Buonasera Gentili Dottori e Buon inizio di un Nuovo Anno. Stavo con un uomo piu' grande di me di 15

6 risposte
Buonasera Gentili Dottori e Buon inizio di un Nuovo Anno. Stavo con un uomo piu' grande di me di 15 anni..io ho 30 anni, uomo con cui pensavo ci potesse essere una relazione seria ma ho capito tempo dopo che per lui era solo una relazione fisica,.nessun sentimento, a differenza dei miei sentimenti...l'ho capito per una situazione spiacevole creata da me per cui ora mi sento in colpa, penso di aver rovinato tutto..in quel periodo mia madre stava molto male (scoperto una brutta malattia e dopo qualche mese è morta) ma dopo aver avuto un rapporto fisico con quest' uomo, gli confidai di mia madre, della mia preoccupazione credendo di ricevere da parte sua parole di conforto, un abbraccio ma invece si era come trasformato; con un tono infastidito, mi disse: "allora pensa a tua mamma, falla contenta, mi spiace per tua mamma; se vuoi possiamo continuare a parlare come facevamo prima, io mi trovavo bene a parlare con te, ho raccontato a te cose che non ho mai raccontato a nessuno, se non mi vuoi piu' salutare non mi salutare nemmeno.
Ho sbagliato, e' stato un impulso, colpa del lavoro, sono stato un cretino, io che sono più grande di te" .Lui parlava velocemente mentre io non riuscivo a dire niente perché mi ero accorta che quando provavo a pronunciare qualche parola, avevo la voce rotta e cercavo di trattenere le lacrime ma non riuscivo..In realtà nei suoi occhi leggevo altro rispetto a questo suo discorso sconnesso, incomprensibile..Sicuramente ho sbagliato il momento, forse l'ho ferito involontariamente e magari lui aveva altri problemi in testa e sono stata insensibile..ho deciso di confidarmi con lui data la nostra intimità e mi sentivo bene con lui. Dopo un anno da tutto ciò in cui non c'è stato più niente, nessun contatto, nessun rapporto, ci siamo rincontrati per caso ma si è comportato facendo l'indifferente ( penso che sia peggio dell'odio) abbassando la testa nel passare vicino a me, evitandomi e trattandomi da estranea..è come se mi volesse punire..di sua iniziativa non mi ha detto neanche un ciao, sono stata io a dirgli "ciao" dopo aver esitato per un po' nel trovarmelo di fronte a me..lui penso sorpreso nel rivedermi, ha solo risposto "ciao".. avrei voluto chiedergli come stesse ma ho avuto paura che si infastidisse..io non riesco a provare odio nonostante quell' episodio..mi è dispiaciuto questo suo comportamento..non so più che pensare, come comportarmi..Vi ringrazio per il vostro parere ed aiuto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una storia così dolorosa, che si intreccia anche a un lutto molto importante. È comprensibile che questa esperienza le abbia lasciato confusione, senso di colpa e molte domande aperte.
Da ciò che racconta, non emerge che lei abbia “sbagliato” nel confidarsi. In una relazione intima, soprattutto dopo un rapporto fisico, è naturale aspettarsi ascolto, accoglienza e un minimo di presenza emotiva, tanto più in un momento di grande fragilità come quello che stava vivendo. La reazione di quest’uomo, al contrario, sembra indicare una forte difficoltà a tollerare l’intimità emotiva e il contatto con il dolore altrui, più che una colpa o un’ingenuità da parte sua.
Il suo senso di colpa sembra oggi funzionare come un modo per dare un ordine a qualcosa che in realtà è stato molto destabilizzante: riconoscere che l’altro non poteva o non voleva esserci sul piano affettivo è spesso più doloroso che attribuirsi la responsabilità di ciò che è accaduto.
Anche il comportamento di evitamento che lui ha avuto nel rincontrarla, per quanto ferente, parla probabilmente della sua difficoltà a confrontarsi con quella relazione e con ciò che ha rappresentato, non di una “punizione” intenzionale nei suoi confronti.
Più che chiedersi come comportarsi con lui, forse oggi la domanda più utile è:
che cosa ha significato per lei questo legame, e perché l’ha lasciata così sola nel dolore?
Lavorare su questi aspetti, magari in un percorso psicologico, può aiutarla a sciogliere il senso di colpa, elaborare il lutto e comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, per proteggersi in futuro da relazioni che non possono darle ciò che cerca.
Un caro saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta

