Buongiorno,da due mesi ho delle perdite vaginali giallo-verdi,bruciore,dolore,e la fuoriuscita di ''
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Buongiorno,da due mesi ho delle perdite vaginali giallo-verdi,bruciore,dolore,e la fuoriuscita di ''pus'' perchè è proprio quello e anche quando faccio pipì fa male ,ho fatto vari esami,sangue,urinocultura,tamponi ma tutto negativo e nonostante varie supposizioni e varie terapie ,purtoppo tutto è continuato senza alleggerirsi per niente...antibiotici,ovuli,probiotici,integratori ma nulla questo problema non sembra voler passare ,ho dolori nella zona vaginale ma anche nel basso ventre.Cosa devo fare?Perchè io non so più come comportarmi,sono andata da vari gienecologi ma avendo tutto negativo nessuno sembra capire da dove provenga,cosa mi consigliate di fare,grazie in anticipo.
dovrebbe far controllare anche il suo partner, altrimenti rischia di riprendere l'infezione con effetto ping pong
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Gentile Signora,
Quando sono presenti perdite persistenti, bruciore e dolore, ma i tamponi risultano negativi, vanno valutate anche altre possibili condizioni, come vaginiti infiammatorie non infettive o disbiosi vaginale; infezioni da microrganismi meno comuni o non sempre ricercati nei tamponi standard; cervicite;
Il passo più utile ora è rivolgersi a un centro ginecologico di secondo livello o a un ambulatorio dedicato alle infezioni genitali/vulvovaginali, dove sia possibile eseguire:
tampone vaginale e cervicale completo con esame colturale e ricerca mirata (anche per micoplasmi, ureaplasma, clamidia, gonococco); valutazione del pH vaginale e della flora;
ecografia pelvica e visita approfondita.
È importante inoltre evitare terapie ripetute empiriche (antibiotici o antimicotici) senza una diagnosi precisa, perché possono peggiorare l’equilibrio della flora vaginale.
Data la persistenza dei sintomi e il dolore pelvico associato, una valutazione specialistica approfondita in un centro di riferimento è la scelta più indicata.
Un cordiale saluto.
Quando sono presenti perdite persistenti, bruciore e dolore, ma i tamponi risultano negativi, vanno valutate anche altre possibili condizioni, come vaginiti infiammatorie non infettive o disbiosi vaginale; infezioni da microrganismi meno comuni o non sempre ricercati nei tamponi standard; cervicite;
Il passo più utile ora è rivolgersi a un centro ginecologico di secondo livello o a un ambulatorio dedicato alle infezioni genitali/vulvovaginali, dove sia possibile eseguire:
tampone vaginale e cervicale completo con esame colturale e ricerca mirata (anche per micoplasmi, ureaplasma, clamidia, gonococco); valutazione del pH vaginale e della flora;
ecografia pelvica e visita approfondita.
È importante inoltre evitare terapie ripetute empiriche (antibiotici o antimicotici) senza una diagnosi precisa, perché possono peggiorare l’equilibrio della flora vaginale.
Data la persistenza dei sintomi e il dolore pelvico associato, una valutazione specialistica approfondita in un centro di riferimento è la scelta più indicata.
Un cordiale saluto.
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