Buongiorno, avverto un fastidio alla pianta del piede, soprattutto dopo essere andato a sciare o do

11 risposte
Buongiorno,
avverto un fastidio alla pianta del piede, soprattutto dopo essere andato a sciare o dopo molti km di corsa, e mi dura due/tre giorni, per poi ritornare alla prossima attività intensa. Corse brevi e camminate non mi provocano fastidio, non ci sono parti della giornata in particolare o calzature in particolare in cui il dolore migliora/peggiora.
Il dolore è concentrato nell'area interna del mesopiede, circa tra il primo e il secondo metatarso e sotto il primo metatarso, più nella parte iniziale (vicino al tarso).
Il fastidio non si propaga quasi mai nella zona del tallone (solo raramente e non in modo acuto).
Può essere fascite plantare? Mi consigliate un fisioterapista o altri specialisti (prov TN)? Nel frattempo come posso arginare il problema?
Grazie
Dr. Matteo Tonino
Fisioterapista, Posturologo
Roma
Dalla descrizione il disturbo non è tipico di una fascite plantare classica, che di solito dà dolore al tallone, soprattutto al mattino. Il dolore localizzato nel mesopiede interno, sotto il 1° metatarso, che compare solo dopo carichi intensi mi fa pensare più a una sovraccarico dell’arco mediale, possibile sofferenza della fascia plantare in sede prossimale, dei muscoli intrinseci del piede o a una metatarsalgia mediale funzionale. Anche la biomeccanica del piede e l’appoggio durante sport prolungati hanno un ruolo importante.
Il percorso più indicato è una valutazione fisioterapica specialistica del piede, per analizzare appoggio, mobilità dell’anca/caviglia e carichi sportivi. In seconda battuta, se il dolore persiste, può essere utile una valutazione ortopedica (eventuale eco/RM solo se indicato).
Nel frattempo può:
- ridurre temporaneamente i carichi prolungati (sci, lunghi km),
- applicare ghiaccio dopo l’attività,
- eseguire stretching della fascia plantare e del polpaccio
Rimango a disposizione. Buona giornata.

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Dott. Edoardo Fontana
Fisioterapista
Trescore Balneario
Buongiorno, molto probabilmente dovrebbe trattarsi di fascite plantare considerando come si presenta la sintomatologia e in quale regione. Le consiglio di lavorare su esercizi per la muscolatura intrinseca del piede e eventualmente cercare di gestire il sintomo in una prima fase con stretching della fascia plantare e eventualmente un supporto per l’arco plantare da utilizzare nelle prime fasi per ridurre il carico sul tessuto. Si affidi comunque a un buon fisioterapista per la gestione della problematica se questa è persistente e ricorrente. Spero di essere stato di aiuto. Buona giornata.
Dr. Alessio Facchini
Fisioterapista, Osteopata
Novara
Salve. Non conosco professionisti nella sua zona che potrei consigliarle. La sua descrizione con combacia con la classica sintomatologia della fascite plantare: il dolore in quel caso dovrebbe presentarsi tendenzialmente dopo le fasi statiche (anche a riposo), ad esempio dopo essere stato fermo seduto o sdraiato (es. la mattina al risveglio). Il suo dolore invece pare essere legato al carico protratto sul piede e all’attività intensa. Potrebbe procedere facendo un’ecografia per iniziare a capire se sono coinvolte le strutture tendinee o quelle articolari. In seguito potrebbe farsi valutare per capire ad esempio se possa essere utile anche fare ulteriori analisi (dinamiche) sul carico e se sia in caso di supportare il piede con dei plantari e procedere con esercizi correttivi specifici. Cordiali saluti
Dott.ssa Dolores Nodari
Fisioterapista, Osteopata
Milano
BUONGIORNO
CERTAMENTE LE CONSIGLIO UN PARERE DA FISIOTERAPISTA ESPERTO POICHè CREDO CHE UN PLANTARE POTREBBE ESSERLE UTILE.NEL FRATTEMPO FACCIA DEI FANGHI/APPLICAZIONI DI ARGILLA VENTILATA
Dott. Giancarlo Cicogna
Fisioterapista, Osteopata
Milano
buongiorno immagino non avrà più bisogno di alcun suggerimento dato che sono entrato da poco nell'applicazione e forse lei ha postato la domanda tempo fa. se non risolto il problema dovremmo cercare di valutare la provenienza della sintomatologia anche più a monte per es. valutare disfunzioni sacroiliache oppure lombosacrali. cari saluti G.Cicogna
Buongiorno, la localizzazione del dolore nella zona mediale del mesopiede, tra il primo e il secondo metatarso, rende l'ipotesi di fascite plantare meno probabile rispetto a una sindrome da sovraccarico del comparto interno o a una sofferenza dei tendini flessori. Dato che il fastidio emerge solo con attività ad alto impatto come lo sci o la corsa prolungata, potrebbe trattarsi di una sollecitazione eccessiva dell'arco plantare legata alla biomeccanica del piede sotto sforzo. Per arginare il problema nell'immediato, è utile applicare ghiaccio localizzato dopo lo sport e massaggiare delicatamente la pianta con una pallina da tennis per allentare le tensioni muscolari. In provincia di Trento sono presenti eccellenti centri di medicina dello sport e fisioterapisti specializzati in analisi del cammino che potranno valutare l'opportunità di un plantare sportivo specifico.
le consiglio una visita con collega fisioterapista
Salve, dalla sua descrizione il sintomo sembra essere correlato ad un sovraccarico funzionale. Un trattamento mio-fasciale sui muscoli della gamba per defaticare e ritrovare elasticità potrebbe essere la scelta adeguata, consiglio di rivolgersi ad un fisioterapista e sottoporsi a qualche trattamento. è opportuno poi andare in fondo per capirne la causa, potrebbe dipendere dall' appoggio plantare e in questo può essere utile un' accurata analisi dell' appoggio e dello schema del passo ed eventualmente introdurre del lavoro propriocettivo per riequilibrare l' appoggio e migliorare la stabilità. Un' altra causa potrebbe essere un aumento del carico non graduale o carenza di giusto riscaldamento e di stretching a fine lavoro, in sintesi il mio consiglio è rivolgersi ad un fisioterapista per risolvere il sintomo e per pianificare un adeguato piano d' allenamento.
Dr. Tiziano Morrocchi
Fisioterapista, Osteopata
Roma
Buongiorno,
dalla descrizione il disturbo non sembra una classica fascite plantare, che solitamente interessa il tallone ed è più intensa al mattino. Il dolore localizzato nella zona mediale del mesopiede e sotto il primo metatarso, che compare solo dopo carichi elevati (sci, corsa lunga), può essere più compatibile con un sovraccarico della fascia plantare mediale, dei muscoli intrinseci del piede o del complesso del primo raggio.
È indicata una valutazione fisioterapica per analizzare appoggio, mobilità del piede/caviglia e carichi di allenamento; solo se necessario si può affiancare una valutazione ortopedica o podologica.
Nel frattempo è utile ridurre temporaneamente i carichi intensi, curare il recupero, lavorare su mobilità ed esercizi di rinforzo del piede ed evitare di “forzare sopra il dolore”.
Un cordiale saluto.
Tiziano Morrocchi
Osteopata e fisioterapista
Dr. Simone Butti
Fisioterapista
San Fermo della Battaglia
Buongiorno. Il quadro che descrive è molto interessante perché, pur avendo punti in comune con la fascite plantare, presenta alcune caratteristiche che portano a sospettare un sovraccarico biomeccanico più specifico del mesopiede.

