Buongiorno a tutti. Vi contatto per avere qualche delucidazione, trovandomi in un momento particola

2 risposte
Buongiorno a tutti.
Vi contatto per avere qualche delucidazione, trovandomi in un momento particolarmente complesso.
A causa di un evento particolarmente stressante, ed essendo io una persona ansiosa attualmente in un momento di vita molto caotico, è da circa un mese che sperimento insonnia, con forte ansia anticipatatoria e attacchi d'ansia notturni.
Dopo aver provato la qualunque (valeriana, melatonina, ecc), su consiglio del medico curante, e successivo consulto con uno psichiatra, ho iniziato ad assumere Zolpidem (da circa una decina di giorni).
Tuttavia, dopo circa 3/4 ore dall'assunzione mi ritrovo nuovamente sveglia, incapace di addormentarmi. Lo psichiatra sta quindi valutando di optare per la Mirtazapina, ma leggendo online mi sono un po' spaventata circa l'aumento di peso che può causare.
Pertanto, vi chiedo:
- l'aumento di peso può essere davvero così certo e importante? Può essere efficacemente contrastato? Ho letto di persone che, in breve tempo, hanno acquisito 10 kg o più, mantenendo invariate le proprie abitudini.
Io sono normopeso, in quest'ultimo mese ho perso circa 4 kg per il forte stress, ma ho paura di smettere di lottare contro l'insonnia e iniziare a combattere contro il peso corporeo.
- Quanto potrebbe durare la terapia farmacologica? Preciso che ho anche iniziato un percorso di psicoterapia a indirizzo cognitivo-comportamentale.

Mi scuso per il messaggio prolisso e vi ringrazio anticipatamente.
Dott. Stefano Bonora
Psichiatra, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, l'aumento di peso con mirtazapina non è una costante per fortuna, tendenzialmente è dose dipendente ed è legato all'aumento di fame indotto dall'effetto antistaminico di questa molecola. In ogni caso è possibile che nella sua situazione possa bastare un ciclo relativamente breve per regolarizzare il sonno; esistono in ogni anche altre alternative in termini di ipnoinducenti che non causano incremento ponderale o lo inducono in misura inferiore, la scelta dipende da vari fattori e va sicuramente condivisa. Le consiglio di ridiscuterne col suo curante!

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Dr. Fabio M. P. Tortorelli
Psichiatra, Psicoterapeuta
Roma
Gentilissima,

la situazione di insonnia con risvegli precoci che descrive è un fenomeno che osserviamo frequentemente quando l'ansia di base non viene adeguatamente coperta durante tutto l'arco della notte.

Il fatto che lo Zolpidem la faccia addormentare ma poi si svegli dopo 3 o 4 ore è legato proprio alla farmacocinetica di questa molecola, che ha un'emivita (durata d'azione) molto breve, ottima per l'addormentamento veloce ma spesso insufficiente per garantire la continuità del sonno fino al mattino in chi ha una forte tensione di fondo.

La valutazione del suo psichiatra di passare alla Mirtazapina ha un razionale clinico molto solido, in quanto questo farmaco, specialmente a bassi dosaggi, possiede una spiccata attività antistaminica che favorisce un sonno profondo e continuativo, agendo anche sull'ansia.

Per quanto riguarda il timore dell'aumento di peso, è corretto essere informati ma è altrettanto importante non farsi terrorizzare dalle esperienze lette online che spesso mancano di contesto clinico.

L'aumento ponderale con la Mirtazapina è un effetto collaterale possibile e noto, ma non è dovuto a un "rallentamento misterioso" del metabolismo, bensì principalmente a un aumento dell'appetito e del desiderio di carboidrati (craving) mediato proprio dai recettori su cui il farmaco agisce.

Questo significa che l'aumento di peso non è una condanna inevitabile, ma un rischio che può essere efficacemente contrastato mantenendo, come lei già fa essendo normopeso, un controllo consapevole sull'alimentazione e sullo stile di vita, specialmente nelle ore serali quando la fame potrebbe farsi sentire di più.

In molti casi clinici, il beneficio derivante dal riprendere a dormire regolarmente supera di gran lunga il rischio metabolico, che resta comunque gestibile con un po' di attenzione in più.

Sulla durata della terapia è difficile fare previsioni precise a priori, ma solitamente si consigliano cicli di alcuni mesi per stabilizzare i ritmi circadiani e permettere al sistema nervoso di "disimparare" l'ansia notturna.

L'aver intrapreso contestualmente una psicoterapia cognitivo-comportamentale è la scelta migliore che potesse fare, poiché è la tecnica d'elezione per lavorare sui pensieri disfunzionali che alimentano l'insonnia, e questo faciliterà sicuramente il futuro scalaggio dei farmaci.

Resto a disposizione per eventuali necessità, un caro saluto.

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