Domande del paziente (8)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buonasera, innanzitutto ci tengo a dirti di non preoccuparti per il racconto personale che hai riportato, tantomeno della lunghezza o meno di esso.
    La situazione che stai vivendo è molto delicata, una... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buon pomeriggio signora. Un genitore vorrebbe sempre il meglio per i propri figli, vorrebbe sempre indirizzarli sulla strada che il genitore crede o sà che sia più giusta per loro, però, il ruolo che ha... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Salve, sicuramente tutto il suo vissuto ed il suo percepito dell'episodio che racconta non dev'essere stato semplice per Lei. Un forte dolore, un forte stress, una difficoltà di gestione emotiva. Forti... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buon pomeriggio, è stata molto chiara nella definizione della situazione, nonostante la sua complessità delle dinamiche. Partendo dalle sue domande e richieste finali, sicuramente non è possibile dimenticare... Altro


    Domande su psicoterapia

    Buongiorno,
    sono passati 7 mesi da quando ho tradito la mia ragazza. Non voglio scuse e non voglio cercare alibi. Ho baciato un'altra ragazza durante una serata, per pochi secondi ma abbastanza da rovinare tutto. Erano quasi 3 anni che stavo con la mia ragazza, indescrivibili. Venivo da una relazione lunga 8 anni in cui non mi ci trovavo più. Dopo un po' ho trovato lei, quello che ho provato in questi ultimi 3 anni non so neanche come descriverlo. Non sono mai stato cosi affettuoso con una persona, non ho mai dato così tanto amore... Lei con me era dolcissima, ogni volta che mi guardava sorrideva. Solo a ripensarci sto male. Ho rovinato tutto. Stavamo passando un periodo di crisi dato da alcune incomprensioni e dalla distanza. Sarei dovuto andare per lavoro da lei per 6 mesi, ma lei mi aveva comunicato che non ci sarebbe stata. Pochi mesi prima avevamo avuto una discussione in cui si era lamentata della persona che ero e del tipo di uomo che lei avrebbe voluto accanto. Mi aveva fatto venire i dubbi. Io avevo forse vissuto un'altra relazione? la situazione sembrava essere rientrata, ne avevamo parlato e lei mi aveva confessato di aver esagerato un po'. Probabilemente non l'avevo ancora superata. Prima di partire ho avuto paura, non volevo più andare. Sarei dovuto andare dall'altra parte del mondo, da solo. Non era come l'avevo immaginata. Stavo lasciando il lavoro, la famiglia, gli amici... Per provare ad avvicinarmi, per provare a fare quel passetto in più verso di lei. Ma lei era corsa dall'altra parte. Pochi giorni prima della partenza ho baciato questa ragazza conosciuta durante una serata. Rappresentava il rimanere lì, completamente diversa rispetto a lei. Era forse la mia risposta nel non voler andare. Quando ci siamo visti ho dovuto dirglielo. Appena arrivato, mi ha completamente spiazzato. Lei era disposta a rimanere, a venirmi incontro perchè aveva visto quanti passi avessi fatto verso di lei in questo tempo. Era disposta a cambiare le cose che non andavano, pur di stare con me. Io non sono riuscito a non dirglielo, mi sarei sentito troppo in colpa. Lei avrebbe cambiato tutto per me ed io avevo calpestato la sua fiducia. Bene. Sono passati 6 mesi di distanza, in cui abbiamo cercato di parlare provando a sistemare. Mancavano 10 giorni al mio rientro, ci saremmo visti. Avremmo trovato quella normalità, io e lei. Invece lei mi ha detto che mi odia, non vuole più vedermi e che le ho rovinato la vita. Io mi sento uno schifo, mi sento in colpa. Mi sento colui che ha rovinato tutto. Non riesco a pensare al fatto che ho rovinato tutto e che ho rovinato una persona. Mi ha detto che sta prendendo antidepressivi. Piango solo al pensiero. Non volevo farle del male. Non a lei. Non ci sentiamo più da una decina di giorni, vorrei scriverle perchè sto veramente male. Io pensavo che potessimo superarla insieme, ne eravamo capaci. Invece ho paura a scriverle o a vederla. Ho paura di incrociare quello sguardo e non vedere piu quel sorriso. Ma trovare solo odio. Disprezzo. Mi sento un verme. Ho rovinato tutto perchè non sono stato all'altezza. Vi prego ditemi come fare perchè io non riesco ad andare avanti con questo odio nei miei confronti. Ho paura nel scriverle, perchè magari lei sta meglio ora senza di me. Non voglio causarle altro dolore, non se lo merita. Preferisco stare peggio io se lei può stare meglio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buonasera, è sicuramente molto importante affrontare e lavorare sul tuo "senso di colpa" e sulla gestione di esso. Partendo dalla forza nel raccontare la verità, affrontare quindi il tradimento e tutto ciò che comporta a livello emotivo, affrontare la persona che a cui si tiene dicendo la verità non è mai semplice. Non è semplice affrontare le emozioni personali che si vivono in questi momenti, sapendo che anche un'altra persona sta soffrendo. Lavorando su sè stessi, su ciò che è stato e ciò che si prova e si è provato è fondamentale e prioritario in questo momento, anche per capire il giusto equilibrio personale, partendo dalla forza di aver capito lo sbaglio/errore e dalla forza di avere avuto il coraggio di dire la verità, anche se una verità scomoda e che fa soffrire entrambi, in modi differenti.


