Domande del paziente (35)

    Buonasera mia figlia di 13 anni soffre di autolesionismo.adesso è la terza volta che vedo sulle braccia dei piccoli graffi ,ho sempre chiesto spiegazioni e lei mi dice che lo fa solo quando litiga con il suo fidanzatino.Ho paura di parlarne con il padre perché non capirebbe e la potrebbe rinchiudere in casa e togliere completamente in cell.Ho paura di come si possa evolvere questa situazione e non so come gestirla.E’ una ragazza bellissima ,ha amici,esce e sempre ben vestita non le facciamo mancare niente ma evidentemente le manca qualcosa.sSpero di avere una risposta grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Buonasera, è sicuramente una situazione da non sottovalutare.
    Ha mai parlato con sua figlia della possibilità di chiedere un supporto psicologico? se si, cosa ne pensa sua figlia?
    Le ha mai spiegato meglio perché si ferisce dopo aver litigato con il suo fidanzato?
    Bisogna capire bene qual è il nesso tra la litigata con il fidanzato e l'autolesionismo. Come anche se l'autolesionismo viene attuato solo in tale circostanza.
    Mi faccia sapere, rimango a disposizione.


    Ho 18 anni, sono completamente perso, a livello lavorativo, relazionare, familiare, insomma diciamo tutto.
    Però è da un po’ di tempo che ho un peso dentro che non so come risolvere e cioè che non so cosa fare della mia vita, so che se trovassi la mia passione farei di tutto per eccellere però purtroppo tutto mi annoia, mi sembra brutto, inutile, limitante, privo di possibilità di crescita.
    Cerco questa scintilla per dare un senso alla mia vita, per trasformarla in una attività, che è una cosa che sogno da parecchio tempo, ma comunque niente da fare.
    Ora sono in una fase molto brutta anche con il mio attuale lavoro, c’è un bruttissimo rapporto tra me, i colleghi e il capo. Non so veramente cosa fare, sembra un periodo infinito e dove non ho scelta, anche per le strette opportunità che ho date dal fatto che non ho conseguito il diploma ma bensì ho una qualifica professionale.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, da quanto tempo va avanti questa situazione che descrive?
    Lei ha 18 anni e non è semplice sapere "che cosa farò da grande", ma ha tutto il tempo per scoprirlo.
    Secondo lei, questo peso che sente dentro a cosa potrebbe essere dovuto?
    Sarebbe utile approfondire ciò che ha descritto e capire come agire affinché questo blocco, anche emotivo, si possa dissolvere.
    Il primo passo lei l'ha fatto e se ne dia il giusto merito. Ha condiviso qui ciò che lei sente come un problema, un blocco, qualcosa che non la fa stare bene.
    E' un inizio, ma bisogna capire cosa fare per cambiare questa insoddisfazione generalizzata.
    Rimango a disposizione, un caro saluto.


    Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni. Ultimamente sto vivendo un periodo di stress e ansia dovuto al fatto che non ho mai cose da fare, specialmente nel weekend.
    Ho i miei amici, pochi ma buoni ma li ho. Il problema é dato dal fatto che non ho una compagnia con cui uscire: tutti I miei amici Hanno qualche altro gruppetto con cui solitamente escono, oppure escono con I propri partner e le loro compagnie.
    Io sono fidanzata ma il mio compagno lavora nel weekend perció non organizziamo mai niente di che.
    Questa situazione mi sta creando disagio perché vorrei vivermi la mia gioventú di piú, divertirmi, fare delle belle uscite in compagnia, e invece mi ritrovo a fare una vita da sessantenne con mia mamma.
    Tutto ció mi crea disagio perché poi mi viene da pensare che io non abbia una compagnia perché sono sbagliata Io, o perché non sono abbastanza intraprendente o non abbia abbastanza amici e automaticamente mi viene da pensare che io sia sfigata.
    Mi sono domandata perché io possa essere finita in questa situazione e probabilmente é perché ho vissuto un anno fuorisede e i miei amici si sono creati i propri equilibri e le proprie compagnie. Oppure questa sensazione potrebbe essere dovuta al fatto che non sto lavorando ne studiando al momento e quindi mi ritrovo a passare tutte le giornate a casa (spero quindi appena inizieró a lavorare di non sentirmi piú cosí).
    Peró insomma mi sento molto appiattita e ho paura che questa situazione con il passare del tempo non possa che peggiorare. Vorrei anche solo cercare di cambiare il mio pensiero a riguardo per vivermela meglio e accettare che ci siano periodi piú piatti rispetto ad altri, senza vivere con l'ansia e la fomo che mi perseguita.
    Grazie per le vostre eventuali risposte.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, le pongo una domanda: perché lei si sente "sfigata"? e poi, "sfigata" rispetto a chi?
    Le faccio queste domande perché spesso questo senso di insoddisfazione che proviamo non è derivato tanto dal fatto che, come nel suo caso, stiamo a casa nel fine settimana, piuttosto dal confronto con gli altri. Basta aprire instagram e si vedono le tante cose belle che fanno gli altri, ma ciò che viene mostrato è una piccola parte della realtà.
    Se questo non fosse il suo caso, le dico che sicuramente ci sono dei momenti di vita più "piatti" rispetto ad altri, questo può comportare un senso di appiattimento emotivo e la paura del "sarà sempre così?".
    Il punto è comprendere cosa significa per lei la situazione che sta vivendo.
    Credo anche che non deve necessariamente cambiare il suo pensiero a riguardo, è giusto voler fare esperienze nuove, uscire e avere amici, tutto ciò è perfettamente sano.
    Bisogna invece capire come poter sbloccare e di conseguenza mettere in atto ciò che lei desidera per la sua vita.
    A volte pensiamo di dover cambiare noi stessi invece di cambiare le circostanze che non ci fanno vivere serenamente.
    Rimango a disposizione per ulteriori domande.
    Un caro saluto.


