buonasera, mio papà (80 anni) ha subito un intervento di prostatectomia radicale a inizio anno e il

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buonasera, mio papà (80 anni) ha subito un intervento di prostatectomia radicale a inizio anno e il risultato dell'istologico - lo riassumo - vede un adenocarcinoma in stadio Pt3a - Nx, con 6 noduli, di cui uno purtroppo dominante Gleason 4+5=9, Grade Group 5, con altri noduli 3+4. In conclusione parenchima prostato con neoplasia 10%, invasione neoplastica perineurale presente (in alcuni noduli), linfo/vascolare assente, estensione neoplastica extraprostatica presente, non focale, infiltrazione del collo vescicale assente, infiltrazione delle vescicole seminali assente, stato dei margini negativi. Siamo tutti molto rattristati perchè la biopsia pre-intervento era stata molto più positiva. Ora a fine febbraio è previsto il primo controllo PSA e poi valutazione sul da farsi. Data l'età e le condizioni generali (buone) del papà, che tipo di prosieguo ci possiamo aspettare? Questa tipologia di tumore generalmente tende a sviluppare metastasi rapidamente? Ci hanno già prospettato sorveglianza PSA, eventuale radioterapia o immunoterapia, ma tutto con tempi piuttosto ampi e sinceramente dopo l'inatteso peggioramento di stadiazione dalla biopsia all'istologico siamo un po' affranti. Grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Accade di spesso che l'esito della biopsia sia migliore dello stato reale ed è per tale ragione che occorre sempre fare molta attenzione e svolgere le adeguate valutazioni. Quale livllo aveva il PSA T e L (meglio il PHI) preoperatorio? Il tipo istologico e l'estensione osservata in sede operativa del tumore danno un quadro di alta malignità. Per tale ragione, ove già non sia stata fatto in fase preoperatoria, occorre eseguire rapidamente la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e, nel caso con 18F-FDG, e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. Oltre a determinare sul sangue il CEA e la Prolattina e nel caso ricercare le CTC con ARV7 per determinare la presenzaa di cellule resistenti alla terapia ormonale. In assenza di localizzazioni metastatiche e/o di CTC/ARV7, si potrà pensare al solo monitoraggio del PSA con cadenza bimensile per almeno un anno e poi svolgere le nuove verifiche. Diversamente sulla base dei dati si potrà decidere il senso o meno di ulteriori terapie in ragione dello stato complessivo del paziente.

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