Domande del paziente (5)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per aver condiviso questa tua storia.
Penso che non sei tu che stai rovinando tutto: è la situazione stessa a essere carica di sospesi. Il fatto che loro non abbiano mai dato un nome...
Altro
Non so come iniziare, non so se tutto questo mi farà bene o se mi porterà solo a crollare in un abisso il cui fondo non mi farà più risalire, sono tante cose in questo periodo, sono stanca, stanca di non sapere se avrò un futuro e come sarà il mio futuro, stanca di non accettarmi, stanca di non sapere affrontare nulla di tutto questo.
Sono al limite, non c’è un giorno in cui io non pensi che sparire sia l’unica soluzione.
Non so lottare, non so credere nelle cose fino in fondo, non so fare nulla, non so cosa provo la maggior parte delle volte.. sento tanto ma allo stesso tempo niente mi tocca realmente.
Voglio un amore, di quelli che ti strvolge, o forse no, forse voglio solo amore perché non ne ho mai avuto, o l’ho avuto?
Quello con mio padre era un rapporto vero? Si comportava veramente da padre con me? Me ne pentirò di non parlagli quando morirà? Che fine farò io quando l’unico modo per parlargli sarà sotto 3 metri di terra?
Perché non riesco a essere quella di prima? Perché non riesco a rialzarmi? Perché non riesco più a studiare e a concentrarmi? Non ho mai fatto il massimo e me lo riconosco ma perché ora non riesco a fare neanche quel minimo? Cosa sta succedendo? Perché non ho più il controllo del mio dolore? Perché gli sto permettendo di bloccarmi in questo loop continuo?
Perché continuo a dormire quando in realtà è l’ultima cosa che vorrei fare?
Perché continua a farmi domande a cui non avrò risposte?
Perché continua a venirmi in mente il suicidio? Perché non riesco a vedere un futuro per me?
Perché non ho un hobby?
Pecche non so cosa mi piace?
mi piace tutto o non mi piace nulla?
Perche penso a aron ma solo se nello stesso pensiero c’è Emanuele?
La storia di Simone che significa?
Perché ogni menzogna che mi racconto poi finisco per reagire come se fosse vera.
Perché quando provo a esternare cosa penso non faccio altro che farmi domande senza darmi risposte a esse?
Perché lo sto facendo adesso?
Che colpa ne ho io?
Che senso ha la mia vita adesso?
Sono stanca di dormire e svegliarmi l’indomani e sentirmi come adesso. Ma dormire è l’unico modo per non sentire il caos che provo adesso
Lo provo sempre in realtà
Che lezione devo imparare ancora?
Perché l’amore non arriva?
Cosa devo capire prima che arrivi?
È questo no?
Il motivo.
Devo imparare ad amare prima di amare realmente se no finisco per ferire le persone
E chi pensa a me?
Tutte le volte che mi hanno ferito, che mi hanno usato.
Non ho più voglia
Tutto questo male
Mi porta solo più confusione
E scriverlo è stato peggio
Mi sta ricordando tutte le cose brutte che provo e continuerò a provare perché non cambierò
Sono questa da anni
Sento che non cambierò. Grazie per qualunque punto di vista riusciate a fornirmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Leggendo le tue parole si sente forte il peso di una stanchezza che non è solo fisica, ma che appartiene all'anima di chi sta cercando da troppo tempo di tenere tutto sotto controllo. Quello che stai vivendo non è un crollo verso il fondo, ma l'inizio di un faticoso e profondo processo di attraversamento di te stessa. In un'ottica funzionale, il caos e il blocco che senti oggi sono il segnale che il tuo sistema non riesce più a sostenere la grande resistenza che hai opposto finora: a volte, l'unico modo per non spezzarsi è smettere di combattere contro il proprio dolore e concedersi, finalmente, di non avere il controllo su ogni risposta.
Spesso pensiamo che restare in piedi a ogni costo sia l’unica prova di forza, ma la vera trasformazione inizia proprio quando accettiamo di essere stanche, smarrite e fragili. Questo loop di domande senza risposta e questa voglia di sparire nascono dalla fatica di voler forzare un futuro che ancora non vedi, dimenticando che il benessere non è una meta da raggiungere con la logica, ma un fluire dei vissuti che va riascoltato con dolcezza. Il sonno e il disinteresse che provi oggi non sono una tua colpa, ma il modo in cui il tuo organismo ti sta chiedendo di fermare la guerra interna: è come se la tua vita ti stesse invitando a sostare in questo vuoto, non per restarci per sempre, ma per imparare a sentirti anche quando non 'produci' o non 'studi'. Non devi aspettare di essere 'guarita' o perfetta per meritare amore o per veder arrivare la felicità; l'amore che cerchi inizia nel momento in cui smetti di chiederti cosa hai sbagliato e cominci a chiederti di cosa hai bisogno ora, in questo esatto istante. Scrivere questo sfogo è stato doloroso perché ha scoperchiato il rumore di fondo, ma è proprio in questo atto di onestà che risiede la chiave per risalire: hai dato un nome alla tua sofferenza, e questo è il primo passo per non esserne più sommersa. Il segreto per uscire dall'abisso non è lottare più forte, ma imparare ad abbandonarsi al flusso dei propri vissuti, cercando una guida che possa aiutarti a tradurre questo caos in una nuova consapevolezza. Non sei destinata a restare in questo loop: sei in una fase di transizione profonda in cui il vecchio modo di essere non funziona più e quello nuovo deve ancora nascere. Concediti di non sapere, concediti di essere stanca e, soprattutto, concediti la possibilità di essere accompagnata in questo viaggio verso la tua parte più autentica. Il tuo valore è intatto, anche ora che ti senti spenta, e la luce tornerà non appena smetterai di pretendere di illuminare tutto da sola. Un caro saluto
Buongiorno Dottori, racconto brevemente la mia ultima esperienza con una persona conosciuta da poco. Ci incontriamo, ci piacciamo, decidiamo che la nostra relazione debba essere solo di natura fisica. Ci vediamo, proviamo ad avere un rapporto ma durante quest'ultimo mi rendo conto di avere molto dolore ( è un qualcosa che mi capita quando mi sento tesa ma poi si risolve) per cui gli chiedo di fermarsi. Lui lo fa ma la reazione che ne segue è del tutto inaspettata: Si innervosisce, si arrabbia, mi dice che l'ho messo in una situazione di disagio e imbarazzo che non sa come gestire perchè essendo il nostro rapporto di natura sessuale,non avrebbe saputo cosa fare con una donna in casa tutta la serata ( cito testualmente). Inoltre mi dice che sono stata egoista e scorretta a non dichiarare prima di avere talvolta dei dolori nei rapporti, perche sapendolo, lui avrebbe potuto decidere se fosse il caso di vedersi o meno.. Decisamente agghiacciata, chiamo un taxi per andar via e nel mentre lui stava gia organizzando il resto della serata con un amico..mi chiede quando ci vuole perche il taxi arrivi, gli dico una decina di minuti.. mi chiede di dargli il telefono cosi che lui potesse controllare in quanto sarebbe arrivato. Ovviamente glielo nego e lui mi dice " me lo neghi perche secondo me non hai mai chiamato il taxi"... Vado via.. non mi sono mai sentita cosi umiliata, in imbarazzo e in preda alla vergogna in tutta la mia vita. Cosa può spingere una persona a comportarsi in questo modo? Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile, la ringrazio per aver condiviso questo momento di fragilità. Le dico subito che il senso di vergogna e umiliazione che prova è comprensibile, ma è importante che lei non se ne faccia carico: quel peso non le appartiene. Quello che è accaduto non mette minimamente in discussione il suo valore come donna o come persona. Nella vita capita di incontrare chi non ha la sensibilità o la capacità emotiva di accogliere la vulnerabilità dell’altro, specialmente quando emerge un limite fisico. Il dolore che ha provato è stato semplicemente il modo in cui il suo corpo le ha chiesto di fermarsi e di ascoltarsi; averlo assecondato non è stato un errore o una mancanza di correttezza verso l'altro, ma un atto di rispetto verso se stessa. Purtroppo, la reazione che ha ricevuto parla molto della povertà di empatia di chi aveva di fronte e nulla della sua persona. È stato un incontro tra il suo bisogno di ascolto e una rigidità che non ha saputo lasciare spazio all'umanità. Sentirsi umiliata è la naturale risposta a un comportamento che ha ignorato la sua integrità, ma la prego di non lasciare che questa esperienza la faccia sentire 'sbagliata'.
