Buonasera, ho 60 anni e dopo alterne vicende che durano da circa un anno ( in cura dall'età di 50 an

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Buonasera, ho 60 anni e dopo alterne vicende che durano da circa un anno ( in cura dall'età di 50 anni presso urologia ssn per prevenzione alla prostata e quindi non per malattia, l anno scorso con le consuete analisi del psa lo stesso è risultato pari a 2,96 e dopo un mese rieseguito l esame il psa era pari a 2,10 mentre gli anni precedenti era intorno al 1,04.Fino ad allora non ho mai avuto grossi problemi urinari e non mi sono mai curato del flusso oppure di sporadiche manifestazioni irritanti spesso concomitanti con l'assunzione di cibi o bevande alcoliche durante delle cene.
Il mio medico di base visto l innalzamento del psa mi ha fatto eseguire una ecografia sovrapubica che non ha presentato problemi alla vescica e alla prostata ma ha evidenziato un RPM di 90 cc.
Il mio medico di base alla luce del RPM mi ha inviato prima del tempo alla visita urologica del ssn e li dei giovani urologi dopo la consueta visita mi hanno fatto andare in bagno anche se non avevo stimolo per svuotare la vescica e poter vedere con la sonda ecografia se c era del residuo.
Il risultato è stato circa RPM di 150 cc.Mi è stato prescritto omnic che sto assumendo regolarmente.Il mio medico di base mi ha prescritto per avere una visione completa della prostata una ecografia transrettale che ha mostrato una prostata ingrossata sopratutto nel lobo centrale una vescica ampia ma normale con pareti non ispessite.RPM di 40 cc.
Con questo esame sono riandato a visita a metà 2020 presso urologo ssn pertanto esame psa con valore di 1,54.
L urologo mi ha fatto eseguire una uroflussimetria e i valori sono stati q max 11,7 RPM 517 cc !! Per esperienze di passate uroflussimetrie fatte anni prima mi era accaduto un paio di volte di espellere l urina restante ( mi avevano detto che avevo bevuto troppo...dopo circa 5 /10 minuti dall ' esame ( RPM però dopo non valutato comunque qmax superiore a 15 ) Stesso discorso per questa ultima uroflussimetria ho detto all urologo che se potevo riandare in bagno avrei espulso l urina...non sono stato forse capito e mi hanno prescritto finasteride ( che non sto prendendo...) infatti dopo circa 10 minuti in un bar ho espulso tutta l urina rimasta perché ho usato una bottiglietta da 1/5 litro per misurare la quantità ed in effetti l ho riempita totalmente.Ho eseguito il giorno dopo su prescrizione del mio medico di base un altra uroflussimetria a pagamento ma bevendo secondo consiglio dell urologo ( per evitare iperdistensione della vescica , così mi è stato detto ) e l RPM era modesto sotto i 50 cc mentre il Qmax era 10,5 e la diagnosi ( probabile) era ostruzione cervico-uretrale o problemi al detrussore....).
Il mio medico di base ha preso tutta la documentazione e l ha portata in visione ad un suo collega urologo che " non avendo chiara la situazione " mi ha prescritto esame urodinamico, tampone prostatico ( prostatacultura ) e urinocultura.
Ho eseguito recentemente questi esami ( sopportando l invasivita e il fastidio e l esborso di danaro...) ed è emerso : prostatacultura negativa, urinocultura negativa, urodinamica :
Uroflussimetria qmax 15,5 RPM irrilevante prossimo allo zero.
La vescica ha avuto dei normali riempimenti.
stimolo a circa 250 cc urgenza circa 350 cc , mentre la pressione vescicale ha registrato 92...e qui viene il punto : quando mi è stato detto di espellere l urina all inizio è andato tutto bene poi ho notato che dal catetere cominciava ad uscire un po di urina che cadeva sul pavimento ed allora ho usato il cosiddetto torchio addominale per affrettare la fuoriuscita di tutta l urina....ma l urologo ha detto che l urodinamica non è chiara...perche secondo lui ce ostruzione...
A tutto oggi non ho fastidi, il getto è buono evacuo circa 300 cc di urina in 30 secondi da me empiricamente misurati... vado in medio 8 volte al giorno in bagno e mi alzo a volte una volta la notte...
Dopo tutto questo la mia
domanda è la seguente :
1) è possibile che il torchio addominale ha influito sulla pressione vescicale urodinamica?
2) dopo tutto questo percorso...e purtroppo a distanza di 12 mesi ancora non si è riusciti a fare una diagnosi precisa che altro devo fare per riprendere uno stato di mia tranquillità emotiva?
Grazie per quanto potrete dirmi.
Un saluto
F.V.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Un iter diagnostico quantomeno carente di aspetti fondamentali e in fatto limitato ad inseguire la valutazione del flusso minzionale. E' noto che spesso la uroflussometria risenta dello stato emozionale e che quindi dia falsi risultati di riduzione del flusso (ciò che sembra accadere a lei da quanto racconta). L'unico dato che emerge, ma che poi non è stato definito adeguatamente, è lo stato della sua prostata che ha certamente dato segnali di congestione infiammatoria importante, in grado di generare i disturbi minzionali, con le significative oscillazioni del PSA: forse valutazioni più attente nel suo decennio di prevenzione avrebbero aiutato molto di più... ma tant'è! Ora le serve un andrologo che riprenda in mano la situazione, rivaluti attentamente la sua prostata (ingrossata con che volume? quale struttura? quale condizione vascolare?), il PHI (che implementa anche il 2-pro-PSA e quindi è meglio del solo PSA libero e totale), un profilo ormonale essenziale (LH, Testosterone, Estradiolo, DHT). Non so se riuscirà a fare tutto in tempi brevi a carico del SSN o se dovrà fare le cose privatamente, ma è necessario definire adeguatamente il problema e poter poi decidere per altri passi diagnostici o per la terapia.

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