Domande del paziente (257)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco che la frase sia poco chiara e possa spaventare.

    Tradotta in modo semplice:

    “dopo mdc” = dopo mezzo di contrasto
    “intenso e disomogeneo c.e.” = un’area che assorbe il contrasto in... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buon pomeriggio, capisco la preoccupazione: leggere “osteolisi” può spaventare, ma è importante contestualizzare.

    La radiografia dei seni paranasali è un esame limitato, e può dare immagini poco specifiche... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco molto bene sia la preoccupazione per il pancreas sia la difficoltà con la risonanza.

    Vado al punto.

    1) TC con contrasto: è sufficiente?
    Sì, nella maggior parte dei casi una TC con mezzo... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buonasera, capisco bene l’ansia, soprattutto con un referto poco chiaro.

    Provo a tradurre:

    “Ombra cardiaca nei limiti” → il cuore è nella norma, dato rassicurante.
    “Ali ampliati” → probabilmente si riferisce... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, dubbio molto sensato.

    La dicitura “RM coscia/femore dx” in genere copre la coscia, ma non sempre include in modo adeguato:

    la regione inguinale
    l’ileopsoas (che è più alto, in sede pelvica)

    Dato... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco il dubbio: il termine può spaventare ma spesso è meno preoccupante di quanto sembri.

    Un “addensamento lamellare basale” indica una sottile area più “densa” nella parte bassa del polmone.... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco il dubbio.

    Dopo un’angio-TC con mezzo di contrasto, possono comparire disturbi lievi e transitori come mal di testa o una sensazione di pressione un po’ più alta. Nella maggior parte... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, domanda molto pertinente.

    In risonanza magnetica, soprattutto con mezzo di contrasto, alcune caratteristiche come:

    restrizione della diffusione
    alterazioni di segnale

    possono talvolta essere... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco il dubbio: il tipo di dolore che descrive può confondere perché coinvolge più zone.

    Per orientarsi:

    Appendice: di solito dà dolore continuo in basso a destra, spesso con peggioramento... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, domanda assolutamente pertinente.

    Il retainer fisso ortodontico è generalmente realizzato con materiali compatibili con la risonanza magnetica e non rappresenta una controindicazione, soprattutto... Altro


    Salve. Ho un retainer fisso di contenzione ai denti, per intenderci un filo di materiale tipo ferroso che tiene fermi i denti dopo aver indossato l'apparecchio. È sicuro eseguire una risonanza magnetica al rachide con il retainer Oppure occorre rimuovere dal dentista?
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco il dubbio ed è assolutamente corretto informarsi prima dell’esame.

    In generale, il retainer fisso ortodontico (il filo di contenzione) è realizzato con materiali compatibili con la risonanza magnetica e non rappresenta una controindicazione all’esecuzione dell’esame, soprattutto se la risonanza è del rachide.

    Quello che può succedere, in alcuni casi, è:

    la presenza di piccoli artefatti (distorsioni dell’immagine) localizzati nella zona della bocca
    questi artefatti però non interferiscono con lo studio del rachide, che è una regione anatomica distante

    La rimozione preventiva dal dentista di solito non è necessaria, a meno di indicazioni molto specifiche (ad esempio esami mirati proprio al distretto testa-collo, cosa che non è il suo caso).

    Il consiglio pratico è semplicemente di:

    segnalare sempre la presenza del retainer al personale prima dell’esame

    In sintesi, può eseguire la risonanza in sicurezza senza rimuoverlo.

    Se desidera, posso comunque valutare il tipo di esame prescritto e darle un’indicazione ancora più mirata sul suo caso specifico.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco l’ansia: leggere “nodulo” spaventa sempre.