    Sono una ragazza di 28 anni e sto attraversando un periodo difficile. Di recente ho chiuso una frequentazione, ormai circa due mesi fa, anche se l’ultimo contatto è avvenuto circa un mese fa e sto ancora molto male, ho paura di non riuscire a superarla.
    La frequentazione è durata circa 3 mesi e mezzo, anche se gli ultimi due mesi è stata una frequentazione a distanza, per dei miei motivi personali.
    Il motivo del mio malessere deriva dal fatto che a me lui piaceva molto e mi ero molto affezionata. Lui via messaggio era sempre presente, ci sentivamo ogni giorno e mi ascoltava anche quando parlavo di momenti stressanti. Di presenza siamo usciti circa dieci volte, durante il mese di frequentazione di presenza. A me sembrava davvero un bel rapporto, ci sentivamo ogni giorno e lui mi dava attenzioni, dimostrava molto interesse nel conoscermi.
    Il fatto è che mentre io avevo chiarito che volevo che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione, lui probabilmente non ha mai voluto una relazione, ma solo una frequentazione così, senza nessun impegno. Mi fa rabbia il fatto che parlandone lui mi aveva detto che anche lui voleva che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione.
    Alla fine è stato lui ad allontanarsi, proprio quando dopo due mesi era arrivato il momento di rivedersi. Ha accampato scuse, dicendo che aveva bisogno di più tempo per capire, di non essere affidabile emotivamente, di non riuscire a lasciarsi andare (non gli piaceva sbilanciarsi) ma non prendendo mai realmente le distanze, dicendo di non volersi allontanare, ma di volerla vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi al momento. Ha preso come scusa anche il fatto di essersi lasciato non molto tempo fa. Quindi alla fine l’ho chiusa io, perché non volevo starci di nuovo male e avevo paura che lui effettivamente non stesse prendendo le cose seriamente.
    Lui ha provato a ricontattarmi via messaggio, ma io sono stata molto fredda.
    Il problema è che tutt’ora non riesco a superarla. Non riesco a superarla perché mi sembrava che potesse nascerne davvero un bel rapporto. Non capisco se il problema fosse il fatto che non gli piacevo abbastanza, anche se tra noi c’era molta chimica, o se effettivamente lui aveva bisogno di più tempo per via della precedente relazione. O se effettivamente non volesse impegnarsi.
    Ho paura di non incontrare mai nessuno che mi ami, perché lui è stata la mia prima “relazione” e nonostante io non mi consideri brutta credo di non piacere in fondo a nessuno, perché non ricevo molta considerazione maschile, o comunque non da qualcuno che mi interessi. Sono sempre stata un po’ introversa, ma non credo sia questo il problema. Non so come superare questa fase. Vorrei conoscere nuove persone ma ho paura di rimanere di nuovo delusa.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Buonasera, quando non abbiamo una risposta chiara dall'altro, il nostro cervello fa i capricci, perché è programmato per avere risposte non dubbi e quindi si crea questo circolo del rimuginio, in cui si cerca costantemente una risposta ad un interrogativo non ancora risolto. Per questo motivo si dice "se vuoi fare del male a qualcuno sparisci senza dare una risposta", perché a livello cerebrale, quel vuoto è dolore.
    Purtroppo l'unico che potrebbe rispondere alla domande legittima "perché?", è il ragazzo con cui si è frequentata, purtroppo però non possiamo costringere nessuno a dirci ciò che abbiamo bisogno di sapere.
    Credo che lei debba lavorare sulle sue paure ed insicurezze, in primis per recuperare una considerazione di sé non denigrante e poi anche per arrivare ad individuare chiaramente ciò che desidera dall'altro e da una futura relazione, compresi i limiti e ciò che lei è disposta a tollerare e ciò che invece lei non è disposta a tollerare dall'altro.
    Essere introversi non è un problema e credo anche che non debba assumersi delle responsabilità che non siano sue, perché in questo caso non è stata lei ad essere confusa rispetto a ciò che voleva.
    Può capitare di non piacere o di non essere la persona giusta per qualcuno, però è importante lavorare su come noi viviamo e reagiamo a tale frustrazione, passando dal pensiero "sono io che non vado bene" a "ok non è andata come volevo ma non sottraggo valore alla mia persona, so quanto valgo e in futuro troverò una persona con cui intraprendere una relazione duratura".
    Rimango a disposizione per ulteriori domande.
    Un saluto.


    Sono al primo anno fuori corso di giurisprudenza. Ho sempre fatto tutti gli esami in regola ma da un anno quasi studio con difficoltà e lentezza. Amo la mia facoltà e non vedo l’ora di iniziare a lavorare, ma mi sento bloccata. Come posso risolvere questa situazione?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, per capire come risolvere questa situazione bisogna prima capire da cosa è provocata e ciò implica un lavoro attivo su di sé.
    Secondo lei, da cosa proviene questo blocco?


