Domande del paziente (345)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco il dubbio: il tipo di dolore che descrive può confondere perché coinvolge più zone.

    Per orientarsi:

    Appendice: di solito dà dolore continuo in basso a destra, spesso con peggioramento... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, domanda assolutamente pertinente.

    Il retainer fisso ortodontico è generalmente realizzato con materiali compatibili con la risonanza magnetica e non rappresenta una controindicazione, soprattutto... Altro


    Salve. Ho un retainer fisso di contenzione ai denti, per intenderci un filo di materiale tipo ferroso che tiene fermi i denti dopo aver indossato l'apparecchio. È sicuro eseguire una risonanza magnetica al rachide con il retainer Oppure occorre rimuovere dal dentista?
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco il dubbio ed è assolutamente corretto informarsi prima dell’esame.

    In generale, il retainer fisso ortodontico (il filo di contenzione) è realizzato con materiali compatibili con la risonanza magnetica e non rappresenta una controindicazione all’esecuzione dell’esame, soprattutto se la risonanza è del rachide.

    Quello che può succedere, in alcuni casi, è:

    la presenza di piccoli artefatti (distorsioni dell’immagine) localizzati nella zona della bocca
    questi artefatti però non interferiscono con lo studio del rachide, che è una regione anatomica distante

    La rimozione preventiva dal dentista di solito non è necessaria, a meno di indicazioni molto specifiche (ad esempio esami mirati proprio al distretto testa-collo, cosa che non è il suo caso).

    Il consiglio pratico è semplicemente di:

    segnalare sempre la presenza del retainer al personale prima dell’esame

    In sintesi, può eseguire la risonanza in sicurezza senza rimuoverlo.

    Se desidera, posso comunque valutare il tipo di esame prescritto e darle un’indicazione ancora più mirata sul suo caso specifico.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco l’ansia: leggere “nodulo” spaventa sempre.

    Un nodulo solido ipoecogeno di 10×5 mm è un riscontro abbastanza comune e nella maggior parte dei casi è benigno (ad esempio un fibroadenoma),... Altro


    Domande su Fibroma uterino

    Cono d’ombra, ecografia transvaginale, rifatta ecografia altro ginecologo nessun cono d’ombra vescica che non si svuota completamente mai avuto con ad Hombre sono una 73 enne. Nel 2018. Ho tolto dei polipi colon Bili irritabile mai avuto polipi mai avuto mioma utero fibromatoso ed è altre ecografie precedente non risulta niente e né all’età di 73 anni possa avere un fibroma all’utero in quanto sono in menopausa. Che ne pensate? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Capisco bene la sua preoccupazione, soprattutto quando referti diversi sembrano dire cose diverse.

    Il “cono d’ombra” all’ecografia non è una diagnosi, ma un artefatto, cioè un’ombra che si crea quando gli ultrasuoni incontrano strutture che li bloccano (ad esempio calcificazioni o tessuti particolarmente densi). Può comparire in un esame e non in un altro, anche semplicemente per:

    diversa posizione della sonda
    riempimento della vescica
    esperienza dell’operatore
    qualità dell’apparecchiatura

    Per questo motivo non è raro che un secondo ginecologo non lo riscontri affatto.

    Per quanto riguarda il fibroma uterino, è vero che:

    in menopausa i fibromi tendono generalmente a ridursi
    è meno frequente che compaiano “nuovi” fibromi a 73 anni

    Tuttavia, piccoli noduli fibrosi o calcificazioni residue possono essere descritti all’ecografia senza avere alcun significato clinico rilevante.

    Sul tema della vescica che non si svuota completamente, questo è un aspetto un po’ diverso: può dipendere da vari fattori (funzionali, urologici o anche legati al pavimento pelvico) e spesso merita una valutazione dedicata, eventualmente con uno studio del residuo post-minzionale.

    In sintesi:

    il “cono d’ombra” da solo non deve allarmare
    la discordanza tra ecografie è abbastanza comune
    il dato più importante è sempre il quadro clinico complessivo, non il singolo termine nel referto

    Se vuole, posso aiutarla a rivedere insieme i referti ecografici e darle un parere più preciso e personalizzato, così da chiarire ogni dubbio in modo definitivo.

    Un caro saluto.
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco la preoccupazione, soprattutto quando il dolore dura da diversi giorni.