    Sono una ragazza di 28 anni e sto attraversando un periodo difficile. Di recente ho chiuso una frequentazione, ormai circa due mesi fa, anche se l’ultimo contatto è avvenuto circa un mese fa e sto ancora molto male, ho paura di non riuscire a superarla.
    La frequentazione è durata circa 3 mesi e mezzo, anche se gli ultimi due mesi è stata una frequentazione a distanza, per dei miei motivi personali.
    Il motivo del mio malessere deriva dal fatto che a me lui piaceva molto e mi ero molto affezionata. Lui via messaggio era sempre presente, ci sentivamo ogni giorno e mi ascoltava anche quando parlavo di momenti stressanti. Di presenza siamo usciti circa dieci volte, durante il mese di frequentazione di presenza. A me sembrava davvero un bel rapporto, ci sentivamo ogni giorno e lui mi dava attenzioni, dimostrava molto interesse nel conoscermi.
    Il fatto è che mentre io avevo chiarito che volevo che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione, lui probabilmente non ha mai voluto una relazione, ma solo una frequentazione così, senza nessun impegno. Mi fa rabbia il fatto che parlandone lui mi aveva detto che anche lui voleva che al momento giusto la cosa si evolvesse in una relazione.
    Alla fine è stato lui ad allontanarsi, proprio quando dopo due mesi era arrivato il momento di rivedersi. Ha accampato scuse, dicendo che aveva bisogno di più tempo per capire, di non essere affidabile emotivamente, di non riuscire a lasciarsi andare (non gli piaceva sbilanciarsi) ma non prendendo mai realmente le distanze, dicendo di non volersi allontanare, ma di volerla vivere con leggerezza, senza farsi troppi problemi al momento. Ha preso come scusa anche il fatto di essersi lasciato non molto tempo fa. Quindi alla fine l’ho chiusa io, perché non volevo starci di nuovo male e avevo paura che lui effettivamente non stesse prendendo le cose seriamente.
    Lui ha provato a ricontattarmi via messaggio, ma io sono stata molto fredda.
    Il problema è che tutt’ora non riesco a superarla. Non riesco a superarla perché mi sembrava che potesse nascerne davvero un bel rapporto. Non capisco se il problema fosse il fatto che non gli piacevo abbastanza, anche se tra noi c’era molta chimica, o se effettivamente lui aveva bisogno di più tempo per via della precedente relazione. O se effettivamente non volesse impegnarsi.
    Ho paura di non incontrare mai nessuno che mi ami, perché lui è stata la mia prima “relazione” e nonostante io non mi consideri brutta credo di non piacere in fondo a nessuno, perché non ricevo molta considerazione maschile, o comunque non da qualcuno che mi interessi. Sono sempre stata un po’ introversa, ma non credo sia questo il problema. Non so come superare questa fase. Vorrei conoscere nuove persone ma ho paura di rimanere di nuovo delusa.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buon pomeriggio, la situazione che descrive è molto articolata e che potrebbe essere lavorata da e con più punti di vista. Sicuramente uno di questa è la sua "paura", paura di non piacere, di non trovare nessuno che la possa amare, ed altre paure legate ad una possibile relazione. Lavorare su di sè, sulla sua persona, autostima, fiducia in sè potrebbe portarla a vedere e conoscere sè stessa in maniera migliore e più efficace ed in contemporanea anche conoscere gli altri in maniera più libera, serena, con maggiori equilibri relazionali. Passare infatti poi su un lavoro relativo alla relazione, alla conoscenza dell'altro e di come trovare il giusto equilibrio tra sè e l'altro.


