Buona sera io e mio marito per svariati motivi, 3 bambine, molte ore di lavoro, e pensieri vari lo f
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Buona sera io e mio marito per svariati motivi, 3 bambine, molte ore di lavoro, e pensieri vari lo facciamo 1 volta al mese ormai da anni, io non riesco ad avere mai iniziative con lui e di norma sono una sempre in movimento in casa, non sono nemmeno affettuosa lui dice che è anche x quello, io invece mi metto in testa che lui ne ha altre e molto spesso io vado in crisi e cerco risposte da lui è normale una cosa del genere cosa possiamo fare?
Buonasera! La situazione che descrivi è molto comune soprattutto quando ci sono dei figli e il carico domestico. Innanzitutto, il desiderio maschile è più spontaneo mentre quello femminile è responsivo cioè non parte dal nulla, ma si accende in risposta a stimoli non solo fisici ma anche mentali. Molte donne necessitano dei preliminari dei preliminari ovvero attenzioni ricevute durante la giornata, sentirsi ascoltate e comprese, una connessione emotiva, una serata piacevole insieme, un atteggiamento seduttivo del partner fuori dal contesto sessuale. Se la mente è sempre in modalità “gestione” è difficile che il desiderio trovi spazio.
Un altro grande freno al desiderio sono le tensioni, pensieri intrusivi (come il timore del tradimento)...
Perché non viviamo a compartimenti stagni: quello che succede nella relazione, nella quotidianità e nella nostra testa influenza inevitabilmente anche la sessualità.
Un altro grande freno al desiderio sono le tensioni, pensieri intrusivi (come il timore del tradimento)...
Perché non viviamo a compartimenti stagni: quello che succede nella relazione, nella quotidianità e nella nostra testa influenza inevitabilmente anche la sessualità.
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Salve,
da ciò che racconta sembra che tra voi si sia creata una distanza che non è solo sessuale, ma anche emotiva. Tre bambine, lavoro, stanchezza, pensieri… tutto questo incide profondamente sull’energia e sul desiderio. Quando si è costantemente “in modalità sopravvivenza”, il corpo fatica a mettersi in modalità piacere.
Il fatto che lei non riesca a prendere iniziativa o a essere affettuosa potrebbe essere una forma di chiusura, di protezione, o semplicemente di esaurimento. Allo stesso tempo, il suo pensiero che “forse lui ne ha altre” sembra nascere più da una sua insicurezza o da una paura di non sentirsi desiderata, piuttosto che da elementi concreti. Quando il desiderio cala, è facile riempire il vuoto con fantasie che aumentano l’ansia.
La sessualità nella coppia non è solo frequenza, ma qualità della connessione. Se manca tenerezza, vicinanza quotidiana, piccoli gesti di contatto, anche il rapporto fisico ne risente. A volte può essere utile ripartire proprio da lì: non dall’atto sessuale, ma dal ricostruire complicità, momenti di coppia, anche brevi, in cui non si è solo genitori o lavoratori.
Potrebbe essere importante parlarne non nel momento della crisi, ma in uno spazio più tranquillo, esprimendo come vi sentite (“mi sento insicura”, “mi sento distante”) piuttosto che accusando o cercando conferme. Se vi accorgete che da soli fate fatica, una terapia di coppia può essere un aiuto concreto per riaprire il dialogo e comprendere cosa sta accadendo tra voi.
Non è “strano” ciò che sta vivendo: è una dinamica molto comune nelle relazioni di lunga durata, soprattutto quando la vita quotidiana prende il sopravvento. La domanda più importante forse è: cosa desidera lei oggi per questa relazione? Da lì si può iniziare a costruire
da ciò che racconta sembra che tra voi si sia creata una distanza che non è solo sessuale, ma anche emotiva. Tre bambine, lavoro, stanchezza, pensieri… tutto questo incide profondamente sull’energia e sul desiderio. Quando si è costantemente “in modalità sopravvivenza”, il corpo fatica a mettersi in modalità piacere.
Il fatto che lei non riesca a prendere iniziativa o a essere affettuosa potrebbe essere una forma di chiusura, di protezione, o semplicemente di esaurimento. Allo stesso tempo, il suo pensiero che “forse lui ne ha altre” sembra nascere più da una sua insicurezza o da una paura di non sentirsi desiderata, piuttosto che da elementi concreti. Quando il desiderio cala, è facile riempire il vuoto con fantasie che aumentano l’ansia.
La sessualità nella coppia non è solo frequenza, ma qualità della connessione. Se manca tenerezza, vicinanza quotidiana, piccoli gesti di contatto, anche il rapporto fisico ne risente. A volte può essere utile ripartire proprio da lì: non dall’atto sessuale, ma dal ricostruire complicità, momenti di coppia, anche brevi, in cui non si è solo genitori o lavoratori.
Potrebbe essere importante parlarne non nel momento della crisi, ma in uno spazio più tranquillo, esprimendo come vi sentite (“mi sento insicura”, “mi sento distante”) piuttosto che accusando o cercando conferme. Se vi accorgete che da soli fate fatica, una terapia di coppia può essere un aiuto concreto per riaprire il dialogo e comprendere cosa sta accadendo tra voi.
