Domande del paziente (99)
Salve! Ho effettuato un trattamento botox frontale e sopracciglio sabato mattina. Da oggi sento gli occhi molto secchi (soprattutto il destro) e sento tirare la palpebra inferiore. Il mio medico è fuori città per due settimane. Mi devo preoccupare o posso aspettare che torni?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la sensazione di secchezza oculare e di tensione alla palpebra, soprattutto nei giorni successivi a un trattamento con tossina botulinica in sede frontale e sopracciliare, può verificarsi ed è generalmente legata a una lieve diffusione del farmaco sui muscoli perioculari, con possibile riduzione dell’ammiccamento o alterazione della dinamica palpebrale.
Nella maggior parte dei casi si tratta di un effetto transitorio e reversibile, che tende a migliorare spontaneamente nell’arco di giorni o poche settimane, man mano che l’organismo si adatta.
Nel frattempo può essere utile utilizzare lacrime artificiali più volte al giorno per ridurre la secchezza e proteggere la superficie oculare. Se dovesse comparire difficoltà a chiudere completamente l’occhio, arrossamento importante, dolore o peggioramento dei sintomi, è consigliabile non attendere ma rivolgersi a un medico oculista per una valutazione diretta.
In assenza di questi segni, può monitorare la situazione con tranquillità fino al rientro del suo medico.
Un cordiale saluto
Salve vorrei chiedere un'informazione, dal momento che soffro di dermatite atopica vorrei sapere se il colluttorio ialuzon rosa potrebbe contenere sostanze irritanti o potrei usarlo tranquillamente.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
in generale il collutorio Ialuzon rosa è formulato per essere delicato e contiene acido ialuronico, che ha un’azione lenitiva e idratante sulle mucose, quindi non è di per sé controindicato nei soggetti con dermatite atopica.
Tuttavia, chi soffre di dermatite atopica può avere una maggiore sensibilità anche a sostanze normalmente ben tollerate, come alcuni conservanti, aromi o tensioattivi presenti nei collutori. Per questo motivo, pur essendo generalmente sicuro, è possibile che in soggetti particolarmente reattivi possa dare lieve irritazione.
Se non ha mai utilizzato questo prodotto, può provarlo inizialmente con cautela, monitorando eventuali sensazioni di bruciore o fastidio. In caso di comparsa di sintomi, è preferibile sospenderlo. In alternativa, si possono scegliere collutori specifici per mucose sensibili, privi di alcol e con formulazioni ancora più essenziali.
Un cordiale saluto
Buongiorno,
ho 33 anni e presento un diastema tra gli incisivi che vorrei correggere per motivi estetici.
Non ho mai effettuato trattamenti ortodontici in passato e preferirei evitare soluzioni con apparecchi, inclusi gli allineatori trasparenti.
Sarei interessata a valutare soluzioni rapide e poco invasive, come ad esempio tecniche di odontoiatria estetica (bonding in composito o faccette).
Chiedo gentilmente un parere su quali possano essere le opzioni più adatte nel mio caso e sui tempi di trattamento.
Grazie in anticipo per la disponibilità.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
da ortodontista è corretto partire da un concetto chiave: il diastema non è solo un “vuoto da riempire”, ma l’espressione di un equilibrio dento-scheletrico e funzionale che va compreso prima di intervenire.
A 33 anni, senza precedenti trattamenti, le cause più frequenti sono una discrepanza tra dimensioni dentali e arcata, la presenza di un frenulo labiale alto o una lieve divergenza degli incisivi. In questi casi, le soluzioni puramente estetiche come il bonding o le faccette possono chiudere lo spazio, ma non correggono la causa. Questo significa che il risultato può essere meno stabile nel tempo o richiedere compromessi sulle proporzioni dei denti, che rischiano di apparire più larghi o poco naturali.
Se il diastema è molto piccolo e i rapporti tra i denti sono già armonici, il bonding in composito è una scelta sensata: rapido, conservativo e spesso eseguibile in un’unica seduta. Le faccette rappresentano un’opzione più strutturata e stabile dal punto di vista estetico, ma comportano comunque una preparazione dello smalto e una scelta irreversibile, che va ponderata con attenzione.
Tuttavia, anche se desidera evitare l’ortodonzia, è corretto dirle che l’unico approccio realmente causale è quello ortodontico, anche quando si tratta di movimenti minimi. Oggi esistono protocolli molto mirati e poco invasivi, con tempi relativamente brevi nei casi semplici, che consentono di chiudere il diastema mantenendo proporzioni dentali ideali e stabilità nel tempo, spesso associando poi un piccolo ritocco estetico finale.