Lei ha fatto la cosa giusta: ha ascoltato un segnale, ha chiesto rispetto e, quando non lo ha ricevuto, ha scelto di andare via. Si conceda ora di tornare a respirare con calma e di guardarsi con dolcezza. A volte queste esperienze, pur essendo molto amare, servono a ricordarci quanto sia prezioso il nostro diritto di dire di no e quanto sia fondamentale circondarsi di persone capaci di vera accoglienza.
Un caro saluto e resti in ascolto di se stessa, con la serenità di chi non ha nulla di cui rimproverarsi.
Salve , ho un grosso problema (per me ovviamente). Da qualche giorno a questa parte all’improvviso sento di provare qualcosa in più per il mio migliore amico, siamo amici da quasi 10 anni circa, appena conosciuto lo vedevo in maniera diversa, forse mi piaceva ma poi questa cosa subito è cambiata perché lui si era lasciato da poco dopo una lunga storia io anche in quel momento ho avuto dei problemi abbastanza seri con il ragazzo con cui stavo a quel tempo e quindi siamo diventati molto amici lui mi è sempre stato vicino. Lui ha iniziato a divertirsi e andare a letto con tante ragazze perché voleva dimenticare la sua storia e stare bene, nel frattempo io mi sono fidanzata , lui ha iniziato una frequentazione con una ragazza che tutt’oggi sta con lui. Lui è sempre stato presente nella mia vita, magari capitava che non lo sentivo per settimane e poi stavamo ore al telefono per parlare oppure passava a trovarmi a lavoro ,fatto sta che non ci siamo mai staccati . Poi io mi sono lasciata dopo 3 anni e lui mi é stato vicinissimo , ci sentivamo tutti i giorni . É capitato in questi anni che ci siamo baciati e siamo andati a letto insieme , l’anno scorso é venuto a dormire a casa mia perché i miei non c’erano e mi ha tenuta stretta tutta la notte, nonostante ci fosse sempre questa sua fidanzata ma che lui in realtà ha voluto tenere solo perché dopo anni che andavano a letto insieme era arrivato il momento di fare un passo in più ma che non avrebbe dovuto fare a mio parere perché comunque lui l’ha tradita sia con me e anche in altre situazioni. Ad oggi la situazione è questa: lui convive con questa ragazza ma vuole andare via da quella casa ma non ha il coraggio di chiudere quella porta e farla soffrire ma lui sa che è l’unica cosa giusta da fare. Io ultimamente ho smesso di prendere un contraccettivo e avevo gli ormoni a palla allora mi è venuta di fare l’amore con lui e gliel’ho fatto capire, lui ovviamente ha detto subito vediamoci ma poi tra una cosa e l’altra non siamo riusciti e al momento non ne abbiamo più parlato, però in tutto ciò in questi anni lui mi ha sempre chiamata tutti giorni , appena esce da lavoro lui mi chiama , non credo sia normale avendo una fidanzata lui vuole sempre sapere tutto di me. Però io da qualche giorno a questa parte mi sento strana ed è come se mi stessi svegliando da un sonno, forse provo qualcosa per lui, ma poi penso che per come è fatto non potrei mai stare con lui, c’è chi pensa che lui sia innamorato di me ma che non ha il coraggio di dirlo, io quando sento questa cosa rido perché penso a tutte le cavolate che mi racconta e che fa con altre ragazze quindi penso che sia impossibile che sia innamorato di me. Ora io spero che sia solo un momento questo per me e che mi passi , anche perché non voglio perderlo, però mi chiedo come può essere che da un momento all’altro mi sta succedendo questa cosa??? Io ero convinta che lui non piacesse come fidanzato. C’è una mia amica che mi dice sempre fatela finita e sposatevi e basta perché è evidente che lui sia innamorato di te e anche gli estranei spesso mi hanno chiesto perché evidentemente hanno notato dall’esterno qualcosa di più ma io ci ho sempre riso su perché per me era impensabile dicevo con affetto ovviamente ma che è uno particolare figurati, ma lui obiettivamente è una presenza costante nella mia vita sempre . Che faccio ? Che mi succede?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile, la ringrazio per aver condiviso questa storia così intensa e ricca di sfumature.