    Buonasera, dopo quanto si può fare diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo? Posso fidarmi di una specialista che dopo solo una seduta ha già diagnosticato e detto apertamente che soffro di DOC?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, a differenza di altri quadri diagnostici, per il Disturbo Ossessivo Compulsivo, il DSM-5 (Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali -5) non stabilisce un tempo per poter porre diagnosi, poiché predilige altre caratteristiche, come ad esempio la quantità di tempo che le ossessioni e compulsioni portano via alla persona (es. più di 1 ora al giorno).
    Ci sono però una serie di accortezze che il professionista prende in considerazione per porre tale diagnosi.
    Mi può scrivere per approfondire l'argomento.
    Un saluto.


    Domande su consulenza psicologica

    Salve,
    scrivo per chiedere un consiglio su una situazione che sto vivendo da circa due settimane.

    Sono stata per sei anni in una relazione importante: convivevamo, avevamo progetti comuni e anche un cane. Tuttavia, nel tempo ci sono stati molti litigi. Ho scoperto che durante la relazione lui utilizzava Tinder quando era in trasferta e usciva con altre donne. Inoltre, ho scoperto che si era risentito con la sua ex e aveva persino progettato di tornare con lei, facendole credere che tra noi fosse finita, cosa non vera. Successivamente ha interrotto anche quella relazione, dicendo di amarmi.
    Dopo anni segnati da tradimenti e conflitti, a gennaio ha deciso di lasciarmi, sostenendo di non riuscire più a sostenere le continue discussioni. Questo è avvenuto poco dopo aver acquistato una casa, anche in prospettiva di costruire una famiglia insieme.
    Nei tre mesi successivi ho cercato in tutti i modi di recuperare il rapporto, ma lui è sempre stato fermo nella sua decisione. Poi, improvvisamente, è tornato da me chiedendomi di ricominciare. Ho accettato, ma con molta esitazione, soprattutto per il cambiamento improvviso e apparentemente immotivato.
    Da due settimane si comporta come una persona estremamente innamorata e presente. Tuttavia, non riesco a comprendere questa trasformazione così repentina. Gli ho chiesto sincerità e trasparenza, e mi ha promesso che non mi mentirà più. Nonostante ciò, continuo a provare un forte senso di dubbio e la sensazione che ci sia qualcosa di poco chiaro.
    Non so se i miei dubbi siano autosabotaggio o un segnale sano di protezione.
    Mi chiedo se dovrei lavorare sulla fiducia oppure ascoltare questo disagio come un campanello d’allarme, considerando ciò che è successo tra noi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, con tutta franchezza le dico che forse la seconda opzione è più azzeccata.
    Il nostro corpo e le nostre sensazioni ci parlano, a volte bisogna solo ascoltare.
    La scelta sarà sempre sua, però le consiglio vivamente di ascoltarsi.
    Un saluto.


    Non so come iniziare, non so se tutto questo mi farà bene o se mi porterà solo a crollare in un abisso il cui fondo non mi farà più risalire, sono tante cose in questo periodo, sono stanca, stanca di non sapere se avrò un futuro e come sarà il mio futuro, stanca di non accettarmi, stanca di non sapere affrontare nulla di tutto questo.
    Sono al limite, non c’è un giorno in cui io non pensi che sparire sia l’unica soluzione.
    Non so lottare, non so credere nelle cose fino in fondo, non so fare nulla, non so cosa provo la maggior parte delle volte.. sento tanto ma allo stesso tempo niente mi tocca realmente.
    Voglio un amore, di quelli che ti strvolge, o forse no, forse voglio solo amore perché non ne ho mai avuto, o l’ho avuto?
    Quello con mio padre era un rapporto vero? Si comportava veramente da padre con me? Me ne pentirò di non parlagli quando morirà? Che fine farò io quando l’unico modo per parlargli sarà sotto 3 metri di terra?
    Perché non riesco a essere quella di prima? Perché non riesco a rialzarmi? Perché non riesco più a studiare e a concentrarmi? Non ho mai fatto il massimo e me lo riconosco ma perché ora non riesco a fare neanche quel minimo? Cosa sta succedendo? Perché non ho più il controllo del mio dolore? Perché gli sto permettendo di bloccarmi in questo loop continuo?
    Perché continuo a dormire quando in realtà è l’ultima cosa che vorrei fare?
    Perché continua a farmi domande a cui non avrò risposte?
    Perché continua a venirmi in mente il suicidio? Perché non riesco a vedere un futuro per me?
    Perché non ho un hobby?
    Pecche non so cosa mi piace?
    mi piace tutto o non mi piace nulla?
    Perche penso a aron ma solo se nello stesso pensiero c’è Emanuele?
    La storia di Simone che significa?
    Perché ogni menzogna che mi racconto poi finisco per reagire come se fosse vera.
    Perché quando provo a esternare cosa penso non faccio altro che farmi domande senza darmi risposte a esse?
    Perché lo sto facendo adesso?
    Che colpa ne ho io?
    Che senso ha la mia vita adesso?
    Sono stanca di dormire e svegliarmi l’indomani e sentirmi come adesso. Ma dormire è l’unico modo per non sentire il caos che provo adesso
    Lo provo sempre in realtà
    Che lezione devo imparare ancora?
    Perché l’amore non arriva?
    Cosa devo capire prima che arrivi?
    È questo no?
    Il motivo.
    Devo imparare ad amare prima di amare realmente se no finisco per ferire le persone
    E chi pensa a me?
    Tutte le volte che mi hanno ferito, che mi hanno usato.
    Non ho più voglia
    Tutto questo male
    Mi porta solo più confusione
    E scriverlo è stato peggio
    Mi sta ricordando tutte le cose brutte che provo e continuerò a provare perché non cambierò
    Sono questa da anni
    Sento che non cambierò. Grazie per qualunque punto di vista riusciate a fornirmi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve. Ho letto con attenzione ciò che ha coraggiosamente condiviso.
    Ci sono molte cose di cui bisognerebbe parlare e credo fermamente che ne dovrebbe parlare.
    Lei parla di pensiero suicidario, capisce che io da professionista ho il dovere di consigliarle caldamente di attivare un percorso di sostegno psicologico con un professionista. E sa perché glielo dico? Perché intuisco che la voglia di cambiamento in lei c'è ancora, non si è arresa e ha voluto in qualche modo chiedere aiuto.
    Quanto esposto è troppo da sopportare da sola.
    La via d'uscita c'è, anche quando non la vediamo o ci sembra lontanissima, MA siamo noi a dover decidere di incontrarla, perché per quanto sia difficile e ci voglia un gran lavoro, quando ne usciremo potremo vivere di nuovo.
    Rimango a disposizione, un saluto.


