Buonasera, mio figlio di 24 anni e' in crisi psicotica dal mese di marzo di quest'anno, ha una diagn
Buonasera, mio figlio di 24 anni e' in crisi psicotica dal mese di marzo di quest'anno, ha una diagnosi di persona bipolare, schizofrenico border line, con un ritardo cognitivo dalla nascita, ha avuto la prima crisi psicotica ai 18 anni dopo l'esame di maturita', superata dopo circa 3 mesi di depakin e seroquel, ora lo psichiatra che lo segue dopo 4 mesi non riesce a curarlo, anzi sembra peggiorato, attualmente prende depakin, seroquel, clozapina e clozapina, non se ne viene fuori, sembra diventato farmaco resistente, qualcuno mi puo' aiutare? grazie
3 risposte
Salve, sembra un caso molto complesso e la terapia che sta assumendo risulta molto importante. Bisognerebbe capire bene la situazione e valutare modifiche dei dosaggi
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La sua preoccupazione è più che comprensibile. Da quello che descrive, suo figlio presenta un quadro clinico complesso, con disturbo psicotico grave associato a disturbo dell’umore e a una fragilità cognitiva di base. In questi casi purtroppo la risposta ai farmaci può essere lenta, parziale e non lineare, e non significa che “non se ne verrà fuori”. Alcuni punti importanti: La clozapina è il farmaco di riferimento nei quadri psicotici farmaco-resistenti: il fatto che sia stata introdotta indica che lo psichiatra sta già utilizzando l’opzione più potente disponibile. Tuttavia richiede tempo, dosaggi adeguati e un attento monitoraggio prima di valutarne l’efficacia reale. Nelle fasi iniziali o di aggiustamento della terapia può capitare un peggioramento transitorio dell’agitazione o della confusione. In situazioni come questa è spesso fondamentale una presa in carico specialistica intensiva, idealmente presso un Centro di Salute Mentale strutturato, un reparto universitario o un centro per psicosi complesse, dove sia possibile una rivalutazione globale (diagnosi, dosaggi, combinazioni farmacologiche, ambiente, supporto). Non parliamo di “incurabilità”, ma di necessità di un livello di cura più specialistico. Cosa può fare concretamente ora: Chiedere una seconda valutazione specialistica (non come sfiducia, ma come supporto). Valutare, se possibile, un ricovero terapeutico protetto per stabilizzare la fase acuta. Verificare che ci sia anche un supporto per la famiglia (assistenti sociali).
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