In sintesi, se la priorità è la rapidità assoluta, il composito è la soluzione più immediata; se invece desidera un risultato più raffinato e duraturo, le faccette possono essere indicate. Ma prima di escludere completamente l’ortodonzia, le consiglio almeno una valutazione specialistica: in molti casi il compromesso “senza apparecchio” porta a risultati meno equilibrati rispetto a un trattamento ortodontico mirato e ben pianificato.
Ho 63 anni e vorrei fare il botox al viso, il mio dubbio è : passato l' effetto il viso torna a come era prima oppure peggiora ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
la tossina botulinica non peggiora il viso una volta che il suo effetto svanisce. Terminata l’azione, che generalmente dura alcuni mesi, i muscoli riprendono gradualmente la loro normale attività e il viso torna semplicemente alla condizione di partenza.
Anzi, in molti casi si osserva un lieve beneficio nel tempo, perché durante il periodo di azione del trattamento i muscoli responsabili delle rughe vengono “allenati” a contrarsi meno, contribuendo a rallentare la formazione e l’approfondimento delle linee d’espressione.
È importante però avere aspettative realistiche: la tossina botulinica migliora le rughe dinamiche, ma non sostituisce altri trattamenti eventualmente necessari per qualità della pelle o perdita di volume, aspetti più frequenti con il passare degli anni.
Se eseguito correttamente, il trattamento è sicuro e reversibile, e non comporta un peggioramento estetico dopo la sospensione.
Un cordiale saluto
Buongiorno, oggi ho finito il trattamento invisalign. Il mio dentista ha fatto foto del sorriso e scansioni per le mascherine di mantenimento, che arriveranno piu o meno tra due settimane. Non mi è stato detto se durante l'attesa devo continuare a indossare le ultime mascherine. Se non le indosso i denti potrebbero spostarsi? Eventualmente è meglio indossarle tutto il giorno o solo di notte?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
in questa fase di passaggio tra la fine del trattamento Invisalign e la consegna delle mascherine di mantenimento è fondamentale non lasciare i denti “senza controllo”, perché esiste un concreto rischio di piccoli spostamenti già nelle prime settimane.
In assenza di indicazioni diverse da parte del suo dentista, è consigliabile continuare a indossare l’ultima mascherina utilizzata, idealmente per la maggior parte della giornata, come durante il trattamento attivo. Questo aiuta a mantenere stabile il risultato ottenuto fino all’arrivo dei retainer definitivi.
Indossarle solo di notte potrebbe non essere sufficiente in questa fase immediatamente successiva alla terapia, soprattutto nei primi giorni, quando i denti tendono più facilmente a recidivare.
Se possibile, le suggerisco comunque di contattare il suo dentista per conferma, ma nel frattempo continuare con l’ultima mascherina è la scelta più prudente per preservare il risultato.
Un cordiale saluto
Buonasera,
Il 14 marzo mi hanno montato apparecchio fisso con bottone di nance sul palato ben aderente. Ebbene, quest'ultimo dopo quasi un mese mi da ancora terribilmente fastidio, lo sento premere sul palato ed è un po' come mi premesse anche la fronte e la testa (non so bene come spiegarlo) , parlare è spiacevole. Fatto presente all'ortodontista che dice che così deve stare, che non si può allentare. Io non credo di poter resistere tutto il tempo del trattamento. Consigli?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
il fastidio che descrive con il bottone di Nance nelle prime settimane può essere normale, ma non dovrebbe risultare così intenso e persistente dopo quasi un mese, soprattutto se interferisce ancora con la parola e con il comfort quotidiano.
La sensazione di pressione al palato è attesa nella fase iniziale, tuttavia un dolore che si irradia verso la fronte o la testa e una difficoltà marcata nel parlare fanno pensare che sia opportuno rivalutare l’adattamento dell’apparecchio. Il bottone di Nance, infatti, dovrebbe funzionare come ancoraggio passivo e non esercitare una pressione continua e dolorosa sulla mucosa palatina.
Le consiglio quindi di richiedere una nuova valutazione clinica, chiedendo di verificare attentamente il contatto del bottone con il palato. Se il disagio dovesse persistere, può essere utile anche un secondo parere ortodontico. Nel frattempo, l’utilizzo di gel lenitivi per la mucosa orale può aiutare a ridurre l’irritazione.
Non è necessario “resistere a tutti i costi”: un dispositivo ortodontico correttamente adattato deve diventare tollerabile dopo la fase iniziale di adattamento.
