Buonasera! Io sofro da ansia da un anno e avevo preso Xanax per 3 mesi e ho smesso piano piano e son

Buonasera! Io sofro da ansia da un anno e avevo preso Xanax per 3 mesi e ho smesso piano piano e sono riuscito a togliere ma delle volte ho delle ricadute di attacchi di panico e li prendo al bisogno! Sarebbe un problema? Poi per dormire sto continuando felison capsule perché ancora di notte nn riesco a dormire! Il medico di base mi dice di continuare con la terapia felison per dormire e seroxat una alla sera. Però la mi paura adesso è di staccarmi dai farmaci! Come funziona nel mio caso? Grazie

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Per quanto riguarda i farmaci, ritengo che sia meglio esporre la questione al medico, persona sicuramente più competente in materia. Tenga presente però che il farmaco non aiuta a capire le origini della sintomatologia per cui ritengo che associare un percorso psicologico sia fondamentale, anche e soprattutto per vincere la paura del distacco di cui scrive. Cordialmente, dott. FDL

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Gentile utente, mi rendo conto che la sintomatologia da lei descritta può risultare molto sgradevole, per cui bene ha fatto a cercare di contenerla con farmaci adeguati. Ha ragione, però, a temere una dipendenza perché i questi non eliminano radicalmente la causa dei suoi disturbi, ma ne mitigano soltanto gli effetti disturbanti. Ansia e attacchi di panico hanno sicuramente delle cause che la farmacologia non fa emergere e che invece che vanno indagate per eliminare definitivamente il problema. Le consiglio di iniziare un percorso di psicoterapia che la aiuti in questo senso e le permetta di riprendere in mano la sua vita serenamente. Un caro saluto. Daniela Benvenuti


Buonasera, inanzitutto vorrei dirle che è stato molto bravo a chiedere prontamente aiuto al suo medico. Per quanto concerne la terapia farmacologica noi psicologi/psicoterapeuti non possiamo far nulla perchè non è di nostra competenza, dovrebbe parlarne con il suo medico. I farmaci sono molto utili per eliminare i sintomi ma se non si va alla base del problema questi ritornano. Il mio consiglio è quello di iniziare un percorso psicoterapeutico che vada a comprendere cosa c'è alla base della sua ansia, per poi trovare della strategie che pian piano lo riportino a svolgere la sua vita in piena normalità. Un saluto. Dr.ssa Antonella Cecca


Buonasera, nel suo caso funziona esattamente come ha già fatto: rivolgendosi al medico di base che le darà le adeguate indicazioni per scalare i farmaci. Tuttavia, come ha potuto verificare in prima persona, il farmaco interviene esclusivamente sul sintomo manifesto e non sulle cause quindi ad esempio la componente emotiva e cognitiva di mantenimento sia dell'ansia che degli attacchi di panico. Per intervenire su questa sarebbe fondamentale associare un percorso psicologico. Rimango a disposizione nel caso, un saluto


Salve, fa bene a porsi la questione riguardo i farmaci. Innanzitutto la sua condizione sembra essere migliorata, da quanto dice pare che gli attacchi di panico si siano ridotti ma che siano ancora presenti e che dunque debba assumere i farmaci solo al bisogno. Questo è già un risultato raggiunto. Potrebbe a questo punto iniziare un percorso psicologico (anche di breve durata) per comprendere le ragioni del sintomo e raggiungere una risoluzione. Per quanto riguarda il farmaco che prende per dorire (ipnoinduttore) il discorso è forse un po' più delicato, perché potrebbe la sospensione potrebbe dare sintomi da astinenza (molto dipende anche dall'età). Per questo motivo le consiglio di rivolgersi al suo medico o, meglio ancora, di chiedere una consulenza a un medico psichiatra che è proprio esperto in psicofarmaci. Anche in questo caso, se fosse necessario, potrebbe affiancare un percorso di psicoterapia dedicato proprio alla necessità della sospensione del farmaco. Saluti, Marina Montuori


RITENGO CHE IL FARMACO INTERVIENE SUL SINTOMO E NON SULLE CAUSE , QUINDI CREDO CHE ASSOCIARE UN INTETRVENTO PSICOTERAPICO AI FARMACI SIA APPROPRIATO E OPPORTUNO . SONO A SUA DISPOSIZIONE


Buongiorno, immagino che questi sintomi siano fonte di disagio per lei ed è legittimo interrogarsi sulla terapia farmacologica; come riferimento per quest’ultima ne parli meglio con il medico di base che gliel’ha prescritta: riportando le difficoltà e le perplessità che sta incontrando egli potrà eventualmente rivalutarla. La terapia farmacologica agisce a breve termine sulla sintomatologia ma, come lei riporta, a lungo andare non risolve il problema e può portare a ricadute nel momento in cui si cala o si cambia il farmaco; per questo sarebbe molto utile un percorso psicologico che la tuteli anche da quella che riporta come paura di staccarsi dai farmaci. Un caro saluto