    Un nodulo solido ipoecogeno di 10×5 mm è un riscontro abbastanza comune e nella maggior parte dei casi è benigno (ad esempio un fibroadenoma),... Altro


    Domande su Fibroma uterino

    Cono d’ombra, ecografia transvaginale, rifatta ecografia altro ginecologo nessun cono d’ombra vescica che non si svuota completamente mai avuto con ad Hombre sono una 73 enne. Nel 2018. Ho tolto dei polipi colon Bili irritabile mai avuto polipi mai avuto mioma utero fibromatoso ed è altre ecografie precedente non risulta niente e né all’età di 73 anni possa avere un fibroma all’utero in quanto sono in menopausa. Che ne pensate? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto quando referti diversi sembrano dire cose diverse.

    Il “cono d’ombra” all’ecografia non è una diagnosi, ma un artefatto, cioè un’ombra che si crea quando gli ultrasuoni incontrano strutture che li bloccano (ad esempio calcificazioni o tessuti particolarmente densi). Può comparire in un esame e non in un altro, anche semplicemente per:

    diversa posizione della sonda
    riempimento della vescica
    esperienza dell’operatore
    qualità dell’apparecchiatura

    Per questo motivo non è raro che un secondo ginecologo non lo riscontri affatto.

    Per quanto riguarda il fibroma uterino, è vero che:

    in menopausa i fibromi tendono generalmente a ridursi
    è meno frequente che compaiano “nuovi” fibromi a 73 anni

    Tuttavia, piccoli noduli fibrosi o calcificazioni residue possono essere descritti all’ecografia senza avere alcun significato clinico rilevante.

    Sul tema della vescica che non si svuota completamente, questo è un aspetto un po’ diverso: può dipendere da vari fattori (funzionali, urologici o anche legati al pavimento pelvico) e spesso merita una valutazione dedicata, eventualmente con uno studio del residuo post-minzionale.

    In sintesi:

    il “cono d’ombra” da solo non deve allarmare
    la discordanza tra ecografie è abbastanza comune
    il dato più importante è sempre il quadro clinico complessivo, non il singolo termine nel referto

    Se vuole, posso aiutarla a rivedere insieme i referti ecografici e darle un parere più preciso e personalizzato, così da chiarire ogni dubbio in modo definitivo.

    Un caro saluto.
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco la preoccupazione, soprattutto quando il dolore dura da diversi giorni.

    Da come lo descrive — dolore sotto il seno destro che aumenta con tosse e starnuti — la causa più frequente è di... Altro


    Salve io ho bisogno di fare una tac. Primo il dottore di base non può prescrivere. Mi fa un impegnativo x una visita ortopedica, da aspettare 6 mesi , a sua volta lo specialista mi fa impegnativa per una tac. Io ho un dolore acuto da vedere che c’è cosa posso fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco bene il disagio: quando il dolore è acuto, aspettare mesi non è sostenibile.

    Purtroppo il percorso SSN spesso è questo, ma ci sono alcune alternative pratiche:

    Il medico di base può prescrivere direttamente una TC se la ritiene indicata; in caso contrario tende a inviare prima allo specialista.
    Può valutare una visita ortopedica in regime privato: tempi molto più rapidi e, se necessario, lo specialista le prescrive subito la TC.
    In molti casi si può eseguire anche una TC privatamente senza impegnativa, con richiesta dello specialista del centro (dipende dalla struttura).
    Se il dolore è importante o peggiora, può rivolgersi al Pronto Soccorso, dove verrà valutata e, se indicato, gli esami vengono eseguiti subito.

    Un ultimo punto importante: non sempre la TC è il primo esame migliore; a seconda del tipo di dolore potrebbe essere più indicata una radiografia o una risonanza.

    Se vuole, mi descriva meglio il dolore (sede, da quanto tempo, eventuale trauma): posso aiutarla a capire qual è l’esame più corretto e come velocizzare davvero il percorso.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Buongiorno dottori,
    Cercherò di essere breve.
    Il consulto lo chiedo per mia moglie, 32 anni, 60kg.

    L'odontoiatra le ha richiesto una TC beam cone dell'arcata superiore per indagare un incisivo che, a seguito di un trauma subito anni fa, è "morto" e si è scurito.

    La preoccupazione ci nasce dalla dose di radiazioni, avendo lei già dovuto fare diverse indagini radiologiche negli anni, incluse TC.