Un cordiale saluto
Ho fatto un filler agli zigomi dieci giorni fa . Nelle prime ore 24-48 h la parte sembrava normale, più sgonfia rispetto all'altro lato invece tra il nono e il decimo giorno sento un turgore eccessivo sotto cute a cui corrisponde un gonfiore per me esagerato. Il medico dice che è un edema , lo ha massaggiato e li per li sembrava più sgonfio , ma distanza di ore lo vedo ancora più evidente e lo sento duro . Ho paura che possa trattarsi di un eccesso di acido e che possa spostarsi peggiorando il tutto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive non è una situazione tipica delle primissime ore, ma può comunque rientrare in una reazione tardiva post-filler, soprattutto a 7–10 giorni.
Dopo un trattamento con acido ialuronico agli zigomi può comparire un edema “ritardato”, legato a diversi fattori: richiamo di liquidi da parte del prodotto, microtrauma dei tessuti o una lieve risposta infiammatoria locale. Il fatto che inizialmente fosse più sgonfio e poi si sia accentuato non esclude affatto questa possibilità. Anche la sensazione di “duro sotto cute” è abbastanza frequente in questa fase, perché il tessuto è ancora in assestamento.
Il massaggio può temporaneamente migliorare l’aspetto, ma nelle ore successive è normale che il gonfiore possa ripresentarsi, proprio perché non si tratta solo di distribuzione del prodotto ma anche di componente edematosa.
Detto questo, ci sono alcuni elementi che aiutano a distinguere le situazioni: un eccesso di prodotto o una sua maldistribuzione tende a dare un volume stabile, non così variabile nell’arco delle ore; l’edema invece può cambiare durante la giornata ed essere più evidente al mattino o dopo determinate posizioni. Lo spostamento del filler, se il prodotto è stato iniettato correttamente in sede zigomatica, è poco probabile.
La cosa importante è monitorare l’evoluzione. Se si tratta di edema, in genere tende a ridursi progressivamente nei giorni successivi, anche se può volerci ancora un po’ di tempo per una completa normalizzazione. Se invece il gonfiore dovesse persistere invariato, aumentare ulteriormente o associarsi a dolore importante, arrossamento o asimmetria marcata e stabile, allora è corretto rivalutare con il medico la possibilità di un piccolo accumulo di prodotto o, più raramente, di una reazione infiammatoria più strutturata.
Capisco la preoccupazione, ma a 10 giorni siamo ancora in una fase in cui queste variazioni possono accadere. Il consiglio è di mantenere il contatto con il medico che l’ha trattata e, se non vede miglioramenti nei prossimi giorni, programmare un controllo ravvicinato per una valutazione diretta.
Buongiorno, a fine mese metterò invisalign (ho 38 anni): il dentista mi ha informato che devo togliere tutti i denti del giudizio perché sono inclusi .Quello che mi lascia un po' perplessa, è che mi è stato detto che posso toglierli anche nelle prime settimane in cui porto gli allineatori. Vorrei capire se è una pratica che si effettua comunemente, ho un po' il timore che possa dare fastidio dopo l'estrazione dei denti oppure che gli allineatori non siano stabili. Grazie mille un cordiale saluto
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la rimozione dei denti del giudizio inclusi in pazienti adulti che iniziano una terapia con Invisalign è una situazione piuttosto frequente e, nella maggior parte dei casi, perfettamente gestibile anche durante le prime fasi del trattamento.
Dal punto di vista ortodontico, i denti del giudizio non interferiscono direttamente con gli allineatori, ma possono rappresentare un fattore di rischio nel tempo, soprattutto se inclusi o mal posizionati. Per questo motivo molti ortodontisti preferiscono rimuoverli prima o all’inizio della terapia, così da evitare possibili complicazioni future.
Eseguire le estrazioni nelle prime settimane di utilizzo degli allineatori è una pratica che si adotta abbastanza comunemente. L’aspetto importante è la gestione dei tempi: dopo l’intervento può esserci qualche giorno di gonfiore o fastidio che può rendere meno confortevole indossare le mascherine, ma si tratta generalmente di una fase transitoria. In questi casi si può valutare una breve sospensione o un utilizzo ridotto degli allineatori per qualche giorno, senza compromettere il risultato complessivo.
Per quanto riguarda la stabilità, gli allineatori rimangono efficaci perché sono progettati sulla base della situazione iniziale e delle fasi di movimento previste; le estrazioni dei denti del giudizio, essendo posteriori e fuori dall’arcata funzionale, non alterano in modo significativo l’adattamento delle mascherine.
In sintesi, non è una scelta insolita né rischiosa se ben programmata. Il consiglio è di seguire le indicazioni del suo ortodontista e, se possibile, coordinare bene i tempi tra estrazione e cambio delle mascherine, così da rendere il percorso il più confortevole possibile.