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Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera gentile utente, quello che descrive è un vissuto doloroso in cui la sua ricerca di calore, in un momento di estrema fragilità come la malattia di sua madre, si è scontrata con un muro di freddezza. Non c’è un "errore" nel suo essersi confidata: lei ha cercato un incontro autentico tra due persone che condividevano un’intimità. La reazione di lui, così infastidita e poi indifferente, sembra indicare una sua incapacità di stare di fronte al dolore e alla profondità dell’Altro. Il senso di colpa che lei prova oggi è forse il modo in cui cerca di dare un senso a un comportamento di lui che, altrimenti, risulterebbe incomprensibile e ingiusto.
L'indifferenza che ha percepito nell'incontro casuale non è una sua colpa, ma il segno di un uomo che preferisce fuggire e abbassare lo sguardo piuttosto che accogliere la responsabilità di un legame emotivo.
Per uscire da questo stallo e smettere di punirsi per un gesto di fiducia che è stato naturale e umano, la invito a incominciare un percorso di psicoterapia. Insieme potremo dare spazio a quel dolore mai del tutto accolto e aiutarla a liberarsi dal peso di un passato che non le appartiene più, per tornare a guardare al futuro con maggiore serenità. Resto a disposizione per qualsiasi domanda, sono disponibile anche per terapie online. Ho aderito al programma "bonus psicologico". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile paziente,
la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata e dolorosa della sua esperienza. Dalle sue parole emerge quanto questo legame abbia avuto per lei un significato profondo, soprattutto in un momento della sua vita segnato da una grande vulnerabilità e da una perdita importante come quella di sua madre.
È comprensibile che lei abbia cercato in quella relazione non solo una vicinanza fisica, ma anche uno spazio di ascolto e di sostegno emotivo. Il fatto di essersi affidata raccontando una preoccupazione così grande non appare come un errore, quanto piuttosto come un tentativo umano di cercare conforto all’interno di un’intimità che lei sentiva reale.
La reazione di quest’uomo, per come la descrive, sembra invece parlare dei suoi limiti e delle sue difficoltà nel sostenere un coinvolgimento emotivo, più che di una sua colpa o insensibilità. In queste situazioni spesso si crea uno scarto tra i significati che ciascuno attribuisce alla relazione: quando questo non viene riconosciuto o condiviso, può generare confusione, dolore e silenzi che restano aperti nel tempo.
Il suo comportamento attuale, fatto di evitamento e distanza, può essere letto come un modo – forse l’unico che lui riesce ad adottare – per proteggersi o per non entrare in contatto con ciò che quella relazione ha rappresentato. Questo non significa necessariamente che lei debba interpretarlo come una punizione o come un giudizio su di sé.
Piuttosto che chiedersi cosa avrebbe dovuto fare diversamente allora, potrebbe essere utile provare a spostare lo sguardo su ciò che oggi questa storia continua a muovere dentro di lei: il bisogno di essere riconosciuta, il desiderio di una chiusura, o forse il dolore di non essere stata vista nel momento in cui era più fragile.
Se sente che questi pensieri continuano a pesarle, intraprendere un percorso di ascolto e riflessione personale potrebbe aiutarla a dare un significato nuovo a questa esperienza e a restituirle un senso di maggiore chiarezza e serenità nelle relazioni future.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, purtroppo mi sembra che quest'uomo non risponda assolutamente alle sue aspirazioni sentimentali alla qualità di rapporto che desidera. Probabilmente si è spaventato del livello di intimità che lei gli ha proposto, direi in modo naturale. Forse lei può aspirare ad un rapporto affettivamente completo. Se ha bisogno di consulenza relazionale sono disponibile anche online. Buona Giornata. Dario Martelli
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologo, Psicoterapeuta
Vizzini
Buon pomeriggio,
da ciò che racconti sento tanto dolore, confusione e senso di colpa per come si è conclusa la relazione. E' comprensibile: c'erano aspettative, affetto e poi improvvisamente distanza, silenzio e mancanza di spiegazioni.
Il modo in cui si è ritirato probabilmente parla di più delle sue difficoltà emotive in quel momento che di un tuo errore. Non è una frase o un gesto che rovina una relazione se la relazione è davvero reciproca: le cose che finiscono così, di solito, erano già fragili sotto.
Credo che ciò che ti causi sofferenza non sia solo la fine, ma il modo: senza parole, senza chiarezza, senza possibilità di chiudere. Per questo la mente sta ancora cercando un senso.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

Dalla sua descrizione emergono diversi elementi emotivamente complessi: la perdita della madre, il coinvolgimento sentimentale non corrisposto e la gestione di una relazione intima che si è rivelata dolorosa. È naturale provare sensi di colpa, confusione e dispiacere in situazioni come questa, soprattutto quando si tenta di esprimere i propri sentimenti e ci si sente respinti o fraintesi.

È importante ricordare che lei non è responsabile dei comportamenti altrui. Le reazioni dell’altro uomo sembrano riflettere le sue difficoltà personali e i propri limiti emotivi, e non un “giudizio” su di lei. Il fatto che lei non provi odio è positivo: indica la capacità di elaborare l’esperienza senza lasciarsi travolgere da emozioni distruttive.

Riguardo al suo comportamento futuro, può essere utile prendersi del tempo per riflettere su ciò che desidera davvero dalle relazioni, stabilire confini chiari e ascoltare i propri bisogni emotivi, senza sentirsi obbligata a riparare o giustificare quanto accaduto.

Vista la complessità dei vissuti e dei sentimenti coinvolti, può essere molto utile affrontare la situazione con il supporto di uno specialista, che possa guidarla nell’elaborazione del lutto, del senso di colpa e delle dinamiche relazionali.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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