Domande del paziente (5)

    Domande su Ernia del disco

    Buona sera ho appena ritirarto RMN ho protusioni L2L3L4 ho una schisi lombare L5S1 ultimamente nonostante faccia esercizi per rinforzare muscolatura e addominali ho dolori al basso ventre e durante le ore lavorative ho stanchezza alle gambe esistono delle limitazioni nel mio caso sul posto di lavoro dove carico il latte e a volte devo sollevare cartoni con 12litri di latte non so piu cosa fare per non fare peggiorare la mia situazione in piu vado dal chiropratico 4 volte l anno

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Veronica Lodovici

    Gentile utente,
    la sua domanda mi permette di parlare di un concetto fondamentale che spero possa essere utile a molti pazienti: non si cura un referto radiologico da solo, ma la persona nel suo complesso. In ambito neuro-ortopedico, un referto è solo un pezzo del puzzle che va completato con la visita clinica.
    È stato molto attento a notare come, nonostante l'impegno nel rinforzo muscolare, i sintomi (dolore al basso ventre e stanchezza alle gambe) persistano, specialmente sotto carico lavorativo. La presenza di una schisi in L5-S1 associata alle protrusioni descritte suggerisce che la sua colonna abbia una conformazione che merita un’attenzione specifica, soprattutto in un lavoro che comporta il sollevamento di carichi importanti come i cartoni di latte.
    Per esperienza nella cura del rachide, posso dirle che la strada più corretta per non peggiorare la situazione è l'integrazione di tre passaggi:
    L'anamnesi, la valutazione clinica assieme alle immagini della RM (CD): lo specialista deve guardare direttamente le immagini per capire quanto le protrusioni e la schisi stiano influenzando la stabilità della colonna.
    L'ottimizzazione dell'ergonomia lavorativa: solo dopo la visita si potranno definire eventuali limitazioni o, meglio, le modalità corrette di carico per proteggere la sua schiena durante il lavoro.
    La medicina del rachide richiede questo contatto diretto per essere risolutiva. Le suggerisco di portare il CD della Risonanza a uno specialista del rachide, portando in visione anche quanto fatto finora con il chiropratico. Questo permetterà di stabilire se il percorso attuale sia il più idoneo o se vada integrato con terapie specifiche per la sua conformazione.
    È sulla strada giusta perché si sta ponendo le domande corrette. Resto a sua disposizione per una valutazione clinica completa.


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Veronica Lodovici

    Gentile utente,
    la sua domanda mi offre lo spunto per affrontare un tema molto importante per molti pazienti che, come lei, si trovano a leggere referti complessi: un referto radiologico, per quanto dettagliato,... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Veronica Lodovici

    Gentile utente,
    nel suo caso, la presenza del Parkinson suggerisce che i disturbi descritti (crampi e tensioni) siano legati più alla componente neurologica che alla conformazione ossea del suo piede piatto... Altro


    Domande su Ernia del disco

    Mio figlio ha un piede tornato supinato
    Aveva una cisti alla schiena in l1s1 vorrei sapere perché la tibia della gamba sinistra non cresce come l' altra e anche il piede purtroppo è rimasto più corto anche dopo la trasposizioni del nervo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Veronica Lodovici

    Gentile utente,
    nella mia pratica clinica mi occupo di neuro-ortopedia pediatrica e seguo bambini e ragazzi che affrontano percorsi simili a quello di suo figlio. Comprendo quanto possa essere scoraggiante notare questi cambiamenti dopo un intervento.
    È importante considerare che, quando si ha a che fare con problematiche neurologiche in fase di sviluppo, il corpo del bambino affronta una continua evoluzione. Spesso, la crescita ossea e il bilancio muscolare possono modificarsi nel tempo proprio a causa della maturazione fisiologica dell'organismo; questo fa sì che l'assetto raggiunto con la chirurgia possa necessitare di nuovi adattamenti, indipendentemente dalla bontà di quanto eseguito in precedenza.
    Per inquadrare meglio la situazione attuale, sarebbe utile sapere: quanti anni ha il ragazzo? Soffre di altre patologie? Quanto tempo è passato dall'ultima procedura chirurgica?
    Il mio consiglio:
    Il primo passo resta quello di confrontarsi con il chirurgo che lo ha seguito finora per valutare l'attuale fase di crescita. Per un ulteriore approfondimento in contesti multidisciplinari, o un secondo parere, vi suggerisco centri come l'Istituto Gaslini o la Fondazione Stella Maris.

    Cosa monitorare:
    Prestate attenzione a eventuali variazioni nella forza, nella sensibilità o nel modo di camminare, portando in visione tutta la documentazione e i radiografici precedenti per un confronto.
    Resto a vostra disposizione per valutare insieme il percorso più adatto a suo figlio.


    Domande su Alluce valgo

    Buonasera mia madre è stata operata anni fa al piede in quanto avvertiva bruciore tra le dita e il metatarso. In seguito oltre al bruciore persistente si è verificato un dolore costante. A chi potrebbe rivolgersi per tamponare al problema?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dr. Veronica Lodovici

    Gentile utente,
    il quadro di bruciore e dolore persistente al piede che descrive richiede una valutazione clinica specialistica clinica.
    In questi casi è fondamentale non limitarsi all'esame del piede, ma valutare il paziente nel suo complesso. Talvolta, infatti, sintomi localizzati alle estremità (come bruciore o formicolio) possono avere un'origine neurologica legata a segmenti superiori, inclusa la colonna vertebrale (tratto lombo-sacrale), che può proiettare il dolore lungo l'arto fino al metatarso.
    Segnali a cui prestare attenzione:
    Oltre al dolore locale, è utile monitorare la comparsa di:
    Alterazioni della sensibilità o della forza muscolare lungo tutta la gamba, dolore che si accentua in determinate posture o durante la deambulazione prolungata,
    cambiamenti nella temperatura o nel colore della pelle del piede;
    Le suggerisco di programmare una visita ortopedica portando con sé tutta la documentazione degli interventi precedenti e ogni esame radiologico già effettuato. Questo permetterà allo specialista di stabilire se il problema sia strettamente locale o legato a una compressione nervosa a un livello più alto, definendo così l'iter terapeutico più corretto.
    Resto a vostra disposizione per una valutazione del caso.


Domande più frequenti

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