Buonasera, prendere i farmaci per un disturbo psicologico può dare un aiuto ma non risolvere il problema. Se ha l'ansia ci sarà una ragione, se elimina l'ansia con il farmaco non ha eliminato la causa. I farmaci possono essere utili se accompagnano un percorso psicoterapeutico in cui può affrontare e superare ciò che è causa della sua ansia. Un saluto Dott. Roberto Pitzalis


Nel suo caso (che però le assicuro non è così raro) può funzionare in due modi. Come ha fatto finora e cioè rivolgendosi al medico e prendendo i farmaci al bisogno (con il rischio però che la situazione la tenga costantemente in una sorta di altalena) . Oppure può decidere di affiancare all'aiuto del farmaco un percorso di sostegno psicologico che la aiuti a trovare un equilibrio il più possibile stabile e autonomo dai farmaci


Gentile Signore/a in merito al funzionamento dei farmaci è una buona prassi porre questa domanda allo specialista che li ha prescritti in quanto oltre a conoscere i principi attivi ha anche una visione complessiva dei motivi che lo hanno indotto a prendere quelle decisioni. Può essere utile per lei valutare la possibilità di contattare uno psicoterapeuta per valutare anche altre possibilità oltre a quella farmacologica in quanto i sintomi su base ansiosa come quelli che indica possono trovare un soluzione anche tramite le psicoterapie. Ovviamene la decisione è sua e sulla base della sua breve nota si può solo parlare di possibili soluzioni. Un cordiale saluto


Buongiorno, il quesito riguardo all'appropriatezza nell'assunzione al bisogno del farmaco sarebbe opportuno che lo riportasse al medico che le ha prescritto il piano farmacologico. Dal punto di vista psicologico la sua assunzione rischia di diventare un elemento di routine quando sente il rischio che si stia ripresentando un attacco di panico. Se, da un lato, la sintomatologia nell'immediato si riduce, di fatto stiamo continuando a rinforzare il meccanismo centrale degli attacchi: l'ansia di avere ansia. Per questo motivo le consiglio di avvalersi di un percorso psicologico per poter affrontare in maniera più stabile e duratura la sua sintomatologia ansiosa. dott. De Rosa Saccone


Buongiorno, la terapia farmacologica è di competenza medica. Per la cura dell'ansia e degli attacchi di panico Le consiglierei vivamente di contattare uno psicologo. La psicoterapia non si usa al bisogno, è un lavoro costante e nella maggior parte dei casi aiuta a ottenere risultati duraturi. Si comprende il problema attuale, le cause del malessere e del suo perdurare, si impara ad affrontare il problema in modo funzionale e infine si lavora sulla prevenzione delle ricadute. Il solo farmaco non Le permette di acquisire la fiducia in se stesso di essere in grado di gestire le situazioni in cui prova l'ansia, mantenendoLa in un circolo vizioso. Per fare questo passo può beneficiare di un aiuto psicologico. Cordialmente, Dott.ssa Katarina Faggionato


Buona sera, in situazioni di forte disagio nonchè durature nel tempo sarebbe importante rivolgersi ad uno specialista per poter meglio comprendere ed elaborare questa sua problemtica. Preferibilmente le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta così che possa intraprendere un percorso di terapia anche in videochiamata WhatsApp. Cordiali saluti, Dott.ssa Beatrice Planas. Psicologa psicoterapeuta per consulenze online


Buonasera, per qualsiasi domanda che riguarda i farmaci, è importante fare sempre riferimento ad un medico. In questo caso potrebbe essere utile prendere appuntamento con uno psichiatra, per capire insieme come impostare la terapia farmacologica. Allo stesso tempo credo sia molto importante anche abbinare ai farmaci un percorso di psicoterapia: in questo modo avrà la possibilità di parlare di ciò che la fa sentire in ansia, per cercare di ritrovare un po' di serenità. Le auguro una buona serata, Dott.ssa Alice Carbone


Gentile utente, per la terapia farmacologica si deve rivolgere al medico prescrivente. Non è mai consigliato gestirsi i farmaci da soli. Inoltre, per avere un risultato efficace e duraturo nel tempo su ansia ed attacchi di panico, è consigliabile associare la pscoterapia ai farmaci. Saluti


Gentile utente, La sintomatologia che descrive e che L ha spinta a chiedere L aiuto del medico è fin troppo complessa. Attorno alla parola ansia e insonnia possono essere raggruppate molteplici esperienze interne che, ritengo, devono trovare espressione in uno spazio clinico adeguato, il solo intervento farmacologico non ne garantisce il successo. Cordialmente Dottoressa Elisa Taverniti


Buonasera, Anche se spesso l'aiuto farmacologico in questi casi è indispensabile, non è risolutivo. È importante indagare a fondo le cause del suo malessere, dare un significato ai sintomi che manifesta: cosa stanno cercando di comunicarLe? Un percorso da uno specialista la aiuterà a stare davvero meglio. Un saluto, dott.ssa Annaclaudia Cavaglià