    Buongiorno Dottori, racconto brevemente la mia ultima esperienza con una persona conosciuta da poco. Ci incontriamo, ci piacciamo, decidiamo che la nostra relazione debba essere solo di natura fisica. Ci vediamo, proviamo ad avere un rapporto ma durante quest'ultimo mi rendo conto di avere molto dolore ( è un qualcosa che mi capita quando mi sento tesa ma poi si risolve) per cui gli chiedo di fermarsi. Lui lo fa ma la reazione che ne segue è del tutto inaspettata: Si innervosisce, si arrabbia, mi dice che l'ho messo in una situazione di disagio e imbarazzo che non sa come gestire perchè essendo il nostro rapporto di natura sessuale,non avrebbe saputo cosa fare con una donna in casa tutta la serata ( cito testualmente). Inoltre mi dice che sono stata egoista e scorretta a non dichiarare prima di avere talvolta dei dolori nei rapporti, perche sapendolo, lui avrebbe potuto decidere se fosse il caso di vedersi o meno.. Decisamente agghiacciata, chiamo un taxi per andar via e nel mentre lui stava gia organizzando il resto della serata con un amico..mi chiede quando ci vuole perche il taxi arrivi, gli dico una decina di minuti.. mi chiede di dargli il telefono cosi che lui potesse controllare in quanto sarebbe arrivato. Ovviamente glielo nego e lui mi dice " me lo neghi perche secondo me non hai mai chiamato il taxi"... Vado via.. non mi sono mai sentita cosi umiliata, in imbarazzo e in preda alla vergogna in tutta la mia vita. Cosa può spingere una persona a comportarsi in questo modo? Grazie per i vostri pareri.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, non deve sentirsi lei in imbarazzo! Sicuramente non sapeva a priori di riscontrare nuovamente questo dolore durante un rapporto.
    Quando si è "tesi" il nostro corpo reagisce e ci parla ancor prima che noi capiamo cosa voglia dire, ecco credo che il suo corpo abbia fatto proprio questo in quel momento.
    Comprendo che per lei sia stata un'esperienza traumatica sia durante che dopo.
    Posso parlare solo di lei e di quanto da lei espresso, non posso permettermi di parlare della persona in questione e sinceramente mi interessa ciò che preme sapere è come sta lei adesso e come sta vivendo quando successo. Ha delle ripercussioni?
    Mi faccia sapere, un saluto.


    Buonasera dottore, le volevo parlare di una cosa: questo mese ho iniziato ad allenarmi ,nella mia camera, tramite un app e da quando mi alleno mi fisso molto. Se mangio qualcosa fuori dal solito mi sembra di aver rovinato tutto, mi parte l’ansia e mi chiedo se sto sbagliando tutto, se vanifico l’allenamento. Inoltre, quando mangio dolci mi viene la nausea. Questi pensieri sul cibo e sull’allenamento mi vengono ogni giorno e mi pesano. Non so se è normale o se mi sto fissando troppo. Mi date un parere? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, vorrei risponderle con delle domande:
    - cosa significa per lei, allenarsi e mangiare bene?
    - Ha sperimentato anche in passato queste sensazioni?
    - Se fa il pasto cosidetto di "sgarro", si sente in colpa per il tempo successivo? se si, quando?
    Le faccio queste domande per farle capire che prima di esprimersi, bisogna conoscere a fondo la situazione.
    Rimango a disposizione, un saluto.


    salve a tutti gentili psicologi ..
    domani ho un esame all università di storia medievale ma non riesco a ripetere oggi e mi sento molto bloccata ... il blocco mi paralizza. Come posso superare queste situazioni? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, non so se ha già fatto l'esame o meno, in caso mi faccia sapere.
    Può succedere di non riuscire più a ripetere per un esame, di sapere di doverlo fare ma non riuscire proprio a farlo. Quando succede, forzarsi a farlo è controproducente perché le informazioni raramente in questo stato si consolidano nella nostra memoria, allora è bene o prendersi una pausa o fermarsi e accettare che siamo umani e che a volte non riusciamo a fare ciò che dovremmo fare.
    Come mai dice "il blocco mi paralizza"? sarebbe interessante approfondire questo aspetto.
    Se le succede di frequente però bisogna capire la causa, affinché possa riuscire a studiare meglio in futuro senza sentirsi bloccata.
    Se vuole può scrivermi in privato per altre domande.
    Un saluto.