Quello che lei definisce un 'risveglio da un sonno' è un momento di grande valore: è il segnale che qualcosa dentro di lei si sta muovendo. È importante accogliere questa confusione non come un errore, ma come un processo trasformativo. I rapporti, infatti, non sono entità statiche; sono organismi vivi che cambiano, mutano e si evolvono insieme a noi.In questi casi, la domanda più preziosa da porsi non riguarda tanto lui, ma lei: questo interesse improvviso è forse il riflesso di una sua evoluzione interna? Spesso, quando iniziamo a cambiare pelle e a cercare nuove risposte sulla nostra vita, la mente si rivolge a ciò che conosce meglio. Questo legame decennale potrebbe essere oggi la chiave di molte risposte che sta cercando su se stessa. La invito però a riflettere con onestà su un punto delicato: sente che lui è realmente l'unica persona capace di vederla e comprenderla, o è la sicurezza di questa presenza costante a farle sembrare che non possano esserci altre possibilità? È fondamentale, in questa fase, provare a distinguere il bisogno dal vero amore. Il bisogno si nutre di abitudine e della paura di perdere un punto di riferimento; l’amore richiede invece una base di stima e trasparenza che lei stessa, nel suo racconto, ammette di mettere in dubbio quando pensa ai comportamenti di lui. Non tema questa confusione. La usi per ascoltarsi nel profondo: a volte l'ansia arriva proprio per segnalarci una rigidità, il tentativo di far restare un rapporto 'solo amicizia' quando il cuore spinge altrove, o viceversa, il tentativo di trasformare in 'amore' una presenza che è stata, finora, un porto sicuro ma turbolento.
Si conceda il tempo di abitare questo dubbio senza correre a conclusioni. Questa è un'occasione preziosa per capire cosa desidera veramente per il suo futuro.
Un caro saluto, Dott.ssa Pellegrino Simona
Buonasera dottore, le volevo parlare di una cosa: questo mese ho iniziato ad allenarmi ,nella mia camera, tramite un app e da quando mi alleno mi fisso molto. Se mangio qualcosa fuori dal solito mi sembra di aver rovinato tutto, mi parte l’ansia e mi chiedo se sto sbagliando tutto, se vanifico l’allenamento. Inoltre, quando mangio dolci mi viene la nausea. Questi pensieri sul cibo e sull’allenamento mi vengono ogni giorno e mi pesano. Non so se è normale o se mi sto fissando troppo. Mi date un parere? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile,
Leggendo le sue parole, colgo chiaramente il 'peso' di cui parla. È importante che lei sappia che l'ansia non è un errore del sistema, ma un segnale di allerta: arriva quando la ricerca della salute si trasforma in una forma di controllo eccessivo.
Quello che lei sta vivendo è l’effetto di una rigidità mentale che, seppur nata con l'intenzione positiva di migliorare il suo stile di vita, ha finito per togliere spazio alla libertà e al piacere. Da un punto di vista clinico e funzionale, la nausea e l'ansia che avverte sono il modo in cui il suo corpo comunica che quel 'limite' che si è imposta è diventato troppo stretto. Il benessere non può esistere senza flessibilità. Un percorso di cambiamento è davvero efficace solo quando impariamo a concederci ascolto, accogliendo anche quei momenti di sgarro o di riposo come parte integrante della cura di sé, e non come un fallimento. Il metabolismo, proprio come la nostra mente, ha bisogno di equilibrio e non di perfezione. Si conceda il permesso di fermarsi e di respirare. La invito a trasformare questa 'fissazione' in un'occasione di ascolto profondo.
Un caro saluto, Dott.ssa Pellegrino Simona
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…