Buonasera! Sono una ragazza di 27 anni, soffro di ansia fin da piccola, diventata decisamente invali
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Buonasera! Sono una ragazza di 27 anni, soffro di ansia fin da piccola, diventata decisamente invalidante da qualche anno. Avrei gentilmente bisogno di un vostro parere. Sono in cura con una psicoterapeuta da circa quattro anni, ma ho fatto un anno di pausa (credendo di stare meglio). Ho iniziato questo percorso perché ad inizio 2020, dopo la fine di una relazione amorosa e di un'amicizia molto importante, ho avuto una lieve depressione. Sicuramente il fatto di vivere in casa in quattro tutti stretti durante la pandemia non ha aiutato, anzi ha decisamente peggiorato le cose. Grazie alla terapia ho ripreso in mano la mia vita, sono andata avanti con gli studi all'Università, ho raggiunto inoltre la consapevolezza di essere una persona altamente sensibile e ho provato a trasformare questa debolezza in un punto di forza. Con la psicoterapeuta abbiamo provato diversi approcci e terapie, tuttavia, l'ansia non migliora, anzi nei periodi di stress intenso o importanti cambiamenti peggiora sempre di più. Lei mi ha lasciato carta bianca nella scelta di o cambiare psicoterapeuta (provare magari una terapia cognitivo comportamentale) o di sentire il parere di un psichiatra per gestire al meglio l'ansia. So che non sono la stessa cosa e l'uno non esclude l'altro, ma a livello economico purtroppo non mi sono posso permettere entrambi. Ho fatto anche la richiesta per ottenere il bonus psicologico per due anni consecutivi e purtroppo non me l'hanno accettata.
Inoltre, ho sempre avuto paura che eventuali ansiolitici da prendere, potessero farmi diventare più "stanca" o "distratta", quindi ho cercato di gestire l'ansia con la psicoterapia, la palestra (3-4 volte a settimana), lunghe camminate terapeutiche, ma ciò ovviamente non ha risolto il problema. L'anno scorso sono finita in pronto soccorso, perchè durante la sessione universitaria ho avuto delle fortissime pulsazioni alla pancia... Un giorno era così forte che pensavo di fare un infarto e invece (dopo tutti i controlli possibili) il dottore mi ha detto che era stato un attacco di ansia. Mi ha prescritto così lo Xanax, da prendere per una settimana, ma senza indicare la modalità di assunzione. Io ne ho parlato con il mio medico di base e si è mostrata contraria a tale farmaco, perchè ritiene che io prenda già abbastanza antidolorifici, la pillola anticoncezionale da tanti anni e ho sempre problemi allo stomaco e all'intestino. Io credo però che tali problemi siano dovuti in gran parte alla mia ansia.
Altra cosa importante, di notte dormo male, perchè qualsiasi rumore mi sveglia e ovviamente nessun integratore (o farmaco omeopatico prescrittomi dal medico di base) mi aiuta. Ho risolto con l'utilizzo dei tappi, ma quando sono in un periodo di forte stress o ansia il mio cervello non si spegne mai.
So che non si dovrebbe fare, ma in casi eccezionali e di disperazione ho assunto tre gocce di Lormetazepam di mia mamma per dormire.
Vi chiedo dunque se secondo voi sia il caso di fare una visita psichiatrica o meno.
Ho fatto fatica anche a scrivere questo messaggio, in quanto leggo e rileggo di continuo e penso di essermi spiegata male.
Inoltre, ho sempre avuto paura che eventuali ansiolitici da prendere, potessero farmi diventare più "stanca" o "distratta", quindi ho cercato di gestire l'ansia con la psicoterapia, la palestra (3-4 volte a settimana), lunghe camminate terapeutiche, ma ciò ovviamente non ha risolto il problema. L'anno scorso sono finita in pronto soccorso, perchè durante la sessione universitaria ho avuto delle fortissime pulsazioni alla pancia... Un giorno era così forte che pensavo di fare un infarto e invece (dopo tutti i controlli possibili) il dottore mi ha detto che era stato un attacco di ansia. Mi ha prescritto così lo Xanax, da prendere per una settimana, ma senza indicare la modalità di assunzione. Io ne ho parlato con il mio medico di base e si è mostrata contraria a tale farmaco, perchè ritiene che io prenda già abbastanza antidolorifici, la pillola anticoncezionale da tanti anni e ho sempre problemi allo stomaco e all'intestino. Io credo però che tali problemi siano dovuti in gran parte alla mia ansia.
