Domande del paziente (4)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Le vertigini, termine più usato per definire quelli che lei chiama "sbandamenti" (che perltro spiegano bene quello che le succede giornalmente), possono essere provocate da diverse cause... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. Il collega ha fatto una valutazione completa e passato alcuni messaggi e suggerimenti che vengono confermati direttamente dalle sue ginocchia (il nostro corpo non ci dice bugie...la mente... Altro
Buongiorno, chiedo consiglio su cosa mi stia succedendo. Da maggio 2025 ho rigidità al collo, sfociata in un’nfiammazione ad agosto. A settembre ho fatto una RX alla colonna cervicale che ha avuto questo esito: appianata la fisiologica lordosi, note di spondilosi e normali gli spazi intersomatici.
A fine settembre ho fatto 10 sedute di posturale e massaggi. La rigidità é rimasta ma per fortuna l’infiammazione è passata.
In un periodo di stress e forte tensione lavorativa, dieci giorni fa ho iniziato ad avere forti dolori al collo nella parte alta a sinistra fino alla spalla. Il dolore era così forte che non sono riuscita a dormire per 6 giorni provando ogni tipo di antidolorifico. Il medico mi aveva dato il tachifene che non faceva minimamente effetto. Ho trovato sollievo per 2-3 ore solo con l’Oki.
Mi ha successivamente prescritto iniezioni di dicloreum e muscuril per 6 giorni. Nel giro di due giorni il dolore è diminuito quasi a passare del tutto.
Nel frattempo sono andata dal fisiatra che da un esame del obiettivo mi ha trovato: rigidità del tratto cervicale, riduzione del ROM e contratture muscolari di: muscolo sternocleidomastoideo (davanti al collo), muscolo trapezio (spalle) più marcate a sinistra.
Mi ha prescritto da fare dopo che mi sarò sfiammata: massoterapia distrettuale riflessogena, elettroterapia antalgica TENS ed esercizi posturali propriocettivi.
A livello farmacologico invece: Flexiban 10 mg, Medrol 16 mg e Neurassial Dol.
Ho iniziato il cortisone appena prescritto (da 3 gg) mentre avevo pensato di non prendere il flexiban visto che non avevo dolori e perché ancora prendevo il muscoril.
A 24 h dalla fine dell’ultima iniezione (ieri) ho iniziato a sentire di nuovo dolore e rigidità, non così forte ma è presente.
Ora vi chiedo devo iniziare con il flexiban ? Inoltre devo aspettarmi che il cortisone non faccia effetto e che mi ritorneranno di nuovo i dolori forti che avevo una settima fa ?
Inizierò la terapia fisioterapica tra una settimana ma se avrò ancora dolore potrò farla secondo voi ?
Capisco che i farmaci tappano momentaneamente i buchi ma se non si sfiamma la contrattura come faccio a fare terapia e tornare alla normalità ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Signora. Chi le sta rispondendo è un dottore in Fisioterapia, quindi non farò alcun riferimento all'approccio farmacologico che non è di mia competenza. Mi permetto semplicemente di sottolineare che il concetto di "aspetta di esserti sfiammata e poi vai dal fisoterapista" è un concetto che è ormai superato da anni e conferma quello che constatiamo ogni giorno in studio, e che i medici, specialisti o meno, sono spesso rimasti ancorati ad una visione e ad una prescrizione della fisoterapia, jurassica! La nostra disciplina è sicuramente una di quelle che che nell'ultimo ventennio ha avuto i maggiori progressi, sviluppi e ricerche scientifiche che ne testimaniano, senza ombra di dubbio, quanto possa serenamente candidarsi come proposta terapeutica (anche antinffiamatoria e antidolorifica) al pari della stragrande maggioranza dei farmaci prescrivibili, in una prima fase di tattamento. Si rivolga con serenità ad un terapista referenziato che le saprà certamente suggerirle un piano terapeutico che non si limiti a gestire il sintomo, ma soprattutto lavorare sulla causa (cosa che nessun farmaco può ancora fare) che lo ha generato. Grazie per l'attenzione
In sintesi sono una donna di 60 anni .Il 28 febbraio ho subito un intervento con placca viti e innesto di osso per frattura scomposta del piatto tibiale a causa di una bruttissima torsione. Dai molteplici esami che mi sono stati fatti prima dell intervento non è risultato alcun problema,neanche osteoporosi .A tutt'oggi ho effettuato 13 sedute di kinesi e 3 di idro ,ho inoltre dal 1 maggio il carico completo.Mi è stato detto più volte che l intervento è andato benissimo. Le scrivo perché sono molto scoraggiata in quanto i risultati che ottengo durante la fisioterapia non vengono fissati mi sembra di fare 1 passo avanti e 2 indietro.Vorrei sapere è normale? Faccio un esempio dopo la fisioterapia, a casa mi ritrovo con una rigidità estrema e sensazione di gamba di legno,inoltre la flessione del ginocchio e bloccata a 90 da un po' e non riesco a farmi fare le manovre manuali perché mi irrigidisco per il dolore ormai è un automatismo,cosa si può fare ? Ma soprattutto si può ancora guadagnare in termini di flessione del ginocchio?(L'estensione hanno detto che è ok).Grazie in anticipo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno. I risultati che ottiene durante la seduta, testimoniano che il suo ginocchio può migliorare la sua articolarità e i suoi gradi di flessioni in condizioni ottimali. Ovviamente questo risultato deve stabilizzarsi e se possibile miglorare. Esercizi domiciliari post trattamento, di automobilizzazione, rinforzo e controllo motorio possono farla tornare padrona del suo movimento. Se l'ortopedico che l'ha operata non le ha segnalato delle limitazioni biomeccaniche insorte dopo l'intervento, la natura della riduzione del movimento articolare è verosimilente responsabiltà del comparto capsulo legamentoso e/o di un possibile e verosimile edema osseo trattabili con opportuna terapia manuale e campi magneti ultrdeboli. Esistono in commercio ginocchiere con azione antinfiammatoria e antidolorifiche (utilizzate e promosse sia da tennisti famosi che da professionisti di quasi tutte le discipline sportive) che possono accompagnare con successo il suo percorso riabilitativo.
Domande più frequenti
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Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa…