Buonasera, sono un ragazzo di 34 anni e qualche mese fa ho iniziato ad avvertire una fastidio ad un

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Buonasera, sono un ragazzo di 34 anni e qualche mese fa ho iniziato ad avvertire una fastidio ad un testicolo, problemi di eiaculazione ed erezioni meno forti e un apparente calo della libido. Verso fine maggio ho preso un appuntamento con un urologo, il quale dopo una visita superficiale ,mi ha indicato un integratore chiamato TESVIT FORTE da prendere fino a fine scatola (per circa un mese e mezzo se non ricordo male). A fine luglio lo ricontatto perché non ho avuto molti benefici ma anzi le problematiche sono aumentate e se ne sono aggiunte altre come minzione frequente, bruciore al pene, fastidi nella zona pelvica, il dottore a questo punto controlla manualmente la prostata (non è stata eseguita nessuna ecografia né altri esami) e mi assegna due integratori XINPROX E PROXELAN da prendere per due settimane. Purtroppo dopo una settimana stavo sempre peggio, con dolore al testicolo e minzione sempre più frequente con la sensazione di non svuotare mai la vescica...a questo punto mi viene prescritto ciproxin due compresse al giorno inizialmente per una settimana ma poi diventano due. I miglioramenti stentano a vedersi e a questo punto decido di cambiare urologo il quale mi fa finalmente una ecografia alla prostata (in buono stato ma infiammata a suo dire) e mi prescrive un altro antibiotico MINOCIN per 8 giorni oltre a DALERPEN da prendere la sera (mi avrebbe aiutato con le erezioni e con le eiaculazioni, visto che con i fastidi che provavo avevo molte difficoltà). Anche in questo caso le cure non raggiungono i risultati sperati e anzi DALERPEN mi da molti effetti collaterali lievi e sono costretto a sospenderlo...alla fine quest ultimo urologo si decide a farmi fare la spermicultura (dopo un paio di mesi dalla prima visita...)che però da esito negativo. A questo punto mi dice di proseguire con una doppia dose di un integratore chiamato PROSTACARE, che mi da un po' di sollievo ma che non risolve nessun problema ma anzi nel frattempo i testicoli sono sempre più gonfi, arrossati e doloranti (il sinistro).
Dopo circa un paio di settimane riesco a mettermi in contatto con un terzo urologo, primario di urologia di un altro ospedale, il quale mi dice che le diagnosi e le cure erano state a dir poco superficiali e che la prostata era infiammata ma che il problema sul quale bisogna concentrarsi è epididimite molto infiammata. Mi prescrive punture ROCEFIN (una al giorno) e BRUFEN da prendere due volte al giorno, tutto ciò per una settimana. Attualmente sono al quinto giorno, noto dei miglioramenti, ma ancora sono molto lontano dall essere guarito. So che non avendomi visitato è difficile dare un giudizio, ma mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate delle strade intraprese e magari darmi qualche consiglio. Oltretutto i primi due urologi mi hanno detto che potevo fare sport normalmente, oltre a provare a eiaculare spesso (principalmente facendo sesso), mentre quest ultimo urologo mi ha consigliato vivamente di stare a riposo oltre ad astinenza sessuale... Ho molta confusione e avere una vostra opinione mi aiuterebbe molto. Grazie molte
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Certo che deve essere difficile fare prima una adeguata valutazione con i dovuti esami prima di dare una terapia. Se solo fosse stato fatto da almeno uno dei tre oggi lei sarebbe in tutt'altra condizione. L'hanno tutti imbottita di antibiotici (scassando il microbiota prostatico, urinario e intestinale con ciò che ne consegue) variabilmente associati ora a integratori a composizione multipla ed inutile o dannosa (vedi la serenoa) o ad antinfiammatori che con alta improbabilità avrebbero potuto risolvere non si sa cosa... visto che nessuno ha mai fatto una diagnosi. Ovvio che non abbia risolto nulla e speriamo solo che non sia peggiorata la funzione genitale complessiva (quella fertile in primo luogo, visto che ha 34 anni). Il suo quadro è certamente da congestione infiammatoria pelvico-prostatica che va attentamente inquadrata nella sua consistenza e nelle sue ragioni che non è detto siano genitali o solo genitali. In tale quadro è evidente che possano finire coinvolti i testicoli, ma se non si risolve la prima, non si risolve la seconda e non vicecersa. Purtroppo a questo punto, in assenza di ogni reale utile azione diagnostica, occorre rifare tutto daccapo con un buon andrologo che svolga le dovute valutazioni genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno) da interpretare con la dovuta attenzione e inserendole nel suo stato fisico complessivo, per poi definire un efficace percorso terapeutico che purtroppo ormai richiederà almeno un anno.
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