Salve, ho 57 anni, da 5 sono affetta da Parkinson che controllo con terapia dopaminergica. Ho i pied

Salve, ho 57 anni, da 5 sono affetta da Parkinson che controllo con terapia dopaminergica. Ho i piedi piatti per i quali ho sempre portato plantari. Ma con i sintomi del Parkinson sempre più frequentemente mi vengono crampi ai piedi, sia quando sono a letto, sia quando nuoto, sia da ferma. I crampi sono dolorosi e coinvolgono le dita dei piedi con la sensazione che i muscoli plantari vengano tirati. Quando cammino sento bruciore sotto alla pianta dei piedi. Passano dopo massaggio. Un'eventuale intervento chirurgico per correggere l'arco plantare potrebbe essere fattibile e positivo per tali sintomi?

2 risposte


direi che sarebbe piu' indicato revisionare periodicamente i plantari (che tendono a perdere le spinte per ovvio consumo) annualmente; ritengo che sottoporsi ad intervento non garantirebbe la scomparsa della sintomatologia che, a mio modesto avviso, dipende piu' dal Parkinson

Roberto Ferrante

Roberto Ferrante

ortopedico

Ariano Ferrarese

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Gentile utente, nel suo caso, la presenza del Parkinson suggerisce che i disturbi descritti (crampi e tensioni) siano legati più alla componente neurologica che alla conformazione ossea del suo piede piatto in origine, prima del sopraggiungere della malattia. La conformazione attuale del piede è infatti influenzata dal quadro neurologico, che può aver modificato l'assetto preesistente. Per questo motivo, la gestione del suo caso deve seguire un percorso estremamente rigoroso: Visita clinica e Radiografie: Prima di prendere qualsiasi decisione, è indispensabile una valutazione clinica approfondita accompagnata da radiografie dei piedi in ortostasi (sotto carico). Questi esami sono fondamentali per capire come la struttura ossea sia cambiata a causa della patologia neurologica. Inquadramento Riabilitativo: La priorità deve essere un'attenta indicazione fisioterapica e riabilitativa volta a gestire le tensioni muscolari e a migliorare il cammino. In questo contesto, va valutata anche l'efficacia dei plantari, ricordando che solitamente vanno sostituiti una volta l’anno. Opzione Chirurgica: Un eventuale intervento chirurgico potrebbe essere preso in considerazione solo ed esclusivamente alla luce dei risultati radiografici e della visita clinica, e qualora i sintomi dovessero persistere nonostante un corretto e costante percorso fisioterapico. In sintesi, la chirurgia non rappresenta la prima scelta, ma una possibilità da valutare solo dopo aver ottimizzato l'inquadramento diagnostico e il trattamento conservativo multidisciplinare. Resto a sua disposizione per una valutazione di approfondimento.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.