Altra cosa importante, di notte dormo male, perchè qualsiasi rumore mi sveglia e ovviamente nessun integratore (o farmaco omeopatico prescrittomi dal medico di base) mi aiuta. Ho risolto con l'utilizzo dei tappi, ma quando sono in un periodo di forte stress o ansia il mio cervello non si spegne mai.
So che non si dovrebbe fare, ma in casi eccezionali e di disperazione ho assunto tre gocce di Lormetazepam di mia mamma per dormire.
Vi chiedo dunque se secondo voi sia il caso di fare una visita psichiatrica o meno.
Ho fatto fatica anche a scrivere questo messaggio, in quanto leggo e rileggo di continuo e penso di essermi spiegata male.
Salve,
Le visite psichiatriche non hanno la stessa cadenza della psicoterapia, ma di solito si effettua una prima visita e poi visite di controllo a distanza di un mese o anche più, se la situazione migliora. Economicamente dovrebbe essere assolutamente sostenibile, in caso contrario presso i centri di salute mentale c'è possibilità di ricevere gratuitamente una visita psichiatrica.
Le benzodiazepine si possono prendere al bisogno e la preoccupazione del suo medico è immotivata, le può assumere anche se prende la pillola e occasionalmente antidolorifici.
Tuttavia non sono l'unica opzione terapeutica per i sintomi che descrive e ne esistono di efficaci e con minori problematiche di assunzione, ad esempio gli SSRI.
L'ansia ha generalmente un'ottima risposta alla terapia psicofarmacologica quindi non aspetti a prenotare una visita specialistica, la qualità della sua vita può davvero migliorare. Esistono anche terapie molto efficaci per il sonno.
Inoltre l'associazione di psicoterapia e farmaco può portare a risultati migliori, non deve per forza scegliere tra le due.
Non aspetti oltre a farsi aiutare, se ha paura della terapia farmacogica, lo specialista che sceglierà saprà rassicurarla
Una buona serata
Le visite psichiatriche non hanno la stessa cadenza della psicoterapia, ma di solito si effettua una prima visita e poi visite di controllo a distanza di un mese o anche più, se la situazione migliora. Economicamente dovrebbe essere assolutamente sostenibile, in caso contrario presso i centri di salute mentale c'è possibilità di ricevere gratuitamente una visita psichiatrica.
Le benzodiazepine si possono prendere al bisogno e la preoccupazione del suo medico è immotivata, le può assumere anche se prende la pillola e occasionalmente antidolorifici.
Tuttavia non sono l'unica opzione terapeutica per i sintomi che descrive e ne esistono di efficaci e con minori problematiche di assunzione, ad esempio gli SSRI.
L'ansia ha generalmente un'ottima risposta alla terapia psicofarmacologica quindi non aspetti a prenotare una visita specialistica, la qualità della sua vita può davvero migliorare. Esistono anche terapie molto efficaci per il sonno.
Inoltre l'associazione di psicoterapia e farmaco può portare a risultati migliori, non deve per forza scegliere tra le due.
Non aspetti oltre a farsi aiutare, se ha paura della terapia farmacogica, lo specialista che sceglierà saprà rassicurarla
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Buongiorno a lei. Penso certamente che la situazione vada un po' chiarita dal punto di vista della terapia farmacologica. Ci sono soluzioni diverse ed efficaci. Naturalmente ogni persona ha le sue problematiche specifiche e quindi ci vuole il tempo sufficiente per capire quale farmaco può funzionare meglio. Una volta trovato il farmaco adatto i controlli possono essere diluiti nella frequenza.
Altrettanto direi che una buona valutazione psicologica sia importante, per capire se possa aiutarla un approccio di tipo psicoanalitico.
Altrettanto direi che una buona valutazione psicologica sia importante, per capire se possa aiutarla un approccio di tipo psicoanalitico.
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