Buonasera Gentili Dottori e Buon inizio di un Nuovo Anno. Stavo con un uomo piu' grande di me di 15

20 risposte
Buonasera Gentili Dottori e Buon inizio di un Nuovo Anno. Stavo con un uomo piu' grande di me di 15 anni..io ho 30 anni, uomo con cui pensavo ci potesse essere una relazione seria ma ho capito tempo dopo che per lui era solo una relazione fisica,.nessun sentimento, a differenza dei miei sentimenti...l'ho capito per una situazione spiacevole creata da me per cui ora mi sento in colpa, penso di aver rovinato tutto..in quel periodo mia madre stava molto male (scoperto una brutta malattia e dopo qualche mese è morta) ma dopo aver avuto un rapporto fisico con quest' uomo, gli confidai di mia madre, della mia preoccupazione credendo di ricevere da parte sua parole di conforto, un abbraccio ma invece si era come trasformato; con un tono infastidito, mi disse: "allora pensa a tua mamma, falla contenta, mi spiace per tua mamma; se vuoi possiamo continuare a parlare come facevamo prima, io mi trovavo bene a parlare con te, ho raccontato a te cose che non ho mai raccontato a nessuno, se non mi vuoi piu' salutare non mi salutare nemmeno.
Ho sbagliato, e' stato un impulso, colpa del lavoro, sono stato un cretino, io che sono più grande di te" .Lui parlava velocemente mentre io non riuscivo a dire niente perché mi ero accorta che quando provavo a pronunciare qualche parola, avevo la voce rotta e cercavo di trattenere le lacrime ma non riuscivo..In realtà nei suoi occhi leggevo altro rispetto a questo suo discorso sconnesso, incomprensibile..Sicuramente ho sbagliato il momento, forse l'ho ferito involontariamente e magari lui aveva altri problemi in testa e sono stata insensibile..ho deciso di confidarmi con lui data la nostra intimità e mi sentivo bene con lui. Dopo un anno da tutto ciò in cui non c'è stato più niente, nessun contatto, nessun rapporto, ci siamo rincontrati per caso ma si è comportato facendo l'indifferente ( penso che sia peggio dell'odio) abbassando la testa nel passare vicino a me, evitandomi e trattandomi da estranea..è come se mi volesse punire..di sua iniziativa non mi ha detto neanche un ciao, sono stata io a dirgli "ciao" dopo aver esitato per un po' nel trovarmelo di fronte a me..lui penso sorpreso nel rivedermi, ha solo risposto "ciao".. avrei voluto chiedergli come stesse ma ho avuto paura che si infastidisse..io non riesco a provare odio nonostante quell' episodio..mi è dispiaciuto questo suo comportamento..non so più che pensare, come comportarmi..Vi ringrazio per il vostro parere ed aiuto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso una storia così dolorosa, che si intreccia anche a un lutto molto importante. È comprensibile che questa esperienza le abbia lasciato confusione, senso di colpa e molte domande aperte.
Da ciò che racconta, non emerge che lei abbia “sbagliato” nel confidarsi. In una relazione intima, soprattutto dopo un rapporto fisico, è naturale aspettarsi ascolto, accoglienza e un minimo di presenza emotiva, tanto più in un momento di grande fragilità come quello che stava vivendo. La reazione di quest’uomo, al contrario, sembra indicare una forte difficoltà a tollerare l’intimità emotiva e il contatto con il dolore altrui, più che una colpa o un’ingenuità da parte sua.
Il suo senso di colpa sembra oggi funzionare come un modo per dare un ordine a qualcosa che in realtà è stato molto destabilizzante: riconoscere che l’altro non poteva o non voleva esserci sul piano affettivo è spesso più doloroso che attribuirsi la responsabilità di ciò che è accaduto.
Anche il comportamento di evitamento che lui ha avuto nel rincontrarla, per quanto ferente, parla probabilmente della sua difficoltà a confrontarsi con quella relazione e con ciò che ha rappresentato, non di una “punizione” intenzionale nei suoi confronti.
Più che chiedersi come comportarsi con lui, forse oggi la domanda più utile è:
che cosa ha significato per lei questo legame, e perché l’ha lasciata così sola nel dolore?
Lavorare su questi aspetti, magari in un percorso psicologico, può aiutarla a sciogliere il senso di colpa, elaborare il lutto e comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, per proteggersi in futuro da relazioni che non possono darle ciò che cerca.
Un caro saluto.
Dott.ssa Cinzia Pirrotta