    Buongiorno dottori ,ho 48 anni,volevo chiedere un parere riguardo a problemi che ho da novembre 2024.Ho iniziato con a dimenticare ogni tanto i nomi o comunque non mi arrivano nell immediato, inoltre ho sempre un po' di confusione,gli eventi mi sembrano sempre più lontani rispetto alla realtà,la memoria è peggiorata.Ho vissuto il 2024 con forte stress,e arrivo da 5 anni con problemi di insonnia ,ora migliorata con l assunzione di sertralina e olanzapina,A febbraio 2025 mi hanno fatto fare una risonanza e test neuropsicologici entrambi con esito negativo,a settembre ho rifatto i test neuropsicologici sempre con esito negativo e a febbraio 2026 ho effettuato una PET anche questa negativa.Mi sento la mente confusa.volevo chiedere un vostro parere,io ci penso tutti i giorni da mattina a sera,non so più cosa pensare.grazie a chiunque può aiutarmi

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, se i vari esami specifici che ha effettuato e i test che le hanno somministrato non hanno evidenziato nulla di significativo, potrebbe trattarsi di una problematica prettamente di tipo psicologico. Però sarebbe bene approfondire con un professionista, perché da un solo messaggio di testo purtroppo non si può avere un quadro completo della sua situazione.
    Sarebbe bene approfondire la tipologia di test somministrati e condurre un'anamnesi dettagliata.
    Capisco che questa situazione le provochi molto disagio, motivo per cui il mio consiglio è di contattare un professionista e attivare un percorso.
    Ad ogni modo, mi può scrivere per eventuali domande.
    Un saluto.


    Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 20 anni e vorrei chiedervi se un mio sospetto è fondato. Sto cercando di capire se ciò che sperimento possa rientrare in un profilo di neurodivergenza (come l'ADHD) o se sia riconducibile a una disregolazione emotiva e ansiosa. Ho provato a fare una lista di ciò che provo/che ho passato:

    —Talvolta soffro di insonnia causata da pensieri stupidi che non riesco a fermare. Riesco ad addormentarmi solo se sono veramente esausta.
    —In merito ai pensieri che non riesco a fermare, mi sento come se avessi una sottospecie di disco rotto nel cervello che non smette mai di suonare.
    —Mi capita molte volte di sentirmi 'fuori luogo' e di ripensare a ciò che dico/faccio. Se commetto un errore ci rimurgino sopra per ore.
    —Ho sempre avuto difficoltà a seguire le lezioni sia scolastiche che universitarie. Dopo un po' il mio cervello si disconnette, e perdo il filo. A tal proposito, mi capita di dimenticare le cose sul momento e di interrompere una conversazione prima che mi scordo qualcosa.
    —Sotto forte stress tendo a dissociarmi.
    —A causa di molti di questi punti mi è capitato di avere episodi depressivi.

    Vorrei solo sapere se sia opportuno intraprendere un percorso diagnostico specifico o meno. Vi ringrazio per la disponibilità.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, ha il sospetto che si tratti di ADHD perché si è informata a riguardo o qualcuno le ha suggerito che potrebbe trattarsi di questo?
    Dato che lei racconta di insonnia, pensieri che non riesce a fermare, il rimuginio su errori che può commettere e così via, il mio consiglio è di chiedere un supporto psicologico nel quale, in primis, può affrontare la situazione di disagio che sente e poi con il professionista parlare circa la possibilità di attivare un percorso diagnostico.
    Le due cose non sono separate, camminano di pari passo.
    Se vuole mi può scrivere in privato per altre domande.
    Un saluto.


    Buon pomeriggio,
    Negli ultimi giorni sto vivendo un aumento significativo dell’ansia, soprattutto in ambito relazionale e sessuale.

    Mi sto frequentando con un ragazzo che mi piace molto e questo mi ha portato a sentirmi più coinvolto emotivamente rispetto al passato. Parallelamente, ho iniziato ad avere difficoltà durante i rapporti: in due occasioni recenti non sono riuscito a mantenere l’erezione. Una di queste volte ero sotto effetto di cannabis, l’altra invece ero lucido ma molto in ansia.

    In generale, ho notato che negli ultimi tempi mi sento più sotto pressione, con pensieri frequenti legati alla performance sessuale (paura di non essere all’altezza, di deludere, ecc.). Questo sta riducendo il piacere e aumentando l’ansia nei momenti di intimità.

    A volte arrivo anche a mettere in dubbio il mio reale interesse verso questa persona (pensieri del tipo “e se in realtà non mi piacesse?”), ma riconosco che questi pensieri sembrano più legati all’ansia e al fatto che inizialmente avevo idealizzato questa persona. Conoscendola nella realtà, ovviamente è emersa una differenza rispetto all’immagine che avevo costruito, e questo mi genera confusione.