    Da come lo descrive — dolore sotto il seno destro che aumenta con tosse e starnuti — la causa più frequente è di... Altro


    Salve io ho bisogno di fare una tac. Primo il dottore di base non può prescrivere. Mi fa un impegnativo x una visita ortopedica, da aspettare 6 mesi , a sua volta lo specialista mi fa impegnativa per una tac. Io ho un dolore acuto da vedere che c’è cosa posso fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco bene il disagio: quando il dolore è acuto, aspettare mesi non è sostenibile.

    Purtroppo il percorso SSN spesso è questo, ma ci sono alcune alternative pratiche:

    Il medico di base può prescrivere direttamente una TC se la ritiene indicata; in caso contrario tende a inviare prima allo specialista.
    Può valutare una visita ortopedica in regime privato: tempi molto più rapidi e, se necessario, lo specialista le prescrive subito la TC.
    In molti casi si può eseguire anche una TC privatamente senza impegnativa, con richiesta dello specialista del centro (dipende dalla struttura).
    Se il dolore è importante o peggiora, può rivolgersi al Pronto Soccorso, dove verrà valutata e, se indicato, gli esami vengono eseguiti subito.

    Un ultimo punto importante: non sempre la TC è il primo esame migliore; a seconda del tipo di dolore potrebbe essere più indicata una radiografia o una risonanza.

    Se vuole, mi descriva meglio il dolore (sede, da quanto tempo, eventuale trauma): posso aiutarla a capire qual è l’esame più corretto e come velocizzare davvero il percorso.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Buongiorno dottori,
    Cercherò di essere breve.
    Il consulto lo chiedo per mia moglie, 32 anni, 60kg.

    L'odontoiatra le ha richiesto una TC beam cone dell'arcata superiore per indagare un incisivo che, a seguito di un trauma subito anni fa, è "morto" e si è scurito.

    La preoccupazione ci nasce dalla dose di radiazioni, avendo lei già dovuto fare diverse indagini radiologiche negli anni, incluse TC.

    Per avere un'idea più chiara, ho chiesto al centro diagnostico che macchinario usano e con quali impostazioni.
    La risposta è stata la seguente:

    - Modello Dexis op3d pro
    - Carico di 90kilovolt, 6, 3 milliampere, 4, 5 secondi, per un totale di 564milligray al cm2.


    Come si leggono queste informazioni?
    In particolare, a quanti microSV equivale?
    Possiamo stare tranquilli o sarebbe meglio provare prima indagini diverse (tipo endorale)?


    Grazie mille.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco perfettamente la vostra attenzione alla dose: è un tema importante, soprattutto quando ci sono già state altre indagini in passato.

    Provo a chiarire in modo semplice.

    Le informazioni che vi hanno fornito (kV, mA, tempo) descrivono come lavora la macchina, mentre il dato più utile è il DAP (dose-area product) espresso in mGy·cm². Questo valore non si traduce direttamente in microsievert (µSv), ma si può stimare con dei fattori di conversione.

    Per una CBCT dentale dell’arcata superiore, con un’apparecchiatura come la Dexis OP3D Pro, la dose efficace tipica è generalmente nell’ordine di:

    circa 20–100 µSv, variabile in base al campo di vista e alle impostazioni utilizzate

    Per darvi un riferimento concreto:

    una radiografia endorale: circa 2–5 µSv
    una ortopanoramica (OPT): circa 10–30 µSv
    una TC tradizionale del massiccio facciale: anche 1000–2000 µSv o più

    Quindi la CBCT si colloca:

    un po’ sopra le radiografie tradizionali
    ma molto al di sotto di una TC convenzionale

    Nel vostro caso specifico, il valore di 564 mGy·cm² rientra in un range compatibile con una dose relativamente contenuta per questo tipo di esame.

    Vengo al punto più importante: è davvero necessario?

