A seguito di una frattura trimalleolare scomposta pluriframmentaria caviglia sx sono stato operato,
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A seguito di una frattura trimalleolare scomposta pluriframmentaria caviglia sx sono stato operato, dopo aver portato un fissatore esterno per 15 gg, con un intervento di osteosintesi. Dopo tre mesi dall'intervento mi è stato concesso il carico, due stampelle 15 gg poi una stampella 20 gg e sono in dirittura di arrivo per il carico libero. Fisioterapia tanta, già dopo una settimana dall'intervento (mobilizzazione passiva etc...). Riscontro ora, nella fase di deambulazione con una stampella, una morsa alla caviglia tipo strozzatura, gonfiore che si estende sino al polpaccio e rigidità e gonfiore dell'alluce...che ovviamente inibisce il carico. Chiedo se sia il normale decorso della frattura. Grazie.
Buongiorno,
da quanto descrive sembra che stia affrontando un decorso post-operatorio nella norma, considerando la complessità della frattura trimalleolare e l’intervento con fissatore esterno. Gonfiore, rigidità articolare e dolore “a morsa” durante la deambulazione possono comparire in questa fase, soprattutto con il progressivo aumento del carico. È fondamentale continuare la fisioterapia mirata, con mobilizzazione, rinforzo e gestione del gonfiore, e monitorare eventuali segnali di allarme (aumento improvviso del dolore, gonfiore marcato, arrossamento o difficoltà a muovere le dita).
Se desidera, possiamo valutare insieme la sua caviglia per ottimizzare il recupero, ridurre rigidità e gonfiore e rendere il carico libero più sicuro e progressivo compatibilmente con le indicazioni del chirurgo.
Tiziano Morrocchi
da quanto descrive sembra che stia affrontando un decorso post-operatorio nella norma, considerando la complessità della frattura trimalleolare e l’intervento con fissatore esterno. Gonfiore, rigidità articolare e dolore “a morsa” durante la deambulazione possono comparire in questa fase, soprattutto con il progressivo aumento del carico. È fondamentale continuare la fisioterapia mirata, con mobilizzazione, rinforzo e gestione del gonfiore, e monitorare eventuali segnali di allarme (aumento improvviso del dolore, gonfiore marcato, arrossamento o difficoltà a muovere le dita).
Se desidera, possiamo valutare insieme la sua caviglia per ottimizzare il recupero, ridurre rigidità e gonfiore e rendere il carico libero più sicuro e progressivo compatibilmente con le indicazioni del chirurgo.
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Buongiorno. Il decorso da lei descritto è normale. L'attuale presenza di gonfiore, la sensazione di fastidio e la rigidità sono infatti segni del fatto che le strutture della sua gamba devono ancora riabituarsi al carico. Prosegua con la fisioterapia e rispetti le indicazioni dei colleghi. Salvo effettive complicanze, noterà graduali miglioramenti con il passare delle settimane. Cordiali saluti.
Buongiorno, sì è il normale decorso del recupero, può durare diversi mesi con l'intensità che andrà riducendosi e il fastidio che sembra migrare in diverse zone del piede
Buongiorno, non è normale e va valutata con attenzione l'articolazione tibio tarsica che sicuramente sarà rigida a causa della retrazione capsulare. Se non trattata le darà fastidio durante il passo perchè non assorbendo movimento andrà a scaricare tutto sull'alluce rendendo difficoltoso e limitato il carico.
cordialmente
cordialmente
Dopo una lesione di questo tipo, e il conseguente periodo di immobilità, è normale che si creino rigidità non solo a livello articolare, ma anche nella muscolatura circostante.
Quando i muscoli vengono riattivati per riprendere le loro funzioni, possono comparire dolore o tensioni, proprio perché devono “riabituarsi” al movimento.
Per questo è importante lavorare sia sulle rigidità articolari, legate all’intervento o al materiale di sintesi, sia su quelle muscolari che si sviluppano come compenso.
Una valutazione mirata permette di comprendere meglio la situazione e definire il percorso riabilitativo più adatto per migliorare la mobilità, ridurre il dolore e prevenire ulteriori compensi lungo le catene muscolari del corpo.
Quando i muscoli vengono riattivati per riprendere le loro funzioni, possono comparire dolore o tensioni, proprio perché devono “riabituarsi” al movimento.
Per questo è importante lavorare sia sulle rigidità articolari, legate all’intervento o al materiale di sintesi, sia su quelle muscolari che si sviluppano come compenso.
Una valutazione mirata permette di comprendere meglio la situazione e definire il percorso riabilitativo più adatto per migliorare la mobilità, ridurre il dolore e prevenire ulteriori compensi lungo le catene muscolari del corpo.