    Oltre a questo, sto vivendo un periodo di stress generale: preoccupazioni per il lavoro, per la casa e per il futuro. Ho anche ansia legata alla mia condizione di HIV (sono in terapia e undetectable) della quale lui non è ancora a conoscenza. (Sia chiaro che non ho mai messo a rischio nessuno, sono molto prudente sulla questione)

    Al momento mi sento spesso in uno stato di agitazione, con pensieri ripetitivi e difficoltà a rilassarmi. In alcuni momenti l’ansia è intensa.

    Vorrei capire:
    - se può trattarsi principalmente di ansia da prestazione
    - se è utile un supporto psicologico (es. psicoterapia o sessuologo)
    - se ha senso valutare un supporto farmacologico temporaneo per l’ansia

    Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, a mio parere certo che ha senso valutare di intraprendere un percorso psicologico, anche per poter avere l'opportunità di capire la causa del problema che sta sperimentando e cercare di ripristinare un equilibrio tale da permetterle di viversi questi momenti con più tranquillità, abbassare i livelli di ansia sperimentata e lavorare sulle credenze che ha di sé (es. non mi sento all'altezza).
    Se vuole può scrivermi in privato per ulteriori dubbi o domande.
    Un saluto.


    Buongiorno avrei bisogno di un supporto, ormai da circa 20 anni soffro di una forma "strana" di ansia. Faccio un esempio così si capisce meglio. Se qualcuno mi dice guarda che tra una settimana andiamo al mare 2/3 giorni io inizio a spegnermi e ad avere un solo pensiero tutto il giorno ovvero: "devo andare là" e mi si chiude lo stomaco e non riesco a pensare ad altro anche se magari sto guardando un film non riesco a concentrarmi ma penso solo al giorno in cui devo andare e la maggior parte delle volte rinuncio e mi riprendo, questo succede anche se mi devo spostare un po' lontano per lavoro e non riesco proprio a pensare ad altro. Un esempio contrario è stato quando la mia compagna mi ha svegliato alla mattina e mi ha detto alzati che andiamo a Roma (io abito a Mantova) lì per iì cercavo un po' di scuse per non andarci ma non avevo tempo così sono partito per questi due giorni e sono stati dei giorni bellissimi senza pensieri. Se mi dicono il giorno prima o al massimo due giorni prima che devo partire ci vado perché è come se la mia testa non ha il tempo necessario per elaborare il "lutto emotivo" altrimenti se sono più giorni mi spengo emotivamente come se diventassi un'ameba. Sono stato da tre psicologi diversi e anche sotto ipnosi un po' di miglioramento c'è stato ma ancora le trasferte dette con troppo anticipo mi bloccano. Premetto che in età giovanile (ora ho 42 anni) ho sempre girato anche fuori dall'Europa insieme ai miei genitori ma durante l'esame di maturità è come se si fosse bloccato qualcosa e da lì non sono più riuscito a spostarmi dal paese con largo anticipo. Ho letto che potrebbe essere anedonia ma non saprei cosa fare. Spero di essere stato chiaro e ringrazio anticipatamente coloro che mi risponderanno.

    Grazie e saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Salve, l'anedonia si riferisce all'incapacità, totale o parziale, di trarre piacere da attività che prima trovava gratificanti. Da quello che lei racconta e dalle modalità con cui esperisce questa ansia, io credo possa essere una forma di ansia anticipatoria, di cui andrebbe indagata la causa.
    Mi sembra di capire che dall'esame di maturità la situazione sia cambiata e sia iniziato questo "blocco", come mai proprio da questo evento? è successo qualcosa in particolare?
    Rimango a disposizione per approfondire quanto detto.
    Un saluto.


    Sono una ragazza di 28 anni, studentessa fuori corso all'università e sto cercando lavoro (che non riesco a trovare). Mi sento emotivamente/mentalmente distrutta, ho problemi in famiglia, soprattutto con mio padre non vado per niente d'accordo, mi giudica su ogni cosa che faccio e che dico, specialmente sulla questione del cibo e sull'università, tanto che mi sono state dette frasi molto pesanti come ad esempio il fatto che sono un fallimento e che con me ha fallito e questo mi ha destabilizzato tanto, mi sento la pecora nera della famiglia poiché vengono fatti paragoni tra me e mio fratello e non mi sono mai sentita all'altezza proprio per questa differenza che viene fatta; mio fratello prova a difendermi ma con scarsi risultati, tanto che mio padre per ripicca usa il silenzio punitivo e ancora oggi è una settimana che non ci parliamo.
    Inoltre ho subìto dei lutti ravvicinati che mi hanno portato a chiudermi molto in me stessa, soffro d'ansia e panico costante, e non riesco a gestire il tutto.
    Provo costantemente una sensazione di vuoto e malessere dentro, non so cosa fare, mi sento inutile, non so come andare avanti, mi sento proprio impotente...

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Buon pomeriggio, credo che a volte arrivare al "limite" sia positivo, mi spiego meglio. Quando "tocchiamo il fondo" e stiamo molto male, possiamo decidere o di rimanere bloccati in quella situazione o di impiegare tutte le nostre forze per stare meglio.
    Questo momento è da sfruttare per riprendere la sua vita in mano.
    il limite ci dice che dobbiamo fare qualcosa per noi e per la nostra vita, così come l'ansia o gli attacchi di panico. Il nostro corpo ci parla, dobbiamo ascoltarlo.
    Se la sente, mi scriva in privato, non c'è alcun impegno.
    Un saluto.


