto clinico, piuttosto che dedotta semplicemente dalla quantità o dall'odore dei gas. Il fatto che ecografia, esami ematici ed esami epatici siano normali è rassicurante. A questo punto punterei meno sulla ricerca di un'unica causa che spieghi tutto e più su un inquadramento gastroenterologico ordinato, distinguendo reflusso, distensione/fermentazione intestinale ed eventuali carenze nutrizionali: questo permette generalmente una terapia molto più mirata.

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