    Io stasera avverto formicolio al braccio sinistro, tremore in tutto il corpo....ho preso levopraid e una camomilla con melatonina, una prima di andare a letto e una camomilla con melatonina dopo perché nn riuscivo a prendere sonno. Da cosa potrebbe dipendere, ansia? Grazi.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buon pomeriggio, innanzitutto sarebbe importante togliere che ci siano problematiche fisiche ed organiche, pertanto, parlarne con il proprio medico curante e scegliere insieme a lui che tipo di esami fare. Una volta escluse problematiche di questo genere si potrebbe percorrere la strada della gestione dell'ansia.
    L'ansia, potrebbe far percepire ed avvertire i sintomi che ha vissuto nella scorsa serata. Lavorare per la gestione di essa potrebbe rivelarsi una buona strategia di gestione, ma soprattutto di miglioramento di sè e della propria persona. A volte l'ansia, vuole parlarci, vuole farci capire che qualcosa non sta andando, o che siamo preoccupati o tanto altro.
    Molto importante è perciò il lavoro su sè stessi, conoscenza e consapevolezza, il tutto per portare un cambiamento di miglioramento!


    Una persona stupida o più precisamente scema, può rendersi conto di esserlo? Può capire di essere una persona di intelligenza limitata, attraverso il modo in cui viene trattata dal prossimo, come viene considerata da chi la circonda, nell'avere difficoltà a capire o risolvere cose che generalmente vengono ritenute semplici e dal mancato raggiungimento dei propri obiettivi?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott. Giorgio Lombardi

    Buon pomeriggio, non credo sia possibile definire se una persona è scema, né tantomeno stupida, osservando e valutando il modo in cui viene trattata nella società, relazioni. Difficile da definire una persona stupida e/o scema dalla sua criticità nel risolvere problemi e/o nella difficoltà di raggiungere degli obiettivi.
    Bisogna partire da alcuni aspetti molto importanti, nessuna persona è piena di relazioni funzionali, nessuna persona è completamente capace di risolvere tutti i propri problemi (che sono tutti diversi uno dall'altro e che non possono essere definiti semplici e complessi perché anche questo è molto soggettivo), nessuna persona riesce a raggiungere tutti, tutti i propri obiettivi prestabiliti.

    Partendo presupposti sopraindicati, si può lavorare, si può cercare di capire di cosa la persona ha bisogno per superare i suoi limiti, avere un piano per raggiungere degli obiettivi, riconoscere le proprie capacità, risorse, fragilità, aree di miglioramento e da lì partire per sviluppare miglioramento.

    Riconoscere le proprie risorse ed anche le proprie fragilità, lavorare su di esse e sulla propria consapevolezza, sviluppando autostima e personalità, migliorerà anche la capacità di stare in relazione e socializzazione.


Domande più frequenti

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