    Ho problemi in famiglia, sono un ragazzo di 22 anni negli ultimi mesi non riesco più a stare tranquillo dato che mio padre e mia madre hanno un rapporto strano si scrivono messaggi che turbano mia madre, mio padre di nascosto scrive con un altro account whatsapp privato in anonimato e mia madre continua a dirmi di bloccarlo ma quando mia madre è lontana dal proprio telefono, lui si sblocca da solo e non so che fare sinceramente e da giorni che ormai non dormo tranquillo

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Buonasera, sarò sincera, non ho capito molto la situazione da ciò che hai scritto.
    Scrivimi in privato se ti va, così puoi spiegarmi meglio la situazione.


    Ho sempre pensato di essere una persona equilibrata, pur con i normali alti e bassi.
    Di recente, però, dopo una brutta litigata, il mio compagno mi ha confessato tutto il malessere che ha accumulato in questi anni a causa dei miei comportamenti.
    Tutto è partito da una mia forte scenata di gelosia; una volta sfogata, mi sono resa conto che era del tutto infondata, ho capito l'errore e ho chiesto subito scusa. Ma ormai il danno era fatto.
    Il problema è che mi vengono dei momenti, dal nulla, in cui il mio umore crolla drasticamente. In quei frangenti emerge il mio lato peggiore: rabbia, gelosia, rancore, antipatia.
    Non sono una persona cattiva, anzi mi ritengo molto sensibile ed empatica, ma in quei minuti tutto il mio lato positivo svanisce.
    La cosa assurda è che così come questo malessere arriva, altrettanto velocemente se ne va, e io torno la persona tranquilla di sempre, come se non fosse successo nulla.
    ​Il mio compagno mi ha fatto giustamente notare che per lui è devastante: si sente come su un campo minato, dove deve stare attento a dove cammina per non fare esplodere la miccia. Io non voglio assolutamente una relazione così, e non avevo idea di fargli così male.
    ​Ho deciso che voglio affrontare questa cosa e cercare aiuto per capire perché mi succede e imparare a gestire queste tempeste emotive.
    A questo proposito, vorrei un consiglio: c'è una figura professionale specifica per questa cosa? Ed è meglio un percorso da sola, individuale, o devo coinvolgere anche il mio compagno, quindi fare terapia di coppia?
    Grazie di cuore a chiunque vorrà rispondermi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Buonasera, le dico in primis che senza avere una conoscenza adeguata della problematica che lei riporta, non si può indicare un percorso piuttosto che un altro.
    Da ciò che ho letto, le consiglio inizialmente di iniziare un percorso individuale, così da poter affrontare questi cambi di umore drastici, le esplosioni di gelosia e altro ed in seguito valutare di poter condurre dei colloqui di coppia.
    Che ne pensa? mi faccia sapere.
    Un saluto.


    Salve, sono un ragazzo di 24 anni e frequento l'ultimo anno di giurisprudenza (V). Fin dal primo anno ho rimandato l'esame più importante (ossia, diritto privato) dicendo sempre a me stesso che alla prima sessione disponibile lo avrei dato. Il problema è che ad oggi non l'ho ancora dato (magari perché la mole di lavoro è troppo pesante e mi passava la voglia di studiare, ansia di presentarmi all'esame e andare male o, peggio, essere bocciato) e non solo sono molto in ritardo con gli altri esami perché diritto privato è un esame propedeutico, ma sicuramente andrò anche 1 o 2 anni fuoricorso e questo mi crea un forte disagio ed ansia che non riesco più a gestire, perché i miei genitori non sanno nulla di questa situazione. Vedendo i miei colleghi che si laureranno in corso, mi sento sempre diverso e spento ma, purtroppo, mi sono accorto troppo tardi che questa facoltà non faceva per me e avrei tanto voluto farne un'altra. Tuttavia, ormai sono all'ultimo anno e cambiare non avrebbe senso perché avrei sprecato solo tempo e fatto buttare soldi ai miei genitori che non so come la prenderebbero. Chiedo urgentemente un consiglio perché non so con chi parlarne e ho stra paura per il mio futuro in quanto non vorrei rimanere indietro rispetto ai miei amici e deludere i miei genitori che, ripeto, non so come la prenderebbero. Grazie in anticipo a chi potrà aiutarmi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Ciao, anche se comprendo ciò che hai detto riguardo al fatto che sei all'ultimo anno e che mollare adesso ti farebbe sentire di aver perso anni e faresti perdere i soldi investiti dai tuoi genitori, ricordati che la vita è tua e tutti meritiamo di viverla per come ci piace e ci rende felici. Non dico che sia semplice e sicuramente non è semplice prendere una decisione drastica e cambiare la direzione della vita che si è scelto di proseguire fino ad ora, ma alcune volte è inevitabile per stare bene.
    Il tuo "blocco" potrebbe essere derivato dal fatto che sei arrivato ad un punto tale in cui comprendi che non sei felice della scelta che hai fatto e che questa strada non ti rappresenta?
    Il paragone, a volte e aggiunto ad oggi, inevitabile che facciamo con le vite degli altri è controproducente, perché tu non sei gli altri, la tua vita non è quella degli altri, i tuoi tempi sono diversi e ti dico con fermezza che è assolutamente positivo. Ognuno è unico, diverso e speciale, se fossimo tutti uguali sarebbe molto noioso.
    Parlarne con i tuoi genitori potrebbe sbloccare una parte della sensazione di pesantezza che senti dentro, nonostante ci possano essere delle discussioni o meno, è giusto che loro sappiano come ti senti, anche perché tenerti tutto dentro può far esacerbare la tua ansia, la sensazione di disagio e di blocco che senti, a lungo termine.
    Rimango a disposizione.