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Dott.ssa Cristina Sinno
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera gentile utente, quello che descrive è un vissuto doloroso in cui la sua ricerca di calore, in un momento di estrema fragilità come la malattia di sua madre, si è scontrata con un muro di freddezza. Non c’è un "errore" nel suo essersi confidata: lei ha cercato un incontro autentico tra due persone che condividevano un’intimità. La reazione di lui, così infastidita e poi indifferente, sembra indicare una sua incapacità di stare di fronte al dolore e alla profondità dell’Altro. Il senso di colpa che lei prova oggi è forse il modo in cui cerca di dare un senso a un comportamento di lui che, altrimenti, risulterebbe incomprensibile e ingiusto.
L'indifferenza che ha percepito nell'incontro casuale non è una sua colpa, ma il segno di un uomo che preferisce fuggire e abbassare lo sguardo piuttosto che accogliere la responsabilità di un legame emotivo.
Per uscire da questo stallo e smettere di punirsi per un gesto di fiducia che è stato naturale e umano, la invito a incominciare un percorso di psicoterapia. Insieme potremo dare spazio a quel dolore mai del tutto accolto e aiutarla a liberarsi dal peso di un passato che non le appartiene più, per tornare a guardare al futuro con maggiore serenità. Resto a disposizione per qualsiasi domanda, sono disponibile anche per terapie online. Ho aderito al programma "bonus psicologico". Un caro saluto, d.ssa Cristina Sinno
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile paziente,
la ringrazio per aver condiviso una parte così delicata e dolorosa della sua esperienza. Dalle sue parole emerge quanto questo legame abbia avuto per lei un significato profondo, soprattutto in un momento della sua vita segnato da una grande vulnerabilità e da una perdita importante come quella di sua madre.
È comprensibile che lei abbia cercato in quella relazione non solo una vicinanza fisica, ma anche uno spazio di ascolto e di sostegno emotivo. Il fatto di essersi affidata raccontando una preoccupazione così grande non appare come un errore, quanto piuttosto come un tentativo umano di cercare conforto all’interno di un’intimità che lei sentiva reale.
La reazione di quest’uomo, per come la descrive, sembra invece parlare dei suoi limiti e delle sue difficoltà nel sostenere un coinvolgimento emotivo, più che di una sua colpa o insensibilità. In queste situazioni spesso si crea uno scarto tra i significati che ciascuno attribuisce alla relazione: quando questo non viene riconosciuto o condiviso, può generare confusione, dolore e silenzi che restano aperti nel tempo.
Il suo comportamento attuale, fatto di evitamento e distanza, può essere letto come un modo – forse l’unico che lui riesce ad adottare – per proteggersi o per non entrare in contatto con ciò che quella relazione ha rappresentato. Questo non significa necessariamente che lei debba interpretarlo come una punizione o come un giudizio su di sé.
Piuttosto che chiedersi cosa avrebbe dovuto fare diversamente allora, potrebbe essere utile provare a spostare lo sguardo su ciò che oggi questa storia continua a muovere dentro di lei: il bisogno di essere riconosciuta, il desiderio di una chiusura, o forse il dolore di non essere stata vista nel momento in cui era più fragile.
Se sente che questi pensieri continuano a pesarle, intraprendere un percorso di ascolto e riflessione personale potrebbe aiutarla a dare un significato nuovo a questa esperienza e a restituirle un senso di maggiore chiarezza e serenità nelle relazioni future.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Jessica Ceccherini
Dott. Dario Martelli
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno, purtroppo mi sembra che quest'uomo non risponda assolutamente alle sue aspirazioni sentimentali alla qualità di rapporto che desidera. Probabilmente si è spaventato del livello di intimità che lei gli ha proposto, direi in modo naturale. Forse lei può aspirare ad un rapporto affettivamente completo. Se ha bisogno di consulenza relazionale sono disponibile anche online. Buona Giornata. Dario Martelli
Dott.ssa Maria Rosa Biondo
Psicologo, Psicoterapeuta
Vizzini
Buon pomeriggio,
da ciò che racconti sento tanto dolore, confusione e senso di colpa per come si è conclusa la relazione. E' comprensibile: c'erano aspettative, affetto e poi improvvisamente distanza, silenzio e mancanza di spiegazioni.
Il modo in cui si è ritirato probabilmente parla di più delle sue difficoltà emotive in quel momento che di un tuo errore. Non è una frase o un gesto che rovina una relazione se la relazione è davvero reciproca: le cose che finiscono così, di solito, erano già fragili sotto.
Credo che ciò che ti causi sofferenza non sia solo la fine, ma il modo: senza parole, senza chiarezza, senza possibilità di chiudere. Per questo la mente sta ancora cercando un senso.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera, grazie per aver condiviso la sua esperienza.