Buongiorno, a seguito dei preziosi consigli e risposta avute in merito ad una domanda su come affrontare il mio caso di paradontite e improvvisa mala occlusione con difficoltà a masticare correttamente, sono indecisa se oltre alle periodiche pulizie che sto effettuando iniziare il trattamento con fascette trasparenti "invisalign" che con piccoli movimenti aiuterebbero ad ottenere un riallineamento dei denti, oppure se sottopormi a inserimento di "rialzi occlusali" al fine di riallineare i denti, oppure se effettuare innesti con biomateriale e membrana riassorbibile in particolare sui quadranti inferiori. Potete darmi un consiglio? ho provato ad allegare una panoramica del 2025 ma non so se è visibile. grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
nel suo caso è importante chiarire subito un punto: quando sono presenti parodontite attiva e una recente alterazione dell’occlusione, la priorità non è scegliere “quale trattamento fare”, ma in quale sequenza farli.
La parodontite è una patologia che coinvolge i tessuti di supporto del dente; se non è prima stabilizzata, qualsiasi terapia ortodontica, compreso Invisalign, rischia di essere inefficace o addirittura controproducente, perché i denti si muoverebbero in un osso non stabile. Allo stesso modo, anche eventuali innesti rigenerativi hanno senso solo dopo una fase iniziale di terapia parodontale ben eseguita (igiene professionale, levigature radicolari e rivalutazione clinica).
L’improvvisa malocclusione che descrive è spesso legata proprio alla perdita di supporto parodontale e alla migrazione dei denti. In questi casi i rialzi occlusali possono avere un ruolo temporaneo per migliorare la funzione e ridurre i traumi occlusali, ma non rappresentano una soluzione definitiva se non si risolve prima la causa biologica.
Una volta stabilizzata la malattia (assenza di infiammazione, sanguinamento controllato, indici parodontali sotto controllo), si può ragionare in modo più preciso: in alcuni casi è indicata una chirurgia rigenerativa mirata nei siti più compromessi, in altri si può procedere con un riallineamento ortodontico leggero e controllato per recuperare funzione ed estetica. Spesso le due cose non sono alternative, ma complementari e sequenziali.
Il consiglio quindi è di affidarsi a un approccio integrato parodontologo–ortodontista, evitando scelte isolate. Senza una diagnosi clinica completa (sondaggi, mobilità, valutazione occlusale e radiografie mirate) non è corretto scegliere tra le opzioni che ha indicato, perché ognuna ha senso solo nel momento giusto del percorso terapeutico.
Buon giorno , giovedì ho fatto estrazione del dente del giudizio superiore , non ci sono state complicazioni , non mi ha messo punti , ha inserito due tappini che si sciolgono da soli non devo toglierli io , oggi siamo a santo e sento ancora un po di dolore nel punto di estrazione e sento la mascella indolenzita , non riesco ancora a masticare bene … vorrei sapere se martedì quindi il sesto giorno ho la possibilità di andare a mangiare in sushi … se la gengiva è già chiusa o se rischio che il riso si infili dentro…
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
dopo l’estrazione di un dente del giudizio superiore è assolutamente normale avvertire ancora dolore lieve e una sensazione di indolenzimento della mascella a distanza di 2–3 giorni, soprattutto durante la masticazione. Il fatto che non siano stati messi punti e che siano stati inseriti materiali riassorbibili (“tappini”) è una procedura comune: questi aiutano la formazione del coagulo e la guarigione iniziale.
Per quanto riguarda la chiusura della gengiva, è importante chiarire che a 5–6 giorni l’epitelio superficiale può iniziare a chiudersi, ma il sito di estrazione non è ancora completamente sigillato in profondità. Questo significa che piccoli residui di cibo, soprattutto come il riso del sushi, potrebbero effettivamente infilarsi nell’alveolo se la zona non è ancora completamente stabilizzata.
Martedì potresti anche riuscire ad andare a mangiare sushi, ma con alcune attenzioni: scegli cibi morbidi, mastica dal lato opposto e presta molta attenzione all’igiene dopo il pasto. Un risciacquo delicato con soluzione fisiologica o collutorio (se prescritto) dopo aver mangiato aiuta a evitare ristagni di cibo. Eviterei invece cibi piccoli e appiccicosi proprio come il riso compatto nei primi giorni, oppure li assumerei con molta cautela.
Se il dolore dovesse aumentare invece di diminuire, o comparissero cattivo odore, sapore sgradevole o dolore intenso, è meglio farsi controllare per escludere una possibile alveolite, anche se da come descrivi l’andamento sembra nella norma.
In sintesi: non è ancora una guarigione completa, quindi il sushi non è vietato in assoluto, ma richiede prudenza. Se vuoi andare sul sicuro al 100%, aspettare qualche giorno in più è la scelta più tranquilla.