Non è “strano” ciò che sta vivendo: è una dinamica molto comune nelle relazioni di lunga durata, soprattutto quando la vita quotidiana prende il sopravvento. La domanda più importante forse è: cosa desidera lei oggi per questa relazione? Da lì si può iniziare a costruire
Buonasera,
quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi, soprattutto nelle coppie che da anni portano avanti famiglia, lavoro e tante responsabilità quotidiane.
Stanchezza cronica, carico mentale elevato, poco spazio personale e di coppia possono portare, nel tempo, a una riduzione del desiderio sessuale e anche dell’affettività. Quando si è sempre “in funzione”, come mamma e come organizzatrice della vita familiare, è facile perdere il contatto con la propria parte desiderante, senza che questo significhi mancanza di amore o di attrazione.
Allo stesso tempo, la distanza emotiva e fisica può generare insicurezze e pensieri intrusivi, come il timore che il partner possa avere altre relazioni. Questi pensieri, anche se comprensibili, rischiano però di alimentare un circolo di ansia, crisi e incomprensioni, rendendo ancora più difficile il dialogo sereno.
È importante sapere che non c’è nulla di “sbagliato” in lei: il suo corpo e la sua mente stanno probabilmente rispondendo a un sovraccarico prolungato. Tuttavia, per uscire da questa dinamica, è fondamentale non restare soli. Può essere molto utile lavorare su:
comunicazione emotiva nella coppia
gestione del carico mentale e della stanchezza
riavvicinamento affettivo graduale, non solo sessuale
comprensione dei vissuti di entrambi, senza colpevolizzazioni
Per questo motivo, il consiglio è di approfondire la situazione con uno specialista, individualmente o come coppia, per capire cosa sta succedendo a un livello più profondo e trovare strategie concrete e personalizzate.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
quello che descrive è una situazione molto più comune di quanto si pensi, soprattutto nelle coppie che da anni portano avanti famiglia, lavoro e tante responsabilità quotidiane.
Stanchezza cronica, carico mentale elevato, poco spazio personale e di coppia possono portare, nel tempo, a una riduzione del desiderio sessuale e anche dell’affettività. Quando si è sempre “in funzione”, come mamma e come organizzatrice della vita familiare, è facile perdere il contatto con la propria parte desiderante, senza che questo significhi mancanza di amore o di attrazione.
Allo stesso tempo, la distanza emotiva e fisica può generare insicurezze e pensieri intrusivi, come il timore che il partner possa avere altre relazioni. Questi pensieri, anche se comprensibili, rischiano però di alimentare un circolo di ansia, crisi e incomprensioni, rendendo ancora più difficile il dialogo sereno.
È importante sapere che non c’è nulla di “sbagliato” in lei: il suo corpo e la sua mente stanno probabilmente rispondendo a un sovraccarico prolungato. Tuttavia, per uscire da questa dinamica, è fondamentale non restare soli. Può essere molto utile lavorare su:
comunicazione emotiva nella coppia
gestione del carico mentale e della stanchezza
riavvicinamento affettivo graduale, non solo sessuale
comprensione dei vissuti di entrambi, senza colpevolizzazioni
Per questo motivo, il consiglio è di approfondire la situazione con uno specialista, individualmente o come coppia, per capire cosa sta succedendo a un livello più profondo e trovare strategie concrete e personalizzate.
Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa
Gentile Signora, molti carichi familiari e lavorativi stanno portando ad una progressiva riduzione dell’intimità e una distanza affettiva che nel tempo ha alimentato insicurezze e fraintendimenti reciproci. Da un lato Lei descrive difficoltà a prendere iniziativa e a esprimere affetto, pur essendo molto presente e attiva nella gestione quotidiana; dall’altro Suo marito sembra vivere questa distanza come un segnale di rifiuto, mentre in Lei crescono dubbi e timori che La portano a cercare rassicurazioni. Sono dinamiche frequenti nelle coppie sottoposte a stress prolungato e possono generare un senso di solitudine anche all’interno della relazione.
In questi casi può essere utile riportare l’attenzione non solo alla frequenza dei rapporti, ma soprattutto alla qualità della connessione emotiva, perché il desiderio tende a riemergere quando tornano sicurezza e spazio mentale. Può aiutare creare momenti di confronto tranquilli, nei quali ciascuno possa esprimere bisogni e vissuti senza sentirsi giudicato. Anche i pensieri legati a possibili tradimenti meritano uno spazio di riflessione attento, distinguendo tra elementi concreti e vissuti personali che possono nascere dalla distanza o dalla fatica accumulata. Qualora sentiste difficoltà a uscire da questo schema da soli, una consulenza di coppia o sessuologica può offrire uno spazio protetto per comprendere meglio le dinamiche in atto e favorire una riconnessione graduale, rispettosa dei tempi e delle risorse di entrambi.