Dalla sua descrizione emergono diversi elementi emotivamente complessi: la perdita della madre, il coinvolgimento sentimentale non corrisposto e la gestione di una relazione intima che si è rivelata dolorosa. È naturale provare sensi di colpa, confusione e dispiacere in situazioni come questa, soprattutto quando si tenta di esprimere i propri sentimenti e ci si sente respinti o fraintesi.

È importante ricordare che lei non è responsabile dei comportamenti altrui. Le reazioni dell’altro uomo sembrano riflettere le sue difficoltà personali e i propri limiti emotivi, e non un “giudizio” su di lei. Il fatto che lei non provi odio è positivo: indica la capacità di elaborare l’esperienza senza lasciarsi travolgere da emozioni distruttive.

Riguardo al suo comportamento futuro, può essere utile prendersi del tempo per riflettere su ciò che desidera davvero dalle relazioni, stabilire confini chiari e ascoltare i propri bisogni emotivi, senza sentirsi obbligata a riparare o giustificare quanto accaduto.

Vista la complessità dei vissuti e dei sentimenti coinvolti, può essere molto utile affrontare la situazione con il supporto di uno specialista, che possa guidarla nell’elaborazione del lutto, del senso di colpa e delle dinamiche relazionali.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Alexandra Benincasa
Psicoterapeuta, Psicologo
Grottaferrata
Gentile Signora,
la ringrazio per aver condiviso una parte così intima e dolorosa della sua storia. Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questo legame abbia avuto per lei un significato profondo, soprattutto in un momento della sua vita già segnato da una grande sofferenza, come la malattia e poi la perdita di sua madre.
È importante che lei sappia che il desiderio di cercare conforto, ascolto e vicinanza emotiva in una persona con cui si vive un’intimità non è un errore né una colpa. In situazioni di fragilità emotiva, affidarsi all’altro è un bisogno umano e legittimo. La reazione che ha ricevuto, invece, sembra parlare molto più dei limiti emotivi e delle difficoltà di quell’uomo nel gestire il coinvolgimento e il dolore, piuttosto che di una sua mancanza.
Il senso di colpa che oggi sente e l’idea di aver “rovinato tutto” meritano di essere osservati con delicatezza: spesso tendiamo ad attribuirci responsabilità che non ci appartengono, soprattutto quando l’altro si sottrae o si chiude nel silenzio e nell’indifferenza. L’indifferenza che ha percepito nel vostro incontro successivo può essere stata per lei particolarmente dolorosa, perché riattiva sentimenti di rifiuto e abbandono già presenti.
Forse, più che cercare una spiegazione nel comportamento di lui, potrebbe essere utile chiedersi che cosa questa relazione ha rappresentato per lei, che cosa stava cercando in quel momento della sua vita e che cosa oggi sente di meritare in un rapporto. Il lavoro più importante non è capire perché lui si sia comportato così, ma prendersi cura delle emozioni che questa esperienza ha lasciato dentro di lei.
Se lo desidera, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a elaborare il lutto, il dolore affettivo e a ritrovare un senso di maggiore stabilità e valore personale, senza dover rinunciare alla sua sensibilità, che non è una debolezza ma una risorsa.
Un cordiale saluto



Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Palermo
Salve. Mi dispiace abbia vissuto questa situazione. Le consiglio di continuare a stare a distanza da quest'uomo che lei stessa ha descritto come interessato al solo rapporto fisico. Magari avrà sbagliato momento per parlare di sua madre, è anche vero che deve potersi permettere di parlare dei suoi sentimenti con il suo partner. Quest'uomo l'ha presa in giro? Le ha mai detto che la ama o che vuole intraprendere una relazione di coppia con lei?
Noto il suo attaccamento e dispiacere per un uomo che sembra averla trattata male ma se non le ha mai promesso di più, rifletterei anche su questo. Sul suo desiderio di una relazione di coppia che non si è realizzato.
Il suo comportamento evitante certo non è gradevole anzi, mi dispiace la tratti cosi e si senta come un estranea per lui, ma non dipende necessariamente da quello che lei ha detto o fatto ma da una chiusura emotiva e relazione di quest'uomo nei suoi confronti che non so se è stata più o meno comunicata.
Se ha necessità di approfondimenti può contattarmi in privato.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

la fine di questo rapporto deve averle fatto molto male. Pensi alla possibilità di parlarne con uno psicologo, con il tempo potrà aiutarla ad elaborare questa significativa perdita.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Dr. Marco Feola
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Capua
Gentile utente, il vissuto da lei condiviso è comprensibile, umano, intenso e pieno di emozione. Alla base della sua storia c'è un profondo dolore, ma il dolore può rappresentare anche un'occasione per conoscere meglio noi stessi. Ci sono diverse cose che mi piacerebbe chiederle e credo che determinate risposte potrebbero aiutarla in un percorso di consapevolezza e crescita personale. Semmai volesse approfondire questi temi, si senta libera di contattarmi quando vuole. Sono un terapeuta cognitivo interpersonale, mi occupo di dinamiche relazioniali e personali ed avrei piacere, qualora volesse, di confrontarci in un primo colloquio conoscitivo gratuito (anche online) per indagare più approfonditamente il suo vissuto.
Resto a sua disposizione,
cordiali saluti
Dottor Marco Feola
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
direi che la dipende e dà molto peso al giudizio di questa persona e forse poco a quel che ritiene, pensa e di cui ha bisogno lei.
Un percorso terapeutico può servire a costruire risorse nuove e questo è il periodo dell'anno più proficuo in tal senso.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini
Dott.ssa Sabrina Germi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Castegnero
Buonasera e buon anno anche a te. Sono la Dott.ssa Sabrina Germi.

Leggendo le tue parole, emerge un forte contrasto tra la tua profonda sensibilità e la reazione gelida, quasi violenta nella sua freddezza, di quest'uomo. Come psicoterapeuta strategica e pedagogista, vorrei aiutarti a rimettere ordine in questo caos emotivo, perché il senso di colpa che provi è un carico che non ti appartiene.

Ecco alcuni punti per guardare la situazione sotto una luce diversa:

1. La trappola del senso di colpa: hai davvero "sbagliato momento"?
Tu scrivi di sentirti in colpa per aver confidato il dolore per tua madre dopo un rapporto fisico. Nella psicologia delle relazioni sane, l'intimità fisica apre la porta all'intimità emotiva. Confidarsi in un momento di vulnerabilità non è un "errore di timing", è un atto di fiducia. Il fatto che lui si sia "trasformato" e sia diventato infastidito non indica una tua insensibilità, ma una sua analfabetizzazione emotiva. Lui ha reagito come chi, cercando solo un incontro fisico, si trova improvvisamente davanti alla realtà profonda dell'altro e non sa come gestirla, decidendo quindi di fuggire o aggredire verbalmente.

2. La comunicazione sconnessa: un meccanismo di difesa
Le sue parole ("Sono stato un cretino", "È colpa del lavoro") sono tipiche di chi prova un forte disagio interno e cerca di scaricarlo all'esterno. In ambito strategico, diciamo che lui ha costruito un muro per non essere "invaso" dal tuo dolore, che probabilmente non era in grado di contenere. La sua reazione non parla di te o di quanto tu sia stata "insensibile", ma dei suoi limiti invalicabili.