Gentile utente di mio dottore, le domande che pone sono nello specifico di pertinenza medica. Le suggerisco pertanto di discutere il piano terapeutico con il suo medico. Mi chiedo se ha seguito un percorso psicoterapico; sarebbe utile lavorare secondo un approccio integrato, psicologico e farmacologico insieme laddove il confronto costante trai due tipi di lavori agevolerebbe il contenimento e al tempo stesso l’elaborazione dei vissuti che accompagnano la sintomatologia. Questo le consentirebbe, laddove possibile anche una graduale riduzione dei farmaci. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Saluti, Dottore Diego Ferrara


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Gentile utente credo sia opportuno chiedere consulenza ad un medico competente o direttamente al prescrivente dei farmaci da lei usati. Ma ancor di più sento sia fondamentale per lei intraprendere un percorso psicologico così da comprendere le cause interne dei suoi sintomi, i quali le continuano a comunicare che c'è qualcosa di sotteso al quale sarebbe opportuno dare voce. Cari saluti Dott.ssa Sara Lolli

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Gentile Utente, innanzitutto mi dispiace per il disagio che riferisce. Non posso entrare nella questione relativa ai farmaci in quanto non di mia competenza, ma le consiglio di consultare il medico che glieli ha prescritti. Infine, partendo dalla constatazione che il farmaco non aiuta a capire le cause della sintomatologia e che la sua preoccupazione è legata alla sospensione del farmaco, le consiglio un percorso di psicoterapia. Cordiali Saluti, Dott.ssa Viola Bulgari


Gentile utente l'atteggiamento piu' adeguato per i disturbi ansiosi e quindi per i migliori risultati e' sicuramente la terapia combinata : farmacologica+ psicoterapia. Lei la prima terapia l'ha gia' fatta ,dovrebbe iniziare la psicoterapia e cioe' capire i motivi che l'hanno portata a soffrire di attacchi di panico e poi imparare a gestire le emozioni spiacevoli e le sue fragilita'. Resto a disposizione per qualsiasi aiuto o chiarimento e la saluto cordialmente Dott.ssa Adriana Gaspari


Gentile utente, sta gestendo una situazione molto comune dopo un periodo di ansia intensa: la paura di tornare a stare male e la difficoltà a ridurre i farmaci senza timore di una ricaduta. Il percorso che descrive – con l’uso di benzodiazepine per i momenti acuti e di altri farmaci per il sonno o la regolazione dell’umore – va sempre monitorato dal medico curante o dallo specialista, che valuterà i tempi e le modalità di riduzione in modo graduale e sicuro. Il timore di “non farcela senza farmaci” è comprensibile, ma un percorso psicologico può aiutarla molto a riconoscere e gestire i segnali d’ansia prima che diventino attacchi di panico, rafforzando così la fiducia nella propria capacità di autoregolazione e riducendo progressivamente la dipendenza dal farmaco. Dott.ssa Sara Petroni

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Buongiorno, è comprensibilissimo il dubbio che si pone. E' giusto però fare un passo indietro e provare a spiegare qualcosa che spesso viene sottovalutato nel momento in cui si ricorre agli psicofarmaci. Gli attacchi di panico sono un sintomo estremo dell'ansia, sono una spia che ci segnala che c'è qualcosa che non va. Esattamente come la spia che si accende sulla sua autovettura quando c'è qualcosa che va sostituito o attenzionato. Spegnere la spia non basta a risolvere il problema. Lo psicofarmaco aiuta a ridurre la sintomatologia e quindi a "spegnere" la spia ma non necessariamente a risolvere il problema. Il ricorso agli psicofarmaci per queste problematiche andrebbe sempre affiancato ad un percorso psicologico che aiuti a risolvere il problema alla radice lavorando sulle cause del problema stesso e producendo un cambiamento stabile così che, all'interruzione del farmaco, il problema sia risolto. Generalmente gli psicofarmaci vengono utilizzati quando la sintomatologia è talmente forte da non permettere al paziente, nel percorso psicologico, di lavorare efficacemente e quindi il sollievo temporaneo del farmaco aiuta il paziente a lavorare con lo psicologo. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico per lavorare sulla causa della sintomatologia. Un caro saluto, Dott.ssa Susanna Brandolini


Buonasera, comprendo la sua preoccupazione: quando si attraversano periodi di ansia e attacchi di panico è normale avere dubbi anche rispetto alla terapia farmacologica e alla possibilità di sospenderla. Nel suo caso, però, ogni valutazione su continuità, riduzione o sospensione dei farmaci può essere fatta solo insieme al medico che la segue, conoscendo bene la sua storia clinica e l’andamento dei sintomi. Le ricadute occasionali non significano necessariamente un peggioramento, ma sono comunque aspetti importanti da condividere con il professionista di riferimento. Se la paura di dipendere dai farmaci o di interromperli le sta creando ulteriore ansia, può essere utile affiancare anche un supporto psicologico per lavorare sulla gestione del panico e sulle preoccupazioni legate alla terapia. Sono la Dott.ssa Alice Foderaro, Psicologa Clinica e della Salute. Ricevo a Messina e offro anche percorsi online, comodamente da casa. Se lo desidera, resto disponibile per un confronto e per valutare insieme un eventuale percorso di supporto.

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