Domande del paziente (7)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
quello che descrive è comprensibilmente spaventoso, soprattutto perché non era mai successo prima, quindi è qualcosa che lei non conosce e non riconosce.
Quando compaiono attacchi di panico...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per la sua condivisione.
Quello che descrive è una cosa abbastanza tipica nei disturbi di panico e d’ansia e non è raro che i sintomi abbiano un andamento “a fasce orarie”.
Durante...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per la sua condivisione.
"Umore deflesso" è un’espressione clinica per indicare che in questo periodo il suo tono dell’umore è più basso rispetto alla sua percezione abituale.
Può riferirsi...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo.
Da come lo descrive, sembra che l’ansia si manifesti anche con sintomi fisici molto forti e continui, cosa che può rendere le giornate davvero...
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
grazie per la sua condivisione, da cui si capisce quanto possa essere pesante convivere con questi vissuti.
E' possibile, come lei dice, ridurre fino anche a liberarsi dei "rimorsi di coscienza"....
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RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
grazie per la condivisione.
E' sicuramente una situazione complessa, soprattutto perché (come dice lei) quando una persona si trova dentro ad una dipendenza fa fatica a vedere il problema.
In...
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Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio,
innanzitutto ti ringrazio per aver condiviso questo momento così importante e difficile della tua vita. Quello che descrivi non arriva come “solo una fase”, ma piuttosto come una risposta profonda e coerente a qualcosa di molto grande che hai vissuto: la perdita di tua nonna. Quando un evento così importante arriva presto, il sistema emotivo può rimanere “in allerta” per tanto tempo, come se una parte di te stesse ancora cercando di capire e controllare qualcosa che, per definizione, non è controllabile. Gli attacchi d’ansia notturni, la paura della morte, la difficoltà a parlarne… possono essere tentativi della tua mente di proteggerti da un dolore che non ha trovato spazio per essere elaborato davvero.
Da quello che racconti, sembra che tu abbia imparato molto bene a nascondere, a tenere tutto dentro, a funzionare “verso l’esterno” come la ragazza ironica e forte, mentre dentro si muovono emozioni molto intense. Questo tipo di distanza tra ciò che si mostra e ciò che si sente spesso ha un costo alto: stanchezza, demotivazione, quella sensazione di non riuscire a iniziare a studiare anche quando una parte di te lo vorrebbe davvero.
Anche il tema della fiducia e del rapporto con i tuoi genitori si intreccia con questo. Se senti che non vieni capita, o che devi “far finta di niente” dopo un conflitto, è naturale che una parte di te impari a non esporsi troppo, a non rischiare. Ma questa stessa protezione può diventare una gabbia: ti protegge dal dolore immediato, ma ti allontana anche dalla possibilità di sentirti davvero vista e sostenuta. Il fatto che tu riesca comunque a essere empatica e presente per le tue amiche dice molto: quella capacità di connessione c’è, non è persa.
Riguardo alla psicologa: il fatto che tu te lo stia chiedendo è già un segnale importante e no, non sei “troppo piccola” per chiedere aiuto. Non perché “c’è qualcosa che non va in te”, ma perché stai affrontando cose complesse e meriti uno spazio in cui poterle dire senza doverle filtrare, minimizzare, nascondere.
Ti dico una cosa che mi sembra importante dirti: non sei diventata “più fragile” rispetto a prima, sei diventata più consapevole e più esposta emotivamente, ma senza ancora avere gli strumenti per reggere tutto questo da sola. E questo si può imparare.
Un caro saluto,
Dott.ssa Giulia Mirannalti