Buonasera, desidererei fare un trattamento filler labbra.
Essendo pugile però vorrei sapere in primis quali sono i tempi di recupero ottimale.
Poi se, data la natura dello sport, i ripetuti urti al viso possono causare danni permanenti alle labbra trattate, modificare la forma di queste o comunque causare qualunque tipo di problema.
Grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera,
il trattamento con filler alle labbra, generalmente a base di acido ialuronico, ha tempi di recupero piuttosto rapidi, ma nel suo caso va fatta una valutazione più attenta per via dell’attività sportiva.
Dopo l’iniezione è normale avere gonfiore e talvolta piccoli ematomi per 2–5 giorni, con un assestamento più completo nell’arco di circa 10–14 giorni. È proprio questo il periodo più delicato, in cui è fortemente consigliato evitare traumi diretti alla zona trattata. Nel suo caso, quindi, sarebbe prudente sospendere gli allenamenti con contatto pieno per almeno 10 giorni, idealmente due settimane.
Per quanto riguarda i colpi ripetuti, il filler non crea danni permanenti ai tessuti, ma può essere influenzato dai traumi. Urti importanti o ripetuti possono favorire uno spostamento del prodotto, una perdita più rapida del risultato o, in alcuni casi, irregolarità temporanee della forma. Inoltre aumentano il rischio di infiammazione o di formazione di noduli, soprattutto se avvengono a breve distanza dal trattamento.
Nel lungo termine, praticando uno sport come la boxe, bisogna mettere in conto che la durata del filler potrebbe essere inferiore alla media e che potrebbero essere necessari ritocchi più frequenti per mantenere il risultato. Non si parla però di danni permanenti alle labbra se il trattamento è eseguito correttamente e gestito con buon senso.
Il consiglio è di programmare il trattamento in un periodo in cui può concedersi una pausa dagli sparring e confrontarsi con il medico su un approccio conservativo, soprattutto alla prima seduta, così da valutare anche la risposta dei tessuti in relazione alla sua attività sportiva.
Ho 36anni ed ho estratto 4 denti del giudizio e un incisivo inferiore per far spazio a causa di forte affollamento e palato stretto nonché malocclusione.
Mi è stato detto solo successivamente xhe l'espansore palatale è da attaccarla all'osso e non so esattamente quale difira professionale debba procedere a tale procedura
Inoltre temo per i rischi di tale apparecchio fisso quindi vorrei capire se è vero che non ho altre scelte se non quella proposta ovvero espansore palatale fisso superiore ed inferiore per un periodo non stabilito e invisalign
Ho paura di apparecchi fissi e se ci sono altre strade percorribili vorrei affrontarle anche perché ormai ho anche estratto un dente sano quindi ormai devo per forza risolvere. Inoltre mi domando se è normale iniziare un percorso senza contratto, senza mettere nulla per iscritto, autorizzazioni o altro
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
capisco bene le sue perplessità, perché il piano che le è stato proposto non è banale e richiede chiarezza.
A 36 anni l’espansione del palato non può più avvenire con i classici espansori “dentali”, perché le suture ossee sono ormai consolidate. Per questo motivo le hanno parlato di un espansore ancorato all’osso: si tratta di dispositivi tipo MARPE/MSE, che vengono fissati tramite mini-viti nel palato. La procedura di inserimento può essere eseguita da un ortodontista esperto in queste tecniche oppure, in alcuni casi, da un chirurgo orale o maxillo-facciale in collaborazione con l’ortodontista.
Non è una proposta “strana”: in presenza di palato stretto e affollamento severo nell’adulto, l’espansione scheletrica è spesso la soluzione più corretta per evitare compromessi. Le alternative esistono, ma vanno capite bene: senza espansione si può tentare una compensazione dentale (spostare i denti dentro un osso che però è stretto), oppure ricorrere a ulteriori estrazioni. Entrambe le opzioni però possono peggiorare estetica del sorriso, supporto labiale o stabilità nel tempo. In alcuni casi selezionati si può anche valutare una chirurgia ortognatica, che è più invasiva ma risolutiva sul piano scheletrico.
L’uso di Invisalign dopo l’espansione è coerente: serve per allineare e rifinire i denti. Da solo però, senza correggere la base ossea, difficilmente risolve un problema come quello che descrive.
Per quanto riguarda i rischi dell’espansore ancorato all’osso, esistono ma sono generalmente contenuti se la procedura è ben eseguita: fastidio iniziale, possibile infiammazione locale, raramente fallimento di qualche mini-vite o espansione incompleta. Non è un dispositivo “pericoloso”, ma va gestito da mani esperte.