    Per avere un'idea più chiara, ho chiesto al centro diagnostico che macchinario usano e con quali impostazioni.
    La risposta è stata la seguente:

    - Modello Dexis op3d pro
    - Carico di 90kilovolt, 6, 3 milliampere, 4, 5 secondi, per un totale di 564milligray al cm2.


    Come si leggono queste informazioni?
    In particolare, a quanti microSV equivale?
    Possiamo stare tranquilli o sarebbe meglio provare prima indagini diverse (tipo endorale)?


    Grazie mille.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco perfettamente la vostra attenzione alla dose: è un tema importante, soprattutto quando ci sono già state altre indagini in passato.

    Provo a chiarire in modo semplice.

    Le informazioni che vi hanno fornito (kV, mA, tempo) descrivono come lavora la macchina, mentre il dato più utile è il DAP (dose-area product) espresso in mGy·cm². Questo valore non si traduce direttamente in microsievert (µSv), ma si può stimare con dei fattori di conversione.

    Per una CBCT dentale dell’arcata superiore, con un’apparecchiatura come la Dexis OP3D Pro, la dose efficace tipica è generalmente nell’ordine di:

    circa 20–100 µSv, variabile in base al campo di vista e alle impostazioni utilizzate

    Per darvi un riferimento concreto:

    una radiografia endorale: circa 2–5 µSv
    una ortopanoramica (OPT): circa 10–30 µSv
    una TC tradizionale del massiccio facciale: anche 1000–2000 µSv o più

    Quindi la CBCT si colloca:

    un po’ sopra le radiografie tradizionali
    ma molto al di sotto di una TC convenzionale

    Nel vostro caso specifico, il valore di 564 mGy·cm² rientra in un range compatibile con una dose relativamente contenuta per questo tipo di esame.

    Vengo al punto più importante: è davvero necessario?

    Per un incisivo traumatizzato e devitalizzato:

    spesso si parte con radiografie endorali, che in molti casi sono sufficienti
    la CBCT viene richiesta quando serve un dettaglio tridimensionale maggiore (sospetto di lesioni apicali, riassorbimenti, fratture radicolari, pianificazione terapeutica)

    Quindi:

    se il vostro odontoiatra l’ha richiesta, probabilmente cerca un’informazione che le indagini 2D non riescono a dare
    dal punto di vista radioprotezionistico, potete stare tranquilli: la dose è bassa e l’esame è mirato

    In sintesi:

    la dose è contenuta e non rappresenta un rischio significativo
    la scelta dell’esame va sempre bilanciata con il beneficio diagnostico

    Se volete, posso aiutarvi a capire se nel vostro caso specifico la CBCT è realmente indispensabile oppure se si può partire da un esame più semplice, valutando insieme il quadro clinico e radiografico già disponibile.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    salve, ho una pallina nella parte sx posteriore del cranio è grande come un unghia di un mignolo , fissa e piuttosto dura

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco la sua preoccupazione: quando si avverte una “pallina” nuova è normale pensare subito al peggio.
    Da come la descrive — piccola, dura e fissa nella regione posteriore del cranio — le cause più frequenti sono in realtà benigne, tra cui:


    un linfonodo reattivo, spesso legato anche a piccole infiammazioni del cuoio capelluto


    una cisti sebacea (o pilar), molto comune a livello del cuoio capelluto


    più raramente piccoli noduli benigni sottocutanei


    Il fatto che sia di dimensioni ridotte è generalmente rassicurante. La consistenza dura e la scarsa mobilità, soprattutto in quella sede, non indicano automaticamente qualcosa di preoccupante.
    Detto questo, ci sono alcuni elementi da osservare:


    se aumenta rapidamente di dimensioni


    se diventa dolorosa


    se la pelle sopra si arrossa o si altera


    se persiste invariata per diverse settimane


    In questi casi è corretto fare un controllo.
    Il passo più semplice e utile è una ecografia dei tessuti molli, che è un esame rapido e non invasivo e permette di capire con precisione la natura della formazione (cistica, linfonodale, solida, ecc.).
    Nel frattempo, eviti di manipolarla o schiacciarla.
    Se desidera, posso aiutarla a valutare meglio il caso e indicarle se e quando è opportuno eseguire l’ecografia, così da chiarire il dubbio in modo rapido e definitivo.
    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Devo fare una colontac alle ore 14 . A che ora devo prendere Colonpeg? Meglio in due momenti diversi o tutte e due le buste insieme . Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, domanda molto importante perché dalla preparazione dipende la qualità dell’esame.