Un saluto
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica,
Counselor relazionale
In questi casi può essere utile riportare l’attenzione non solo alla frequenza dei rapporti, ma soprattutto alla qualità della connessione emotiva, perché il desiderio tende a riemergere quando tornano sicurezza e spazio mentale. Può aiutare creare momenti di confronto tranquilli, nei quali ciascuno possa esprimere bisogni e vissuti senza sentirsi giudicato. Anche i pensieri legati a possibili tradimenti meritano uno spazio di riflessione attento, distinguendo tra elementi concreti e vissuti personali che possono nascere dalla distanza o dalla fatica accumulata. Qualora sentiste difficoltà a uscire da questo schema da soli, una consulenza di coppia o sessuologica può offrire uno spazio protetto per comprendere meglio le dinamiche in atto e favorire una riconnessione graduale, rispettosa dei tempi e delle risorse di entrambi.
Un saluto
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica,
Counselor relazionale
Salve, per affrontare questo tema con suo marito potete valutare un percorso di terapia di coppia: insieme ad un professionista è possibile affrontare queste paure e lavorare anche sulla possibilità di ripensare ad uno spazio per la sessualità della vostra coppia.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
Buonasera, ti rispondo in modo semplice e umano.
Quello che descrivi è **molto più comune di quanto pensi**, soprattutto in coppie con figli piccoli, carico mentale alto e stanchezza cronica. Tre bambine, lavoro, gestione della casa: il desiderio non sparisce per mancanza di amore, ma spesso per **saturazione emotiva e fisica**.
Quando sei sempre “in movimento”, in modalità organizzativa, il corpo fatica a passare alla modalità desiderio. Il desiderio ha bisogno di spazio mentale, non solo di tempo.
Sul fatto che tu pensi che lui possa avere altre: questo sembra parlare più di **insicurezza e paura di non essere abbastanza desiderabile**, che di prove concrete. Quando il contatto è poco, la mente cerca spiegazioni, e spesso va verso le più dolorose. Il punto delicato che sento è questo:
* Lui dice che non sei affettuosa.
* Tu ti chiudi e vai in crisi.
Si crea un piccolo circolo: meno affetto → meno sicurezza → meno desiderio → più distanza.
Non è “anormale”. È un equilibrio che si è strutturato negli anni.Cosa potete fare, concretamente ma senza rivoluzioni:
* Introdurre micro-gesti quotidiani non sessuali (abbracci di 20 secondi, contatto fisico senza pressione).
* Togliere la performance dal sesso: non deve essere “fare l’amore”, può essere solo stare vicini.
* Parlarne in un momento neutro, non durante o dopo un rifiuto.
* Creare uno spazio solo vostro, anche breve ma protetto.
Dietro tutto questo non sento una coppia finita, ma una coppia affaticata.
Se senti che le tue crisi e i pensieri di tradimento diventano intensi, potrebbe essere molto utile un piccolo spazio di confronto (individuale o di coppia). Non perché c’è qualcosa di “rotto”, ma perché a volte serve qualcuno che aiuti a sciogliere i nodi prima che diventino muri.
Se vuoi, possiamo approfondire un po’ meglio cosa succede dentro di te quando lui ti cerca o quando non ti cerca.
Quello che descrivi è **molto più comune di quanto pensi**, soprattutto in coppie con figli piccoli, carico mentale alto e stanchezza cronica. Tre bambine, lavoro, gestione della casa: il desiderio non sparisce per mancanza di amore, ma spesso per **saturazione emotiva e fisica**.
Quando sei sempre “in movimento”, in modalità organizzativa, il corpo fatica a passare alla modalità desiderio. Il desiderio ha bisogno di spazio mentale, non solo di tempo.
Sul fatto che tu pensi che lui possa avere altre: questo sembra parlare più di **insicurezza e paura di non essere abbastanza desiderabile**, che di prove concrete. Quando il contatto è poco, la mente cerca spiegazioni, e spesso va verso le più dolorose. Il punto delicato che sento è questo:
* Lui dice che non sei affettuosa.
* Tu ti chiudi e vai in crisi.
Si crea un piccolo circolo: meno affetto → meno sicurezza → meno desiderio → più distanza.
Non è “anormale”. È un equilibrio che si è strutturato negli anni.Cosa potete fare, concretamente ma senza rivoluzioni:
* Introdurre micro-gesti quotidiani non sessuali (abbracci di 20 secondi, contatto fisico senza pressione).
* Togliere la performance dal sesso: non deve essere “fare l’amore”, può essere solo stare vicini.
* Parlarne in un momento neutro, non durante o dopo un rifiuto.
* Creare uno spazio solo vostro, anche breve ma protetto.
Dietro tutto questo non sento una coppia finita, ma una coppia affaticata.
Se senti che le tue crisi e i pensieri di tradimento diventano intensi, potrebbe essere molto utile un piccolo spazio di confronto (individuale o di coppia). Non perché c’è qualcosa di “rotto”, ma perché a volte serve qualcuno che aiuti a sciogliere i nodi prima che diventino muri.
Se vuoi, possiamo approfondire un po’ meglio cosa succede dentro di te quando lui ti cerca o quando non ti cerca.
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