    Per un incisivo traumatizzato e devitalizzato:

    spesso si parte con radiografie endorali, che in molti casi sono sufficienti
    la CBCT viene richiesta quando serve un dettaglio tridimensionale maggiore (sospetto di lesioni apicali, riassorbimenti, fratture radicolari, pianificazione terapeutica)

    Quindi:

    se il vostro odontoiatra l’ha richiesta, probabilmente cerca un’informazione che le indagini 2D non riescono a dare
    dal punto di vista radioprotezionistico, potete stare tranquilli: la dose è bassa e l’esame è mirato

    In sintesi:

    la dose è contenuta e non rappresenta un rischio significativo
    la scelta dell’esame va sempre bilanciata con il beneficio diagnostico

    Se volete, posso aiutarvi a capire se nel vostro caso specifico la CBCT è realmente indispensabile oppure se si può partire da un esame più semplice, valutando insieme il quadro clinico e radiografico già disponibile.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    salve, ho una pallina nella parte sx posteriore del cranio è grande come un unghia di un mignolo , fissa e piuttosto dura

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Salve, capisco la sua preoccupazione: quando si avverte una “pallina” nuova è normale pensare subito al peggio.
    Da come la descrive — piccola, dura e fissa nella regione posteriore del cranio — le cause più frequenti sono in realtà benigne, tra cui:


    un linfonodo reattivo, spesso legato anche a piccole infiammazioni del cuoio capelluto


    una cisti sebacea (o pilar), molto comune a livello del cuoio capelluto


    più raramente piccoli noduli benigni sottocutanei


    Il fatto che sia di dimensioni ridotte è generalmente rassicurante. La consistenza dura e la scarsa mobilità, soprattutto in quella sede, non indicano automaticamente qualcosa di preoccupante.
    Detto questo, ci sono alcuni elementi da osservare:


    se aumenta rapidamente di dimensioni


    se diventa dolorosa


    se la pelle sopra si arrossa o si altera


    se persiste invariata per diverse settimane


    In questi casi è corretto fare un controllo.
    Il passo più semplice e utile è una ecografia dei tessuti molli, che è un esame rapido e non invasivo e permette di capire con precisione la natura della formazione (cistica, linfonodale, solida, ecc.).
    Nel frattempo, eviti di manipolarla o schiacciarla.
    Se desidera, posso aiutarla a valutare meglio il caso e indicarle se e quando è opportuno eseguire l’ecografia, così da chiarire il dubbio in modo rapido e definitivo.
    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Devo fare una colontac alle ore 14 . A che ora devo prendere Colonpeg? Meglio in due momenti diversi o tutte e due le buste insieme . Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, domanda molto importante perché dalla preparazione dipende la qualità dell’esame.

    Per la colonscopia virtuale (Colo-TC) con Colonpeg, in genere la preparazione è più efficace se suddivisa in due momenti (schema “split”), piuttosto che assumere tutto insieme.

    Indicativamente, per un esame alle ore 14:

    una parte della preparazione viene assunta la sera precedente
    la seconda parte la mattina dell’esame, alcune ore prima (di solito 4–5 ore prima, quindi orientativamente tra le 8 e le 9)

    Questo approccio consente una pulizia intestinale migliore, che è fondamentale per ottenere immagini affidabili ed evitare di dover ripetere l’esame.

    Detto questo, è sempre importante seguire:

    le indicazioni specifiche del centro dove eseguirà l’esame
    eventuali istruzioni personalizzate che possono variare leggermente da struttura a struttura

    Se ha ricevuto un foglio preparatorio, quello resta il riferimento principale.

    Se vuole, può inviarmi le istruzioni che le hanno dato: posso verificarle con lei e assicurarmi che siano ottimali per il suo caso, così da arrivare all’esame nelle migliori condizioni possibili.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Buongiorno, ho effettuato una RM 3 tesla che ha evidenziato:
    Cisti renale a sviluppo estrinseco posteriore a destra
    Una piccola cisti dell'epatica dell'VIII segmento
    Il mio medico di base non mi risponde
    Come devo procedere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno, capisco l’ansia quando si leggono termini come “cisti” senza avere subito un riscontro dal proprio medico.
    Da quanto descrive, il referto evidenzia:


    una cisti renale a destra


    una piccola cisti epatica (segmento VIII)


    Nella grandissima maggioranza dei casi, queste sono formazioni benigne, molto frequenti soprattutto con l’avanzare dell’età e spesso riscontrate in modo del tutto occasionale, senza alcun significato patologico.
    In particolare:


    le cisti renali semplici non richiedono terapia se hanno caratteristiche tipiche (pareti sottili, contenuto liquido, senza setti o noduli)


    anche le piccole cisti epatiche sono generalmente innocue e non danno sintomi


    Come comportarsi:


    se nel referto non sono segnalate caratteristiche “atipiche”, nella maggior parte dei casi non è necessario fare nulla di urgente


    spesso si consiglia solo un controllo nel tempo (ad esempio ecografia tra 6–12 mesi), ma dipende dal quadro completo