3. L'indifferenza come "punizione" o come "scudo"?
L'indifferenza che hai percepito nell'incontro casuale è, come giustamente dici, dolorosa. Ma proviamo a ribaltare la prospettiva: spesso l'evitamento e l'abbassare la testa non sono segnali di superiorità o di volontà di punire l'altro, ma segnali di vergogna o imbarazzo.

4. Il bisogno di "spiegazioni" che non arrivano
Tu cerchi di capire ("Forse l'ho ferito?", "Magari aveva altri problemi?"). Questa è una tentata soluzione che rischia di farti rimanere incastrata nel passato. Cercare una logica nel comportamento di chi agisce per impulsi e difese egoistiche è come cercare di leggere un libro scritto in una lingua che l'autore stesso non conosce.

Cosa puoi fare oggi per te stessa:
Restituisci il senso di colpa al mittente: Non hai commesso alcun reato nel cercare conforto dopo la perdita di una madre. È stato un atto umano. Se lui non è stato all'altezza, la mancanza è sua, non tua.

Accetta il silenzio come risposta: Il suo "ciao" forzato e il suo evitamento sono la risposta più chiara che puoi ricevere. Ti dicono che quest'uomo non è in grado di offrirti la profondità che cerchi e meriti.

Onora il tuo dolore: Hai affrontato una perdita enorme (tua madre) mentre cercavi di gestire una delusione affettiva. Sei stata molto forte. Non permettere al comportamento di una persona emotivamente fragile di definire il tuo valore.

In studio o online, lavoro spesso con donne che, come te, si portano addosso colpe non proprie dopo relazioni con uomini più grandi che si rivelano immaturi sul piano affettivo. Potrebbe esserti utile fare un breve colloquio per imparare a proteggere la tua parte più sensibile e smettere di scusarti per aver provato dei sentimenti...
A disposizione,
saluti
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
In momenti di forte vulnerabilità emotiva è naturale cercare conforto proprio nella persona con cui si condivide intimità e vicinanza, e il fatto che lei abbia sentito il bisogno di aprirsi non è stato un errore né un atto di insensibilità, ma un gesto umano, coerente con il legame che lei stava costruendo dentro di sé.

Ciò che sembra averla ferita maggiormente non è solo la scoperta che per lui la relazione avesse un significato diverso, più limitato e difensivo, ma il modo brusco e confuso con cui questo scarto è emerso proprio nel momento in cui lei era più esposta e bisognosa di accoglienza. Quando le aspettative affettive non sono condivise, il rischio è che ciascuno parli una lingua emotiva diversa: lei cercava contenimento e vicinanza, lui sembra essersi sentito invaso, messo di fronte a un coinvolgimento che non era pronto o disposto a sostenere. La sua reazione, fatta di parole contraddittorie, giustificazioni e autoaccuse, suggerisce una difficoltà a reggere l’intimità emotiva più che una volontà di ferirla o punirla.
Forse la domanda più importante, più che come comportarsi con lui, riguarda come prendersi cura di sé e del dolore che questa esperienza ha lasciato. Lei ha attraversato due lutti ravvicinati: la perdita di sua madre e la perdita di una relazione che per lei aveva un significato profondo. Entrambi meritano tempo, ascolto e rispetto. Non è necessario forzarsi a capire lui o a trovare una spiegazione definitiva ai suoi comportamenti; a volte, accettare che l’altro non abbia potuto o voluto esserci è un passaggio doloroso ma liberante.