Sulla questione burocratica invece ha perfettamente ragione ad avere dubbi: iniziare un trattamento ortodontico senza un consenso informato scritto, senza un piano terapeutico dettagliato (con tempi indicativi, costi e alternative) e senza un minimo di formalizzazione non è corretto. È un suo diritto avere tutto nero su bianco prima di iniziare.
Il punto chiave è questo: la strada proposta potrebbe anche essere quella giusta, ma prima di procedere lei deve avere:
una diagnosi chiara (eventualmente con cefalometria e, se necessario, CBCT), un piano spiegato bene e un consenso informato firmato.
Il mio consiglio, in modo molto diretto, è di chiedere un secondo parere da uno specialista in ortognatodonzia che abbia esperienza in espansione scheletrica nell’adulto. Non per cambiare per forza terapia, ma per capire se quella proposta è davvero la migliore per lei e affrontarla con maggiore serenità.
Buongiorno ho estratto il dente del giudizio mercoledì 22 aprile.
Ho un punto di sutura che dovrei togliere mercoledì 29 aprile e non sto prendendo antibiotico.Oggi,domenica ho ancora dolore e un sapore cattivo in bocca. In questi giorni ho controllato la ferita e non ho visto coaguli di sangue ma pezzetti bianchi..come faccio a sapere se è cibo incastrato?è normale avere ancora dolore e sapore cattivo?sto facendo sciacqui con colluttorio datemi dal dentista con clorexidina 0,20.
Grazie a chi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
a distanza di pochi giorni dall’estrazione del dente del giudizio un po’ di dolore è ancora normale, ma quello che descrive — sapore cattivo persistente e sensazione di vuoto senza coagulo visibile — fa pensare più a una possibile alveolite (infiammazione dell’alveolo) che a semplice cibo incastrato.
I “pezzetti bianchi” che vede spesso non sono residui di cibo, ma fibrina: è un tessuto di guarigione normale che riveste la ferita e può essere scambiato per qualcosa di estraneo. Quindi non vanno rimossi né disturbati.
Il punto chiave è il dolore: se è ancora presente, magari anche irradiato verso orecchio o tempia, associato a cattivo sapore o odore, è più probabile che il coagulo si sia disgregato precocemente. In questi casi gli sciacqui con clorexidina (come clorexidina) aiutano a mantenere pulita la zona, ma non risolvono da soli il problema.
Non è una situazione grave, ma va gestita: la cosa corretta è farsi rivedere dal dentista prima della data prevista per togliere il punto. Se si tratta davvero di alveolite, può applicare una medicazione locale che riduce rapidamente dolore e infezione.
Nel frattempo eviti di toccare la zona, non faccia sciacqui troppo energici e continui con una buona igiene orale delicata.
In sintesi: un po’ di fastidio è normale, ma dolore + cattivo sapore a questo punto meritano un controllo, senza aspettare.
Buongiorno,
Ho 67 anni,mi hanno consigliato di fare prx composto e subito dopo la biostimolazione cutanea al viso,per dare un ringiovanimento al viso con tante lassità e rughette.
Lei cosa mi consiglia?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
la proposta che le hanno fatto è sensata, ma va contestualizzata bene per non creare aspettative sbagliate.
Il PRX-T33 è un trattamento che migliora qualità della pelle, luminosità e grana, stimolando il derma senza esfoliazione evidente. La biostimolazione (con acido ialuronico libero o altri attivi) serve a idratare in profondità e sostenere il tessuto. Insieme possono dare un effetto di pelle più fresca, compatta e uniforme.
Detto questo, a 67 anni con lassità importante, bisogna essere chiari: non sono trattamenti lifting. Possono migliorare l’aspetto della pelle, ma non correggere in modo significativo il cedimento dei tessuti o le rughe più marcate. Il rischio è fare più sedute e ottenere un risultato troppo lieve rispetto alle aspettative.
Se il suo obiettivo è un miglioramento delicato e progressivo, senza procedure invasive, allora la combinazione proposta può andare bene come primo passo. Se invece desidera un ringiovanimento più visibile, di solito è necessario integrare con trattamenti più strutturali, come filler ben posizionati, eventualmente Radiesse per stimolare anche collagene, oppure tecnologie come radiofrequenza o ultrasuoni focalizzati. Nei casi di lassità importante, l’unica soluzione realmente incisiva resta comunque la chirurgia.
Il consiglio è di chiarire bene con il medico che risultato realistico può aspettarsi da PRX e biostimolazione, magari iniziando con un ciclo e valutando la risposta della sua pelle, senza escludere a priori un piano combinato più completo.
Buongiorno ho levato il dente giudicio dopo 36 ore ho avuto una sanguinamento con sangue molto rosso mi sono preoccupata perche prendo la cardioaspirina grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive può succedere, soprattutto se si assume Cardioaspirina.