    Quando invece approfondire:


    se il referto parla di cisti “complesse”


    se ci sono sintomi (dolore persistente, febbre, alterazioni degli esami del sangue)


    In assenza di questi elementi, può stare tranquillo: è un riscontro molto comune.
    Se vuole, posso aiutarla a interpretare nel dettaglio il referto completo della risonanza, così da capire con precisione se è necessario un follow-up oppure no e darle indicazioni personalizzate.
    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    A quale specialista è bene rivolgersi se la RM ha rilevato cisti renale a sviluppo estrinseco posteriore a destra e una piccola cisti dell'epatica dell'VIII segmento?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Risposta diretta:

    Specialista principale → Urologo (per la cisti renale)
    Epatologo o Gastroenterologo → solo se serve per la cisti epatica

    Importante:

    nella maggior parte dei casi sono cisti semplici e benigne
    → spesso non serve alcun trattamento

    Sintesi:
    urologo prima scelta, gastro/epatologo solo se indicato

    Se vuole, posso dirle se serve davvero visita o solo controllo con una consulenza online.

    Un caro saluto
    Dott. Rosario Di Meo – Specialista Radiologo


    Buongiorno, ho fatto una risonanza cervicale ed ancora non ho il referto. Su un'immagine c'è un triangolo con un punto esclamativo sulla parte nera della rm. Che vuol dire? grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno,

    nella maggior parte dei casi quel simbolo:

    non indica una malattia
    è un marker tecnico del macchinario/software

    Può segnalare:

    artefatto
    qualità immagine
    attenzione tecnica per il radiologo

    Non è possibile interpretarlo come “problema grave” guardando solo il simbolo.

    Sintesi:
    molto probabilmente è solo un’indicazione tecnica interna.

    Se vuole, posso aiutarla a interpretare il referto appena disponibile con una consulenza online.


    I am looking for some professional advice regarding a recurring Achilles tendon issue. I’ve been an active marathon runner for years, but recently, a sharp pain has forced me to stay on the sideline. My primary doctor suggested rest, but I am finding it difficult to gauge when it is truly safe to return to high-impact training. In your experience, what are the key indicators that an athlete is ready to leave the sideline (ไซด์ไลน์) and resume competitive running? I’m worried that if I push too early, I’ll turn a minor setback into a chronic condition. Are there specific strengthening exercises that help shorten the time spent on the sideline, or is total rest the only answer

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    What you describe sounds much more like an Achilles tendinopathy than something that needs total immobilization.

    Complete rest is usually not the best solution.
    The tendon generally improves with progressive loading, not prolonged inactivity.

    Key signs you are not ready to leave the sideline:

    sharp pain during push-off
    morning stiffness lasting >30 minutes
    pain that worsens during/after running
    inability to do repeated single-leg calf raises pain-free

    Good signs you’re ready to return:

    walking pain-free
    hopping on the affected leg without sharp pain
    near-symmetric calf strength/endurance
    no pain increase the next morning after training

    The exercise with the best evidence:

    eccentric calf loading (Alfredson protocol)
    gradual heavy-slow resistance calf work

    Usually:

    avoid speed work/hills first
    return progressively:
    walking
    run-walk
    easy running
    tempo
    intervals

    Important: pain during rehab should stay mild/moderate, not disabling.

    If symptoms persist:

    ultrasound or MRI can help distinguish:
    tendinopathy
    partial tear
    bursitis

    Pushing too early absolutely can turn this into a chronic problem.

    If you want, I can help you structure a safe return-to-running progression with an online consultation.


    Domande su Aneurisma aortico

    Ho 73 anni con IRC creatina a 2,1 ultimamente sono stato operato di endoprotesi aorta toracica ora dovrei praticare un angio tac di controllo anche per eventuale intervento all' aorta dorsale posso farle con apposita preparazione o ci sono esami alternativi? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Con creatinina a 2,1 serve attenzione, ma l’angio-TC si può spesso fare con preparazione adeguata.

    Di solito si valuta:

    eGFR
    idratazione prima/dopo esame
    riduzione dose di contrasto
    eventuale sospensione farmaci nefrotossici

    Nel suo caso, però, l’angio-TC è spesso molto importante perché:

    controlla bene l’endoprotesi
    valuta eventuali endoleak o evoluzione aneurismatica

    Alternative:

    Angio-RM (in alcuni casi)
    ecocolordoppler → però limitato per aorta toracica

    La scelta dipende dal tipo di controllo richiesto.

    Sintesi:
    probabilmente fattibile con protezione renale, ma va concordato con nefrologo/radiologo vascolare.

    Se vuole, posso aiutarla a capire il rischio reale e le alternative migliori con una consulenza online.


    Buongiorno,
    Ho fatto fare a mio figlio di 16 anni prescritta dal neurologo una RM encefalo e rm Angio per un episodio di emicrania con aura, mai successo prima. Mi hanno detto che di prassi viene fatta.
    Ha fatto una RM 3t in una struttura in convenzione, tramite cup. Il medico mi ha detto di non preoccuparmi, era più precisa e più veloce. Durata 24 minuti. Risultata negativa.
    Ma mi sento molto preoccupata della 3 tesla. Ho paura che sia stata troppo forte, di averlo sottoposto ad un esame che gli possa creare qualche "danno". Sono molto preoccupata. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Stia tranquilla: la RM 3 Tesla non provoca danni.

    è una metodica senza radiazioni
    usa campi magnetici, non raggi X
    nei ragazzi viene usata regolarmente anche in ospedali pediatrici

    Anzi:

    la 3T è spesso più rapida e più precisa
    per cefalea/emicrania è molto utilizzata

    Il fatto che:

    l’esame sia negativo
    sia durato poco
    sia stato eseguito in struttura convenzionata

    è rassicurante.

    Sintesi:
    nessun rischio noto legato alla RM 3 Tesla nel contesto descritto.

    Se vuole, posso anche spiegarle le differenze reali tra 1.5T e 3T con una consulenza online.


    ​Gentili Dottori,
    mi rivolgo a voi per un consiglio sulla diagnostica approfondita di una tumefazione al piede sinistro, localizzata sul dorso sopra la tuberosità del quinto metatarso. Si tratta di una formazione dura, non mobile alla palpazione, presente da cinque anni. Visivamente la cute è del tutto normale, integra e priva di variazioni di colore.

    A livello di sintomatologia, avverto una forte rigidità e una sensazione di "tiraggio" continuo che si irradia verso le dita del piede durante il movimento, probabilmente legata all'uso prolungato di scarpe basse e senza plantare in passato. Date le passate valutazioni discordanti tra cisti, alterazioni tendinee o vascolari, vorrei un vostro parere professionale su quale esame diagnostico sia più indicato prenotare per fare assoluta chiarezza sulla natura della massa, considerando che i miei tempi di permanenza in Italia sono limitati.

    Vi ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Per una massa così:

    dura
    fissa
    presente da anni
    con sintomi meccanici/tendinei

    l’esame migliore è:

    RM piede con mezzo di contrasto

    Perché distingue bene:

    cisti
    tumori benigni
    tendini
    gangli
    lesioni ossee/sinoviali/vascolari

    Prima della RM può essere utile:

    RX piede → per escludere esostosi/osso

    L’ecografia da sola rischia di non chiarire definitivamente.

    Sintesi:
    RX + soprattutto RM con contrasto = percorso corretto.

    Se vuoi, posso aiutarti a impostare il quesito corretto per prenotarla con una consulenza online.


    Buongiorno, ieri ho eseguito una mammografia con tomosintesi e mezzo di contrasto. Il radiologo non mi ha chiesto di trattenere il respiro durante l’esame. Cosa comporta questo? Ho letto che è importante per evitare artefatti. Ora temo che l’esito non sia affidabile.
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buongiorno,

    stia tranquilla: il fatto che non le abbiano chiesto di trattenere il respiro non rende l’esame non affidabile.

    Nella mammografia con tomosintesi:

    la compressione della mammella riduce già molto i movimenti
    piccoli movimenti respiratori raramente compromettono l’esame

    Se ci fossero stati artefatti importanti:

    il tecnico/radiologo se ne sarebbe accorto
    avrebbero ripetuto le immagini

    Sintesi:
    esame verosimilmente valido e interpretabile.