    Per la colonscopia virtuale (Colo-TC) con Colonpeg, in genere la preparazione è più efficace se suddivisa in due momenti (schema “split”), piuttosto che assumere tutto insieme.

    Indicativamente, per un esame alle ore 14:

    una parte della preparazione viene assunta la sera precedente
    la seconda parte la mattina dell’esame, alcune ore prima (di solito 4–5 ore prima, quindi orientativamente tra le 8 e le 9)

    Questo approccio consente una pulizia intestinale migliore, che è fondamentale per ottenere immagini affidabili ed evitare di dover ripetere l’esame.

    Detto questo, è sempre importante seguire:

    le indicazioni specifiche del centro dove eseguirà l’esame
    eventuali istruzioni personalizzate che possono variare leggermente da struttura a struttura

    Se ha ricevuto un foglio preparatorio, quello resta il riferimento principale.

    Se vuole, può inviarmi le istruzioni che le hanno dato: posso verificarle con lei e assicurarmi che siano ottimali per il suo caso, così da arrivare all’esame nelle migliori condizioni possibili.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Buongiorno, ho effettuato una RM 3 tesla che ha evidenziato:
    Cisti renale a sviluppo estrinseco posteriore a destra
    Una piccola cisti dell'epatica dell'VIII segmento
    Il mio medico di base non mi risponde
    Come devo procedere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco l’ansia quando si leggono termini come “cisti” senza avere subito un riscontro dal proprio medico.
    Da quanto descrive, il referto evidenzia:


    una cisti renale a destra


    una piccola cisti epatica (segmento VIII)


    Nella grandissima maggioranza dei casi, queste sono formazioni benigne, molto frequenti soprattutto con l’avanzare dell’età e spesso riscontrate in modo del tutto occasionale, senza alcun significato patologico.
    In particolare:


    le cisti renali semplici non richiedono terapia se hanno caratteristiche tipiche (pareti sottili, contenuto liquido, senza setti o noduli)


    anche le piccole cisti epatiche sono generalmente innocue e non danno sintomi


    Come comportarsi:


    se nel referto non sono segnalate caratteristiche “atipiche”, nella maggior parte dei casi non è necessario fare nulla di urgente


    spesso si consiglia solo un controllo nel tempo (ad esempio ecografia tra 6–12 mesi), ma dipende dal quadro completo


    Quando invece approfondire:


    se il referto parla di cisti “complesse”


    se ci sono sintomi (dolore persistente, febbre, alterazioni degli esami del sangue)


    In assenza di questi elementi, può stare tranquillo: è un riscontro molto comune.
    Se vuole, posso aiutarla a interpretare nel dettaglio il referto completo della risonanza, così da capire con precisione se è necessario un follow-up oppure no e darle indicazioni personalizzate.
    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    A quale specialista è bene rivolgersi se la RM ha rilevato cisti renale a sviluppo estrinseco posteriore a destra e una piccola cisti dell'epatica dell'VIII segmento?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Risposta diretta:

    Specialista principale → Urologo (per la cisti renale)
    Epatologo o Gastroenterologo → solo se serve per la cisti epatica

    Importante:

    nella maggior parte dei casi sono cisti semplici e benigne
    → spesso non serve alcun trattamento

    Sintesi:
    urologo prima scelta, gastro/epatologo solo se indicato

    Se vuole, posso dirle se serve davvero visita o solo controllo con una consulenza online.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


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