Domande del paziente (3)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Luigina Digiesi

    Buongiorno,
    ci tengo a dirle come premessa fondamentale che le diagnosi servono come comunicazioni tra clinici e non come descrizione della sua complessa personalità. La questione mi sembra, infatti, molto... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Luigina Digiesi

    Buon pomeriggio,
    innanzitutto mi colpisce molto la chiarezza con cui ha descritto tutto quello che sente e pensa. Sono domande importanti e che devono aprire a spazi di riflessione e di pensiero perché... Altro


    Buongiorno, sono una ragazza di 27 anni e sono fidanzata con un ragazzo di 25 anni da ormai quasi 3 anni.
    Vi scrivo in seguito a un episodio avvenuto ieri sera che mi ha mandata abbastanza in crisi.
    Eravamo a letto, io ero buttata sopra di lui e stavo guardando il cellulare, ho fatto una battuta davvero di cattivo gusto sul fatto di andare a letto con un altro ragazzo, me ne stavo pentendo già mentre la facevo ma non so spiegarvi perchè ma mi piace stuzzicarlo e infastidirlo per ottenere attenzioni (questo da sempre).
    Lui, che era sotto di me sul letto, ha reagito dandomi uno schiaffetto sul viso in segno di rimprovero. Non era forte però l'ho sentito e il gesto in se mi ha fatta infuriare.
    So per certo che non era sua intenzione farmi del male, quando litighiamo non ha mai nemmeno accennato a segni di violenza anzi, solitamente sono io quella che sbrocca di più (mai fisicamente).
    Però lui ha sempre avuto questo vizio di dare queste schiaffette sul viso per rimprovero, non lo fa sempre ma ogni tanto capita.
    Mi sento ancora più stupida perchè sono io la prima a farlo.. nel senso che anch'io per scherzo o per rimprovero a volte gli do questi buffetti sul viso.
    Però ieri, siccome l'ho sentito, mi sono preoccupata.
    E' secondo voi un campanello allarmante?
    Quando gli ho fatto notare che non mi piace, per l'ennesima volta, che mi aveva fatto male e dicendogli più volte che è scemo, lui ha detto che io sono scema a fare battute del genere, che gli schiaffetti li do anch'io e che era uno schiaffetto e non uno schiaffo.
    Ho tenuto il muso per tutta le sera e tutta la notte, lui è molto affettuoso e ha cercato più volte le coccole che io non gli ho fatto.
    Questa mattina gli ho detto che avrebbe dovuto chiedermi scusa e lui l'ha fatto ma ha ribadito nuovamente che non era uno schiaffo e mi ha chiesto di chiedergli scusa per la battuta che ho fatto.
    Scusatemi se mi sono dilungata ma ci penso da tutto il giorno e non so come analizzare la situazione.
    Sto esagerando io?
    Grazie mille sin da ora

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Luigina Digiesi

    Buongiorno, dalle sue parole non emerge soltanto il disagio per quanto accaduto ieri sera, ma soprattutto una dinamica che lei stessa riconosce con molta lucidità: il bisogno di ‘stuzzicare’ il suo ragazzo, di provocarlo, per sentire che lui la guarda, reagisce, tiene a lei.

    Questo aspetto mi sembra molto importante. A volte, dentro una relazione, la provocazione non nasce dal desiderio di ferire l’altro, ma dal bisogno profondo di ricevere conferme, attenzione, presenza emotiva. Come se, invece di poter chiedere direttamente vicinanza o rassicurazione, si finisse per cercarle indirettamente, attraverso tensioni, battute o piccole sfide.

    In questo senso, forse la domanda più utile non è tanto se lei stia esagerando, ma che cosa questo episodio abbia reso più evidente del vostro modo di stare in relazione. Per esempio: che cosa cerca in lui quando lo provoca? E soprattutto: esiste per lei un modo diverso, più diretto e meno doloroso, per sentire che il suo ragazzo c’è e che tiene davvero a lei?

    Il fatto che questo episodio l’abbia colpita così tanto può essere allora un’occasione per interrogarsi non solo su di lui, ma anche su questo suo bisogno affettivo, che merita di essere compreso e accolto, non giudicato. Quando certi meccanismi si ripetono, spesso non sono ‘capricci’, ma modi inconsapevoli di cercare contatto, rassicurazione, conferma del legame.

    Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a riconoscere e costruire modalità differenti di entrare in contatto con l’altro e di sentirlo vicino, senza che il bisogno di conferma affettiva si trasformi in dinamiche che, alla fine, la fanno soffrire.
    Le mando un caro saluto.

    Dott.ssa Luigina Digiesi
    Psicologa, Psicoterapeuta


Autore

psicoterapeuta, psicologo clinico, psicologo

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