Il gonfiore è una delle ultime cosa che scompare soprattutto in una frattura di questo tipo, comunque se ha qualche dubbio consulti l'ortopedico. Saluti
Buongiorno, il gonfiore è l'ultimo dei sintomi che andrà via dopo una frattura grossa. È importante continuare con fisioterapia mirata, mobilizzazioni graduali e controllo del gonfiore (ghiaccio, elevazione, compressione leggera se indicata). Se il dolore è molto intenso, se il gonfiore peggiora o compaiono rossore e calore, va sempre verificato con il chirurgo o il fisiatra, perché a volte può indicare problemi circolatori o infiammatori.
buongiorno,
si è abbastanza normale avere questi sintomi, ovviamente devono essere controllati e monitorati, per escludere eventuali problematiche. Il percorso è molto lungo e "faticoso", ci saranno alti e bassi, segua le indicazioni del suo fisioterapista e vedrà che andrà tutto bene!
si è abbastanza normale avere questi sintomi, ovviamente devono essere controllati e monitorati, per escludere eventuali problematiche. Il percorso è molto lungo e "faticoso", ci saranno alti e bassi, segua le indicazioni del suo fisioterapista e vedrà che andrà tutto bene!
Buongiorno,
purtroppo è stata una brutta frattura, solo il tempo può dire se piano piano l'articolarità andrà migliorando con la riabilitazione o se invece permarranno esisti più o meno importanti. Tenga presente che quelli da lei indicati sono i tempi per la concessione del carico per una tenuta dell'osso, il recupero funzionale e la riabilitazione in genere durano molto più a lungo.
Cordiali saluti
Massimo Ottonello
purtroppo è stata una brutta frattura, solo il tempo può dire se piano piano l'articolarità andrà migliorando con la riabilitazione o se invece permarranno esisti più o meno importanti. Tenga presente che quelli da lei indicati sono i tempi per la concessione del carico per una tenuta dell'osso, il recupero funzionale e la riabilitazione in genere durano molto più a lungo.
Cordiali saluti
Massimo Ottonello
Buongiorno, per valutare se il decorso è regolare è indispensabile un’anamnesi approfondita e una valutazione clinica dal vivo.
Dopo una frattura trimalleolare con osteosintesi è possibile, anche a distanza di alcuni mesi, avvertire gonfiore, sensazione di ‘morsa’ alla caviglia e rigidità: si tratta spesso di reazioni legate alla fase di riadattamento al carico e alla mobilità articolare.
Tuttavia, vista la complessità dell’intervento, è importante monitorare attentamente i sintomi per escludere aderenze, edema persistente o limitazioni articolari secondarie.
Una rivalutazione fisioterapica mirata può aiutare a modulare il lavoro e facilitare il recupero completo della funzionalità.
Resto a disposizione per una visita
Dopo una frattura trimalleolare con osteosintesi è possibile, anche a distanza di alcuni mesi, avvertire gonfiore, sensazione di ‘morsa’ alla caviglia e rigidità: si tratta spesso di reazioni legate alla fase di riadattamento al carico e alla mobilità articolare.
Tuttavia, vista la complessità dell’intervento, è importante monitorare attentamente i sintomi per escludere aderenze, edema persistente o limitazioni articolari secondarie.
Una rivalutazione fisioterapica mirata può aiutare a modulare il lavoro e facilitare il recupero completo della funzionalità.
Resto a disposizione per una visita
Il quadro clinico descritto (frattura trimalleolare scomposta, osteosintesi) è un infortunio estremamente grave, e i sintomi che sta riscontrando sono, purtroppo, parte del normale ma complesso processo di recupero. La "morsa", il gonfiore al polpaccio e la rigidità/gonfiore dell'alluce sono dovuti alla stasi linfatica e venosa (la pompa muscolare è ancora inefficiente) e alla cicatrizzazione interna e alle aderenze. L'inibizione del carico è un meccanismo protettivo. È fondamentale continuare con la fisioterapia (massiva e specifica), concentrandosi sul drenaggio (linfodrenaggio e compressione controllata), sulla mobilità dell'alluce e sul recupero della propriocezione e della forza muscolare del polpaccio. Comunichi i sintomi al suo fisioterapista e ortopedico, ma non si scoraggi; il carico libero è la fase più difficile, ma i sintomi tendono a regredire man mano che la deambulazione si normalizza.
salve
Avrei necessità di avere maggiori informazioni.
Mi invii il suo numero di telefono in questo sito.
Senza impegno economico.
Grazie
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