    Se vuole, posso aiutarla a leggere il referto quando lo avrà con una consulenza online.


    Mio Dottore buonasera,
    Le scrivo x capire cosa significa questo esame dopo aver fatto l'angiotac con somministrazione di contrasto ad alto flusso ..
    Formazioni ipodense in fase epatiche in fase portale,...aspetto bozzuto della coda pancreatite litiasi colacistica

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Buonasera,

    “Formazioni ipodense epatiche” → aree del fegato da caratterizzare
    → spesso sono cisti o angiomi benigni, ma dipende dal contesto
    “Aspetto bozzuto della coda pancreatica”
    → descrizione morfologica, non significa automaticamente tumore
    → spesso richiede approfondimento (TC dedicata o RM pancreas)
    “Litiasi colecistica”
    → presenza di calcoli nella colecisti

    Sintesi:
    calcoli biliari certi; fegato e pancreas probabilmente da approfondire ma il referto da solo non indica necessariamente qualcosa di grave.

    Se vuoi, posso aiutarti a interpretare il referto completo con una consulenza online.


    buongiorno, quasi un anno che soffro di vertigine e sbandamenti, con visione offuscata a volte
    devo riconoscere che ho aspettato abbastanza prima di effettuare una visita
    inizialmente ne ho parlato col mio medico di base perché avevo questo male dietro la testa nella zona sinistra o a lato della tempia
    che mi aveva consigliato di utilizzare (muscoril) così da rilassare eventuali muscoli
    però le cose diciamo che non miglioravano anche perché soffro di stati d’ansia e attacchi di panico (non ricorrenti ma ci sono)
    ho effettuato RM del cervello e del tronco encefalico e della colonna cervicale
    per quanto riguarda la prima parte, non è emerso niente
    al collo invece sono emerse delle piccole profusioni, e la tendenza all’ inversione della lordosi
    ma questa sensazione che mi accompagna h24 quando sono in piedi io la sento costantemente e non mi passa come quasi se stessi svenendo
    ho fatto visita neurologica, più ecodopler per controllare appunto se il sangue arrivasse giusto al cervello, e lì non emerso nulla se non un leggero ma insulso tremolio alla mano sinistra
    poi ho effettuato visita oculistica in cui da un occhio ho lo (-0.75) di’ astigmatismo-miopico
    e infine otorino
    non è emerso niente
    io vorrei capire perché quando sono sdraiata e quant’altro sto bene quando mi devo alzare in piedi invece mi sento sempre così
    ho paura che la rm non sia corretta e che in realtà ci sia altro non so più cosa pensare….!
    so solo che anche quando assumo alcool, là sensazioni di giramenti di testa anche solo dopo aver bevuto un bicchiere è elevata rispetto alla quantità che assumo
    ad occhi chiusi e come se mi girasse la testa, come se chiudendo gli occhi non avessi più quella stabilità che mi faceva sentire bella rigida e sicura
    un consiglio?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Rosario Di Meo

    Il quadro che descrivi è molto più compatibile con un disturbo funzionale/ansioso-vestibolare che con una malattia neurologica grave.

    Elementi rassicuranti:

    RM encefalo negativa
    ecodoppler negativo
    visita neurologica negativa
    sintomi cronici da mesi senza peggioramento neurologico reale

    Le piccole protrusioni cervicali e la rettilineizzazione della lordosi possono contribuire a:

    tensione cervicale
    instabilità soggettiva
    cefalea/pressione occipitale

    Il fatto che:

    da sdraiata stai meglio
    in piedi ti senti “instabile”
    chiudendo gli occhi peggiora
    ansia/panico presenti

    fa pensare anche a:

    PPP dizziness / vertigine percettiva persistente
    componente ansiosa somatizzata
    ipervigilanza corporea

    L’alcool accentua molto questi disturbi vestibolari/ansiosi.

    Il consiglio concreto:

    valutazione presso otorino vestibologo
    eventuali test vestibolari specifici
    fisioterapia cervicale/vestibolare
    lavorare sulla componente ansiosa (molto importante)

    Sintesi:
    gli esami fatti sono rassicuranti; non sembra emergere una patologia cerebrale grave non vista dalla RM.

    Se vuoi, posso aiutarti a capire quale componente prevale (vestibolare, cervicale o ansiosa) con una consulenza online.


Domande più frequenti

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