Dopo un’estrazione, nelle prime 48–72 ore il coagulo può essere ancora instabile. L’aspirina, anche a basse dosi, rende il sangue più “fluido” e può facilitare un sanguinamento tardivo, spesso con sangue rosso vivo come ha notato lei. Non è automaticamente un segno di complicanza grave, ma va gestito con attenzione.
La prima cosa da fare è comprimere bene la zona con una garza pulita (o anche una bustina di tè freddo) mordendo con decisione per almeno 20–30 minuti senza interrompere. Eviti sciacqui energici, di sputare spesso o di toccare la ferita, perché potrebbero riattivare il sanguinamento. Mantenga la testa leggermente sollevata e, se possibile, applichi del freddo esternamente.
Se il sanguinamento si riduce fino a diventare solo una lieve fuoriuscita o tracce nella saliva, è una situazione gestibile. Se invece continua abbondante nonostante la compressione, oppure riprende più volte, è opportuno contattare il dentista o recarsi in guardia medica odontoiatrica per far stabilizzare il coagulo.
Non sospenda la Cardioaspirina di sua iniziativa, a meno che non sia il suo medico a indicarlo.
In sintesi: può essere un episodio legato al farmaco e al coagulo ancora fragile, ma se non si controlla con la compressione è corretto farla valutare.
Buongiorno, ho 38 anni e 13 mesi fa ho fatto una sola seduta di Profhilo. Da subito ho notato un gonfiore diffuso e si sono formati due nodulini ai lati del naso (nella zona delle fosse piriformi). Col passare del tempo il gonfiore si è lentamente attenuato e anche i due nodulini sono leggermente diminuiti, ma sono sempre presenti (li sento al tatto e quando sorrido mi sembra che il mio naso sia più largo). Gli effetti di Profhilo sono completamente reversibili? La pienezza che percepisco ancora e i nodulini passeranno da soli o a questo punto è necessario intervenire in qualche modo? Sei mesi fa ho fatto un'ecografia e i due noduli sono effettivamente di acido ialuronico, nel resto del viso non sono stati rilevati residui, ma l'ecografia non ha coperto tutta l'area del viso al 100%.
Nel 2023 e 2024 ho fatto un ciclo iniziale di restylane Vital e richiami semestrali, ma gli effetti di questi trattamenti al momento in cui ho fatto profhilo non erano più visibili.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che descrive è una situazione non frequentissima ma assolutamente conosciuta nella pratica clinica.
Il Profhilo è costituito da acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare non cross-linkato, quindi per definizione completamente riassorbibile. In condizioni normali l’effetto svanisce nell’arco di alcuni mesi, ma in una piccola percentuale di pazienti possono persistere più a lungo residui localizzati o fenomeni reattivi, soprattutto in aree particolari come le fosse piriformi.
Il fatto che l’ecografia abbia evidenziato materiale compatibile con acido ialuronico a distanza di mesi indica che non si tratta solo di edema iniziale, ma di persistenza del prodotto o di un suo aggregato. Questo può dare esattamente la sensazione che descrive: lieve pienezza, alterazione della dinamica del sorriso e piccoli noduli palpabili.
Dopo 13 mesi è poco probabile che il riassorbimento spontaneo completi in modo significativo quello che già è avvenuto. Può ancora esserci un miglioramento lento, ma realisticamente se i noduli sono ancora presenti ora, tenderanno a stabilizzarsi più che a scomparire del tutto.
La buona notizia è che la situazione è reversibile anche a questo stadio. Se il fastidio è estetico o funzionale, si può intervenire in modo mirato con ialuronidasi, possibilmente dopo un’ecografia di controllo per localizzare con precisione il materiale. Si tratta di un trattamento generalmente risolutivo quando eseguito da mani esperte, soprattutto su piccoli accumuli come quelli che descrive.
Il precedente utilizzo di Restylane Vital non è verosimilmente la causa diretta del problema, anche perché i tempi che riferisce sono compatibili con un completo riassorbimento, ma può aver leggermente modificato il comportamento dei tessuti.
Il consiglio è quindi di non aspettare ulteriormente passivamente: si faccia valutare da un medico esperto in ecografia dei filler e gestione delle complicanze da acido ialuronico, perché con un approccio mirato è molto probabile riportare la situazione alla normalità.
Salve, vorrei un'informazione. Mettere il collirio e stringere poi gli occhi fa accentuare le rughe, in particolare del contorno occhi e della fronte?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
mettere il collirio di per sé non provoca rughe. Tuttavia, se durante l’instillazione si tende a strizzare frequentemente e con forza gli occhi, nel tempo questo movimento ripetitivo può contribuire ad accentuare le rughe d’espressione del contorno occhi e, in alcuni soggetti, anche della fronte.
