Buon giorno, sto per sottopormi ad intervento per ernia ombelicale 3,5 cm, di omento fuoriuscito, in
Buon giorno, sto per sottopormi ad intervento per ernia ombelicale 3,5 cm, di omento fuoriuscito, in laparoscopia con rete mesh... non ne sono convinto al 100%... credete che se riuscissi a dimagrire di 15, 20 kg nel corso di un anno (peso circa 100 kg, l'avevo già fatto una decina di anni fa), tenendo sotto controllo la situazione potrei evitare l'intervento senza troppi rischi? L'ernia si è manifestata all'improvviso 3 mesi fa, per la prima volta, ed è asintomatica. Ho 69 anni, alimentazione vegana vegetariana da 20, senza nessuna patologia importante. Grazie in anticipo per la risposta.
2 risposte
A parte il fatto che l'obesità è una patologia importante (quale è il suo BMI che suppongo alto, visti i 100 kg, (occorre l'altezza e se lei non è più di 182 cm è in campo obeso) che comporta un sacco di problemi dai cardio-vascolari ai genitali, agli epatici, forse lei ha salvaguardato parzialmente e moderatamente la sua salute con la dieta vegetariana (peraltro priva di nutrienti importanti). Tuttavia ciò non ha evitato l'indebolimento muscolare addominale e la successiva ernia ombelicale omentale. Ovvio che debba perdere probabilmente almeno 20 kg e lavorare sul migliore tono muscolare, ma non può farlo da solo e deve farsi guidare da un buon nutrizionista, monitorando lo stato dell'ernia per poi presumibilmente comunque doverla sistemare chirurgicamente.
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Certamente il fatto di dimagrire (meglio chiaramente andrebbe utilizzato il BMI che valuta anche il rapporto peso-altezza) aiuta sia per l intervento chirurgico che per una eventuale recidiva postoperatoria oltre a migliorare i parametri con meno rischi per l'intervento chirurgico Che risolva il problema no e in una fase transitoria potrà utilizzare una pancera elastocompressiva ma indubbiamente l'intervento risolverebbe il problema considerando anche che l'ernia potrebbe diventare più grande nel tempo, col rischio di strozzamento e, sarebbe sempre più anziano con eventuali patologie correlate che aumenterebbe i rischi per l'intervento
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