Continuare a non provare odio non è un limite, ma una risorsa, se accompagnata dalla capacità di proteggere i suoi confini emotivi. Questo può significare accettare che un contatto più profondo, oggi, non le farebbe bene, e che il suo valore non dipende dal riconoscimento o dalla disponibilità di quell’uomo. Dare senso a ciò che ha vissuto, riconoscere il diritto di aver avuto bisogni e sentimenti, e restituirsi uno sguardo più compassionevole può aiutarla gradualmente a sciogliere il nodo che sente dentro e a riaprire lo spazio per relazioni in cui l’intimità emotiva e il rispetto siano davvero condivisi.
Dott.ssa Eleonora Cambi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Firenze
Buonasera,
prima di tutto colpisce quanto in questo racconto si intreccino due dolori molto grandi: la perdita di sua madre e una relazione in cui lei ha investito affettivamente ricevendo però segnali molto diversi dall’altra persona. In momenti di forte fragilità è naturale cercare vicinanza, conforto e protezione in chi ci è vicino: non c’è nulla di sbagliato in questo.
Più che un “momento sbagliato”, quello che emerge è una differenza profonda di aspettative nella relazione. Lei stava vivendo quel legame come uno spazio di intimità emotiva oltre che fisica; lui, dalle sue parole e dai suoi comportamenti, sembra essersi tenuto su un piano molto più distante e difensivo. Quando lei ha portato un vissuto doloroso e reale, questo ha reso evidente questa distanza.
Il suo silenzio, l’indifferenza nel rivederla, non parlano tanto di una sua colpa, quanto della difficoltà di quest’uomo a stare in una relazione che coinvolga emozioni, vulnerabilità e responsabilità affettiva.
È comprensibile che lei continui a interrogarsi e a cercare un senso: quando una relazione si chiude senza spiegazioni chiare spesso resta una ferita aperta. Ma è importante anche riconoscere che lei, in quel momento, stava semplicemente chiedendo vicinanza in una fase di grande dolore - una richiesta sana, non un errore.
Forse oggi il lavoro più utile non è capire cosa lui provi o perché si comporti così, ma prendersi cura di ciò che questa esperienza ha lasciato in lei: il lutto, il senso di colpa, il bisogno di essere vista e accolta. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla molto a elaborare entrambe le perdite e a ritrovare fiducia nelle relazioni.

Saluti
Dott.ssa Eleonora Cambi
Dott.ssa Gabriella Elmo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera cara è evidente che quest'uomo non l'ha mai amata, ma in una condizione difficile della Sua vita ha scambiato il sesso con i sentimenti Non si preoccupi se non la saluta più non ha perso molto, credo. Importante è che lei cresca e rafforzi il suo carattere imparando a riconoscere chi ha di fronte. Lo potrà fare se imparerà a riconoscere e rispettare i suoi sentimenti. La psicoterapia in questo può aiutarla molto. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buongiorno, la situazione che racconta tocca insieme lutto, delusione affettiva e senso di colpa, tre esperienze molto intense che, vissute nello stesso periodo, possono lasciare un segno profondo. È comprensibile che quell’episodio le sia rimasto dentro e che il successivo incontro abbia riattivato molte domande.
Il momento in cui lei ha scelto di confidarsi con quest’uomo rappresentava un tentativo naturale di cercare vicinanza e sostegno in una relazione che per lei aveva assunto un significato emotivo. La sua reazione, invece, sembra aver segnalato un limite nella sua capacità o disponibilità a entrare in uno scambio affettivo più profondo. Questo non indica necessariamente una colpa sua o sua responsabilità nell’“aver rovinato tutto”, ma piuttosto una differenza di aspettative e di bisogni relazionali che in quel momento è emersa in modo brusco.
Il suo comportamento attuale, fatto di evitamento e distanza, può essere letto come una modalità di gestione del disagio, infatti, alcune persone di fronte a emozioni complesse o al senso di imbarazzo, scelgono la strada della chiusura. Questo parla più del suo modo di stare nelle relazioni che di un desiderio di punirla.
Forse la domanda centrale non è tanto come interpretare lui, quanto cosa questa esperienza le ha mostrato su di sé: sul suo bisogno di condivisione, di reciprocità emotiva e di sicurezza in una relazione. Il fatto che lei non provi odio ma tristezza indica che c’è ancora un’elaborazione in corso, intrecciata anche al lutto per sua madre.
Non è necessario forzarsi a chiarire con lui se non ci sono le condizioni. Può essere più utile prendersi uno spazio per dare senso a ciò che ha vissuto e integrare questa esperienza nella sua storia affettiva, magari con un supporto psicologico. Trasformare il senso di colpa in comprensione di sé può aiutarla a orientarsi verso relazioni future più in sintonia con i suoi bisogni.
Le auguro di poter attraversare questa fase con gentilezza verso se stessa.