    Ciao, sono un ragazzo di circa 20 anni Parlando con una ragazza di circa 20 anni in chat privata durante la conversazione sono arrivato (dopo tot messaggi in un momento che mi sembrava adatto) a parlare di scopamicizie e le ho chiesto se cercava anche quel tipo di amicizie. Nella chat tutto bene, non si è lamentata minimamente, anzi, mi ha parlato pure di un esperienza passata con uno scopamico.

    Poi la conversazione ha proseguito normalmente anche in altre direzioni. E premetto che è una ragazza che se sbaglio me lo fa notare, tipo quando ho fatto una domanda di troppo me l'ha detto e mi sono scusato subito senza se e senza ma.

    Solo che in una chat pubblica abbiamo avuto dei diverbi più e più volte su cose che non c'entravano niente e lei per farmi fare la brutta figura in una chat pubblica ha deciso di dire a tutti che io le ho chiesto se cercava le scopamicizie, e la cosa grave è che io mi posso difendere su poco e niente perché anche se lei ha diffuso informazioni mie personali (ad esempio ha condiviso una mia canzone inedita) io non posso fare lo stesso per dimostrare che lei in realtà era d'accordo. Quindi mi ritrovo a mio parere diffamato in una chat pubblica e in qualsiasi modo io lo spieghi, quasi tutti cercano di andarmi contro. Solo due hanno compreso la mia situazione. Io nel dubbio mi sono scusato a prescindere in chat pubblica, anche se secondo me era tutta una cosa che lei ha fatto per ripicca e per andarmi contro su cose che non c'entrano niente, non le è andato giù che io avessi ragione su delle cose e allora si è vendicata così, la maggior parte delle persone di quel gruppo anche se non sanno niente comunque parlano e parlano, e lei insieme ad un altra si è inventata cose che non stanno né in cielo né in terra, tipo che ci ho provato con delle minorenni. È arrivata proprio a mentire. Cosa faccio? Sono nel torto? Non la voglio denunciare perché le donne sono molto più difese dalla legge e inoltre se ho fatto anche solo un mezzo errore sono cavoli amari. In quanto non sono perfetto e potrei anche aver sbagliato

    Ho dei sensi di colpa enormi, non ho dormito un secondo sta notte. E stanno anche continuando la conversazione e non capisco nemmeno cosa sia vero e cosa sia falso, io cerco di essere sempre attento al millimetro, ma non sono infallibile, posso anche sbagliare. Non voglio stare tutto il giorno a rispondere, ho ammesso i miei errori e non capisco veramente cosa altro devo fare

    Potrei anche aver mal interpretato la sua confidenza ma secondo me lei in pubblico ha finto di non averla

    ma mettete caso che io veramente abbia sbagliato e comunque dopo che lei ha detto che ho esagerato ho smesso, che succede?

    In chat privata sembrava una ragazza carina e simpatica, ma poi ho scoperto che ha più volte mandato i miei messaggi privati ad altre persone. Per farvi capire sono uno che per 7 anni di fila non ha mai abbracciato una ragazza per paura di essere molesto, penso che essere molesto è una delle mie paure più grandi. Per me eravamo arrivati al punto della conversazione in cui si poteva parlare di certe cose. Ho un'ansia assurda e sto davvero male, non capisco se ho sbagliato veramente, in quanto penso che non sia una cosa oggettiva e varia da persona a persona. Tipo una ragazza mi ha detto di tranquillizzarmi e ha detto che ci sta' che ho fatto questa domanda. Però me l'ha detto in privato e non mi ha difeso in pubblico, secondo me la gente ha paura di difendermi. Cosa è vero non importa a nessuno, lei si è addirittura inventata che ci ho provato con delle minorenni e io ho l'ansia di dovermi difendere ogni volta dalle bugie che dice (la cosa delle minorenni è falsa)

    Ci tengo a dire un'ultima cosa. Ho fatto quella domanda proprio per chiarire tutto fin da subito e non creare problemi dal vivo. Purtroppo ho preso confidenza con la persona sbagliata.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Ornella Crisanti

    Ciao, mi permetto di darti un consiglio e spero che lo seguirai, devi parlarne immediatamente con i tuoi genitori. Tu mi dirai "no poi si arrabbiano con me", "ma io mi vergogno per quanto è successo", si ti capisco ed è normale che sia così, ma mio padre mi diceva sempre "se hai un problema, prima vieni da me e lo risolviamo e poi se devo arrabbiarmi mi arrabbio".
    Hai 20 anni e, la situazione che hai descritto è delicata, sia sotto un punto di vista psicologico che giuridico, perché le accuse che ti sono state mosse sono gravi.
    A questa età è giusto rivolgersi ai propri genitori quando ci si trova in difficoltà, hanno più esperienza, sono adulti e come genitori devono avere almeno la possibilità di aiutarti a risolvere e gestire una situazione più grande di te.
    Se hai necessità di parlare io rimango a disposizione e spero tanto che seguirai il mio consiglio.


Domande più frequenti

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