È Fascite Plantare?
Non è la diagnosi più probabile, o almeno non in forma "classica". La fascite tipica fa male al tallone (inserzione calcaneare) e dà il peggior dolore ai primi passi del mattino. Il suo dolore, localizzato tra il I e II metatarso nella zona del tarso (parte alta dell'arco plantare), suggerisce piuttosto:

Sovraccarico dell'articolazione di Lisfranc: Un’infiammazione dei legamenti che uniscono le ossa del tarso ai metatarsi, tipica di chi spinge molto (corsa) o ha il piede bloccato in flessione dorsale (scarpone da sci).

Sofferenza del tendine del Tibiale Posteriore: Che si inserisce proprio in quella zona per sostenere l'arco.

Metatarsalgia da stress: Un’infiammazione dovuta alla distribuzione del carico non ottimale durante attività ad alto impatto.

Cosa fare nell'immediato per "arginare"?
In attesa di una valutazione, può seguire questi accorgimenti per ridurre l'infiammazione:

Defaticamento attivo: Dopo la corsa o lo sci, utilizzi una pallina da tennis (non troppo dura) sotto la pianta del piede. La faccia scorrere lentamente per distendere la fascia, senza premere forte sul punto doloroso.

Ghiaccio: 10-15 minuti dopo l'attività intensa, ma non direttamente sulla pelle.

Esercizio "Short Foot": Provi a "accorciare" il piede contraendo l'arco plantare senza curvare le dita. Serve a rinforzare la muscolatura intrinseca che sostiene il mesopiede.

Controllo calzature: Verifichi se gli scarponi da sci sono troppo stretti sul collo del piede o se le scarpe da corsa hanno superato i km consigliati.
Facilmente può beneficiare dell'uso di automassaggio con pallina da tennis premendola e rullandola sotto il piede. Meglio se solleva (estende) le dita mentre preme sulla pallina dalla parte anteriore del piede verso il tallone. Altra cosa utile è mobilizzare le dita, tutte e 5, "impugnandole" 1 per volta e muovendole su, giù e anche facendo delle circonduzioni ampie quanto possibile con l'obbiettivo di aumentare l'ampiezza dei gradi di movimento.
Un altro stimolo semplice che può provare è schiacciare in modo deciso la pallina come se dovesse farla esplodere e contemporaneamente dare un colpo di tosse deciso. Lo ripete 5 o 6 un apio di volte al giorno, questo per sfruttare i riflessi di attivazione dei muscoli e delle linee fasciali che possono aiutarla a modificare l'appoggio del piede.
Se sia proprio fascite impossibile stabilirlo senza visita.

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