Un cordiale saluto.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
dal suo racconto emerge una sofferenza profonda, legata non solo alla delusione vissuta nella relazione, ma anche al dolore per la malattia e la perdita di sua madre, eventi emotivamente molto intensi che possono rendere ancora più forte il bisogno di vicinanza, comprensione e sostegno.

Il senso di colpa che prova è comprensibile, ma è importante ricordare che confidare le proprie preoccupazioni e cercare conforto in una persona con cui si sente intimità non è un errore, bensì un bisogno umano legittimo. La reazione dell’altro parla soprattutto delle sue modalità e delle sue difficoltà nel gestire la situazione, più che di una sua responsabilità o mancanza.

Il fatto che oggi lei provi ancora dispiacere e confusione indica probabilmente che questa esperienza ha toccato aspetti affettivi importanti e merita uno spazio di ascolto e comprensione, soprattutto per aiutarla a chiarire i suoi vissuti, rielaborare il senso di perdita e ritrovare maggiore serenità nelle relazioni.

Se sente che questi pensieri o emozioni restano dolorosi o persistenti, un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui comprendere meglio ciò che ha vissuto e prendersi cura di sé in questo momento della sua vita.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Ilaria Innocenti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Firenze
Buongiorno, credo che lui fosse già turbato e incerto, da quanto scrive credo dalla differenza d'età (almeno come aspetto oggettivo-concreto), poi forse anche da altre resistenza sue che è difficile ipotizzare in questo contesto, senza conoscere la persona. Forse l'intimità, la vicinanza che ha sentito quando lei si è confidata lo ha spaventato e si è ritratto (questo per ragioni legate a lui, anche magari per il rapporto di lui con la propria madre) e quindi ha deciso di chiudere subito. Ma lei non ha sbagliato nulla, intanto perché è stata naturale e spontanea, e poi perché lui aveva già dentro quei vissuti, che sarebbero comunque emersi e avrebbe comunque chiuso. Quando lo incontra, si comporti come si sente, indipendentemente da quello che immagina lui potrebbe pensare! Coraggio! Un saluto, Ilaria Innocenti
Dott.ssa Emmanuelle Scarpa
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Ciao, credo che un percorso di psicoterapia potrebbe darti le risposte di cui hai bisogno, soprattutto se questa relazione ha avuto delle ripercussioni sulla tua vita. Il mettersi in gioco non è facile, e a volte, si preferisce vivere in un limbo, o nel dolore, perché si sente di non possedere gli strumenti adeguati per far fronte alle proprie vicissitudini. Un supporto psicologico potrebbe aprirti delle strade che al momento non vedi. Pensaci e buona fortuna
Dott.ssa Laura Romano
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buonasera, quello che mi colpisce del suo racconto è la sua iniziale ammissione per cui afferma di aver rovinato tutto e perciò di sentirsi in colpa. Rifletterei su cosa significa per lei questo "tutto", dal momento che, mentre lei provava dei sentimenti, sembra che questa persona vivesse il rapporto in modo più distaccato e, in un momento in cui lei aveva chiaramente bisogno di essere accolta, ha mostrato un atteggiamento estremamente spiacevole nei suoi confronti. L'episodio in sé, per quanto possa averla colpita, è probabile che le abbia solo confermato il timore per cui quest'uomo non avrebbe potuto soddisfare a pieno le sue aspettative di una vita di coppia differente. Per quanto sicuramente abbiate condiviso dei momenti positivi e per quanto anche lui talvolta si sia trovato ad aprirsi con lei a livello emotivo, il suo distaccamento presente anche in quest'ultimo incontro forse ci conferma la mancanza di un desiderio comune fra di voi. Proseguirei a mantenere la distanza, poiché forse l'atteggiamento di questa persona le genera solo molta insicurezza. È giusto che lei si relazioni con qualcuno che non la faccia sentire in colpa nel momento in cui esprime una sua angoscia o una sua debolezza e con la quale lei non debba avere timore di aprirsi completamente. La ringrazio per la sua condivisione

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