Si tratta comunque di un effetto legato soprattutto alla mimica muscolare ripetuta e non al collirio in sé. Inoltre, fattori come qualità della pelle, esposizione solare, disidratazione, fumo, stress e predisposizione genetica hanno un impatto molto maggiore sull’invecchiamento cutaneo.
Se nota di stringere molto gli occhi potrebbe essere utile verificare anche se il collirio provoca bruciore o fastidio, perché in quel caso la reazione di contrazione sarebbe semplicemente una risposta irritativa.
Buonasera,
ho effettuato una visita da un chirurgo maxillo-facciale per una II classe scheletrica e mi è stato consigliato un intervento chirurgico per migliorare la mia situazione.
Tuttavia, mi è stato anche suggerito di valutare un tentativo con la tecnica MEAW/Sato.
Vorrei sapere se nel vostro studio vi occupate di questa tecnica ortodontica. In tal caso, sarebbe possibile ricevere un preventivo per un trattamento con apparecchio (arcata superiore e inferiore)?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Nel nostro studio ci occupiamo anche di trattamenti ortodontici secondo la filosofia MEAW/Sato, naturalmente dopo un’attenta valutazione clinica e cefalometrica del caso. Nelle II classi scheletriche è importante capire se esistano reali possibilità di compenso ortodontico oppure se l’indicazione chirurgica rappresenti la soluzione più stabile ed efficace nel lungo periodo.
La tecnica MEAW può essere indicata in alcuni casi selezionati, soprattutto quando si desidera evitare la chirurgia, ma la fattibilità dipende da vari fattori clinici e scheletrici che devono essere analizzati con esami diagnostici adeguati.
Per correttezza professionale non è possibile formulare un preventivo preciso senza una visita specialistica e senza visionare la documentazione radiografica e fotografica. Dopo la valutazione sarà comunque possibile definire un piano di trattamento completo, comprensivo di tempi e costi per entrambe le arcate.
Salve, ho 32 anni a che età si fa la biorivitalizzazione? Non ho una pelle rugosa, ma spenta. Io preferirei senza aghi, quale sarebbe la differenza con aghi e senza.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
la biorivitalizzazione non è legata a un’età precisa, ma alle caratteristiche della pelle e agli obiettivi del paziente. A 32 anni, in presenza di una pelle spenta o disidratata ma non ancora rugosa, può essere già un trattamento molto utile per migliorare luminosità, idratazione e qualità cutanea, anche in ottica preventiva.
La differenza principale tra biorivitalizzazione con aghi e trattamenti “senza aghi” riguarda soprattutto profondità ed efficacia. La tecnica con microiniezioni permette di veicolare acido ialuronico e altri attivi direttamente nel derma, ottenendo generalmente risultati più intensi e duraturi sulla qualità della pelle. I trattamenti senza aghi, invece, sono più delicati e confortevoli, ma agiscono in modo più superficiale; possono migliorare luminosità e idratazione, anche se solitamente con effetti meno marcati e meno persistenti.
La scelta dipende quindi dal risultato che desidera ottenere, dalla sensibilità personale e dal tipo di pelle. In molti casi si può iniziare con approcci non invasivi e valutare successivamente trattamenti più profondi se necessario.
Salve sono caduto e il labbro dal esterno si è spaccato è si e fatta una lesione uscendo un po' di sangue. Dopo 3 settimane la lesione sta guarendo, però si è creato un nodulo duro sulla gengiva e sto mettendo il ghiaccio e prima ancora colluttorio e acqua e sale. Cos'altro mi consigliate? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve,
dopo un trauma al labbro e ai tessuti molli della bocca può capitare che, durante la guarigione, si formi un piccolo nodulo duro o un ispessimento cicatriziale. In alcuni casi può trattarsi semplicemente di fibrosi post-traumatica o di un piccolo ematoma organizzato; in altri, soprattutto se localizzato vicino alla gengiva, potrebbe esserci anche un coinvolgimento del dente o dei tessuti sottostanti.
Dopo tre settimane il ghiaccio ha generalmente un’utilità limitata. Continui pure con una buona igiene orale e con un collutorio delicato, evitando però di traumatizzare ulteriormente la zona. È importante non schiacciare né manipolare il nodulo.
Le consiglierei però una visita odontoiatrica o maxillo-facciale se il nodulo persiste, aumenta di volume, è dolente oppure se nota mobilità dentale, cambiamenti di colore dei denti, fuoriuscita di pus o fastidio alla masticazione. In alcuni casi può essere utile una radiografia di controllo per escludere conseguenze sul dente o sull’osso.
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…